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  • BUSTO ROMANO SCOPERTO DA SUB TOSCANA AL LARGO DI RAGUSA - Archeologia Subacquea
    sporadici Progetto Archeomar Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea BUSTO ROMANO SCOPERTO DA SUB TOSCANA AL LARGO DI RAGUSA By La repubblica E un busto in marmo risalente all epoca tardo romano bizantina Alto 22 cm e largo 26 ha un valore inestimabile ed e stato scoperto ieri casualmente nella zona del Palmento al largo di Marina di Ragusa dalla giovane sub di Marina di Carrara Barbara Ferrari in acqua per un esercitazione di archeologia subacquea organizzata dalla Uisp cui hanno preso parte quattro toscani di Marina di Carrara e Enrico Maestrelli membro della direzione regionale della Uisp Toscana Una volta che il busto romano e stato individuato gli archeologi si sono precipitati sul posto per effettuare esami approfonditi Il busto e stato prelevato dalle acque marine e trasportato al Museo di Camarina al quale e stato affidato Negli stessi fondali lo scorso anno era stato rinvenuto un relitto dell Antica Roma e si presume che nei prossimi periodi potrebbero verificarsi altre importanti e preziose scoperte Fonte http www repubblica it ultimora 24ore BUSTO ROMANO SCOPERTO DA SUB TOSCANA AL LARGO DI RAGUSA news dettaglio 3694939 Joomla SEO powered by JoomSEF Archeologia Subacquea 2012 Ricordami Password dimenticata Nome

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  • Veliero da carico rinvenuto nelle acque di Castellammare del Golfo - Archeologia Subacquea
    riuscì a prendere il largo e naufragò Il documento non è sufficientemente preciso né sulle circostanze del naufragio né sulle caratteristiche dell imbarcazione nome armatore etc tuttavia pone degli interrogativi a cui forse il rinvenimento odierno potrebbe parzialmente rispondere LA DESCRIZIONE Ciò che emerge è una sequenza di quattro spezzoni di imbarcazione poste su un asse parallelo alla costa per una lunghezza totale di 22 metri che dovrebbe essere all incirca la lunghezza totale della nave La larghezza non è determinabile poiché la nave si fracassò con l urto sulla sabbia durante il naufragio e il tempo trascorso ha fatto il resto deteriorando parti consistenti dello scafo Si notano ordinate madieri e fasciame assemblati in porzioni emergenti dalla sabbia La prua è all estremità orientale dello scafo All altra estremità verso la poppa si è localizzato un piccolo cannone parzialmente affiorante dal fondo sabbioso della lunghezza di poco superiore al metro con la bocca del diametro di circa 15 centimetri esterno e 7 interno La presenza di armi da fuoco in navi mercantili non deve meravigliare poiché esse erano sempre armate per fronteggiare eventuali aggressioni piratesche A circa metà della lunghezza totale tra prua e poppa si notano delle barre metalliche sporgenti dalla sabbia che potrebbero essere identificate come sartie di murata Interessante è notare che il fasciame e quindi lo scafo era rivestito all esterno da una lastra di metallo verosimilmente in bronzo Dalla giacitura delle varie parti del relitto emergenti dalla sabbia si evince che la nave si adagiò sul fianco destro sospinta dalle onde a circa 2 20 metri di profondità e 70 80 metri dalla spiaggia Nella foto ordinate e fianco foderato di metallo verso la poppa IL CARICO Del carico non si intravede alcunché Del resto se era effettivamente grano esso andò completamente perso mentre una gran massa di materiale ferroso non identificabile è sparso nell area del relitto e nelle sue immediate vicinanze Tra questo si notano alcuni probabili cerchi di botticelle appartenenti ai contenitori d acqua per l equipaggio e tubi che potrebbero essere parti di fucili Vi è anche della ceramica frammentaria tra cui frammenti di giare invetriate in verde scuro con collo distinto attraversato da solcature di un tipo in uso sin dal XV secolo GLI INTERVENTI Al momento i tecnici della Soprintendenza del Mare coordinati dal Soprintendente Sebastiano Tusa hanno soltanto operato per la documentazione e localizzazione del relitto al fine di approntare immediatamente i dispositivi di tutela affinché non venga sottoposto a danneggiamenti o razzie Hanno anche avanzato le prime deduzioni sottolineando l importanza del relitto per la storia dei commerci marittimi siciliani datando il relitto probabilmente ai secoli XV XVII Ci vorranno altre immersioni e altre osservazioni per valutare con precisione la datazione della nave ed eventualmente sciogliere l enigma della probabile identificazione con il veliero mercantile citato nel documento cinquecentesco LE DICHIARAZIONI L assessore regionale ai Beni culturali ambientali e della Pubblica Istruzione Gaetano Armao nel sottolineare ancora una volta la ricchezza dei nostri mari dal punto

