web-archive-it.com » IT » A » ARCHEOLOGIASUBACQUEA.IT

Total: 345

Choose link from "Titles, links and description words view":

Or switch to "Titles and links view".
  • I tesori della Waterloo del mare - Archeologia Subacquea
    A riaprire quella pagina di storia è stato come spesso accade un ritrovamento casuale un cannone del Mercure rimasto impigliato nella rete di un peschereccio cui ha fatto seguito una campagna di scavi subacquei condotta dall Università Ca Foscari di Venezia e dalla Sovrintendenza archeologica del Veneto durata cinque anni Nelle scorse settimane si è conclusa la quarta fase delle ricerche che ha riportato alla luce i pezzi più interessanti dal punto di vista storico e scientifico E proprio in questi giorni i risultati del progetto Mercure sono sottoposti all attenzione degli esperti di tutto il mondo in un convegno sulla costruzione navale in corso a Meinz in Germania L importanza di questo relitto spiega Carlo Beltrame docente di Archelogia marittima a Ca Foscari e responsabile della campagna è direttamente proporzionale alla grande quantità di informazioni che ci ha consentito di ottenere non solo sugli aspetti storici legati alle circostanze dell affondamento ma anche sulla vita di bordo dell epoca e soprattutto sulle tecniche di costruzione dello scafo Il brigantino commissionato dai francesi nel 1804 insieme ad altre 60 navi gemelle venne realizzato da un cantiere navale privato a Genova e successivamente portato a Venezia Veloce e maneggevole aveva compiti di scorta sorveglianza e collegamento Nella notte fra il 21 e 22 febbraio 1812 il Mercure esce dal porto veneziano di Malamocco insieme al Mameluck e allo Jena scortando la nave ammiraglia della flotta napoleonica il vascello Rivoli alla sua prima uscita in mare Il gruppo navale approfittando della nebbia spiega le vele facendo rotta su Ancona Ma ad attenderlo alle bocche di porto allertate da una soffiata degli 007 dell epoca ci sono le navi della Marina britannica il vascello Victorius comandato dall ammiraglio Talbot erede del leggendario Nelson e il brick Weasel Lo scontro è inevitabile e proprio

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=273&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Film-documentario sulla storia di Venezia e su una galea dormiente tra i fanghi di un’isola sommersa - Archeologia Subacquea
    Oltre a questi personaggi anche un rappresentante della Direzione ai beni archeologici del Ministero nella persona di Pasquale Malara direttore dei beni culturali in Veneto e il sovrintendente per la tessa materia in Veneto Luigi Fozzati e docente a Cà Foscari ed altri esperti appartenenti al mondo della cultura e dell archeologia subacquea Il Presidente Galan ha illustrato le ragioni che hanno sostenuto questa iniziativa di divulgazione di un ritrovamento archeologico di grande importanza è l unico esemplare conservato di galea del 14 mo secolo Le azioni di salvaguardia non solo soltanto il Mose ha detto Galan non sono solo ingegneristiche ma più ampie colte e raffinate in grado di delineare una ricostruzione dell ambiente lagunare che si è modificato nel tempo ed ha messo in rilievo l impegno dell Ente Regione a favore delle attività culturali ricordando tra l altro il sostegno ad enti o fondazioni come la Biennale e la Fenice la Querini Stampalia la Giorgio Cini e la Peggy Guggenheim e la Curia Patriarcale Successivamente dagli interventi di Piva Fozzati e Malara si sono appresi i particolari del delicato lavoro al sito che è stato ricoperto di fango e riallargato in attesa di trovare una collocazione adeguata Il film della durata di 80 nel suo insieme passa dal ritrovamento di una galea del XIV secolo presso l isola sommersa di San Marco in Boccalama durante i lavori per la salvaguardia di Venezia alla storia della potenza navale e mercantile della Serenissima con particolare attenzione nel riferire all Arsenale la fabbrica di proprietà dello Stato dove venivano costruite le navi era di fatto il cuore della repubblica Aveva mura alte 10 metri Potevano soltanto entrare gli arsenalotti e i costruttori per tutti gli altri le visite erano interdette perché non si voleva svelare alcun segreto sulla costruzione della navi di Venezia adibite alla battaglia al trasporto di materiali di merci preziose come oro diamanti seta da Oriente ad Occidente da Costantinopoli alle Fiandre quelle navi erano appunto le galee Stando alla documentazione dell Archivio di Stato di Venezia ha detto il regista che prima di girare il documentario ha voluto acutamente documentarsi l Arsenale era in grado di varare cento galee in meno di 50 giorni a bordo delle quali c erano 200 rematori uomini liberi e non schiavi Sul futuro della galea di San Marco in Boccalama ci sono ora varie proposte per la sua possibile conservazione o presso il museo della Marina o in quello dell Arsenale dove potrebbe essere costruito un apposito laboratorio per la conservazione e studio dei legni bagnati S è parlato anche di allocare i numerosi altri reperti o relitti trovati negli ultimi 15 anni dalla sovrintendenza presso il museo sull archeologia del mare a Caorle Venezia su questo settore espositivo culturale sul patrimonio marino non sarà seconda a nessuna altra città come Genova o Napoli Il tutto è legato al reperimento di risorse adeguate Sta di fatto che in 15 anni la sovrintendenza per i beni archeologici ha recuperato almeno mille

