web-archive-it.com » IT » A » ARCHEOLOGIASUBACQUEA.IT

Total: 345

Choose link from "Titles, links and description words view":

Or switch to "Titles and links view".
  • Un brigantino sepolto in laguna - Archeologia Subacquea
    sistema di paratoie mobili che dovrebbero salvare Venezia dalle acque alte dal Nucleo di archeologia subacquea della Soprintendenza e dagli specialisti veneziani di Idra cui sono state affidate le operazioni di recupero La vicenda del naufragio rimanda ad altri tempi quando le bocche di porto della laguna veneta erano quasi impraticabili e costituivano un baluardo naturale in grado di tenere fuori le grandi unità da battaglia Le correnti di marea e quelle marine avevano modellato per secoli il fondale adiacente i litorali in modo bizzarro che solo i comandanti più esperti erano in grado di riconoscere Le grandi dighe foranee a metà Ottocento non c erano ancora furono costruite circa vent anni più tardi e mancava ogni riferimento In altre parole le navi a vela dovevano compiere una difficile manovra costeggiando Pellestrina e non entrare direttamente in porto Il primo giorno di febbraio del 1853 qualcosa andò storto al Margareth che trasportava un carico di carbone Così registra la Gazzetta Mercantile del 3 febbraio in cui si dà conto delle navi in entrata e in uscita Il brigantino Margareth capitano T Farlam da Newcastle con carbone per la direzione del gas si è naufragato sugli scanni del porto L equipaggio si è tutto salvato Da questa nota si può dedurre che la nave si arenò probabilmente per un errore nella manovra di avvicinamento alla bocca di porto di Malamocco Forse fu una leggerezza del comandante forse la nave era troppo carica o ancora era troppo veloce Fatto sta che finì in secca e in quella posizione il recupero con i mezzi a disposizione allora fu impossibile Il brigantino fu semplicemente spogliato di tutte le cose che si potevano recuperare alberi manovre vele il carico di carbone e il legname dei ponti Non fu un operazione facile anche perché l esplorazione subacquea era ancora pionieristica Nel 1857 uno dei palombari addetti al recupero dovettero anche segare alcuni bagli per aprire il ponte perse la vita durante i lavori Da allora nessuno sentì più parlare di quel relitto fino al 2006 A nasconderlo ci pensò oltre alla corrente marina anche la diga foranea che fu costruita quasi sopra i resti Questa è stata una fortuna per chi oggi sarà chiamato a studiare il relitto perché rimanendo sotto la sabbia e quindi in ambiente stabile le parti in legno si sono perfettamente conservate All inizio dello scorso anno mentre la diga veniva parzialmente demolita per costruire la conca di navigazione attraverso la quale passeranno le navi quando le paratoie del Mose chiuderanno il porto una benna si mangiò una parte dello scafo Tutto fu bloccato e si attivarono i rilievi con la Soprintendenza e i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale La datazione del relitto è stata fatta fin da subito con una certa precisione proprio grazie alla copertura in rame dell opera viva procedimento in uso solo per un periodo limitato di tempo e precisamente tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell Ottocento Leggendo le cronache portuali

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=112&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive


