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  • La progettazione
    propria vecchiaia molti avendo investito tutto il proprio essere per dare il massimo nelle altre stagioni della vita si trovano invece impreparati di fronte alla senilità e alla frequente perdita d indipendenza che porta al ricovero in istituto Può l animatore operare per mitigare o forse evitare tale stato di cose Molto spesso il ruolo di coloro cui è affidato tale settore in Istituto non è ben chiaro proprio perché va al di là di una facile interpretazione estesa solo al visibile L animatore dovrebbe possedere la capacità di leggere i bisogni all interno dell istituzione la quale li leggerà a sua volta Il rischio spesso è invece quello di dare risposte stereotipate a bisogni solo presunti e non realmente verificati si potrebbe allora dire che l animatore anima soprattutto i bisogni Egli inoltre introduce una grande novità nell ambito lavorativo l affettività Il fatto che l affettività sia il vero metodo rappresenta sicuramente una sfida ma è l unico modo per partire da un istituto e ottenere una casa Tra i passi da compiere per arrivare a questo traguardo deve porsi una scomposizione dei momenti istituzionali che devono poi ricomporsi tramite l intervento degli ospiti stessi della struttura Operazioni preliminari Alcuni cardini su cui l animatore deve impostare il proprio operato sono i seguenti Non si lavora per diminuire la malattia ma per aumentare la salute tramite la socializzazione il recupero delle capacità dei singoli e l incremento delle possibilità di ognuno nel rispetto delle individualità e evitando l imposizione delle attività Non bisogna tanto possedere tecniche quanto avere competenze competere lavorare insieme vale a dire interagire con gli ospiti e rispondere ai loro reali bisogni E fondamentale l opera di collaborazione e di mediazione con l amministrazione della struttura in tale prestazione può anche accadere che egli diventi una figura conflittuale ma d altra parte il conflitto implica cambiamento Date tali premesse si può ora configurare nella pratica quali debbano essere le operazioni da svolgere nel momento in cui la figura professionale dell animatore entri a far parte dell organico Analisi della situazione Si possono verificare tre differenti evenienze 1 Nella struttura in cui l animatore si trova a lavorare non è mai esistita prima d allora la sua figura professionale 2 Il professionista sostituisce o collabora con un collega già operante 3 Egli deve iniziare il proprio lavoro in una Casa di Riposo di nuova apertura Per procedere alla stesura di un programma vero e proprio di animazione sarà quindi necessario procedere all analisi dell istituto in cui si opera oltre a verificare ciò di cui sopra occorrerà fare una visita preliminare per conoscere il tipo di struttura la disposizione dei locali la composizione del personale la tipologia degli ospiti ricoverati e lo schema di una loro giornata tipo Sarà poi di fondamentale importanza convocare un incontro preliminare con le altre figure professionali in modo da rendere chiaro a tutti il ruolo dell animatore e la sua professionalità impostare la possibilità di un lavoro di équipe e specificare gli eventuali dubbi o annotare idee e impressioni chiarendo fin dall inizio il tipo di lavoro che s intende svolgere e sottolineando l importante ruolo della collaborazione tra i dipendenti si potrebbe rendere più semplice l attuazione del servizio Riassumendo l analisi della situazione deve prevedere i punti seguenti Analisi dell ambiente in cui si opera istituzione ambito geografico ambito strutturale Possibili relazioni con altri ambienti del territorio Valutazione di capacità e possibilità dell équipe di lavoro Valutazione dei fini da raggiungere Possibilità economiche Valutazione dei singoli e del gruppo di lavoro La progettazione dell intervento Si è visto come la definizione del lavoro dell animatore sia piena di sfaccettature questo perché egli fondamentalmente è un progettatore e un rielaboratore di interventi in continua evoluzione egli sa connettere e proprio per questo la sua opera è inscindibile da quella delle altre figure La progettualità all interno della struttura è fondamentale ci vuole il consenso appoggio della direzione per chiedere agli altri operatori di entrare a far parte del processo animativo L animatore non deve essere circoscritto o addirittura confinato nel proprio ruolo perché in tal modo il suo lavoro diventa inutile gli anziani hanno bisogno di una stimolazione a 360 Non sarà poi importante