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=292&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Riaffiora dalla laguna di Venezia la galea fantasma di San Marco - Archeologia Subacquea
    qualche muro del monastero che occupava buona parte delle terre Sul lato nord si individuano addirittura le ossa degli appestati sepolti qui in gran numero durante l epidemia del 1348 quando i monaci agostiniani avevano oramai abbandonato l isola Riaffiorano infine le sagome dei due vascelli che nel 1328 il priore del monastero fece affondare e ancorare al suolo con grossi pali di legno Voleva rubare così un po di terra alle acque che già stavano sommergendo l isola ma fu fatica inutile Subsidenza ed erosione ebbero la meglio E così oggi possiamo finalmente ammirare una grande galea antica l unica giunta fino a noi Il contorno della regina del Mediterraneo vanto degli antichi maestri d ascia dell Arsenale della Serenissima è di fronte ai nostri occhi in tutti i suoi 38 metri di lunghezza E qualche metro più in là c è pure quel vascello da trasporto a fondo piatto che finalmente gli esperti hanno identificato come un burchio Uno di quelli che risalivano il fiume Brenta fino a Padova partendo proprio dall isola posta strategicamente dove un dì il Brenta sfociava nella laguna di Venezia E sarà proprio il burchio a venire scoperto per primo a partire da ieri sera Finora infatti i due relitti già scavati all interno e coperti da geotessuto sono stati accuratamente tenuti immersi nell acqua Sono delicatissimi e li potremo tenere all asciutto solo per una decina di giorni o poco più spiega il direttore dei lavori Marco D Agostino archeologo del Consorzio Venezia Nuova che sta eseguendo l operazione su incarico del Magistrato alle Acque di Venezia Un sistema di irrorazione lavorerà ininterrottamente giorno e notte Non possiamo correre il rischio che il legno dei relitti si secchi Significherebbe perderli per sempre Nei pochi giorni a disposizione il lavoro da eseguire è

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=276&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Galea, dalla fantasia alla realtà torna a galla la regina dei mari - Archeologia Subacquea
    in primo luogo Sono unici Il primo è una galea veneziana la regina del Mediterraneo che rese la Serenissima signora dei mari E famosa immortalata in dipinti e trattati ma fino a oggi non se n era trovata nessuna Questa è la prima e per giunta antichissima addirittura del 300 Il secondo relitto è a fondo piatto da trasporto ma non corrisponde a nessuna tipologia a noi nota Una novità assoluta Entrambe le imbarcazioni furono zavorrate affondate e ancorate al suolo con grossi pali Dovevano servire a innalzare il livello dell isola che le acque stavano pericolosamente sommergendo ma non durarono molto Subsidenza ed erosione resero l isola inabitabile e già alla metà del 300 i monaci avevano abbandonato il monastero Così durante la peste del 1348 fu usata come cimitero di massa Poi a poco a poco si inabissò E se ne perse il ricordo Fu individuata nel 1969 Il vicinissimo canale dei petroli ha causato l erosione di tutta l area così l isola al pari di altri siti archeologici della laguna cominciò a far capolino Ma col tempo erosione strascichi dei pescatori di vongole inquinamento e vandalismo minacciavano la sua sopravvivenza Nel 1996 il Magistrato alle Acque di Venezia decise di fare delle ricognizioni per valutarne il degrado Così sono spuntati i due relitti e si è decisa la grande operazione che vede impegnati oltre a Magistrato e Consorzio anche la Soprintendenza archeologica del Veneto l Università di Venezia e il Consorzio Venezia Ricerche Un operazione che vuole essere esemplare di come si affrontano in laguna le emergenze archeologiche e ambientali I lavori sono iniziati l 11 giugno scorso con lo scavo subacqueo dei due relitti Ma si lavorerà tutta l estate Il programma è ferreo non si può sgarrare A metà luglio si comincerà a calare

