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  • Il paradosso della conoscibilità
    dell argomento è possibile derivare che ci sono verità che è impossibile conoscere verità inconoscibili In generale ha destato sorpresa che un argomento molto breve e semplice derivabile attraverso regole inferenziali apparentemente molto plausibili fosse in grado di dimostrare un limite necessario della conoscenza un limite non dovuto a situazioni contingenti riguardanti le nostre limitate capacità epistemiche ma logicamente deducibile sulla base di poche plausibili premesse L argomento è stato da molti considerato paradossale in quanto sembra dimostrare l esistenza di inconoscibilità necessaria a partire dalla mera contingente esistenza di ignoranza Alcuni filosofi hanno accettato la validità dell argomento e tentato di trarre qualche insegnamento dalla sua conclusione Molti altri non hanno accettato la conclusione dell argomento e hanno tentato di risolvere il paradosso Vi sono principalmente due motivi per cui si è tentato di invalidare l argomento Da un lato la paradossalità dell argomento e la sua sorprendente conclusione una prova dell impossibilità dell onniscienza nonostante la sua brevità e semplicità hanno generato in molti filosofi un certo scetticismo riguardo alla sua validità Dall altro lato la conclusione del paradosso è considerata da molti seriamente problematica per varie teorie filosofiche che assumono che ogni verità sia almeno in linea di principio conoscibile Nel novero di queste teorie si possono includere l idealismo trascendentale di Kant il pragmatismo di Peirce il positivismo logico e il realismo interno di Putnam La principale teoria contemporanea minacciata dalla conclusione del paradosso è l antirealismo semantico sostenuto da filosofi quali per esempio Michael Dummett e Crispin Wright Il presente contributo si propone di fornire una presentazione del paradosso e del dibattito filosofico che si è sviluppato intorno a tale argomento Il contributo è suddiviso in due sezioni Nella prima sezione espongo il paradosso 1 1 riassumo brevemente le circostanze storiche in cui è stato

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  • Metafisica della persona umana
    di Locke un essere pensante e intelligente che possiede ragione e riflessione e può considerare se stesso in quanto se stesso ossia la stessa cosa pensante che egli è in tempi e luoghi diversi Ma che tipo di cosa è una simile cosa pensante E in particolare che tipo di cosa è una simile cosa pensante umana Fare metafisica della persona umana significa dare una risposta argomentata a questa domanda e questo articolo è una breve introduzione ai principali modi in cui questo compito è stato affrontato nell ambito della filosofia analitica Prima di cominciare è importante notare che la domanda sulla natura delle persone umane è distinta da un altra questione in cui molto spesso ci si imbatte leggendo la letteratura analitica dedicata al tema della persona ossia la questione dell identità delle persone attraverso il tempo Di fatto per molti decenni la pratica comune della maggior parte dei filosofi analitici impegnati a riflettere sul tema dell io e della persona umana è stata quella di difendere in dettaglio una qualche concezione delle condizioni di persistenza nel tempo delle persone stesse senza dire molto e a volte senza dire nulla sulla loro natura metafisica Questo accadeva probabilmente nella convinzione per lo più implicita che fare chiarezza su ciò che occorre perché una persona umana esistente al tempo t1 sia identica ad un certa cosa esistente al tempo t2 fosse sufficiente a determinarne la natura metafisica Non è così Avere una teoria su ciò che garantisce la persistenza nel tempo delle persone umane sebbene possa escludere alcune tesi sulla loro natura non permette in generale di individuare il tipo metafisico a cui le persone umane appartengono Per stabilire questo punto basta notare che la teoria lockeana dell identità delle persone attraverso il tempo una teoria sofisticata variamente elaborata dai filosofi

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  • L'esternalismo del contenuto
    Sulla base di questa classificazione saranno trattati separatamente l esternalismo semantico e l esternalismo fenomenico La contrapposizione tra internalismo ed esternalismo è presente in diversi ambiti filosofici che riguardano per esempio la filosofia del linguaggio la filosofia della mente la filosofia della psicologia e delle scienze cognitive l epistemologia la filosofia morale e dell azione In termini assai generici dato un certo fenomeno i contenuti i veicoli la giustificazione la conoscenza le motivazioni le ragioni un internalista ritiene che esso dipenda solo da fattori interni al soggetto mentre un esternalista ammette che perlomeno talvolta anche fattori esterni possano essere rilevanti sia la relazione di dipendenza sia la nozione di interno necessitano ovviamente di essere adeguatamente specificati Sebbene alcune questioni siano comuni alle diverse discipline e ci siano senz altro correlazioni tra i vari esternalismi in questo articolo ci si concentrerà solo sull esternalismo del contenuto per discorsi più ampi cfr per esempio Amoretti 2011a Finlay e Schroeder 2008 Goldberg 2007 Hurley 2010 Kornblith 2001 Menary 2010 Rowlands 2003 A tale scopo è importante operare preliminarmente la distinzione tra il contenuto semantico degli stati intenzionali credenze desideri intenzioni speranze eccetera che è concettuale e referenziale e il contenuto fenomenico degli stati

