web-archive-it.com » IT » A » ANIMANZIANI.IT

Total: 49

Choose link from "Titles, links and description words view":

Or switch to "Titles and links view".
  • L'orientamento alla realtà
    facile bisognerebbe riuscire a formare dei gruppi di anziani individuando le simpatie e favorendo così amicizie o semplici occasioni di incontro e conversazione in questo senso si cercherà di predisporre un ambiente favorevole rendendo lo spazio accogliente mettendo le sedie in cerchio e così via Tutti gli ambienti e le stanze dell istituto dovrebbero essere segnalate con etichette in cui oltre alla denominazione del luogo bisognerebbe aggiungere un simbolo grafico Anche il vestiario deve essere facilmente riconoscibile dal proprietario la stanza da letto dovrebbe essere personalizzata con qualche oggetto personale fotografie soprammobili calendario ecc il soggiorno in comune dovrebbe poi contenere arredi come i libri un registratore piante giochi di società e un tabellone su cui segnalare informazioni di vario tipo Anche il tavolo da pranzo dovrebbe essere corredato da un segnaposto che renda immediatamente riconoscibile dall anziano il proprio spazio Orientamento alla realtà formale Questa tipologia di orientamento alla realtà permette di intervenire sulle problematiche dell anziano tramite interventi organizzati giornalmente Le persone vanno suddivise in gruppi da due tre fino a otto persone secondo il livello di difficoltà mentale accertato la provenienza la cultura e tenendo conto di particolari caratteristiche comportamentali che potrebbero anche arrecare disturbo durante la seduta Gli incontri si svolgono ogni giorno alla stessa ora con lo stesso staff e nella stessa stanza per una durata di circa trenta minuti in relazione alle capacità di attenzione degli ospiti L atmosfera deve essere rilassante e familiare Un attenzione particolare va rivolta all ambiente in cui si realizzano le sessioni la stanza deve essere arredata semplicemente in modo da stimolare l attenzione luminosa ricca di immagini di disegni di foto Occorre predisporre un tabellone facilmente visibile con le foto degli anziani del personale dell istituto e della città immagini sulle sta gioni e il calendario dei compleanni per stimolare l orientamento nel tempo è utile munirsi di un grande calendario e di un orologio con numeri evidenti Nell incontro possono essere utilizzati materiale di cancelleria cartellini rappresentanti oggetti d uso quotidiano fiori animali ecc ciò che serve per la scrittura la lettura e la numerazione dadi con facce colorate con i numeri ecc l occorrente per la musi ca accessori personali degli ospiti quali foto indicazioni che ricordino la loro professione ecc Tutti i materiali devono essere maneggevoli con forme e colori che stimolino ulteriormente l attenzione La seduta inizia con la predisposizione dei partecipanti attorno a un tavolo segue il momento del saluto in cui dopo che ogni operatore si è seduto di fronte a un anziano il conduttore sollecita a dire il proprio nome e quindi a guardarsi intorno e descrivere ciò che vedono Le attività che sono poi proposte possono essere così suddivise Attività per l orientamento nel tempo nello spazio e per il riconoscimento personale Ad esempio far leggere all anziano su un tabellone predisposto appositamente la data la stagione e il tempo atmosferico fargli dire l età e l anno di nascita e possibilmente fargli trascrivere questi dati su un quaderno Per

    Original URL path: http://www.animanziani.it/l%27orientamento%20alla%20realt%C3%A0.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • La logoterapia