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=275&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • Il vascello fantasma nella laguna di Venezia - Archeologia Subacquea
    che si occupa di grecità di frontiera Veder confermate da reperti archeologici le sue convinzioni Quale può essere il suo incubo Che questi reperti saltino fuori ma che poi vadano smarriti A Lorenzo Braccesi che da anni ipotizza navigazioni greco arcaiche nell alto Adriatico è successo proprio questo sull ultimo fascicolo di Hesperia il professore ordinario a Padova di Storia greca si sfoga In un corsivo al veleno dal titolo Il Vascello fantasma denuncia c è un relitto nella laguna veneziana se ne parla da anni una nave greca o etrusca di 2500 anni fa che nessuno ha mai perlustrato davvero qualche legno di quell imbarcazione consegnato in passato alla soprintendenza è stato persino analizzato al C14 che l ha datato al 530 a C Detta così sembrerebbe persino una buona notizia Purtroppo però di quei legni ora ci sarebbero solo le analisi Il resto sarebbe naufragato di nuovo stavolta però nel mare magnum della Soprintendenza e dei suoi depositi Figurarsi Braccesi Ora promette con la prossima uscita una vera indagine con tanto di testimoni referti e foto dei miseri resti del Vascello scomparso ma anche di varare con Luigi Fozzati che già sta monitorando l intera laguna una banca

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=272&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • UNA CARTA PER SALVARE LA LAGUNA - Archeologia Subacquea
    parte del merito dell iniziativa VENEZIA La Carta archeologica della Laguna realizzata dal Consorzio Venezia Nuova per conto dei ministeri per i Beni Culturali e dei Lavori Pubblici consente di tutelare un area la laguna veneta appunto che è un prezioso serbatoio di testimonianze sommerse Lo ha detto ieri alla presentazione del nuovo documento Luigi Fozzati direttore del Centro tecnico di archeologia lagunare a cui si deve buona parte del merito dell iniziativa La Carta ha spiegato il portavoce del Consorzio Franco Miracco materializza l idea di una archeologia preventiva che eviti i guasti del sistema attuale improntato alla casualità La Carta è completamente informatizzata viene aggiornata continuamente a mano a mano che emergono nuove scoperte e ha dunque un duplice scopo pratico e scientifico Durante la peste del 1348 che decimò la popolazione un lugubre corteo di peate le grandi barche a fondo piatto era solito trasportare la gente piccola cioè i cadaveri di poveri e diseredati sulle isole disabitate della Laguna per la sepoltura di massa Una di queste era l isola di San Marco in Bocca Lama sede per tutto il medioevo di un monastero benedettino già abbandonato all epoca della peste L isola non esiste più Nel corso dei millenni la Laguna è cambiata Abitata fin dall età del bronzo in epoca romana aveva rispetto a oggi un maggior numero di terre emerse Fenomeni di subsidenza ne hanno poi abbassato il livello Se intorno al 1960 l archeologo volontario Ernesto Canal benemerito dell esplorazione lagunare poteva ancora poggiare i piedi sui resti del citato monastero l apertura del canale Malamocco Marghera calamità geologica tra le più gravi affossava definitivamente l isola di San Marco ora sotto tre metri d acqua Recentemente l isola è stata visitata da Marco D Agostino e da altri archeologi subacquei che