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  • Teorie dell'Ironia
    linguistici speech act theory siano sufficientemente attrezzate per spiegare il funzionamento dell ironia In secondo luogo si cercherà di individuare ciò che può allacciare il significato ironico ad elementi sintattici e semantici e non puramente pragmatici L ironia è da sempre considerata un aspetto riconducibile alla categoria per la quale Chomsky 1965 coniò il termine di performance vale a dire l uso del linguaggio ma potrebbe anche non essere così o almeno non completamente La conoscenza di aspetti sintattici e semantici necessari per comprendere certi tipi di ironia potrebbe suggerire che almeno parzialmente la comprensione dell ironia richieda una conoscenza tacita di regole in altre parole di una sorta di competence Ad ogni modo la creazione e comprensione di un ironia sono attività basate su capacità e meccanismi cognitivi molto complessi In questo saggio si intende fornire un analisi dei concetti e delle teorie che offrono un quadro complessivo del loro funzionamento In particolare ci si soffermerà su due teorie principali la teoria della finzione pretence e la teoria ecoica echoic Come nota Wilson 2006 entrambe le teorie possono ritenersi neo griceane nel senso che si sono sviluppate avendo come modello di riferimento la teoria di Grice Tuttavia per ragioni non del tutto diverse il loro distacco dalla teoria Griceana delle implicature conversazionali è netto Il punto su cui entrambe le teorie concordano è che l ironia sia fondamentalmente un fenomeno espressivo prima ancora che comunicativo La sostanziale divergenza fra le due teorie ha a che fare col tipo di meccanismi cui esse fanno appello rispettivamente finzione ed eco Generalmente per pretence si intende la messa in atto di una finzione da parte dell ironista per esempio la finzione di asserire qualcosa col fine di rendere saliente l espressione di una certa prospettiva che l ironista considera difettiva Per eco

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  • Ironia
    amabilmente o uomo ammirabile così che io non rifugga dalla tua scuola Gorgia 489d Chiunque abbia familiarità coi dialoghi platonici non faticherà a riconoscere in questo enunciato lo stile ironico di Socrate il cui procedere argomentativo non può essere dissociato dalla sua abilità nell ironizzare la prospettiva del suo interlocutore Più difficile è il compito di stabilire in cosa consista lo stile ironico di Socrate e ancora di più il compito di determinare esattamente il significato ironico dell enunciato in questione In questo saggio si cercherà di far luce su questi problemi e di inquadrarli in un discorso più ampio sulla natura dell ironia Il compito che ci si prefigge è dunque di introdurre il lettore al tema dell ironia ma si badi bene non si intende qui discutere semplicemente il tipo di ironia socratica appena accennato bensì la più ampia e composita classe di casi che possiamo intuitivamente riconoscere come appartenenti alla categoria dell ironico sarcasmo ironia tradizionale barzellette ecc Le domande che saranno poste riguardano principalmente la possibilità di sussumere tutti i casi che saranno discussi sotto qualche concetto più generale che li abbracci facendo emergere la natura dei meccanismi sottesi alla creazione e la comprensione di un ironia e infine la relazione tra il significato letterale delle parole e degli enunciati letterali usati per veicolare un ironia e il significato ironico ammesso ve ne sia uno generato dal proferimento di questi enunciati in determinati contesti Infine per quanto si intenda privilegiare un analisi dell ambito verbale sarà opportuno non trascurare del tutto l ambito visivo il quale oltre a preparare la nostra discussione sull ironia verbale riserva tratti originali che meritano di essere qui trattati L idea di fondo che muove molta della ricerca contemporanea è che l ironia non sia un fenomeno prettamente verbale ma più