dove si arriverà ma come sarà impostato il cammino La progettazione vera e propria verrà a coinvolgere non solo la struttura e le figure in essa operanti ma fin dall inizio dovrà prevedere il coinvolgimento del territorio sarebbe buona cosa prendere contatto con le associazioni presenti nella zona e possibilmente conoscere la realtà delle varie scuole stando però attenti a non spaventare questi possibili volontari o collaboratori con richieste impossibili ma anche chiarendo la serietà della decisione di occuparsi del mondo degli anziani In sostanza si potranno fissare orari e momenti più o meno strutturati a seconda della loro disponibilità Un altra annotazione riguarda l atteggiamento da tenere durante tutto il lavoro di animazione il migliore progetto diventerebbe carta straccia se intendessimo seguirlo sempre alla lettera senza compensarlo con l osservazione di ciò che accade giornalmente Un animatore necessita di grande sensibilità ed empatia non basta decidere come agire all inizio bisogna sempre avere il coraggio di autovalutarsi eventualmente rivedendo le proprie opinioni verificando periodicamente i risultati che si ottengono senza cadere in un atteggiamento di onnipotenza e pensando quindi di poter lavorare in completa solitudine ciò potrebbe portare addirittura l animatore ad entrare in corto circuito e a bruciarsi prima di avere iniziato un lavoro sufficientemente buono Conoscere l ospite Nel momento in cui avviene l incontro con l ospite bisognerà avvicinarsi ad esso con umiltà cercando di rompere quella sottile barriera o il disorientamento che lo prende all entrata in istituto Una scusa per un primo colloquio può essere la compilazione della SCHEDA DELL OSPITE la raccolta dei dati ha come risultato di conoscere la persona anziana sia anagraficamente sia sotto il profilo psicofisico sia da un punto di vista più strettamente animativo Nel caso in cui alcuni problemi fisici o mentali impediscano

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  • Programmazione
    alzata degli ospiti eccetera tenendo ben presente che serviranno momenti in cui predisporre gli interventi e quindi ore nelle quali non sarà necessario avere a che fare direttamente con l ospite Predisporre le attività Dopo aver vagliato le esigenze e le caratteristiche degli ospiti è ora di passare a concretizzare il progetto Per l elenco delle attività possibili rimando alla sezione Attività Vi chiederete quanto tempo deve durare ogni attività Molto dipende dalla vostra esperienza dalla tipologia di ospiti con cui avete a che fare dall l imponderabile Sì non è il caso di scoraggiarvi ma sappiate che ci saranno giornate in cui per esempio la lettura del quotidiano e i commenti ad essa collegati dureranno anche tre quarti d ora altre volte in cui dopo 15 minuti capirete che la cosa non interessa più a nessuno Questa è la parte più difficile del nostro lavoro occorre saper essere elastici modificare il proprio atteggiamento a seconda dell atmosfera che percepite distinguere tra un giusto stimolo alla partecipazione e costrizione sbagliatissimo Per darvi modo di programmare un intervento corretto considerate di occupare circa un ora per le attività principali periodo in cui potrebbe essere compresa anche la preparazione e la conclusione del lavoro Altra domanda possibile Quali sono le attività che non possono mancare Io ho sempre considerato fondamentale il pensiero che ho di fronte persone adulte forse con problemi importanti ma adulti Non sono bambini a cui proporre giochi appunto infantili Esempio di programmazione settimanale in un reparto normale di casa di riposo MATTINO POMERIGGIO Lunedì Lettura del quotidiano Tombola Laboratorio creativo Giro camere Martedì Lettura del quotidiano Ginnastica di gruppo Laboratorio creativo Laboratorio di enigmistica Uscita nella bella stagione Giro camere Mercoledì Lettura del quotidiano Elaborazione del Giornalino Laboratorio di lettura Giro camere Giovedì Lettura del quotidiano Lab ludico

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  • Anziani non autosufficienti