    in totale venti volte Le promisi di farla rinvenire ogni volta rapida mente in modo da non farle perdere l occasione di svenire di nuovo al piano successivo Se saliamo venti piani vogliamo sperimentare venti svenimenti tutto deve essere fatto con un certo ordine Questa espressione umoristica servì a scacciare subito una parte della paura iniziale quanto ba stava perché la donna affrontasse il nostro esperi mento terapeutico Quando superammo il primo piano mi mostrai delusa per il fatto di vederla ancora in piedi non era quello che avevamo concordato Arrivate al secondo piano scossi la testa con impazienza e dissi che doveva affrettarsi per rispettare il programma di svenimenti al quinto piano cominciai a ricordarle arrabbiata che mi aveva promesso almeno uno svenimento e che ora doveva mantenere la parola data dal decimo piano la incalzai a cercare con ogni mezzo di sudare almeno un po la paziente uscì dall ascensore all ultimo piano sorridente Già lo stesso giorno la paziente riuscì completamente da sola e senza il mio aiuto ad andare su e giù sana e salva con l ascensore del municipio Un ulteriore consiglio è che l interessato inizialmente ripeta più volte con l operatore le formule paradossali per poi dargli modo di applicarle da solo L altra metodica proposta da Frankl come è stato anticipato è rappresentata dalla dereflessione Nella vita di ognuno accade di avere momenti in cui si è soggetti a disturbi temporanei che per lo più sono considerati normali e non vengono degnati di particolare attenzione Può però succedere che qualcuno affronti questi eventi come veri e propri problemi tanto da cercare di superarli forzando la situazione ma ottenendo solo di trovarsi maggiormente invischiato Per esempio questo si verifica quando una persona che soffre di insonnia si sforza di addormentarsi ma finisce per essere sempre più sveglia Per superare la situazione Frankl propone il metodo della dereflessione che si basa sul concetto di intenzionalità Nella pratica si tratta di aiutare la persona a eliminare l eccessiva attenzione su di sé per sottolineare altri aspetti perché sia efficace tuttavia non basta distrarsi ma occorre accentrare l attenzione su qualcosa di positivo Inoltre poiché lo scopo ultimo della tecnica è di distogliere l attenzione della persona dal presunto problema è importante che l operatore non si soffermi troppo a dare spiegazioni preliminari Come dice la Lucas se il paziente pensa Ah adesso dovrei prestare attenzione a questo per non pensare ancora a quello l effetto desiderato scompare perché il paziente ha pensato di nuovo a quello Ecco perché nell applicazione della dereflessione il logoterapeuta deve utilizzare una grande umiltà inventiva e flessibilità per riuscire anche a improvvisare e sperimentare E anche possibile attuare una situazione paradossale in modo che la persona che si aspetta di essere aiutata per il proprio problema viene invece guidata a fare proprio l opposto in questo modo si comprende come l intenzione paradossa e la dereflessione siano strettamente correlate Per esplicitare quanto affermato ecco un altro esempio se una persona

    Original URL path: http://www.animanziani.it/la%20logoterapia.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • L'analisi transazionale
    toccato e riconosciuto dagli altri viene denominata fame essa può essere appagata tramite le carezze cioè tutti quegli atti che riconoscono la presenza dell altro io so che ci sei La ricerca di queste carezze può riempire tutta una vita al contrario si può rimanere chiusi in se stessi Gli atteggiamenti in relazione a sé e agli altri sono fondamentalmente quattro 1 IO NON SONO OK TU SEI OK 2 IO NON SONO OK TU NON SEI OK 3 IO SONO OK TU NON SEI OK 4 IO SONO OK TU SEI OK 1 Il primo è l atteggiamento della primissima infanzia in esso è presente un aspetto positivo dato dalle carezze Addirittura senza un minimo di contatto fisico il bambino non sopravviverebbe L aspetto negativo è l accumularsi nel bambino di stati d animo negativi su di sé egli a causa della sua piccolezza e debolezza si considera inferiore agli adulti che lo circondano Questo discorso può essere rapportato ad un adulto che si sente alla mercé degli altri e ha un grande bisogno di carezze o di riconoscimento 2 Consideriamo ora il secondo caso tutti i bambini superata l infanzia inizialmente giungono alla prima conclusione Se subito dopo cioè dopo il primo anno di vita incontrano troppe difficoltà cessano le carezze e aumentano le punizioni allora può accadere che ricadano in questo secondo caso Un individuo che assume questo atteggiamento si arrende si