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    di Gian Italo Bischi Il saggio fornisce una introduzione al concetto di caos deterministico invitando il lettore a scoprirne operativamente le principali caratteristiche e cercando nel contempo di mettere in luce gli sviluppi storici e alcuni temi di dibattito filosofico ed epistemologico ad esso collegati In particolare discute la distinzione fra rappresentazione matematica determinismo e prevedibilità nei sistemi dinamici non lineari e come questo si riflette nei vari settori della scienza in cui la modellistica dinamica gioca un ruolo importante 21 06 2010 Saggi Il paradosso di Zenone di Vincenzo Fano Il saggio presenta una discussione critica del paradosso di Zenone chiamato l Achille con attenzione soprattutto alla sua fortuna in particolare negli ultimi cento anni Si distingue l aspetto puramente matematico relativo al problema della serie infinite convergenti quello ontologico relativo alla questione dei supercompiti e quello filosofico della densità dello spazio del tempo e del moto Riguardo al primo si sottolinea come da Cauchy in poi si possa dire che il problema sia sostanzialmente risolto Per quanto concerne il secondo si mostra come per superare il problema occorra assumere la continuità dello spazio Infine relativamente al terzo si discutono gli argomenti a favore della densità dello spazio del tempo e del moto basati sulla percezione e sul realismo scientifico 08 12 2009 Saggi Responsabilità di Filippo Santoni de Sio Responsabilità può significare molte cose possedere obblighi legati a un ruolo avere le qualità richieste per partecipare al gioco delle attribuzioni delle conseguenze delle proprie azioni aver compiuto azioni od omissioni degne di biasimo oppure più semplicemente doversi fare carico di danni o benefici causati ad altri col proprio comportamento Molti ritengono che le attribuzioni di colpevolezza e biasimo la responsabilità morale punto di partenza privilegiato della ricerca siano moralmente accettabili soltanto sullo sfondo di una concezione metafisica del libero arbitrio In realtà prese come sistema esse sono moralmente giustificate soprattutto in virtù dei loro effetti positivi in termini di prevenzione di comportamenti futuri indesiderati Certamente nelle loro applicazioni specifiche esse pongono anche molti altri problemi morali non risolvibili senza il riferimento a considerazioni metafisiche su aspetti del concetto di persona sulla natura della mente e dell azione nonché a valutazioni normative di giustizia ed equità Analoga struttura ha l analisi degli altri sensi di responsabilità 08 12 2009 Saggi La disputa nominalisti universalisti di Francesco F Calemi Gli enti che popolano il mondo devono essere molti ed in qualche modo uno È questa la tensione teoretica fondamentale che dà luogo ad uno dei più annosi e nondimeno più attuali dibattiti filosofici il problema degli universali Da Platone a Quine attraverso Tommaso d Aquino Galilei e Russell solo per nominare alcuni casi rappresentativi il problema degli universali ha avuto grande rilevanza per questioni riguardanti l epistemologia la teologia la scienza la matematica e la semantica Il presente lavoro intende essere espositivo e focalizzerà l attenzione sul nucleo problematico principale ossia su come sia possibile se lo è che enti numericamente differenti abbiano una natura qualitativa identica In quanto segue

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  • Letture critiche
    Newsletter Rss Link Letture critiche Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia 1 2 3 4 Newsletter Invia la tua email per iscriverti alla newsletter Riceverai informazioni sugli aggiornamenti e sulle attività del sito Collabora con noi Controlla i prossimi Call for papers e invia il tuo testo La redazione valuterà se pubblicarlo su uno dei prossimi numeri Prima pagina Temi Interviste Profili Letture critiche Discussioni Open Problems Video Eventi Contenuti