    come ci si potrebbe aspettare i bisogni materiali Il riscontro di quest esigenza è spesso causa di una difficoltà profonda a dare risposte valide anche perché comprende la possibilità di mettersi in gioco di persona con i propri sentimenti e sensazioni sarà poi più complicato cercare di venire incontro all anziano se si continuerà a pensare ad esso più come soggetto che manifesta bisogni che come fonte di risorse Anche nel caso di anziani non autosufficienti invece sarà sempre possibile ridare anche solo un minimo di dignità e sottolineare la condizione di persona Ecco allora che la figura dell animatore potrà entrare in gioco a rappresentare un nuovo tipo di terapeuta incentrato a far emergere la natura di ognuno utilizzando sì dei supporti scientifici con l aiuto di esperti ma senza cadere nella trappola di sostituire coloro che hanno il compito specifico di sostenere l anziano da un punto di vista prettamente medico e sanitario L animatore agirà come terapista non nel senso di controllore ma di facilitatore e proprio per questo non avrà timore di confrontarsi con la malattia che porta la persona anziana a vivere in un mondo mentalmente caotico nonostante ciò lo porti a prendere anche da

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  • La terapia occupazionale
    la condizione di disagio che l anziano è costretto a vivere con conseguente depressione solitudine disistima eccetera Le sue problematiche all opposto necessiterebbero di un assistenza assidua completa e competente e di una situazione che non sia fonte di ulteriore disagio Si è notato che spesso gli ambienti in cui vivono gli anziani danno scarse stimolazioni sensoriali a causa di ciò la persona può attuare una deprivazione volontaria e decidere di respingere ulteriori stimoli Cesa Bianchi spiega la deprivazione sensoriale come condizione in cui un soggetto si trova isolato dalla consueta realtà ambientale per l assenza o la riduzione degli stimoli esterni e ne identifica diverse tipologie Deprivazione sensoriale propriamente detta in cui la riduzione della stimolazione è puramente quantitativa come nella cecità la sordità ecc Deprivazione percettiva In questo caso si ha un alterazione quali tativa della stimolazione tanto che le informazioni sensoriali risultano distorte Deprivazione sociale il soggetto è isolato da ogni contatto interpersonale Questi tre aspetti della deprivazione possono essere anche definiti come effetti da ipostimolazione e sono spesso interdipendenti Il primo intervento da attuare è correggere il più possibile i deficit sensoriali per esempio nel caso di difficoltà visive si devono informare tutti coloro che entrano in contatto con l anziano sulla distanza da tenere per permettergli di vedere persone e oggetti se la persona è sorda si possono utilizzare immagini o scrivere le parole Per chiarire il ruolo della terapia occupazionale nel trattamento dei disagi suddetti Bianca Petrucci in una sua trattazione riporta alcuni esempi di esperienze pratiche effettuate da studiosi inglesi e americani Nel 1958 Casin applicò ad un gruppo di dementi senili attività di terapia occupazionale sociali e domestiche con lo scopo di ottenere comportamenti appropriati e di migliorare la qualità di vita Egli nel tempo verificò che diminuì l aggressività e migliorarono

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  • La musicoterapia
    gli esperti hanno preso contatto col reparto si sono selezionati due gruppi di ospiti sulla base di test di tipo cognitivo e comportamentale e grazie alle indicazioni del personale Le sedute avevano durata di un ora e frequenza settimanale e hanno avuto il supporto del personale presente Lo schema seguito si può sintetizzare in tre fasi 1 Fase preparatoria gli ospiti giunti nella sala prescelta per la seduta sono messi in cerchio segue il momento dei saluti e delle presentazioni con informazioni sulla data ed eventuali festività 2 Fase centrale il terapeuta presenta l esercizio prescelto che consiste nell ascolto di brani selezionati in precedenza 3 Fase finale si riprendono alcune domande iniziali relative all orientamento spazio temporale seguono i saluti finali Al termine del ciclo di sedute si è constatato che a un disorientamento iniziale è seguito un riscontro positivo nell umore e nel comportamento degli anziani E da ricordare che il tutto è stato abbinato a una riorganizzazione della gestione del reparto questo per ricordare che qualsiasi intervento terapeutico quale quello musicale non può rimanere un momento estraneo alla vita della struttura ma anzi si deve integrare con l intera organizzazione Un altra esperienza condotta dagli stessi terapisti nel medesimo istituto si è centrata su una riabilitazione finalizzata alla riattivazione di memoria attenzione e percezione di alcune anziane con problemi di demenza senile Anche in questo caso si sono susseguite più fasi 1 Fase preliminare Con frequenza settimanale il gruppo si è impegnato in esercizi di ascolto attivo di brani musicali ed esecuzione di ritmi