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  • Navi romane nelle acqua di Ventotene - Archeologia Subacquea
    molte regioni del mediterraneo al fine di tutelare e proteggere le testimonianze storiche del nostro passato dalle continue razzie dei cercatori di tesori che con lo sviluppo di tecnologie sempre più evolute si spingono a profondità che anni fa non sembravano possibili Le immersioni tecniche in miscele stanno diventando una normale consuetudine È nata così l idea dell esplorazione della batimetria dei 100 metri La prima fase è iniziata nell agosto del 2008 con una scansione dell intero perimetro dell isola utilizzando un Side Scan Sonar che ha rivelato una serie di interessanti target che sono stati processati ed analizzati a cura del responsabile scientifico dell Aurora Trust Dott Timoty Gambin I risultati sono stati di gran lunga superiori ad ogni aspettativa 5 sono le imbarcazioni di età romana rinvenute con il loro carico intatto di anfore e vasellame l attribuzione cronologica va dal i sec ac al 4 secolo dc I cinque relitti affondati anticamente giacciono su un fondale non disturbato e dopo le misurazioni effettuate si ha la certezza che anche la parte lignea degli scafi sia conservata sotto il deposito sabbioso Differenti tra di loro sono stati indagati durante la presente campagna di ricerca con veicoli filo guidati ROV con i quali sono state effettuate riprese e dettagliate misurazioni 1 relitto con un carico di anfore Spagnole provenienti dalla betica misura circa 15 metri di lunghezza e 5 di larghezza Il carico composto da centinaia di anfore di presenta nella sua condizione originaria Probabilmente attribuibile al 1 sec ad 2 relitto con anfore italiche di circa 18 metri Attribuibile al 1 sec Ac 3 relitto con carico misto di mortuaria ed anfore di circa 13 metri 4 relitto con carico misto di anfore frammenti di vetro e con cilindri probabilmente in piombo non ancora identificati di circa

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  • Filicudi, ritrovate dai Carabinieri 5 anfore di epoca romana del I secolo d.c. - Archeologia Subacquea
    epoca romana del I secolo d c By http www tirrenosat it index php cat 50 id art 10110 Il nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri siciliani ha scoperto nelle acque antistanti l isola di filicudi 5 anfore romane risalenti al primo secolo dopo cristo In località capo graziano i sommozzatori dei carabinieri hanno rinvenuto le anfore appartenenti ad un relitto naufragato a breve distanza dal punto di ritrovamento le anfore sono state caricate a bordo dela motovedetta gangi di milazzo Ma ad allarmare i militari ed ifunzionari della soprintendenza del mare che operavano congiuntamente le anfore erano state spostate dal loro luogo d origne che si trova più in profondità Si presume che si trovassero lì per essere poi trasportate in un secondo momento ed essere immesse nel mercato clandestino dei reperti archeologici di provenienza marina Gli esperti ritengono che questa sia solo una minima parte del tesoro sommerso in questo tratto di mare in quanto nel primo secolo dopo cristo le rotte delle isole eolie erano le preferite dai romani per il trasporto di ossidiana e olio Adesso le 5 anfore sono state consegnate alla soprintendenza del mare per essere studiate e riportate ai fasti di allora

