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  • Il Ritrovamento del Danton - Archeologia Subacquea
    acqua Tutela Soprintendenze Siti web del MiBAC Archeolink Normative Download Documenti La scheda di segnalazione per ritrovamenti sporadici Progetto Archeomar Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Il Ritrovamento del Danton By argouno Last Updated 21 Febbraio 2009 Conferenza Stampa Joomla SEO powered by JoomSEF Archeologia Subacquea 2012 Ricordami Password dimenticata Nome utente dimenticato We use cookies to improve our website and your experience when using it Cookies used

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=402&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
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  • Resti di un carico di un'imbarcazione di età preromana a Santa Caterina - Archeologia Subacquea
    sabbioso a moderata profondità Nelle sacche del fondale si notano numerosi frammenti anforari fondi pareti rari colli e orli incastrati e concrezionati nelle fenditure a volte profonde della parete Ma che cosa passava dalle nostre coste in passato Scopritelo con questo viaggio di PdM Gli esemplari presentano spiccate affinità di forma e d impasto con un cospicuo gruppo di anfore rinvenute negli scavi di Torre S Giovanni di Ugento Si tratta a un primo esame dell impasto rossastro di anfore del tipo a pasta rossa che si ispirano a coevi contenitori corinzio corciresi ma sono prodotti come suggeriscono gli esami petrologici e chimici effettuati sugli esemplari di Torre S Giovanni nelle colonie greche della Calabria o della Sicilia tra la fine dell età classica e il primo Ellenismo cioè tra IV e prima metà del III secolo a C Risulta evidente una reiterata attività di asportazione del materiale archeologico a opera di subacquei clandestini che ha sovente causato la rottura degli esemplari integri o dal profilo completo In origine il carico si doveva presentare presumibilmente come una massa di anfore ordinatamente sovrapposte Negli scorsi decenni stando alle testimonianze di anziani pescatori nei paraggi fu rinvenuta un ancora La scoperta dice il professore Giuseppe Piccioli in alto nella foto piccola ha certamente grande valore scientifico perché testimonia l importanza strategica che la località della costa ionica salentina possedeva in epoca preromana e permette di gettare nuova luce sulle antiche rotte marine oltre a rinforzare le conoscenze relative alla geografia degli scambi commerciali all inquadramento nell assetto geoeconomico in cui erano inseriti il Salento e la vicina Grecia Se inquadrata in un ottica di sviluppo mirato all utilizzo dell immenso patrimonio archeologico verso una fruizione sostenibile corretta e armonica spiega la professoressa Rita Auriemma Ricercatrice di Archeologia subacquea presso l Università del

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=370&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
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  • Importante recupero nelle acque di Lipari - Archeologia Subacquea
    Eolie Di origine vulcanica questo arcipelago si trova al largo della costa nord della Sicilia e l isola più grande è la nota Lipari I Carabinieri della Compagnia di Milazzo con il supporto del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e dei carabinieri nel Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno recuperato al largo di Lipari due preziosi reperti archeologici di età Greco italica Sono due anfore risalenti al III

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  • Al via a maggio il recupero del carico della nave più antica del Mediterraneo - Archeologia Subacquea
    con l ultimazione della parte strutturale e di adeguamento tecnico del museo e ne sarà aperta una prima parte che ospiterà i reperti trovati a bordo della nave oneraria romana Iulia Felix risalente al II secolo dopo Cristo cui si affiancheranno quelli che saranno recuperati appunto il prossimo anno dal relitto che è stato denominato Grado 2 Nel 2009 dunque afferma il Soprintendente regionale ai beni archeologici Luigi Fozzati riprenderà lo scavo subacqueo con il recupero del carico della Grado 2 la cui datazione è stata fatta in base alla tipologia di anfore fino a oggi trovate in coperta dopo la segnalazione della presenza del relitto da parte di un pescatore avvenuta un paio d anni orsono Lo scafo è uno dei più antichi e importanti relitti del Mediterraneo sottolinea Fozzati risale addirittura a 400 500 anni prima della Iulia Felix L archeologia subacquea sta raccogliendo attorno un gran numero di appassionati tanto che in Germania per fare un esempio vi sono dei gruppi di appassionati che organizzano viaggi in tutt Europa per andare alla scoperta di quanto viene recuperato dal fondo del mare E per questo che il Museo del Mare di Grado dovrebbe diventare un importante catalizzatore di flussi turistici Di tutto questo si parlerà anche in occasione della prossima Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum Dunque non solo del ritrovamento della Iulia Felix risalente al 1987 o il costruendo Museo nazionale di archeologia subacquea conosciuito come Museo del mare ma anche e forse soprattutto per via di quella che oggi viene identificata come Grado 2 ovvero uno scafo fra i più antichi e importanti dellarea mediterranea Nel contesto dell incontro di Paestum Fozzati parlerà pure dei programmi del costruendo Museo del mare e della sua apertura Verificheremo la possibilità di aprire ogni anno un pezzo del