chiude in sé e arriva a rifiutare lui stesso le carezze 3 Nel terzo caso avremo a che fare con un bambino che trattato in modo brutale a lungo dai propri genitori assume di essere OK ma da chi potrà ricevere le carezze se i suoi genitori sono ritenuti NON OK Forse proprio da se stesso e dalle proprie capacità di reazione Una persona che mantenga tale atteggiamento è vittima della mancanza di carezze può essere addirittura un criminale 4 Nel quarto atteggiamento è riposta la speranza I primi tre sono inconsci poiché appartengono ai primi stadi dell infanzia questo invece presume una decisione cosciente e si basa sulla fiducia E importante dire che non si assume un nuovo atteggiamento lasciandosi trasportare dalle cose bensì decidendo di adottarlo L unico modo di diventare OK consiste nel rivelare la condizione infantile che sta alla base dei primi tre atteggiamenti e dimostrare che il comportamento attuale non è altro che la loro perpetuazione Un altra parola chiave nell analisi transazionale è il Gioco esso è definito da Berne come una serie progressiva di transazioni ulteriori complementari rivolte ad un risultato ben definito e prevedibile Si può descrivere come un insieme ricorrente di transazioni spesso monotone superficialmente plausibili con una motivazione nascosta o più semplicemente come una serie di mosse insidiose truccate Lo studioso Thomas A Harris ritiene che tutti i giochi traggono origine da uno osservabile in qualsiasi gruppo di bambini di tre anni Il mio è meglio del tuo il gioco è praticato come per liberarsi dal peso del IO NON SONO OK Gli adulti poi

    Original URL path: http://www.animanziani.it/l%27analisi%20transazionale.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • Il metodo Validation
    sua originalità ed avere per lui il massimo rispetto a prescindere dalle residue capacità di comprensione L operatore deve immedesimarsi per quanto sia possibile nella persona che ha di fronte e deve cercare di condividere i sentimenti e le emozioni dell altro egli non è un analista Il suo compito è di aiutare l anziano a portare a termine nel modo migliore la propria vita in questo cammino non deve aspettarsi un facile e completo successo ma sa che incontrerà delle difficoltà e dovrà riconoscere anche i progressi più minuti Non è facile riassumere brevemente i principi e le modalità d intervento di Validation per questo per una conoscenza approfondita della tecnica si rimanda al testo proposto dalla sua scopritrice Naomi Feil Alcuni punti fondamentali della tecnica sono i seguenti 1 Raccogliere informazioni sull anziano In particolare è indispensabile conoscere il suo stadio di disorientamento i compiti e le emozioni non portati a termine di cui si è parlato in altre parti di questa esposizione le relazioni umane e affettive del passato la professione i passatempi il rapporto con la religione il modo in cui la persona affronta le difficoltà e le perdite la storia clinica Tali informazioni potranno essere raccolte tramite domande all anziano fatte in momenti diversi della giornata e per almeno due settimane le domande sono state tratteggiate dalla Feil visto che debbono essere abbastanza precise perché possano orientare l operatore 2 Valutare lo stadio di disorientamento Gli stadi possono essere Primo stadio disturbi dell orientamento Secondo stadio confusione temporale Terzo stadio movimenti ripetitivi Quarto stadio vita vegetativa Ognuno di questi presenta caratteristiche che ne facilitano il riconoscimento per esempio nel primo caso esistono caratteristiche fisiche particolari quali la posizione rigida braccia spesso incrociate e labbra serrate le funzioni intellettuali sono abbastanza integre così come le riduzioni di vista e udito le caratteristiche psicologiche invece riguardano la necessità di esprimere le proprie emozioni la consapevolezza di un leggero stato confusionale la resistenza ai cambiamenti e così via 3 Incontrare regolarmente la persona e usare le tecniche Validation La durata di ogni incontro dipende dallo stadio di disorientamento nel quale si trova la persona si va da un minimo di uno a un