  • Otto navi antiche scoperte nei cantieri alle bocche di porto - Archeologia Subacquea
    sotto Altre due navi sono degne di interesse Il relitto cosiddetto dei cannoni si trova non molto lontano dal brigantino dall altra parte della lunata costruita davanti a Santa Maria del Mare VENEZIA m f Sono otto i relitti di navi trovati finora nelle aree di cantiere del Mose La storia del brigantino Margareth la raccontiamo nell articolo qui sotto Altre due navi sono degne di interesse Il relitto cosiddetto dei cannoni si trova non molto lontano dal brigantino dall altra parte della lunata costruita davanti a Santa Maria del Mare Secondo quanto si è potuto sapere si tratta di una nave da guerra in legno armata con cannoni la Croce rossa varata nel 1698 e affondata nel 1715 Cannoni suppellettili ceramiche vasellame tutto quanto poteva essere asportato è stato catalogato e portato via per il restauro e presto verrà esposto mentre il relitto è stato ricoperto da geotessuto e lasciato in loco Il relitto cosiddetto del Bacàn invece è una nave da trasporto medioevale risale al 1300 con un carico di pietra per costruzioni Per proteggere il relitto da incidenti e da spoliazioni è stato rinchiuso in un palancolato metallico così come era stato fatto per la galea di San Marco in Boccalama e ora si attende che vi sia la possibilità di un recupero Il problema riguarda soprattutto gli scarni finanziamenti statali per il recupero e il restauro dei tesori che il mare periodicamente restituisce L operazione della galea l unica ritrovata in tutto il mondo di San Marco in Boccalama avrebbe dovuto portare alla costituzione all Arsenale del centro internazionale per il restauro dei legni umidi In questo campo c è infatti bisogno di tecnologie sofisticate e grandi spazi da utilizzare Dopo essere stati per secoli sotto l acqua e la sabbia i legni una volta affiorati

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=113&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Ricerche archeologiche subacquee in Albania - Archeologia Subacquea
    carta archeologica del litorale albanese e la conduzione di scavi ma anche attività finalizzate alla formazione di giovani archeologi subacquei e alla valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso In particolare si punta alla costituzione di una Scuola italo albanese di archeologia subacquea sotto forma di Master internazionale promossa dalle Università di Foggia di Tirana e di Durazzo Una tale struttura didattica di alta formazione potrebbe anche rivolgersi a studenti dell intera area balcanica contribuendo alla diffusione di una cultura dell archeologia subacquea e alla definizione di standard condivisi sotto il profilo tecnico metodologico Inoltre si prevede di poter garantire un supporto italiano per la creazione di una legge albanese sull archeologia subacquea e per la costituzione in Albania di strutture di ricerca e tutela del patrimonio archeologico subacqueo Tra i vari paesi del Mediterraneo occidentale l Albania è infatti quello nel quale la ricerca archeologica subacquea risulta al momento ancora meno sviluppata nonostante la straordinaria importanza delle sue coste costellate da importanti porti antichi medievali e moderni Soprattutto a partire dalla caduta del regime comunista soprattutto nella fase di grandi sconvolgimenti che ha conosciuto il paese negli anni Novanta si è avviata una drammatica e preoccupante attività di depredamento del ricco e fino ad allora intatto patrimonio archeologico sommerso Particolarmente grave è il problema centrale in Albania come in tutti i paesi del Mediterraneo di più efficaci misure di tutela e di vigilanza delle coste e dei porti Al momento non si dispone di alcuna indicazione precisa sui siti sommersi e sui relitti antichi e mancano attività di indagine e di tutela di questo importante patrimonio archeologico ancora del tutto inesplorato Nel corso di un Convegno organizzato dall Ambasciata Italiana di Tirana nel luglio 2006 a Durazzo dal titolo La tecnologia ed il know how italiano per la valorizzazione del Patrimonio

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=91&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Bronzi Riace: ritrovati 35 anni fa, ma forse erano tre - Archeologia Subacquea
    americano interessati a reperti archeologici venuti in possesso di alcuni pescatori Il fatto se fosse vero sosterrebbe la tesi peraltro sempre rigettata dal Getty Museum che alcuni reperti archeologici legati ai Bronzi di Riace abbiano preso la via dell America Ogni cosa andrà dimostrata naturalmente Ma della storia dei Bronzi di Riace molte domande sono ancora senza risposta Ad esempio non è chiaro da dove provenissero Forse un porto greco ma quale E dove erano diretti A Roma E quando sono finiti in fondo al mare Perfino il ritrovamento delle due statue il 16 agosto 72 da parte del turista romano Stefano Mariottini sub dilettante che trascorreva le vacanze a Riace fu messo in discussione da quattro ragazzi del posto che dicevano di averle avvistate per primi La storia fini in tribunale e vinse Mariottini Erano statue di straordinaria bellezza forse del V secolo a C Alte 2 metri e 1 98 raffigurano due guerrieri nudi Uno barbuto atletico di colore nero Il secondo più robusto con il corpo verdastro e più lucido privo di un occhio Le statue trasmettono una sensazione di potenza e armonia Con scarsa fantasia per distinguerle vennero denominate statua A e statua B Da allora questi sono i loro nomi Restaurate prima a Reggio e poi a Firenze nel 1980 il Presidente Pertini le volle al Quirinale dove accorsero migliaia di visitatori Un milione di persone le videro a Reggio fra il 1981 e il 1982 Uno dei bronzi raffigura Tideo eroe dell Etolia figlio di Ares L altro sarebbe Anfiarao guerriero che profetizzò la propria morte a Tebe Secondo gli esperti le due statue forse facevano parte di un gruppo di bronzi collocato nella piazza principale di Argo un monumento agli eroi che fallirono nella conquista di Tebe e ai loro figli che riuscirono