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  • Neutralità liberale
    vita buona Nonostante già Nozick 1974 tr it p 279 si fosse posto il problema della neutralità dell azione statale e pur risalendo a Montefiore 1975 un primo tentativo di analisi del concetto è in effetti a metà degli anni Ottanta del XX secolo con i testi di Dworkin 1985 Raz 1986 Larmore 1987 e dello stesso Rawls 1988 e con il volume collettaneo a cura di Goodin e Reeve 1989 che la nozione di neutralità entra nel lessico della filosofia politica Da allora essa è diventato uno snodo concettuale su cui convergono e da cui dipartono una serie di importanti questioni per la teoria politica normativa almeno per quella d impronta liberale Di che cosa si tratta esattamente In termini ancora molto generali giacché i dettagli proveremo a fissarli nel prossimo paragrafo possiamo asserire che i liberali fanno ricorso all idea di neutralità per propugnare l idea che lo Stato non debba favorire alcuna tra le dottrine comprensive presenti nella società Dottrine comprensive è un espressione che rimanda a Rawls 1988 1993 con la quale si identificano le concezioni relative a ciò che ha valore nella vita umana Esempi di dottrine comprensive sono le confessioni religiose le teorie morali le concezioni metafisiche È attingendo a queste offerte di visioni del mondo che ciascuno definisce se vogliamo impiegare un altra volta il lessico rawlsiano la propria concezione del bene vale a dire la propria particolare risposta alla domanda come si deve vivere Come mostrerò nel paragrafo 3 il principio di neutralità secondo i suoi fautori risponde al problema sollevato dalla presenza di una varietà delle dottrine comprensive rintracciabili nelle società democratiche liberali quando infatti queste dottrine sono tra loro incompatibili oppure una o alcune di esse sono incompatibili con i principi liberali di giustizia e quando queste incompatibilità danno vita

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  • Logica deontica
    itinerario intellettuale certamente originale nel panorama della filosofia europea del XX secolo Infatti formatosi originariamente presso l insegnamento della curiosa figura di Eino Kaila ad Helsinki ha in seguito conseguito il pieno successo culturale presso la cattedra di Ludwig Wittgenstein La natura di questa collaborazione fu molto intensa se si pensa che alla morte di Wittgenstein nel 1953 von Wright ne fu esecutore testamentario D Agostini 2002 p 40 Ad Oxford in stretta relazione con il progetto analitico di Wittgenstein von Wright ha messo a punto le idee fondamentali per una analisi del linguaggio normativo idee in forza delle quali ha consegnato alla filosofia europea gli strumenti euristici grazie ai quale catturare entro forme logiche ad hoc il comportamento del linguaggio attraverso il quale vengono espresse le norme pratiche In prima approssimazione infatti si può dire che la logica deontica sia un trattamento formale del linguaggio normativo anche se a rigore si deve ammettere come gli studi di von Wright costituiscano una decisa rinascita della logica deontica in età moderna Knuuttila 1981 p 225 e sgg Le basi di questo progetto vengono gettate in due distinte ma contemporanee occasioni Deontic Logic 1951 e An Essay in Modal Logic 1951 Il primo è un articolo pubblicato sulla rivista Mind mentre il secondo titolo è una monografia con una sezione dedicata allo studio di una analogical modal logic which has acquired for itself the established name Deontic Logic 1951a p 2 una logica dei deontic concepts of normative discourse 1951a p 1 In realtà von Wright s inserisce in un dibattito peculiare all ambito neopositivista continentale avviato nel 1938 dal danese Jørgensen il quale cercò di dare avvio ad una discussion on the logical character of imperatives Jørgensen 1937 8 p 288 Il rapporto stretto tra interesse neopositivistico per la logica degli

