web-archive-it.com » IT » A » ARCHEOLOGIASUBACQUEA.IT

Total: 345

Choose link from "Titles, links and description words view":

Or switch to "Titles and links view".
  • Ritrovate anfore al Banco Scherchi - Archeologia Subacquea
    l armatore Ignazio Gancitano nostromo e comandato dal figlio Gioacchino era impegnato in una battuta di pesca a strascico a circa 35 miglia ad ovest di Marettimo zona nei pressi del Banco Scherchi di gambero rosso e scampi quando alla fine della cala in un fondale misto di fango e sabbia di circa 400 500 metri nelle reti sono rimaste impigliate le anfore di diverse dimensioni La zona è già stata teatro di altre battute di pesca fortunate La nostra ha sottolineato Ignazio Gancitano non è stata fortuna capita spesso di tirare nelle reti delle anfore solo che con i miei figli impieghiamo più tempo per consegnarle integre Inoltre i Beni Culturali dovrebbero consentire la fine della borda di pesca per riportare i reperti a terra questo incentiverebbe la segnalazione di ritrovamenti A ricevere il motopesca al Porto Nuovo una squadra della Capitaneria guidata dal maresciallo Gaspare Reina ed il delegato della Soprintendenza del Mare l arch Gaspare Bianco il quale ha sottolineato È auspicabile che in città per la sua tradizione marinara nasca un centro per lo studio dei reperti archeologi marini riportati alla luce dalla sua flotta peschereccia Non possiamo lasciare questa opportunità solo a ricercatori americani ed inglesi Inoltre ad oggi ha sottolineato Bianco c è una piena sinergia fra la Capitaneria di Porto in contatto 24 ore su 24 con i motopesca la Soprintendenza rappresentata dal prof Sebastiano Tusa ed il Cnr che proprio qui ha una sede importante e che è già impegnata nello studio ed nel monitoraggio del bacino mediterraneo Il Comando della Capitaneria cosciente della grande rilevanza storica archeologica del Canale di Sicilia e nell ottica di una effettiva tutela e salvaguardia dei beni ritrovati ha inteso sensibilizzare il comparto marittimo mazarese affinché possa collaborare in caso di eventuali ritrovamenti ricordando inoltre che

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=227&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive


  • Rinvenimento di un relitto romano - Archeologia Subacquea
    ceramici nella zona Il relitto giace a circa 250 metri dalla costa ad una profondità di circa 4 metri su un fondale di sabbia e rocce al limitare del ciglio relativo al plateau che da quel punto con un altezza media di 1 metro arriva fino alla riva Da una prima ricostruzione il naufragio potrebbe essere stato provocato da condizioni meteo marine avverse che hanno reso ingovernabile la nave facendola rovinare sul ciglio della platea causandone l affondamento lungo l orlata Del relitto adagiato in senso Est Ovest si leggono 11 ordinate non consecutive 5 ad Est con lato di circa 2 metri e 6 in continuità verso Ovest per un totale di circa 8 metri fissate con chiodi di bronzo a sezione quadrangolare Spostando la sabbia in alcuni punti sono state individuate le tavole del fasciame esterno connesso con la tecnica a linguette e cavicchi Segni di carpenteria incisi in antico per facilitare il montaggio delle varie parti dello scafo sono visibili sui legni tale peculiarità rende interessantissimo il futuro studio del relitto A Nord Est a pochi metri di distanza dal primo tratto di ordinate sono state rinvenute tre anfore ancora coperte dalla sabbia Da un primo esame visivo le anfore sembrerebbero del tipo africane di IV V sec d C datazione confermata da un altra anfora del tipo Keay databile al V sec d C rinvenuta e consegnata precedentemente sempre dallo scopritore Lo specchio di mare dove è stato rinvenuto il relitto è frequentato da pescatori subacquei e quindi il relitto e quello che rimane del suo carico è in serio pericolo di depredazione Il primo intervento da effettuare all interno dell area è quindi un operazione di copertura temporanea con un primo strato di sabbia una copertura geotessile e sacchi di sabbia In un secondo momento