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=125&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Marina, i sub del Comsubin trovano il tesoro del piroscafo Polluce - Archeologia Subacquea
    e recuperato oltre quattro chilogrammi di monete d argento di valuta spagnola della prima metà del 19 secolo I reperti appartenevano al prezioso carico del piroscafo italiano Polluce colato a picco nelle acque ad Est dell Isola d Elba il 17 giugno 1841 e più volte oggetto di spedizioni di ricerca e di immersioni In questi giorni da bordo dell Anteo nave appoggio per attività subacquee del Comsubin esperti della Marina militare e del ministero per i Beni e le attività culturali stavano coordinando ulteriori investigazioni sul relitto nell ambito di una convenzione che in quasi dieci anni di operatività ha dato numerosi e brillanti risultati L immersione è stata condotta con due scafandri rigidi tipo Ads atmospheric diving suit manovrati da palombari del Comsubin su un fondale di circa 100 metri in condizioni particolarmente favorevoli di visibilità Nell ambito di una investigazione un operatore ha scoperto un blocco di monete fra loro concrezionate di circa quattro chilogrammi E stato così necessario l intervento del secondo operatore che con una difficile operazione di consegna dato che lo scafandro è dotato di pinze e non di protesi tipo mani ha recuperato e portato in superficie il reperto Il tesoro a bordo

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=349&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • L’antico relitto del Molo sud sarà restaurato all’Arsenale - Archeologia Subacquea
    dice la presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva Un via libera che arriva un anno e mezzo dopo la scoperta dopo che la Soprintendenza aveva bloccato i lavori ai cantieri nella bocca di porto di Malamocco Si tratta di un relitto di una nave da trasporto che risale al XVII secolo della lunghezza di circa trenta metri E in gran parte interrato e in quel punto l acqua è molto torbida dice il direttore della Soprintendenza archeologica e direttore del progetto Nausicaa Luigi Fozzati ma è un reperto di straordinaria importanza Ora cominceremo i lavori per portarlo in superficie Il relitto del molo sud sarà così ospitato all Arsenale per avviare un opera di restauro molto particolare Un progetto lanciato qualche anno fa proprio da Fozzati e dagli esperti del ministero che potrebbe adesso trovare sbocco operativo Sono decine infatti i relitti archelogici sommersi scoperti negli ultimi anni dopo l avvio dei lavori per la costruzione del Mose Solo alla bocca di porto di Malamocco ne sono stati rilevati sei Il relitto dei Tubi e quello delle Ceppe il relitto Rocchetta 1 e il Rocchetta 2 quello dei Cannoni e quello del Molo sud Altri due sono spuntati a lato delle aree di cantiere del bacàn di Sant Erasmo in bocca di porto di Lido Ma per questo il Magistrato alle Acque non ha stanziato fondi per il recupero Si tratta di aree esterne a quelle di cantiere dicono al Consorzio Venezia Nuova Il recupero del relitto Molo sud costerà circa 2 milioni di euro e durerà qualche settimana Un accordo è stato sottoscritto da Magistrato alle Acque e Soprintendenza E viene sbloccata almeno per il relitto in questione una situazione che aveva provocato nei mesi scorsi anche qualche tensione Visto il susseguirsi di scoperte archeologiche nelle aree

