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  • Marina Sbisà, Detto non detto. Le forme della comunicazione implicita, Laterza, Roma - Bari, 2007, pp. 214.
    soffermato sulla questione della comunicazione implicita come per comprendere appieno un testo occorra padroneggiare non solo ciò che esso dice esplicitamente ma anche ciò che con le sue parole trasmette silenziosamente p 1 ovvero i suoi presupposti e sottintesi Sbisà non tratta dei processi psicologici coinvolti in tale abilità piuttosto investiga i criteri in base ai quali le attribuzioni di senso implicito ai testi possono dirsi legittime e suggerisce tecniche per riformularli in modo da evidenziare il contenuto e funzione delle loro parti in ombra Facendosi promotrice di una cultura dell implicito p 199 che renda i parlanti in grado di fruire in modo avvertito dell alone di senso che circonda i testi Sbisà evidenzia la necessità di un educazione alla comprensione che insegni a saper esplicitare con raziocinio tale senso inespresso Il richiamo è di grande attualità e di questi tempi autenticamente sovversivo saper stanare gli impliciti presenti nelle proprie e altrui comunicazioni aumenta il dominio sulla comunicazione verbale ottimizza l acquisizione di informazioni dai testi rende possibile una loro lettura critica sottrae al rischio della manipolazione legata all assorbimento inconsapevole di impliciti Sono dunque evidenti le ricadute positive che l affinamento di tale capacità può avere in molti settori a cominciare dalla fruizione delle comunicazioni di massa In questo senso il libro si rivolge in generale a chiunque sia immerso nelle pratiche di comunicazione quotidiana ma in particolare a chi ha l opportunità di educare le menti a ragionare è infatti la scuola il luogo dove la capacità di elaborare gli impliciti che apre la strada alla piena padronanza dei testi può e deve essere trasmessa e incentivata dove i cittadini in erba possono essere guidati ad affinare strategie di esplicitazione tese a garantire loro livelli di comunicazione e comprensione più profondi e completi possono imparare a pretendere

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  • Simone Pollo, La morale della natura, Biblioteca essenziale Laterza, Bari-Roma, 2008, pp. 169.
    possibilità di effettuare una fondazione dell etica in non meglio precisate o precisabili strutture fondamentali della natura umana o in ogni caso biologica Non serve poi rinviare all attualità quotidiana delle prese di posizione che sempre le stesse identiche agenzie pubbliche culturali nazionali o sovranazionali di tipo religioso vanno difendendo e affermando da un po di anni a questa parte con sempre maggiore insistenza su questo e altri punti per capire quanta rilevanza abbia ormai assunto questo tema per tutti noi su questioni come la stabilizzazione normativa delle coppie di fatto la fecondazione assistita il testamento biologico il diritto al controllo delle nascite ecc Da questo punto di vista il libro di Simone Pollo assegnista di ricerca in bioetica e filosofia morale all Università La Sapienza di Roma La morale della natura Roma Bari Laterza 2008 rappresenta senza mancare della sobrietà dovuta ad una recensione una novità assoluta in lingua italiana e può essere considerato a pieno titolo una micro monografia su questo specifico argomento Cosa non meno importante e ci permettiamo di sottolinearlo come un aspetto assolutamente degno di nota trattasi di un contributo che è teso con egregia padronanza delle questioni trattate e con ottima capacità espositiva ad unire conoscenza critica ed approfondita delle tematiche sottese ad una militanza critica filosofica e per taluni aspetti politica nel senso più classico e neutrale del termine vale a dire come frutto dell impegno intellettuale di un polites del tutto limpidamente e perciò lealmente esposte e messe a nudo dagli intenti stessi dell autore Il risultato è una lettura chiara ricca e indispensabile per chiunque intenda non solo conoscere o approfondire un problema dibattito come possiamo parlare di fondamenti naturali dell etica ma anche per chiunque intenda affrontare questo argomento senza tema alcuna di un approccio da una prospettiva sicuramente più