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=226&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Recuperata ancora romana a Gioiosa Marea (ME) - Archeologia Subacquea
    Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Recuperata ancora romana a Gioiosa Marea ME By Soprintendenza del mare Last Updated 10 Giugno 2008 A seguito di una segnalazione del Dott Giuseppe Donato subacqueo di Messina la Soprintendenza del Mare ha allertato la Capitaneria di Porto di Milazzo Ufficio locale di Patti per effettuare il recupero di un ancora in piombo La stessa trovata in pericolo di trafugamento nei fondali di Capo Schinò Gioiosa Marea è stata recuperata il 9 aprile con il coordinamento della Soprintendenza del Mare a cura di Philippe Tisseyre archeologo del Servizio Beni Archeologici e con la collaborazione dello scopritore Giuseppe Donato L ancora della lunghezza di 1 96 metri e di un peso approssimativo di 270 Kg risalente al periodo romano si trovava su un fondale di sabbia mista a circa 14 metri visibilmente decontestualizzata il reperto non presenta iscrizioni o decorazioni ed è del tipo a cassa senza perno Dopo il recupero l ancora è stata trasportata presso i locali della Capitaneria di Porto di Milazzo a cura dei militari coordinati dal Tenente di Vascello Michele Messina e dal Capo di I cl Roberto Antonacci Joomla SEO powered by JoomSEF Archeologia Subacquea 2012 Ricordami

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=224&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Scoperto a Lipari un grande edificio romano sommerso - Archeologia Subacquea
    colloca laddove le isobate marine si addensano mettendo in evidenza l esistenza di una secca che si allunga dalla costa verso il largo in direzione N NE che va verisimilmente interpretata come il prodotto di strutture e manufatti sommersi di epoca antica E certo che la secca preesistesse all edificazione delle strutture recentemente rinvenute dato che i fondali circostanti scendono sia a Nord che a Sud fino a circa m 20 Pertanto è ipotizzabile che su tale secca siano state costruite a più riprese forse a partire dall età romano repubblicana a giudicare dai materiali archeologici reperiti sui fondali devastati dalla benna le strutture portuali Una poderosa variazione eustatica bradisismo ha determinato l inabissamento della struttura portuale ad oltre m 10 di profondità rispetto al livello del mare odierno Che siano entrati in azione fenomeni di eustatismo parossistico è evidente dato che la normale variazione del livello del mare negli ultimi duemila anni di storia in situazione di normalità si colloca nell ordine di qualche decina di centimetri E interessante sottolineare che le strutture sono state immediatamente occultate da eventi di natura alluvionale evidenziati dalla presenza di strati argillosi e sabbiosi provenienti certamente dal fiume Santa Lucia e vulcanica evidenziati da strati di accumulo pertinenti probabilmente l eruzione del Monte Pelato Che questo spazio di mare di Marina Lunga potesse riservare le sorprese archeologiche di cui sopra era tuttavia prevedibile se pensiamo che già durante la costruzione del molo odierno fu segnalata la presenza di strutture e di colonne di pietra locale probabilmente provenienti dalla cava del Fuardo e furono raccolte monete e perfino il piede anteriore destro in bronzo di una statua di altezza di ca m 2 che L Bernabo Brea ipotizza distrutta durante l assedio romano a Lipari nel 252 251 a C pubblicato nel 1985 in Archeologia Subacquea 2 Sulla base dei dati raccolti nel corso delle indagini preliminari condotte dai tecnici della Soprintendenza del Mare è ipotizzabile la presenza di una struttura dotata di grande portico con direzione NE SO costituito da colonne del diametro di ca m 1 20 di cui abbiamo trovato tre plinti di base in situ su altezze diverse ed altri tre sono stati strappati dalla benna prima della sospensione dei lavori di dragaggio Tali colonne in basalto locale poggiano su un basamento che appare essere di marmo bianco La possente struttura di sostruzione del monumento appare costruita in opus cimentum con pietre di grosse dimensioni che confermerebbe la datazione ad età romano repubblicana del monumento Forse questo edificio corrisponde con una fase di ricostruzione intensa della città nel corso del II sec a C attestato da 7 strade ritrovate a terra nella città bassa con uno o due strade principali La natura dell edificio è ancora difficile da definire Potrebbe trattarsi di un portico posizionato su un molo portuale o di un edificio pubblico o sacro in zona portuale La grande quantità di ceramica raccolta sul posto acroma a pareti sottili incisa a vernice nera campana frammenti di anfore con