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=170&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • GRADO (Go). Nuovo reperto storico dalla laguna - Archeologia Subacquea
    Così sotto la direzione della Soprintendenza dei beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia i sommozzatori del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia hanno iniziato una serie di ispezioni del fondale nel mare a largo di Grado circa a tre miglia dal porto della località balneare Il reperto archeologico in discreto stato di conservazione giaceva in un fondale di circa 13 metri Dalla ricostruzione fatta dagli studiosi dell Università di Trieste Dipartimento di Scienze dell Antichità l ancora originaria poteva aggirarsi intorno ad una lunghezza di 190 centimetri ed un peso di 400 chili il che farebbe supporre che sia potuta appartenere ad una nave di medio grande tonnellaggio Si tratta di un ritrovamento che ha abbastanza valore spiega la Soprintendente ai beni archeologici Franca Maselli Scotti Teniamo anche presente che sono già stati ritrovati diversi reperti nella Laguna di Grado e che si tratta di un frammento di un ancora non dell intero oggetto Il collegamento fra Grado e Aquileia fra porto romano fluviale di quest ultima e la vicina località può sembrare ovvio ai profani e con esso il ritrovamento di reperti romani Ma come ha osservato la soprintendente Scotti la laguna di Grado non esisteva in età romana nascendo solo intorno al 900 d C Diverso il discorso per quel che riguarda la laguna di Marano che invece esisteva in epoca romana Di fatto la laguna gradese potrebbe nascondere altri tesori Crediamo si possano trovare molti reperti antichi ha osservato il maresciallo Vito Ruberto del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza del Fvg nascosti nel fondale marino della laguna La fortuna di questo ritrovamento sta nel fatto che un cittadino abbia segnalato la presenza dell ancora a chi di competenza Il recupero del ceppo è stato effettuato lo scorso 8 novembre e

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=48&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Un tesoro dì anfore romane scoperto negli abissi di Imperia - Archeologia Subacquea
    ma invece di scoprire pareti e secche ricche di vita marina ci siamo imbattuti in quello che con lo scandaglio dalla barca a noi pareva uno scoglio raccontano i due sub Abbiamo indossato le apparecchiature e ci siamo immersi intenzionati ad andare a far visita a quello che aveva attirato la nostra attenzione Soltanto quando siamo giunti a una decina di metri dal fondo abbiamo capito che quella macchia scura che contrastava con la sabbia e il limo non era roccia ma una distesa di anfore Una pausa e Mottola e Borghi riprendono Eravamo di fronte ad un nuovo tesoro che il mare ha custodito per duemila anni Un tesoro sconosciuto L emozione provata resta indescrivibile Prima di noi questo carico aveva conosciuto la mano dell uomo in epoca romana poi nulla più Fino al nostro arrivo L emozione è autentica Gli occhi di Davide luccicano ancora di gioia Come il relitto romano appena scoperto anche i due sub entrano a pieno titolo nella storia dell archeologia ligure e nazionale perché d ora in avanti i loro nomi si legano al reperto in modo indissolubile Ma il cammino da fare è ancora lungo e quello del rinvenimento a cui è succeduta l immediata segnalazione alle Fiamme Gialle di Imperia che hanno fatto la segnalazione alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria è solo l inizio Ora ci saranno indagini e rilievi fotografici per avere informazioni dettagliate e dare il via ai primi recuperi uno dei quali è già avvenuto davanti alla troupe di Linea Blu Dai primi e sommari sopralluoghi si è potuto stabilire che la causa dell affondamento dell antico mercantile possa imputarsi con molta probabilità a una burrasca e al relativo sbilanciamento del carico dato che a una simile distanza dalla costa non si trova alcuna roccia

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13&catid=51:ritrovamenti-nel-mediterraneo&Itemid=117 (2016-04-29)
    Open archived version from archive



  •