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  • Mereologia
    agli scritti di Leibniz e Kant Brentano e Husserl possono essere forse considerati i primi a cercare di proporre una teoria formale delle relazioni di parte Si deve comunque attendere Lesniewski 1916 per una rigorosa formulazione Lesniewski 1916 viene tuttavia originariamente pubblicato in polacco e risulta quindi inaccessibile ai più È solo dunque da Leonard e Goodman 1940 che la mereologia rappresenta un argomento fondamentale di molta ricerca ontologica e metafisica Il seguente lavoro vuole essere una introduzione allo sviluppo formale di diverse teorie mereologiche e dei problemi filosofici da esse sollevati La struttura è molto semplice Nella sezione 1 si affronteranno alcuni problemi iniziali riguardanti la possibilità stessa di sviluppare una teoria formale delle relazioni di parte Nella sezione 2 si introdurranno le nozioni primitive di una possibile teoria mereologica e si irreggimenteranno tali nozioni attraverso assiomi che dovrebbero in qualche modo catturare il significato stesso del predicato essere parte di Teorie mereologiche alternative possono essere costruite aggiungendo a questo nucleo lessicale assiomi considerati filosoficamente controversi Si è soliti dividere tali assiomi in assiomi di decomposizione i e quelli che portano idealmente dal tutto alle parti costituenti e assiomi di composizione i e quelli che portano dalla parti al

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  • Significato, uso e inferenza
    la prima concezione che ha in Wittgenstein uno dei suoi principali esponenti il significato delle parole consiste nel loro impiego quotidiano nel modo in cui esse vengono usate e comprese nella conversazione di tutti i giorni Conoscere il significato perciò equivale a padroneggiare le regole d uso delle parole nel contesto del discorso all interno di quella dimensione concreta che Wittgenstein definisce con la nozione di gioco linguistico Nella seconda concezione riconducibile a Wilfrid Sellars le regole d uso vengono analizzate in termini di processi inferenziali per cui padroneggiare una regola vuol dire essere in grado di sviluppare tutte le implicazioni sottese che le parole tra di loro di fatto hanno 1 INTRODUZIONE Wilfrid Sellars ha attaccato il Mito del Dato l idea cioè che i fondamenti della conoscenza empirica debbano considerarsi integralmente puri incondizionatamente preconcettuali e o prelinguistici Nella sua opera più famosa Empiricism and the Philosophy of Mind EPM del 1956 viene sviluppata una critica sistematica dell intera cornice teorica relativa al concetto di datità givenness Vengono analizzate discusse e criticate le tre principali forme che il Mito assume a livello di teoria della conoscenza di teoria della mente e di teoria del significato La teoria della conoscenza e la teoria della coscienza di Sellars sono tra gli aspetti più discussi della sua riflessione Meno lo è invece la dottrina del significato Gli esiti cui essa perviene attraverso un percorso del tutto autonomo sono in piena sintonia con la teoria del significato come uso elaborata da Wittgenstein Scopo di questo lavoro sarà quello di a delineare la concezione del significato in Sellars così come essa si articola in Inference and Meaning IM del 1953 Some Reflections on Language Games SRLG apparso nel 1954 e Meaning as a Functional Classification MFC del 1968 b mettere via via in chiaro

