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  • Il relitto del vetro - Archeologia Subacquea
    del sito il restauro lo studio dei reperti e la loro esposizione in una mostra apertasi a Venezia in Palazzo Ducale il 24 settembre del 1990 Allo studio del relitto e degli aspetti più direttamente connessi con esso sono stati chiamati studiosi specializzati in geomorfologia algologia architettura navale archeologia medievale cartografia e storia medievale Al coordinamento dell Operazione sono stati preposti il Soprintendente Archeologo prof ssa Bianca Maria Scarfì ed il dr Luigi Fozzati dello STAS Il relitto L estrema dispersione dei reperti sul fondo ha richiesto il montaggio di un cantiere di grandi dimensioni pari ad un rettangolo di metri 90 x 70 quasi un campo di calcio sott acqua Esso con qualche zona esterna assomma ad un area indagata di circa 8 000 mq Tale rettangolo è stato suddiviso lungo i lati maggiori in corsie larghe 5 metri che non solo hanno consentito fruttuose ricognizioni con il metal detector ma anche il rilevamento dei reperti per coordinate cartesiane Va anche detto che l Adriatico non gode di un eccezionale visibilità subacquea che normalmente è sui 3 5 metri Il carico della nave era costituito in gran parte da vetro verde grezzo in blocchi di varie dimensioni e da 50 mastelli di legno ricolmi di scorie ferrose Si tratta della classica zavorra commerciale citata nei documenti veneziani a partire dagli Statuti Marittimi del Doge Rainier Zeno 1255 L analisi chimica del vetro ha rivelato la presenza del natron come fondente Questo elemento costituito da diversi sali del sodio era anticamente molto diffuso in Egitto Gli Egiziani i Romani ed i Bizantini se ne servirono abbondantemente nelle loro officine vetrarie al posto della cenere Il dato è degno del massimo interesse esso potrebbe infatti illuminarci sulla possibile rotta del vascello unitamente al rinvenimento di un insegna d asta in ottone di tipo Ottomano con effigiata una mezzaluna sopra un disco Questo reperto ha trovato confronti in manoscritti turchi del XVI secolo che la vedono utilizzata da reparti militari e con dipinti commemoranti la battaglia di Lepanto dove compare in forme tridimensionali sulle poppe delle galere turche Supposizioni fantasiose potrebbero a i questo punto suggerire la nazionalità turca del relitto Gli elementi oggettivi non consentono tuttavia certezze se non quelle derivanti da una generica indicazione di rotta Insegna d asta ottomana del XVI secolo fotografia Giorgio Merighi Il sito ha restituito alcuni reperti di epoca romana Tra questi vogliamo ricordare una piccola statua in bronzo di Ercole con i pomi delle Esperidi di produzione siriaca databile al II III secolo d C Il nesso tra un relitto tardomedieva le ed un reperto di età romana apre il campo ad una ipotesi affascinante il sito di scavo ospita due navi di cui una più antica estremamente smembrata dall alta energia dinamica in azione sui bassi fondali di Malamocco A conforto della presenza di un oneraria romana con un carico particolare va detto che dall area provengono altre due basette bronzee pertinenti ad altrettante statuette e che circa vent anni fa un pescatore

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  • MISTERO SOTTO SAN MARCO - Archeologia Subacquea
    entro i prossimi venti giorni cioè prima che in laguna diminuisca la visibilità a causa della fioritura del plancton Sono stati utilizzati numerosi mezzi delle forze dell ordine ieri per isolare la zona ed impedire il traffico acqueo si tratta di circa 25 metri quadrati Il relitto è stato scoperto per caso quand erano in corso i lavori per ancorare nel fondo alcune grosse boe quindi è stato Antonio Stefanon professore all Università di Venezia a rilevare la presenza di una prua sommersa grazie ad un side scan sonar Si può qualificare la laguna veneziana sostiene Fozzati come una delle aree archeologiche subacquee più importanti del mondo con tracce che vanno dalla preistoria all epoca romana e medioevale Tutte le scoperte saranno indicate in una carta archeologica subacquea la prima per la città lagunare che verrà presentata in aprile Ed è proprio il professor Stefanon ad avanzare l ipotesi più suggestiva quella che il relitto affondato sia in realtà la carcassa del Bucintoro la nave da cerimonia che per secoli nelle sue varie versioni aveva portato a spasso il doge e che Guardi e Canaletto hanno immortalato nelle loro opere Quella che potrebbe essere finita sui fondali del bacino San Marco è la nave dorata distrutta dalle truppe francesi il 9 gennaio 1798 quando poco prima di lasciare Venezia in mano agli austriaci sfasciarono tutto ciò che trovarono nell Arsenale compreso il Bucintoro La massa dei rottami venne in seguito accatastata sull isola di San Giorgio e fu data alle fiamme e quindi la tesi del professor Stefanon potrebbe ricevere anche una conferma storica non è escluso infatti che poi i resti siano stati gettati in acqua davanti all isola proprio dove si sono immersi i sommozzatori Tre e quattro secoli fa comunque la zona dove è stata rilevata la