massimo di quindici minuti il tempo minore è dedicato a chi presenti le problematiche maggiori In ogni caso non è tanto importante la quantità di tempo impiegato ma la qualità La frequenza ideale poi dipende anch essa dalle singole situazioni si va da più volte al giorno ad alcuni incontri settimanali o meno frequentemente ancora E importante sapere accorgersi in tempo della sensazione di diminuito disagio dell anziano che ci indica il termine dell incontro anche in questo caso la Feil dà indicazioni molto precise Ecco qui di seguito un breve riassunto delle tecniche Validation a seconda dei vari stadi di disturbo Tecniche per il primo stadio disturbi dell orientamento Concentrarsi e non raccogliere le manifestazioni sgarbate spesso espresse dall anziano in questo stadio Usare le domande Chi Che cosa Dove Quando Come e non

    Original URL path: http://www.animanziani.it/il%20metodo%20validation.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • La valutazione multidimensionale
    è uno strumento che consente da una parte di delineare delle linee guida che si indirizzano verso un assistenza individualizzata e ben organizzata mentre dall altra si presenta come un ottimo strumento di comunicazione organizzativa tra tutti coloro che a vario titolo si occupano dell anziano fragile E opportuno proprio per la peculiarità del PAI di prescindere dall osservazione far passare una ventina di giorni dall ingresso dell ospite in istituto Questo per dar modo e tempo al Tutor di compilare in maniera attendibile le schede con indice Barthel Trascorso tale periodo è opportuno fissare l incontro per redigere il PAI A questo punto è opportuno introdurre il VMD strumento che consente la valutazione dell anziano ospite da un punto di globale Il disegno portato avanti in sede parlamentare nel gennaio del 1992 dal POSA Progetto Obiettivo Salute dell Anziano e divenuto parte integrante del Piano Sanitario Nazionale determinava le linee guida ministeriali miranti ad uniformare le direttive regionali in modo da arrivare gradualmente a livello nazionale ad adottare un unico strumento di VMD In linea generale la VMD si inquadra perfettamente nella direzione individuata dal legislatore anche nella L 328 2000 che si augura una integrazione tra l istanza sociale e quella sanitaria Da parte sua il Piano Sanitario Nazionale 1998 2000 L 229 99 indicava tra le priorità per il cambiamento una profonda revisione organizzativa dei servizi sanitari e sociali in modo da realizzare un effettiva integrazione a tre livelli istituzionale gestionale e professionale Ne è emerso che uno dei campi in cui è maggiormente sentita la necessità di questa integrazione è proprio quello riguardante l assistenza continuativa all anziano fragile La metodologia in questione recepita come detto dal POSA è stata introdotta nel nostro paese dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria SIGG e richiede un approccio più complesso che per il passato in cui si deve tener conto non solo delle malattie in essere o pregresse ma anche del contesto socio ambientale e delle peculiarità psichiche e funzionali del paziente anziano Questo modo di accostarsi al problema sotto differenti punti di vista viene definito Valutazione Multidimensionale Tutto questo presuppone un approccio multidisciplinare o multiprofessionale che potrà dare un quadro preciso della condizione dell anziano nella sua globalità Quindi come detto all interno dei Piani di Assistenza Individualizzati PAI si inserisce a tutto diritto la VMD metodologia nella quale vengono identificati descritti e spiegati i molteplici problemi che investono l individuo anziano Vengono definite le sue capacità funzionali potenziale residuo viene stabilita la necessità di servizi assistenziali viene sviluppato un piano di trattamento e di cure nel quale i differenti interventi siano commisurati ai suoi specifici bisogni ed ai suoi problemi Il SIGG pone all evidenza che le cure dell anziano istituzionalizzato risultano più efficaci quando si affrontano e si tengono in considerazione i principali elementi che promuovono la sua fragilità in età