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  • Esperimenti mentali
    atto a confermare o meno alcune ipotesi od una teoria ma rimane da chiarire da un lato se possa essere visto come vera sperimentazione o come teorizzazione e dall altro se possa davvero avere un ruolo epistemologico e giustificativo Negli ultimi vent anni il vocabolario filosofico ha consolidato l introduzione di una nuova locuzione esperimento mentale Ma che cosa è un esperimento mentale L anello di Gige platonico Repubblica 358a 360d lo spettro invertito di Locke Locke 1690 1694 II cap 32 15 la favola darwiniana sull evoluzione dell occhio Darwin 1872 Galileo sulla caduta dei corpi Galilei 1638 Kant sulla chiralità Kant 1768 1912 l ascensore di Einstein Einstein e Infeld 1938 il microscopio a raggi γ di Heisenberg Heisenberg 1930 il cervello nella vasca di Putnam Putnam 1981 la stanza cinese di Searle Searle 1980 sono solo alcuni esempi di esperimenti mentali che rendono però l idea di quanto vasta sia la loro produzione sia in termini contenutistici argomentativi che storici spaziotemporali Ma è possibile fornire una definizione precisa e onnicomprensiva di che cosa siano gli esperimenti mentali Nonostante questa nuova parola che colora il vocabolario filosofico abbia come vedremo un ambito e una data di nascita ben precisi sembrerebbe di no ed a ragione alcuni filosofi hanno osservato che non sarebbe nemmeno proficuo tentare di farlo es Brown 1991b Snooks 2006 Si rischierebbe infatti di allargare talmente le maglie da rendere il concetto slabbrato e pressoché inutilizzabile Eppure alcune caratteristiche degli esperimenti mentali ce li rendono facilmente riconoscibili e quindi accomunabili Essi vengono realizzati nel laboratorio della mente Brown 1991b coinvolgono dunque osservazione e manipolazione mentale Una loro realizzazione sembrerebbe auspicabile ma non sempre è necessaria e può non essere possibile Si pongono altresì come obbiettivi il supportare il contrastare o il raffinare una teoria o un

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  • Temi
    primo luogo il consenso sempre più ampio sulla necessità di un atteggiamento pluralistico nei confronti dei diversi significati che il concetto assume in diverse aree teoriche tanto della filosofia quanto della scienza In secondo luogo la varietà di implicazioni che il pluralismo causale determina alla luce della distinzione tra aspetti ontologici e aspetti epistemologici della causalità 27 01 2012 Saggi Tropi di Matteo Morganti Che tipo di entità sono le proprietà Sono esse da concepirsi sulla scorta della tradizione platonica come universali così che per esempio tutti gli uomini buoni sono in qualche relazione con una stessa entità la Bontà E c è negli oggetti come suggerito da Locke qualcosa di aggiuntivo rispetto alle proprietà un sostrato che le supporta e le unifica Che esistano sia universali che sostrati può sembrare a prima vista plausibile I sostenitori dei tropi invece respingono il realismo sugli universali e ritengono che al di fuori del linguaggio e della mente ogni proprietà sia un entità a sé stante Unita al rifiuto dell idea di sostrato questa linea di pensiero porta poi alla concezione nominalista radicale secondo cui la realtà è costituita solo da istanze uniche di proprietà Da queste scelte teoriche scaturisce una serie di questioni filosofiche 27 01 2012 Saggi Neuroni specchio di Eleonora Severini Il contributo prende in esame i neuroni specchio con l intento di fornire un introduzione alla tappe salienti di questa scoperta alla luce di una discussione critica Dapprima viene ripercorso il dibattito che si è creato nella comunità scientifica riguardo all esistenza o meno negli esseri umani di queste particolari cellule nervose Successivamente si esamina la discussione circa la loro rilevanza nella cognizione e in particolare nel processo di mind reading Questo costituisce l occasione per valutarne le ricadute filosofiche e in particolare antropologiche e etiche Lo scopo del saggio è infatti quello di presentare un esempio di come scienza e filosofia possano misurarsi al fine di mostrare le debolezze di alcuni paradigmi antropologici e di elaborare una concezione di essere umano più adeguata 28 09 2011 Saggi Normatività sociale di Chiara Chelini L economia del comportamento o teoria dei giochi comportamentale si occupa di testare con una metodologia sperimentale alcune ipotesi comportamentali fondamentali della teoria economica quali l emergenza della cooperazione dell altruismo e dell equità sociale Lo studio di norme e convenzioni sociali ne costituisce quindi un ambito di indagine privilegiato Specifiche teorie evoluzionistiche spiegano e confermano i risultati comportamentali così ottenuti Il presente articolo ripercorre quindi il concetto di normatività sociale in economia comportamentale evidenziando ricerche empiriche e questioni metodologiche 28 09 2011 Saggi Io morale di Lorenzo Greco In questo intervento esamino la nozione di io morale alla luce di una serie di questioni rilevanti per etica filosofica contemporanea privilegiando una prospettiva che si pone nel solco del sentimentalismo etico di David Hume Nella prima parte prendo le mosse da tre ovvietà di senso comune la praticità dell etica la sua pretesa di oggettività e la sua argomentabilità e metto a confronto la prospettiva

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