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  • LA NAVE DI VETRO - Archeologia Subacquea
    generale Francesco Sisinni Il relitto del vetro Palazzo Ducale fino al 31 ottobre sponsor Italgas e Venezianagas nel 150 anniversario dell entrata del gas a Venezia Quello scoperto nel 1980 da amatori subacquei a undici metri di profondità più che un relitto era una caotica dispersione su un area di seimila metri quadrati di oggetti metallici vasi pani di vetro semilavorato insomma un carico navale abbondante e ricco senza però tracce dello scafo Lo sparpagliamento e la scomparsa delle parti in legno sono spiegati da Claudio Mocchegiani Carpano vicedirettore del Servizio tecnico per l archeologia subacquea con il lavorio delle correnti che in quel punto della costa sono particolarmente forti e che forse contribuirono al naufragio della nostra e di tante altre navi colà sepolte Due ancore ammiragliato quelle dal lungo ceppo traversale del peso di un centinaio di chili fanno pensare a una nave medio piccola forse una cocca veneta di quelle che frequentavano i porti adriatici nel Millecinquecento L ipotesi è confortata dalla presenza tra i reperti metallici di una petriera da mascolo ovvero un cannoncino in ferro caricabile posteriormente con un caricatore cilindrico chiamato appunto mascolo che sparava palle in pietra da cui il nome o pezzi di ferro Era questa un arma di poco prezzo che le navi da trasporto imbarcavano abitualmente nel sedicesimo secolo come dimostrano analoghi ritrovamenti in scafi affondati nel Nord Europa Nel relitto di Malamocco c è anche è vero una insegna d asta la parte superiore di una alabarda di sicura origine militare ottomana Si tratta dunque di una nave turca E improbabile sostiene il medievista Marco D Agostino perché i vascelli della Sublime Porta non si spingevano così in alto nell Adriatico cioè in quella che all epoca era per loro la tana del lupo cioè acqua veneziana bene protetta Più facile che si trattasse di un oggetto scambiato o predato in azioni di pirateria allora tutt altro che infrequenti A ingarbugliare ulteriormente la matassa ci sono due statuine bronzee di pregevole fattura un Ercole e un Nettuno pure ritrovate nel sito del naufragio e sicuramente di epoca romana Siamo quindi di fronte a una nave del terzo secolo dopo Cristo come quella scavata a Grado che ha pure restituito un piccolo Poseidon Se siete inclini come del resto diversi archeologi a questa interpretazione sappiate subito che insieme al bronzetto del dio del mare sono state rinvenute quattro o cinque basette cioè supporti di statua che fanno pensare a un vero e proprio carico di simulacri religiosi quelli di cui rimangono solo le basette sono stati rubati nei nove lunghi anni trascorsi tra la scoperta e il recupero Di fronte alla moltitudine di statuine è lecito ipotizzare un commercio di simboli sacri che nel tardo impero avrebbe avuto come luogo di elezione i grandi santuari un po come avviene oggi a Lourdes nel qual caso il relitto sarebbe romano Ma c è chi propende per un altro scenario ed è che nella Venezia del Rinascimento dice Luigi Fossati che ha