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  • Tesori sommersi ritrovati dai carabinieri sub - Archeologia Subacquea
    i carabinieri del nucleo subacquei di Cagliari con il supporto tecnico scientifico di archeologi subacquei della soprintendenza per i beni archeologici della Sardegna e dei carabinieri della motovedetta d altura della compagnia di Alghero con il coordinamento del nucleo tutela patrimonio culturale di Sassari ad una profondità di circa 20 metri hanno individuato un cospicuo giacimento archeologico di macine litiche e lingotti in piombo costituenti il carico di una nave oneraria romana del I secolo a c contestualmente hanno provveduto al recupero di alcuni lingotti del peso di 30 kg cadauno circa rinvenuti adagiati sul fondale roccioso e particolarmente esposti a possibili trafugamenti La dott ssa Gabriella Gasperetti responsabile del settore subacqueo della Soprintendenza ha precisato che i lingotti recuperati appartengono ad un carico che testimonia il cospicuo traffico di metalli tra la penisola iberica e l Italia nella tarda età repubblicana Particolarmente preziosa è la presenza sulla faccia superiore di due bolli impressi ai margini raffiguranti rispettivamente un delfino a rilievo e il nome cvtivscf c aius utius c ai f ilius che indica il proprietario delle miniere di piombo argentifero Gli utii famiglia originaria dell Italia meridionale tra il II e il I secolo a c raggiunsero un elevato grado di prosperità proprio grazie all attività mineraria ulteriori testimonianze della floridezza di tale traffico sono costituite dai carichi di piombo con il medesimo bollo ritrovati nei mari di Sardegna come ad esempio allo scoglio Businco nell isola di Mal di Ventre Lo sfruttamento delle miniere in epoca imperiale divenne appannaggio dello stesso imperatore proprio per l importanza di tale attività Si conferma con questo recupero inoltre la frequentazione delle rotte che attraversavano il Mediterraneo verso Roma e la penisola italica sia per il collegamento tra le estreme regioni occidentali sia per i rapporti con le coste del nord

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  • Anfore romane ritrovate in mare, sequestrate dalla GdF - Archeologia Subacquea
    riva per essere trafugate San Benedetto La sezione navale della Guardia di finanza sambenedettese ha sequestrato quattro anfore romane del primo secolo avanti Cristo rimaste impigliate nelle reti di due pescherecci che le hanno riportate a riva per trafugarle Le anfore erano già state caricate a bordo delle auto di alcuni marinai quando i finanzieri sono entrati in azione I responsabili del furto sono stati denunciati per omessa denuncia e

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  • Archeologia, scoperto un galeone Il relitto è su un fondale del Sinis - Archeologia Subacquea
    ha individuato su un fondale di pochi metri il relitto di quello che potrebbe essere un galeone spagnolo di epoca forse medievale Importante scoperta archeologica nel mare di Putzu Idi sulla costa occidentale della Sardegna Un appassionato di immersioni Marco Montanari ha individuato su un fondale di pochi metri il relitto di quello che potrebbe essere un galeone spagnolo di epoca forse medievale Un galeone spagnolo su un fondale di pochi metri La scoperta è avvenuta casualmente il 19 ottobre dello scorso anno Grazie a una mareggiata di scirocco che aveva rimosso lo strato di sabbia sottilissima che ricopre il relitto un appassionato di immersioni Marco Montanari finì contro un pezzo di legno Montanari decise di approfondire la cosa in una successiva immersione scoprì prima un argano di grandi dimensioni e poi il ponte e il fasciame di quello che appare come un galeone di fabbricazione spagnola o portoghese lungo 30 40 metri La scoperta è stata subito segnalata alle autorità di Polizia e marittime e alla Soprintendenza archeologica di Cagliari e di Oristano Dopo un primo sopralluogo gli archeologi che hanno anche eseguito rilievi fotografici e grafici non si sono però più fatti sentire e ora Marco Montanari ha

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  • Scoperto relitto della corazzata francese "Danton" - Archeologia Subacquea
    del Galsi al largo delle coste a sud della Sardegna poche miglia al di fuori delle acque territoriali italiane il ROV della Skandi Inspector impiegato nella campagna marina del Galsi ha avvistato il relitto di una nave a più di 1000 m di profondità A partire dalle coordinate geografiche di ritrovamento del relitto e con l aiuto delle informazioni disponibili l equipaggio della nave ha identificato il relitto come il

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