avanzata e che sono identificabili mediante VMD esplorando le seguenti aree salute fisica stato cognitivo stato psico emozionale stato funzionale condizione socioeconomica ambiente di vita Abbiamo dunque nella VMD uno strumento utile che ha come obiettivo quello di definire in modo complessivo lo stato di salute di una persona anziana Con il termine valutazione si intende porre l accento su un analisi accurata della capacità funzionali e dei bisogni che la persona anziana presenta a vari livelli livelli che possiamo riassumere Livello biologico e clinico stato di salute segni e sintomi di malattia livelli di autonomia ecc Livello psicologico tono dell umore capacità mentali superiori ecc Livello sociale condizioni relazionali di convivenza situazione abitativa economica ecc Livello funzionale disabilità ovvero capacità a compiere uno o più atti quotidiani come lavarsi vestirsi salire le scale ecc Per la realizzazione della VMD è intuitivamente indispensabile il coinvolgimento di una équipe multiprofessionale che riesca a dar risposta a tutte le domande espresse nei Livelli sopra menzionati e che individui e con divida gli obiettivi che l équipe stessa andrà a verificare predisponendone tempi e modalità di verifica FORMAZIONE PERMANENTE L équipe di cui ho parlato lavorerà in situazione gruppale seguendo il metodo del gruppo autocentrato sul compito All interno del gruppo deve essere inserito un conduttore o trainer facilitatore o animatore che avrà il ruolo di centrare il gruppo verso il compito per cui il gruppo operativo è stato costituito Il trainer predisporrà i tempi di operatività che devono proprio perché il gruppo possiede un setting minimo costitutivo essere definiti a priori In genere per una buona definizione multidimensionale possiamo parlare di incontri della durata media di un ora e mezza anche se va detto che nei primi incontri potrebbero occorrere tempi più lunghi anche perché ciò che caratterizza un gruppo all inizio del suo nascere è la diffidenza reciproca ponendo i membri costituenti il gruppo in una situazione in cui i ruoli sono congelati e per questo piuttosto statici Comunque anche per questioni organizzative o e di risorse ogni contesto adatterà i tempi al fatto contingente Diciamo che un gruppo autocentrato sul compito si muoverà verso tre direttrici dinamiche Il SENTIRE che caratterizza una fase di PRECOMPITO Il PENSARE che conduce al COMPITO vero e proprio L AGIRE che caratterizza la fase PROGETTUALE Senza dettagliare in maniera specifica le dinamiche che ho elencato anche perché seppur a mio parere la fase gruppale assume l aspetto di fulcro essenziale ed operativo vero e proprio l esplicitazione delle dinamiche gruppali abbisognerebbero di altra sede per essere approfondite Va comunque sottolineato che nella fase del COMPITO ogni soggetto si fa penetrabile e gli stereotipi si sgretolano Questo aspetto sottolinea il fatto che nel momento in cui si avvia un gruppo di lavoro i membri partecipanti seppur abbiano un compito concreto da risolvere non possono non trovarsi di fronte a quello che potrebbe essere chiamato sottocompito e che è proteso a dar risoluzione a tutte le problematiche che coinvolgono il NOI QUI ed ORA In pratica vi sarà un primo momento in cui il Gruppo si dedica a sé stesso quindi il gruppo diverrà nella sua accezione problematica compito del

    Original URL path: http://www.animanziani.it/la%20valutazione%20multidimensionale.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • Lo schedario
    proprio operato e renderlo visibile a chiunque Negli anni ho elaborato e più volte modificato alcune schede che utilizzo giornalmente In questa sezione potrete trovarne alcuni esempi a cui fare riferimento per programmare e valutare gli interventi di animazione Ogni scheda qui riportata vuole essere uno spunto da adattare alle esigenze di ogni educatore animatore e della struttura in cui egli agisce Le schede dello Schedario sono state elaborate da

    Original URL path: http://www.animanziani.it/lo%20schedario.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • Le schede dello Schedario sono s