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  • Ritrovata ancora romana sui fondali marini di ALBENGA - Archeologia Subacquea
    i militari specializzati in immersioni si caleranno nello specchio marino davanti al lungomare Colombo per riportare in superficie il reperto dal peso di circa un quintale Nuova scoperta archeologica sui fondali marini tra la foce del fiume Centa e l isola Gallinara Il nucleo subacqueo regionale dei carabinieri ha trovato un ceppo d ancora di epoca romana a circa due chilometri dalla costa e a trenta metri di profondità Questa mattina i militari specializzati in immersioni si caleranno nello specchio marino davanti al lungomare Colombo per riportare in superficie il reperto dal peso di circa un quintale Le operazioni di recupero inizieranno alle 10 e dovrebbero concludersi intorno alle 11 30 In un secondo tempo i tecnici della Sovrintendenza ai beni archeologici provvederanno a ripulire il manufatto dalle alghe e dalle micro particelle formate in circa duemila anni di abbandono Dopo le operazioni di restauro il blocco di piombo finirà nel museo navale di Albenga dove sono già conservati una cinquantina di anfore romane e alcuni strumenti di navigazione risalenti ai primi secoli dopo Cristo Secondo le prime indiscrezioni il ceppo d ancora dovrebbe risalire al 100 avanti Cristo e avrebbe quindi oltre duemila anni anche se le autorità scientifiche mostrano qualche perplessità sull età del reperto Sicuramente è un residuo d epoca romana ma sulla datazione ci sono ancora molte verifiche da compiere spiega Bruno Massabò della Sovrintendenza ai beni archeologici Le operazioni di recupero saranno seguite in prima persona da Piero Dell Amico dirigente specializzato nel reparto subacqueo Prosegue Massabò Si tratta di un ritrovamento sporadico e dai primi rilievi sembra certo che il ceppo sia stato spostato dal luogo originario in un epoca non determinabile perché non ci sono altri ritrovamenti nelle vicinanze Forse un sub ha cercato di portarlo via ma non è riuscito a completare

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  • INDIVIDUATI I RESTI DEL CAMPANILE DI SAN MARCO - Archeologia Subacquea
    anche la Soprintendenza Archeologica è al corrente Complicato costoso e forse inutile date le loro condizioni riportare alla luce tutte le rovine ma parte di esse le più integre a scopo di documentazione storico artistica potrebbero essere ancora estratte dall acqua e conservate Nulla però è stato ancora deciso Nei giorni che seguirono il crollo le macerie del campanile vennero progressivamente ammassate nel cortile di Palazzo Ducale e recuperate le parti più integre venne celebrato il funerale delle pietre del campanile Tutti i detriti furono infatti trasportati con delle chiatte fuori della bocca di Punta Sabbioni e li avvenne il seppellimento delle spoglie rimaste Da allora lentamente si perse il ricordo delle rovine del campanile marciano che riemerge ora con la nuova identificazione del sito Il campanile originario di Piazza San Marco iniziato su preesistenti fondazioni romane del IX secolo fu costruito a più riprese tra il XII e il XIV secolo sino ad assumere dopo molti restauri e rifacimenti l aspetto definitivo tra il 1511 e il 1514 Fulmini e terremoti che lo avevano più volte raggiunto non avevano turbato la sua esistenza sino all inizio del Novecento Era una calda mattina del 14 Luglio 1902 quando il campanile si sedette su se stesso davanti agli occhi increduli dei veneziani con una nube densa biancastra che si diffuse per la città La pietra del bando all angolo della basilica di San Marco divelta dal suolo da un enorme blocco di macerie impedì il crollo della colonna d angolo e salvò la Basilica da un terribile disastro L impressione per la caduta fu tale che furono subito puntellati e posti sotto osservazione tutti i principali edifici storici della città ritenendo che la caduta del Campanile fosse il segno che i materiali fossero arrivati al punto di massima sopportazione E fu

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  • 3D MODELING IN ARCHAEOLOGY AND CULTURAL HERITAGE - Archeologia Subacquea
    re organizing in May 2008 in Ascona Switzerland It s a jointly organization between ETH Zurich http www photogrammetry ethz ch University of SIENA Italy http www lapetlab it Research center FBK in Trento Italy http www fbk eu irst renderer aspx targetID 111 University of California Merced http www ucmerced edu You can find more info in the attached document The School will face the problem of the modern technologies in the heritage field giving participants the opportunity to obtain a detailed overview of the main methods and applications to archaeological and conservation research and practice Furthermore our School will give the chance to participants to enter in a very short time the kernel of the scientific discussion on 3D technologies surveying methods documentation data management and data interpretation in the archaeological research and practice The School will be open to ca 60 participants at graduate level to those carrying out doctoral or specialist research to established research workers to members of State Archaeology Services and to professionals specializing in the study and documentation modeling and conservation of the archaeological heritage The grant application and registration form are available online The deadline for the grant application is 15st February 2008 http www 3darchaeology org school grant application pdf Grants provided by UNESCO and ISPRS will be available for students with limited budgets and travel possibilities The deadline for the registration is 31st March 2008 http www 3darchaeology org school registration pdf The School is to be held in the congress centre Centro Stefano Franscini Monte Verit 2848 Ascona Switzerland The centre is an ETH affiliated seminar complex located in a superb botanical park on the historic and cultural Monte Verit 2081 rea which will also be the residence of the participants with its integrated hotel and restaurant We would