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  • NUOVI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI NEI FONDALI DI MESSINA - Archeologia Subacquea
    greco romana monete e resti di anfore A scoprire i reperti i subacquei Nicola Panetta e Nuccio Schifilliti che hanno avvisato la Soprintendenza del Mare che ha disposto l immediato recupero per evitarne il trafugamento Recuperate due macine di epoca greco romana monete e resti di anfore A scoprire i reperti i subacquei Nicola Panetta e Nuccio Schifilliti che hanno avvisato la Soprintendenza del Mare che ha disposto l immediato recupero per evitarne il trafugamento 16 10 2008 Ancora un ritrovamento archeologico nei fondali messinesi Ieri il gruppo Oloturia Sub che fa capo al noto subacqueo Gianmichele Iaria ha recuperato alcuni reperti di epoca greco romana che giacevano in poca profondità neio pressi di Acqualadrone Si tratta di due macine per la lavorazione dei cereali alcune monete resti di anfore e altri arnesi A scoprire i reperti sono stati i subacquei Nicola Panetta e Nuccio Schifilliti che hanno avvisatola Soprintendenzadel Mare che ha disposto l immediato recupero per evitarne il trafugamento Così è scattata l azione di recupero in sinergia con l Assessorato del Comune di Messina per le Politiche del Mare che ha messo a disposizione la motovedetta della Polizia Municipale il gruppo subacquei Oloturia Sub ha portato in

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  • TESORI DEL MARE DEPREDATI. E IN CASA UN MEZZO ARSENALE - Archeologia Subacquea
    sommozzatori di Taranto per recuperare e repertare quanto il mare ancora conserva Una scoperta casuale questo sito archeologico dovuta proprio ad una razzia eseguita da due insospettabili Moderni cercatori di tesori chiamarli pirati sarebbe eccessivo forse un po grottesco Eppure proprio come nelle storie di bucanieri ad un certo punto sono spuntate fuori anche delle armi E la vicenda ha assunto un intreccio quasi romanzesco Sette pistole e oltre settecento cartucce tenute in casa da Antonio Zenzale 46enne di Ugento dipendente di un consorzio di bonifica mai un guaio con la giustizia fino ad oggi Il pubblico ministero ne ha disposto l arresto per detenzione illegale di armi e munizioni Risponde anche dell accusa di appropriazione illecita di beni culturali appartenenti allo Stato Un reato per il quale non è previsto l arresto lo stesso ravvisato nei confronti di un suo complice e collega di lavoro 55enne anch egli di Ugento e senza precedenti di alcun tipo E stato denunciato a piede libero Zenzale ed il suo collega sono stati colti in flagranza ieri pomeriggio in mezzo al mare mentre caricavano alcune anfore su una piccola imbarcazione Sono stati sorpresi dai carabinieri del nucleo sommozzatori durante attività di controllo volto proprio alla salvaguardia del patrimonio archeologico marino I movimenti hanno destato subito sospetti L uomo che sarebbe stato identificato per Zenzale si trovava a bordo della barca Il 55enne invece faceva la spola con la muta da sub raggiungendo il fondale prelevando le anfore e caricandole a bordo I carabinieri ne avrebbero trovate ben cinque Per evitare che i due fuggissero i sommozzatori dell Arma hanno avvisato la motovedetta della compagnia di Tricase In breve tempo i due ugentini sono stati accerchiati Il sub nel pieno dell immersione Ricondotti a terra è scattata la seconda parte dell operazione Alla quale hanno partecipato i militari della stazione di Ugento dipendenti dalla compagnia di Casarano Gli investigatori avevano infatti il sospetto che nelle loro abitazioni potessero celarsi ulteriori reperti E in un caso quello che vede al centro Zenzale hanno fatto centro Ben 38 le anfore trovate frutto di precedenti sopralluoghi sul sito archeologico Ma non solo La storia ha assunto una piega da vero e proprio giallo quando nella stanza da letto all interno di una valigetta sono state scovate diverse armi E se è facile ipotizzare che le anfore che risalgono al III ed al II secolo a C e che sono di probabile provenienza Greco Italica caso piuttosto raro giacché i ritrovamenti di questo tipo sono quasi sempre di epoca Romana fossero destinate ad un mercato nero di cultori disposti a pagare fino a 3mila euro al pezzo le armi lasciano immaginare altri più inquietanti scenari Zenzale ai carabinieri avrebbe detto di averle trovate in un tombino in aperta campagna Gli investigatori si domandano piuttosto se fossero custodite per conto di qualcuno destinate a qualche azione criminale in fieri o già utilizzate Si tratta di sette pistole di cui cinque a tamburo e due semiautomatiche oliate e in perfetto