    REPARTO CAMERA LETTO N PARTE 1 INFORMAZIONI GENERALI DATI ANAGRAFICI E CONOSCITIVI Data di nascita Luogo di nascita Luoghi in cui ha vissuto Ultima residenza Stato civile Composizione del nucleo familiare Relazioni affettive significative Studi effettuati Professione Hobbies e interessi Rapporti con l Istituto Data di ingresso Reazioni emotive E consapevole del luogo in cui si trova Data di uscita e motivazione PARTE 2 Caratteristiche della persona Autonomia motoria Sì No Cammina da solo Con bastone Con operatore In carrozzina Igiene personale Autonomo No Vestirsi e svestirsi Lavarsi Pettinarsi Cura dell aspetto Assunzione cibo Autonomo No Capacità fisico cognitive Buono Discreto Sufficiente Scarso Vista Udito Orient spaziale Orient temporale Memoria Attenzione Mimica Aspetto Linguaggio personalità Sì No Fragile Egocentrica Passività Riduzione interessi Rifugio nel passato Diffic di comprens Irritab e impazienza Ansia Sottomissione Capacità di socializzazione Sì No Fa amicizia facilmente Ha mantenuto amicizie passate Si è fatto nuovi amici REAZIONI AL CONTATTO Docilità Diffidenza Ostilità Indifferenza DINAMICHE RELAZIONALI IN ISTITUTO Docilità Diffidenza Ostilità Indifferenza PATOLOGIE DI RILEVANZA SCANSIONE DELLA GIORNATA Risorse Parenti Amici Volontari PARTE 3 Intervento Animativo Personalizzato Predisposizioni personali e o richieste dell ospite Conversazione Recitazione Ginnastica Passeggiate Giornalino Giochi Psicomotricità Gite Lettura quotidiano Tombola Cucito Lavori

    Original URL path: http://www.animanziani.it/scheda%20ospite%20animanziani.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive

  • Il giardino Alzheimer
    presso l orto botanico cittadino o la società di orticoltura locale In Italia la strada è ancora tutta da percorrere non esiste ancora un parco progettato ex novo secondo i criteri dell ortoterapia quello che c è è stato realizzato utilizzando parchi e aree verdi preesistenti e i diversi giardini Alzheimer che fortunatamente stanno prendendo piede sono di solito all interno di case di cura e strutture residenziali Tuttavia qualcosa inizia a muoversi è curioso pensare a un tale ritardo se pensiamo che il nostro Paese è stato il primo a progettare il paesaggio tra il 400 e il 500 Il Giardino Alzheimer Le strutture per anziani dovrebbero proporsi come luogo di vita in cui realizzare un progetto assistenziale e in grado di dare all ospite e ai suoi familiari l opportunità di godere ancora in libertà di spazi aperti dove il movimento è senza limiti e pericoli e dove è possibile ripristinare un contatto con la natura e i suoi bioritmi Il Giardino Alzheimer nasce con le seguenti finalità terapeutiche Ridurre i problemi comportamentali e in particolare il disorientamento spazio temporale i tentativi di fuga il girovagare afinalistico wandering e le reazioni catastrofiche Ridurre l uso dei farmaci psicoattivi Ridurre se non abolire il ricorso alla contenzione Rallentare il declino delle capacità funzionali Stimolare le capacità residue Stimolare la memoria remota dei pazienti nei riguardi delle loro attività precedenti come ad esempio coltivare l orto accudire i fiori passeggiare nel giardino ecc Compensare i deficit cognitivi e funzionali causati dalla demenza Lo spazio verde si configura come uno spazio dei sensi il tatto l olfatto la vista e uno spazio connettivo Il primo è caratterizzato da piccole zone con spazi dedicati a specifiche essenze aree colorate piante selezionate in modo da garantire una corretta distribuzione cromatica e aree aromatiche piante che emettono profumazione intense al solo sfregamento delle foglie Lo spazio connettivo è dato dal manto erboso e dagli elementi arborei Il malato d Alzheimer ha bisogno di un ambiente sicuro e di una stimolazione mentale e fisica appropriata per cui il progetto per il giardino prevede il rispetto di alcune componenti Vegetazione devono essere previste diverse specie in modo da rappresentare quanti più aspetti terapeutici possibili La vegetazione deve essere facilmente riconoscibile per il colore e il profumo dei fiori conosciuta in quanto familiare