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  • La tridimensionalità in archeologia. Dal singolo reperto alla stratigrafia - Archeologia Subacquea
    Sott acqua Tutela Soprintendenze Siti web del MiBAC Archeolink Normative Download Documenti La scheda di segnalazione per ritrovamenti sporadici Progetto Archeomar Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea Archeologia Subacquea La tridimensionalità in archeologia Dal singolo reperto alla stratigrafia By Giuliano Volpe Joomla SEO powered by JoomSEF Archeologia Subacquea 2012 Ricordami Password dimenticata Nome utente dimenticato We use cookies to improve our website and your experience when using it Cookies used

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  • SCAVI E RICERCHE A ELAIUSSA SEBASTE (TURCHIA) - Archeologia Subacquea
    risultano oggi totalmente insabbiati I porti sono stati oggetto sinora di preliminari studi geofisici prospezioni gravimetriche magnetometriche e carotaggi e di indagini con il geo radar Le future più approfondite ricerche avranno lo scopo di delineare sia i processi di sviluppo e di trasformazione dei bacini portuali sia quelli naturali ed antropici che hanno interessato la fascia costiera Veduta del portico colonnato lungo il bacino portuale settentrionale Finanziamenti Sponsorizzazioni e Riconoscimenti Fondi di ricerca dei Grandi Scavi di Ateneo della Sapienza 1996 2011 Cofinanziamento del Ministero dell Istruzione Università e Ricerca 2001 2004 e 2009 Contributo per le Missioni all estero del Ministero degli Affari Esteri 1996 2011 Contributo della Comunità Europea 2003 2005 Contributo FIAT International KOÇ Foundation 1996 2002 Contributo della Antoine Makzume International Transport and Trading LTD CO Premio Eccellenza Ricerca Sapienza 2009 Veduta aerea di un tratto della costa del promontorio Sponsorship Il piano di sponsorizzazione del progetto di ricerca sulla città portuale di Elaiussa Sebaste prevede tre categorie di sponsor sulla base delle differenti quote di partecipazione e una quarta per sponsorship in kind a cui corrisponderanno vantaggi differenziati in termini di visibilità del proprio marchio Sponsor principale 30 000 00 Sponsor sostenitori da 7 000 00 a 15 000 00 Partner sostenitori da 2 000 00 a 6 000 00 Le società interessate a contribuire finanziariamente o mediante la fornitura di servizi materiali o attrezzature avranno tutti i benefit che una ricerca innovativa e di risonanza internazionale come quella di Elaiussa Sebaste può garantire Soprattutto in occasione dei XVII Giochi del Mediterraneo che nel 2013 si terranno nella vicina città di Mersin Elaiussa Sebaste è stata scelta dagli enti organizzatori quale centro di grande rilevanza turistico archeologica Benefit Riconoscimenti ufficiali agli sponsor e impiego del marchio aziendale in occasioni di eventi nazionali ed internazionali quali convegni e mostre pubblicazioni scientifiche articoli monografie guide e depliants divulgativi comunicati stampa interviste e sito web in fase di allestimento utilizzo del logo nella Casa Missione sulle attrezzature gli automezzi e le imbarcazioni durante le attività sul campo Contatti Prof ssa Eugenia Equini Schneider Direttore della Missione Archeologica italiana ad Elaiussa Sebaste Professore ordinario dell insegnamento di Archeologia delle Province Romane Dipartimento di Scienze dell Antichità Sapienza Università di Roma Piazzale Aldo Moro 5 00185 Roma Telefono 06 49913852 Fax 06 4453270 e mail Questo indirizzo e mail è protetto dallo spam bot Abilita Javascript per vederlo Foto satellitare della città con indicazione delle future aree di intervento 1 Porto settentrionale 2 Porto meridionale 3 Promontorio Obiettivi e finalità del progetto di studio sulla portualità di Elaiussa Sebaste Il progetto ha come obiettivo lo svolgimento di indagini archeologiche nei tratti interriti dei bacini portuali e di esplorazioni terrestri e subacquee lungo la costa L applicazione di tecnologie e di metodologie innovative in ambito geologico topografico e subacqueo consentirà di approfondire la conoscenza storica della morfologia costiera dei porti e degli approdi della città Potranno inoltre essere monitorati gli eventuali naufragi che hanno interessato il tratto di mare antistante

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