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  • Massimo Marraffa, La mente in bilico. Le basi filosofiche della scienza cognitiva. Carocci, Roma 2008, pp. 258.
    che ripercorre le basi filosofiche della scienza cognitiva e uno di valutazione circa lo stato dell arte degli attuali studi sulla mente L autore descrive la scienza cognitiva come quel progetto di studio interdisciplinare della mente in generale che inizia a maturare alla fine degli anni Cinquanta e raggiunge un suo stabile assetto istituzionale ed intellettuale solo verso la fine degli anni Settanta La scienza cognitiva sostiene che i processi cognitivi siano identificabili con calcolatori che operano su rappresentazioni simboliche guidate da regole che ne governano le trasformazioni Questa teoria sulla cognizione è ciò che si definisce scienza cognitiva classica e trova la sua collocazione filosofica più importante in The Language of Thought 1975 di Jerry Fodor Marraffa ritiene inoltre opportuno puntualizzare che lo studio delle elaborazioni di informazione può essere compiuto sia da un calcolatore naturale quindi biologico e interessare le ricerche di psicologia e neuroscienza cognitiva sia da uno artificiale e di conseguenza coinvolgere le ricerche di intelligenza artificiale L idea secondo cui i processi di elaborazione di informazioni naturali e artificiali sono computazioni su rappresentazioni è la colonna portante della scienza cognitiva e porta agli inizi degli anni Sessanta la filosofia della mente ad interrogarsi sulla natura di questa nuova forma di mentalismo Da questo quadro si presagisce la motivazione per cui la scienza cognitiva non si presenta come una disciplina ma come un vero e proprio programma di ricerca che orienta studi in psicologia linguistica intelligenza artificiale e neuroscienza Le traiettorie seguite da queste discipline costituenti hanno caratterizzato lo sviluppo della scienza cognitiva L autore con estrema precisione descrive dunque una fase di gestazione del nuovo programma di ricerca sullo studio della mente durante la quale si assiste ad una cooperazione paritaria tra l intelligenza artificiale la psicologia e la neuroscienza a cui segue una fase

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  • Pietro Perconti, L'autocoscienza. Cosa è, come funziona, a cosa serve. Laterza, Roma-Bari, 2008 pp. 168.
    non è uno spettatore che osserva passivamente bensì un regista che lavora attivamente al proprio spettacolo mentale Pietro Perconti ne L autocoscienza Cosa è come funziona a cosa serve sostiene che essere autocoscienti vuol dire essere consapevoli della propria vita mentale della propria esistenza L obiettivo che questo testo si propone è di spiegare l autocoscienza alla luce delle nuove conoscenze della scienza cognitiva Ciò vuol dire in un certo senso minare determinate convinzioni proprie del senso comune sull autocoscienza dimostrando l incoerenza tra l immagine intuitiva che si ha di se stessi e i risultati sperimentali messi a disposizione dalla nuova scienza della mente Ciò porta a rivedere l autocoscienza non come un fenomeno squisitamente genuino e speciale dell essere umano bensì come un fenomeno come tanti altri e soggetto ad una serie di automatismi L autore suddivide così il testo in tre parti che rispondono alle domande cosa è come funziona e a cosa serve Ciascun individuo sa di essere autocosciente in modo istintivo e diretto ed è convinto che esserlo sia un tratto caratteristico della sua persona p 5 Questa considerazione alimenta la comune sensazione che essere consapevoli di se stessi sia quanto di più straordinario dell

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  • Michael Thompson, Life and Action Elementary Structures of Practice and Practical Thought, Harvard University Press, Cambridge (Mass.), 2008, pp. 223.
    un interpretazione di ciascuno di questi concetti in base alla quale essi non hanno carattere empirico bensì costituiscono categorie logiche vale a dire categorie che individuano sfere di intelligibilità governate da relazioni loro specifiche Life and Action trae la sua ispirazione e il suo orientamento dal neo aristotelismo etico di Philippa Foot 2001 che conferisce un ruolo centrale alla nozione di essere umano Secondo Thompson perchè questa nozione ed il suo ruolo in etica possano essere adeguatamente compresi è necessario elaborarla all interno di un apparato concettuale diverso da quello dell indagine empirica portata avanti dalle scienze speciali e questo apparato è appunto quello che egli intende ricostruire in Life and Action L interesse per l etica è dunque un elemento molto importante per capire le motivazioni di Life and Action ma l occasionale coinvolgimento di materiali propriamente etici è caratterizzato da Thompson come un intrusione p 5 e la riflessione etica vera e propria rimane fuori dagli obbiettivi perseguiti nel suo libro La vita e l azione per Thompson non sono solo concetti fondamentali per la comprensione del discorso etico ma oggetti di interesse filosofico in se stessi e nell affrontarli egli offre un contributo in due aree molto vivaci del dibattito filosofico contemporaneo la questione di cosa conti come una prospettiva filosofica autenticamente naturalista e la filosofia dell azione Nell elaborare questo contributo Thompson produce un interpretazione ed uno sviluppo particolarmente autorevoli ed interessanti della filosofia pratica di Elizabeth Anscombe e soprattutto della sua monografia Intention oggi al centro di una vera e propria riscoperta da parte dei filosofi di ambito analitico È in Anscombe che Thompson rintraccia il primo esempio del metodo che egli stesso adotta e che consiste nel combinare elementi appartenenti a due prospettive filosofiche apparentemente molto lontane tra loro quella di Aristotele e quella