manipolabile in quanto non velenosa evocante il trascorrere del tempo per la diversità di colori e forme che assume con il trascorrere delle stagioni La flora prevalente può essere di tipo arbustivo e in ogni caso la presenza di alberi di alto fusto deve evitare ombre decise che possono creare problemi di ansia Le essenze devono avere valenza visiva fiori molto colorati anche stagionali ed olfattiva giardino delle piante aromatiche Molto utili sono anche le piante con fogliame villoso quelle cioè che hanno foglie pelose al tatto danno sensazioni diverse dal solito piacevoli Aree per la sosta alcune devono essere più ampie ed ombreggiate altre dotate di panchine perimetrali in modo da favorire gli incontri e le attività ricreative collettive A ridosso di queste aree sarebbe bene fossero presenti alberi da frutto e fiori profumati per rendere ancora più rilassante e stimolante l ambiente E utile prevedere anche una o più monopanche in quanto alcune persone affette da Alzheimer tentano di difendere un proprio spazio personale che se non rispettato può scatenare reazioni aggressive Il percorso deve essere unico estremamente semplice privo di biforcazioni e incroci per esempio ad anello in modo da aumentare la sicurezza degli ospiti e rinforzarne il senso di familiarità E importante che anche gli operatori della struttura siano tranquilli e possano lasciare agli anziani libertà di movimento nell ambito del giardino Il percorso è l elemento strategico del giardino la sua forma particolare e la discreta luminosità del materiale di cui è costituito permettono all ospite di non perdersi e comunque di non sentirsi in ansia se dovesse fuoriuscire dal percorso perché al di là di esso non incontra ostacoli fisici o psicologici ma un tappeto erboso su cui è altrettanto piacevole camminare sdraiarsi rotolarsi sentirsi libero e in sicurezza I vialetti vanno pavimentati con colori adatti tenui con caratteristiche antisdruccciolo e antiriflesso e dotati di corrimani di sicurezza in modo da consentire una deambulazione sicura ed un benessere visivo Il contrasto cromatico con la vegetazione deve rendere facilmente individuabile gli spazi di percorrenza e l assenza di dislivelli ed ostacoli tra percorso e manto erboso consente un cammino in sicurezza anche nel caso in cui il malato abbandoni il tracciato Punti di riferimento devono essere progettati al fine di stimolare le capacità mnesiche e l orientamento spaziale generalmente compromessi Possono essere rappresentati da un gazebo un pergolato un orto aree di sosta ecc che aiutino l orientamento e che siano facilmente individuabili grazie alla loro particolare forma e alla vegetazione segnaletica il particolare colore dei fiori il loro profumo caratteristico collocata in punti strategici del percorso e comunque sempre in prossimità dei luoghi di attrazione Per favorire attività di giardinaggio o di manipolazione di piante fiori ortaggi si possono realizzare aiuole orti sopraelevati per esempio con altezza di 90 cm per rendere agibile l attività senza doversi piegare L acqua il rumore dell acqua che scorre rappresenta un importante stimolo uditivo nell archivio della memoria Nel giardino può essere per esempio prevista una fontanella con la possibilità che gi ospiti vi si possano avvicinare in tutta sicurezza e vi possano anche bere Recinzione il giardino deve logicamente essere protetto ma è bene che la recinzione sia mimetizzata per esempio attraverso specie rampicanti al fine di evitare d infondere un senso di chiusura Illuminazione la fruizione serale e diurna in condizioni metereologiche sfavorevoli può essere garantita da un sistema di illuminazione finalizzato ad identificare il percorso Il concetto di base del giardino Alzheimer è che esso deve rappresentare un percorso guidato all interno del quale le persone affette da Alzheimer possono muoversi liberamente senza pericoli in vialetti pavimentati oppure in spazi verdi senza alcun tipo di ostacolo e caratterizzato

    Original URL path: http://www.animanziani.it/il%20giardino%20alzheimer.htm (2016-04-30)
    Open archived version from archive