per mezzo di strumenti quali tamburelli legnetti e triangoli lo scopo dell attività era di sviluppare l attenzione e la discriminazione destra sinistra alto basso ecc Inoltre l ascolto dei brani suscitava reazioni e commenti Gli esercizi ritmici volevano sviluppare regole comportamentali ad esempio l esecuzione a turno e riattivare le capacità di numerazione Il risultato di questa prima fase è stato senz altro positivo visto il gradimento per le riunioni e il progressivo verificarsi di semplici apprendimenti nonostante alcune difficoltà per gli esercizi ritmici 2 Fase test Sono state predisposte varie prove atte a riconoscere velocità durata intensità ed altezza dei suoni o l andamento delle melodie 3 Fase training Terminati i due mesi della fase precedente si è approfondito tale modo di agire e le ospiti si sono impegnate in esercizi più elaborati focalizzati sui sopra citati elementi del linguaggio musicale 4 Fase retest Al termine sono state di nuovo somministrate le prove iniziali per valutare gli eventuali progressi ed abilità In generale si è constatato come la partecipazione a sedute di musicoterapia come quelle descritte può condurre ad una parziale riabilitazione delle capacità di attenzione di coordinazione e intellettive In un ulteriore esperienza condotta in alcune Case di Riposo di Como sono stati coinvolti animatori fisioterapisti volontari ed obiettori Lo scopo dell iniziativa era di mantenere o recuperare funzioni cognitive di base ed è stato personalizzato in base alle esigenze delle diverse strutture e dei gruppi di anziani partecipanti 1

    Original URL path: http://www.animanziani.it/la%20musicoterapia.htm (2016-04-30)
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  • Musicoterapia e musicoterapeuta
    accoglimento delle proposte della persona che vengono anche ampliate ed arricchite in uno scambio reciproco tra paziente e musicoterapeuta La Musicoterapia per le persone con la Malattia di Alzheimer Questa musica mi fa tornare a dodici anni Assunta Queste canzoni sono belle ci riportano alla gioventù sembra che possiamo rigustare quell epoca Rina Riascoltare qualcosa che piaceva sembra se sente un brivido Bruno È come rivedere cose già viste Maria Gli anziani malati sono consapevoli degli effetti benefici del fare musica assieme e del potere della musica di trasformarli e di ridare loro vita nuova al termine di un incontro di musicoterapia a cui partecipava Assunta una signora di 85 anni comunicò il suo essere stata bene esclamando Noi sbocciamo quando siamo qui a fare musica La letteratura internazionale e le ricerche sull uso della musica come coadiuvante nella terapia della Malattia di Alzheimer rilevano come le due funzioni che sembrano essere maggiormente interessate dalla stimolazione musicale sono 1 l umore che può stimolare la percezione di benessere nei malati e agire anche sul mantenimento delle loro capacità cognitive oltre che sulle condizioni fisiche generali 2 il rinforzo dei moduli cerebrali connessi con la memoria la musica sembra essere un canale privilegiato nel tenere viva la plasticità cerebrale e quindi le funzioni cognitive La musicoterapia si presenta quindi come un mezzo privilegiato che consente il recupero di alcune delle molte perdite causate dalla demenza di Alzheimer essa infatti offre al malato la possibilità di utilizzare alcune delle poche facoltà rimaste abbastanza conservate favorisce le reazioni comportamentali sorriso movimenti corporei rafforza l attenzione e la prontezza favorisce importanti cambiamenti nella qualità della vita rafforzamento della fiducia in sé voglia di vivere vitalità socializzazione facilita l interazione e lo sviluppo di contatti sociali consente l espressione dei sentimenti un maggiore coinvolgimento con

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  • La dinamica di gruppo psicomotoria
    due o tre persone tra obiettori di coscienza e operatori socio assistenziali è prevista l eventuale presenza di accompagnatori personali e parenti ed è possibile la partecipazione di anziani esterni all istituto E bene che il conduttore si trovi sempre di fronte agli anziani in una posizione che gli consenta di esser visto da tutti L incontro vero e proprio sarà introdotto da saluti ed eventuali presentazioni nel tentativo di creare un clima di familiarità non mancheranno per questo motivo piccole note di colore ed annotazioni scherzose Seguirà l appello dei presenti che fa da stimolo all impegno e serve all animatore come verifica di frequenza all attività Le fasi in cui si