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  • Documentario "PROGETTO LIBURNA" - Valona (Albania) - Archeologia Subacquea
    rettore dell Università di Foggia e direttore del dipartimento di Scienze Umane della stessa Università Il progetto poliennale è frutto di una inusuale collaborazione tra organizzazioni di Stato e Volontariato qualificato concretizzata attraverso uno stretto rapporto operativo tra l Università di Foggia l Istituto di archeologia Albanese e l organizzazione no profit A S S O di Roma Oltre a ricerche sul campo in mare ed acque interne il progetto prevede l istituzione di una scuola italo albanese di archeologia subacquea e numerose altre iniziative Nel 2007 nel corso delle indagini effettuate presso la baia di Porto Palermo l equipe ha potuto contare sul supporto logistico e navale della Marina Albanese mentre nel 2008 fondamentale si è rivelato il contributo della Guardia di Finanza Italiana sotto il Comando del Col Serra e del Capitano Carrieri L equpe 2008 composta da Giuliano Volpe e dai ricercatori Danilo Leone e Mariuccia Turchiano e da dottorandi e studenti dell università di Foggia e dal fotosub Gennaro Ciavarella dai tecnici ASSO Stefano Barbaresi Mario Mazzoli Bernardino Rocchi e Marco Vitelli e per l Istituto di Archeologia Albanese Adrian Anastasi ha operato nell area dell antica Orikum area di una famosa battaglia navale tra Cesare

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  • BRONZI DI RIACE: IN UNA FOTO PEZZO DELLO SCUDO MANCANTE - Archeologia Subacquea
    vicenda del ritrovamento dei Bronzi di Riace Una fotografia scattata il giorno del recupero delle statue dimostrerebbe secondo il ricercatore vibonese Giuseppe Braghò l esistenza di uno scudo che però non è stato mai trovato La fotografia amatoriale è stata esposta nel corso di una mostra svoltasi quest estate a Riace ed organizzata dalla Pro Loco Nel visionare le foto Braghò autore di una ricerca e di un libro in cui si sostiene il furto di uno scudo e di una lancia appartenuti ai Bronzi ha notato che dalla mano della statua cosiddetta Giovane c era un maniglione dello scudo che non è stato mai trovato Dalle foto sostiene Braghò si vede un oggetto che fuoriesce dalla mano sinistra del bronzo E facilmente intuibile che si tratta del maniglione dello scudo appartenuto alla statua e che non è stato mai ritrovato Dopo aver visto le foto della Pro Loco di Riace scattate al momento del recupero delle statue mi sono recato al Museo di Reggio Calabria e tra gli oggetti esposti trovati con i bronzi non c é traccia di quell oggetto che si vede nella fotografia Da diverso tempo Braghò autore di due libri nei quali si sostiene il furto di oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace sostiene anche che le statue erano tre e non due A suffragare questa tesi secondo il ricercatore vibonese c é una relazione fatta al momento del ritrovamento delle statue al largo delle acque di Riace Nella relazione aggiunge si fa riferimento ad un gruppo di statue Se fossero state solamente due avrebbero sicuramente indicato il numero preciso E sempre nella stessa relazione vengono descritte i due Bronzi e viene scritto esplicitamente che era presente uno scudo sul braccio sinistro di una delle due statue A supportare la tesi del furto degli oggetti

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