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=223&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Ecco Giulio Cesare il suo vero volto riemerge da un fiume - Archeologia Subacquea
    a suffragare l attribuzione degli archeologi francesi è il solo ritratto di Cesare fatto quand era ancora in vita esclama Luc Long del Dipartimento di archeologia subacquea del Ministero della cultura francese Una scoperta sensazionale unica in Europa aggiunge il ministro Christine Albanel è sicuramente Cesare perché ha le caratteristiche dei suoi ritratti tipici la fronte piuttosto alta e il pomo di Adamo pronunciato Ma è un ritratto realistico perché non raffigura un volto idealizzato e in giovane età come sono in genere i ritratti di Cesare giunti fino a noi realizzati dopo la sua morte e la sua divinizzazione ma il volto di un uomo sulla cinquantina con tutti i segni dell età Rughe e fronte stempiata Dunque fu fatto ad Arles negli anni della fondazione della colonia Scolpito per onorare Cesare come suo patrono continua Long Tutto quadra Poi però chissà quando il ritratto fu gettato nel fiume assieme a un centinaio di oggetti tra cui un altra statua di marmo raffigurante Nettuno e due bronzi Ed è riemerso solo l autunno scorso durante uno scavo che continuerà anche la prossima estate e promette di rivelare altre meraviglie Ma l entusiasmo dei francesi non è condiviso da tutti L antichista Mary Beard dal suo blog nel sito internet del Times è categorica Cosa fai se sei un archeologo e trovi un bel ritratto romano sul fondo di un fiume Tutti si interesseranno alla tua scoperta se dici di aver trovato Cleopatra o Nerone o Giulio Cesare Ma per Beard non vi è ragione alcuna per attribuire la statua a Giulio Cesare né tantomeno per affermare che fu scolpita mentre lui era in vita è un gioco vecchio dice Beard noto già a Henrich Schliemann che seppe convincere il mondo di aver trovato a Micene la maschera di Agamennone

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=376&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Trapani: scoperto relitto di una nave romana a 250 m. dalla costa - Archeologia Subacquea
    eco sicilia Un relitto in legno di una nave romana lunga dodici metri e alcuni resti del suo carico sono stati trovati nel trapanese La scoperta è stata fatta a Valderice Il reperto si trova a circa 250 metri dalla costa e a soli 4 metri di profondita A poca distanza si trovano tre anfore ancora coperte dalla sabbia La segnalazione dice il soprintendente del Mare è venuta da un

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=211&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Carabinieri subacquei in missione per SITO ARCHEOLOGICO sottomarino a Capo Mortola: trovate 2 anfore - Archeologia Subacquea
    parte di un corpo di anfora Dressle 1 datati tra il primo secolo a C E il primo secolo d C sono stati rinvenuti stamani dia carabinieri del Centro Subacquei di Genova Voltri che nell ambito di un progetto di recupero e valorizzazione promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria hanno effettuato un immersione di circa due ore in sito archeologico sottomarino situato all altezza di Capo Mortola a undici metri di profondita I due reperti sono stati avvistati tra gli scogli sommersi da una vasta prateria di Posidonia I due reperti sono stati consegnati al funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici Gian Piero Martino che coordina l operazione Il progresso delle ricerche terrestri e marittime sta sempre più rivalutando l importanza della rotta altotirrenica che costeggiava le coste della Liguria attraverso la quale passavano merci da e per l Iberia la Gallia e l Italia Per questo motivo Capo Mortola insidiosa scogliera che si protende in alto mare dopo la falesia dei Balzi Rossi e prima dell ampia baia di Latte possiede tutte le caratteristiche per diventare un prezioso archivio delle merci trasportate in tutti i tempi nel mar Ligure Infatti nonostante le numerose difficoltà conseguenti alla natura dei fondali molto accidentati e la presenza di una rigogliosa vegetazione subacquea diverse esplorazioni condotte nella zona hanno restituito a più riprese anfore e laterizi L esame del materiale raccolto documenta passaggi marittimi che vanno dal IV V secolo a C come testimoniato dai frammenti di massaliote con un incremento di traffici dal II secolo a C fino al I II secolo d C Inoltre la presenza dell ampia baia di Latte al centro della quale è stata recentemente scoperta una struttura romana e dei ridossi di ponente che hanno restituito tra l altro un semisse di bronzo

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=187&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Ritrovamento di due cannoncini ad Augusta (SR) - Archeologia Subacquea
    Di Mauro Le indagini svolte nell ambito del sopralluogo effettuato dalla Soprintendenza del Mare Servizio Beni Storico Artistici U O III unitamente ai segnalatori e alla squadra del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Messina interessata dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo hanno consentito di accertare la natura dei reperti I due pezzi di circa un metro di lunghezza più una codetta di circa 40 cm sono interamente ricoperti

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=182&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive



  •