esprime la dinamica di gruppo psicomotoria sono le seguenti L aspetto motorio Esso si realizza con la mobilizzazione segmentaria delle parti del corpo testa collo spalle braccia mani tronco cosce gambe piedi sui piani sagittale orizzontale e verticale La respirazione Le mobilizzazioni sono intercalate da esercizi di respirazione che fanno da legame tra la parte motoria e la verbalizzazione del gruppo al conduttore degli esercizi e viceversa Durante il susseguirsi degli atti respiratori l anziano riflette sui messaggi a lui lanciati e li rielabora facendoli propri La ginnastica inglobata in un attività immaginativa sembra essere la proposta ideale per le persone anziane perché non implica particolari capacità fisiche ed offre la possibilità di mettere in luce le caratteristiche di ogni personalità attraverso la comunicazione di immagini Visto che ogni seduta di dinamica di gruppo psicomotoria è unica è difficile esemplificare quali possano essere i messaggi che si creano tra il conduttore e gli anziani In pratica l animatore durante le respirazioni che sottolineano gli esercizi corporei chiede ai partecipanti di esprimere le sensazioni i ricordi le immagini i colori o le singole parole che appaiono nella mente

    Original URL path: http://www.animanziani.it/la%20dinamica%20di%20gruppo.htm (2016-04-30)
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  • La terapia artistica
    sfumature create Plasmando un pezzo informe di creta portiamo vita a un materiale che fa parte della terra stessa e utilizziamo forza e abilità Il risultato nell aiuto che può dare la terapia artistica sarà diverso a seconda degli attrezzi delle tecniche e dei materiali usati ma è da sottolineare che in ogni attività non è importante il risultato finale quanto il processo e l esperienza creativa mantenendosi in una condizione di ascolto dei sensi Qui termina l esposizione schematica della teoria sulla terapia artistica Considerando in particolare il colore possiamo appoggiarci a teorie espresse prima da Goethe nella sua opera Teoria dei colori del 1809 e quindi da Steiner Secondo Goethe il colore nasce e vive dalla mescolanza di luce e tenebra ogni colore poi ha un azione particolare e provoca sentimenti diversi a seconda delle sfumature in cui è espressa una certa tinta Kandinsky inoltre nel testo Lo spirituale nell arte del 1912 oltre ad accordarsi con quanto espresso dal suo illustre predecessore aggiunge che i colori hanno un sapore e un aspetto particolari ruvidi lisci profumati Addirittura alcuni colori danno sensazioni di movimento il rosso sembra andare incontro all osservatore il blu pare risucchiarlo in sé Steiner osserva che se si colora una forma è come se le si donasse l anima è come se il colore vivesse di vita propria e possedesse una sorta di luminescenza interiore Per rendere accessibile all educatore animatore l utilizzo della terapia del colore con gli anziani possiamo addentrarci ora nella fase operativa vera e propria esemplificando come essa possa essere utilizzata L attività visto che implica l utilizzo del colore al di fuori di un disegno che lo contenga è accessibile anche a chi non possegga senso artistico nel significato comune Ognuno può esprimere e comunicare stati d animo ed emozioni nel momento poi in cui il lavoro è presentato agli altri l anziano parla di sé e può ricevere gratificazione dalla ricerca di originalità propria del processo animativo L intervento può avvenire a livello pedagogico igienico o igienico terapeutico nel primo caso il lavoro è uguale per tutti nel secondo si differenziano gli esercizi a seconda delle diverse patologie Definiamo ora le diverse fasi di un possibile intervento 1 Osservazione Innanzitutto sarà necessario preparare il personale e le altre persone vicine all anziano spiegando le motivazioni dell intervento quindi occorre osservare gli anziani con rispetto e cercando di analizzare le loro caratteristiche i movimenti il tono della voce il tipo di comunicazione 2 L incontro di pittura Innanzitutto è importante preparare l ambiente operativo in modo da renderlo caldo e accogliente Quindi a seconda di ciò che ci proponiamo l incontro potrà aprirsi con un osservazione di un dipinto o un oggetto o con la lettura di una breve poesia o una fiaba Prima di proporre un esercizio sul colore potremo far vedere e toccare un oggetto di quella tinta descrivendone le qualità sensoriali e sollecitando emozioni in alternativa potremo trarre spunti dalla parola leggendo una poesia o una

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