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  • Andrea Borghini, "Che cos'è la possibilità", Carocci, Collana "Le Bussole", Roma, 2008, pp. 111.
    intenti come quello intrapreso da Andrea Borghini in Che cos è la possibilità Uno sforzo che riesce ad aprire questa voce del lessico filosofico contemporaneo alla fruibilità non solo del lettore specialista ovvero quello portato a categorizzare tipicamente possibilità come tema della logica e della metafisica modale ma anche di quello per nulla iniziato e tanto meno esoterico Infatti dall angolatura estetica ed ideologica nel senso più ampio e ricco di cui questo aggettivo può connotarsi di una certa categoria di lettrici e lettori della filosofia analitica possibilità è un termine che richiama quasi per tropismo intuitivo concetti come logica modal e e modalità e quindi necessità necessario attualità attuale effettivo ecc tutti termini con i quali formerebbe una sorta di index settoriale Il testo di Borghini senza per questo tradire in nulla la fedeltà all impostazione metodologica del proprio percorso scientifico tenta di mostrare come il concetto di possibilità sia di contro una voce assolutamente cruciale del lessico filosofico non solo contemporaneo o moderno non solo analitico e perciò non esclusivamente modale ma proprio di ogni vicenda filosofica e di ogni serio impegno teoretico concernente temi logici ontologici e metafisici di tutti i tempi Tutto questo in un volume di poco più di cento pagine che hanno il merito di far orbitare ogni tema dell intera argomentazione attorno alle domande ai problemi e alle definizioni concettuali di base prima di addentrarsi in tassonomie più storiografiche degli autori menzionati e delle loro scuole di appartenenza fare una storia del concetto possibilità anzi è un compito gentilmente fatto oggetto di diniego Ciò rende il volume di Borghini un contributo prezioso ed agile che chi scrive non ha esitato a consigliare come lettura introduttiva anche ad un pubblico molto giovane e non per questo meno spigliato come quello di un gruppo di

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  • Apologia della filosofia sintetica
    asciutto solo in pochissimi casi e non asciutto negli altri Se invece si stabilisce che è asciutto se ha fino a x grammi d acqua né asciutto né non asciutto se ne ha fra x e y con y x e non asciutto se ne ha più di y allora non è vero che l asciuttezza è sempre determinata E così via si possono immaginare altri casi Si prosegue la lettura di questo importante testo su che cosa sia oggi la filosofia e si scopre che pp 48 49 enunciati del tipo le galline sono polli femmina sono allo stesso tempo analitici e riguardano il mondo e non le parole o i concetti Analitico qui significa enunciato la cui verità dipende solo dai concetti Come possa essere il suddetto enunciato vero solo grazie ai concetti che coinvolge e riguardare il mondo è un mistero Williamson sottolinea che l enunciato non va inteso come una definizione di gallina Ma allora per stabilire se le galline siano o meno polli femmina occorre senz altro chiamare in causa galline e polli reali e quindi la verità dell enunciato non dipende certo dai soli concetti È possibile che queste affermazioni nonostante le apparenze siano

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  • Philosophy as vocation
    philosophy as a vocation Each image singles out a distinctive and persistent trait of philosophical inquiry as I understand it The relative importance of each of these images can vary but what interests me here is their variable combination taken as a whole my aim being to sketch a comprehensive portrait of the activity of doing philosophy 1 LEIBNIZ S DREAM Allow me to begin by paying homage to the School of Turin In 1898 Giuseppe Peano eminent representative of formal philosophy and author of the well known Formulario coined the phrase Leibniz s dream in reference to an early expression of one of the most extraordinary and progressive research programs in the history of human thought mathematical logic Marco Mondadori the Italian logician and philosopher of science called attention to the twofold nature of Leibniz s dream in his inaugural lecture at Ferrara University in 1986 that of the deductive machine on the one hand and of the inductive machine on the other Concerning deduction Leibniz states Studying this problem I arrived as if compelled by an internal necessity at the following extraordinary idea that it must be possible to construct a universal characteristic of reason on the basis

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