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  • Caos deterministico, modelli matematici e previdibilità
    e 90 del secolo scorso si era parlato di una rivoluzione nel modo di studiare molte discipline scientifiche dalla fisica alla chimica dalla biologia alle scienze sociali innescata dalla scoperta del caos deterministico un nuovo paradigma come affermato da Gleick 1987 Stewart 2002 ora diversi studiosi di filosofia della scienza esprimono dubbi sulla reale portata del concetto di caos deterministico e riflettono sulle sue implicazioni pratiche si vedano ad esempio Leiber 1998 Smith 1998 Gli obiettivi di questo articolo consistono nel fornire innanzi tutto una semplice introduzione al caos deterministico evitando matematica avanzata e definizioni troppo formali invitando il lettore a scoprirne operativamente le principali caratteristiche e poi mettere in luce alcune implicazioni di tipo filosofico ed epistemologico In particolare si cercherà di discutere la distinzione fra determinismo e prevedibilità distinzione che come vedremo è legata alla proprietà di certi sistemi deterministici non lineari di amplificare in modo difficilmente prevedibile perturbazioni arbitrariamente piccole la cosiddetta sensitività rispetto alle condizioni iniziali Questa proprietà abbastanza ovvia e comunemente osservata nella vita di ogni giorno è stata solo recentemente messa in luce e opportunamente definita in termini matematici nell ambito della teoria dei sistemi dinamici Il termine caos deterministico scelto per identificare questo fenomeno si presenta come un ossimoro Infatti caos significa assenza di regole irregolarità imprevedibilità mentre deterministico significa regolare prevedibile e viene riferito a fenomeni ordinati e pianificabili Un fenomeno descritto mediante un modello matematico deterministico ovvero attraverso il calcolo di una funzione che da un input permette di determinare un unico output viene in genere considerato prevedibile Ma la scoperta del caos deterministico mette in crisi questa affermazione modelli matematici non lineari e deterministici cioè privi di termini stocastici possono generare andamenti in apparenza imprevedibili e estremamente sensibili a piccole anche impercettibili perturbazioni Da un lato questo diminuisce la capacità di fare previsioni mediante modelli matematici quando questi sono non lineari dall altra suggerisce che fenomeni del mondo reale che ci appaiono del tutto aleatori quindi non adatti a essere rappresentati mediante modelli matematici deterministici potrebbero in realtà essere governati da equazioni ben precise sebbene non lineari Il termine caos è stato per la prima volta utilizzato nel suo significato matematico in un articolo di Li e Yorke 1975 ma il concetto e le sue proprietà erano già stati descritti fin dai primi del Novecento da Poincaré Egli nello sforzo di descrivere il moto di tre corpi che interagiscono mediante forze gravitazionali aveva descritto con estrema chiarezza la sensitività delle traiettorie rispetto a piccole variazioni delle condizioni iniziali e aveva introdotto quei metodi ora noti come qualitativi o topologici per lo studio dei sistemi dinamici Questi studi erano poi proseguiti negli anni 20 grazie alla scuola francese legata ai nomi di Hadamard e Julia e americana Birkhoff e poi soprattutto con la scuola russa dagli anni 40 a fine secolo Andronov Pontriaguine Kolmogorov Sinai Arnold che ha introdotto i concetti di stabilità strutturale e biforcazioni Due i grandi traguardi da ricordare negli anni 60 e 70 Smale 1967 ha spiegato

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  • Il paradosso di Zenone
    risolto Per quanto concerne il secondo si mostra come per superare il problema occorra assumere la continuità dello spazio Infine relativamente al terzo si discutono gli argomenti a favore della densità dello spazio del tempo e del moto basati sulla percezione e sul realismo scientifico Nel presente intervento non prenderemo in considerazione la filosofia di Zenone di Elea e i suoi intenti nel formulare il paradosso di Achille1 Ci occuperemo invece della fortuna teoretica del ragionamento cioè delle significative riflessioni su spazio tempo e movimento che esso nel corso dei millenni a partire da Aristotele fino a Russell Grünbaum e Black ha sollecitato L andamento delle nostre riflessioni sarà quindi principalmente analitico cioè teso a sviscerare le insidie presenti nell argomento di Zenone senza però trascurare molteplici citazioni da pensatori autorevoli che si sono esercitati sul problema Vedremo che l Achille pone perlopiù dei problemi alla possibilità di una rappresentazione matematica del moto in quanto sembra falsificare alcune comuni teorie fisiche Di fatto sappiamo bene che Achille supererà la tartaruga per cui se da ragionevoli premesse scientifiche deduciamo che questo non accade allora ciò vuol dire che almeno una delle nostre premesse è da rifiutare oppure che uno dei passi della deduzione è fallace Dunque il ragionamento di Zenone ci spinge a una sempre più profonda comprensione della natura del moto Inizieremo con una riformulazione moderna dell argomento 1 seguita dalla discussione della ragionevolezza della descrizione matematica standard dello spazio e del tempo 2 e 3 mostreremo poi che la grandezza tempo è additiva per cui per la sua trattazione si possono usare le comuni regole dell algebra 4 presenteremo quindi la soluzione accettata del paradosso basata sulle somme finite e infinite 5 A seguire la bizzarra ma stimolante interpretazione del primo Russell 6 e per concludere esamineremo brevemente il

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