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=277&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • MISTERO SOTTO SAN MARCO - Archeologia Subacquea
    poco meno di un metro Sui fondali potrebbe esserci di tutto da una nave romana a un barcone da carico dell 800 spiega Luigi Fozzati l ispettore della soprintendenza archeologica che coordina le operazioni ma per scoprirlo dovremo effettuare una nuova immersione entro i prossimi venti giorni cioè prima che in laguna diminuisca la visibilità a causa della fioritura del plancton Sono stati utilizzati numerosi mezzi delle forze dell ordine ieri per isolare la zona ed impedire il traffico acqueo si tratta di circa 25 metri quadrati Il relitto è stato scoperto per caso quand erano in corso i lavori per ancorare nel fondo alcune grosse boe quindi è stato Antonio Stefanon professore all Università di Venezia a rilevare la presenza di una prua sommersa grazie ad un side scan sonar Si può qualificare la laguna veneziana sostiene Fozzati come una delle aree archeologiche subacquee più importanti del mondo con tracce che vanno dalla preistoria all epoca romana e medioevale Tutte le scoperte saranno indicate in una carta archeologica subacquea la prima per la città lagunare che verrà presentata in aprile Ed è proprio il professor Stefanon ad avanzare l ipotesi più suggestiva quella che il relitto affondato sia in realtà la carcassa del Bucintoro la nave da cerimonia che per secoli nelle sue varie versioni aveva portato a spasso il doge e che Guardi e Canaletto hanno immortalato nelle loro opere Quella che potrebbe essere finita sui fondali del bacino San Marco è la nave dorata distrutta dalle truppe francesi il 9 gennaio 1798 quando poco prima di lasciare Venezia in mano agli austriaci sfasciarono tutto ciò che trovarono nell Arsenale compreso il Bucintoro La massa dei rottami venne in seguito accatastata sull isola di San Giorgio e fu data alle fiamme e quindi la tesi del professor Stefanon

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=271&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive

  • L' ENIGMA DEL VASCELLO FANTASMA - Archeologia Subacquea
    in quel caso si trattava di una caotica dispersione di oggetti metallici vasi pani di vetro semilavorato senza traccia dello scafo Due ancore ammiragliato fecero pensare a una cocca veneta del quindicesimo secolo e la ragione che si credette di trovare per l anomalo sparpagliamento fu il gioco delle correnti in un punto la bocca di porto di Malamocco particolarmente agitato Sulla punta brindisina del Serrone dove giacevano i pezzi di statue il mare d inverno può raggiungere forza dieci una violenza inaudita Un vascello che si trovasse preso nella burrasca verrebbe squassato capovolto trascinato via dalla furia degli elementi Allora può darsi che lo scafo ci sia ma più lontano dove il vento e le correnti lo hanno portato Il compito della nave idrografica è proprio quello di sondare i fondali per una estensione ben maggiore di quanto abbiano fatto i subacquei A bordo è installato un magnetometro a protoni strumento sofisticato in grado di individuare masse metalliche con maggior efficacia dei metal detector usati finora Inoltre l unità è in grado di tracciare una mappa dei fondali indicando correnti zone di accumulo anfratti cioè fornendo informazioni utili agli investigatori Negli uffici dello Stas al San Michele il morale è alto come non accadeva da tempo dopo la morte di un collega in una malaugurata immersione tra le pile di un ponte e le tante difficoltà che hanno intessuto la vita del Servizio in questi anni Ma l estate del 92 è stata una estate da leoni Oggi se ne tirano le somme in una serie di conferenze stampa che il ministero e le capitanerie di porto terranno a Roma e in diverse città marinare Oltre ai bronzi di Brindisi alla nave di Caorle e a certi provvedimenti amministrativi che diremo l estate 92 ha portato nel carniere dell archeologia subacquea il pattugliamento delle coste da parte delle capitanerie per evitare il saccheggio dei relitti piaga che affligge l archeologia d acqua ancor più se possibile dell archeologia di terra Il 90 per cento dei ritrovamenti è infatti compiuto da sub dilettanti dalla miriade di cercatori di arche perdute che popolano i mari da quando immergersi è uno sport alla portata di tutti In genere sono i pescherecci che arando il fondo con le reti a strascico s imbattono nei relitti e li segnalano I sub seguono le indicazioni e in genere scoperto il tesoro si rivolgono alle autorità Ma la tentazione di lavorare in proprio è forte Il saccheggio aumenta dice Edoardo Tortorici archeologo dell università di Roma e responsabile di Alti Archeologia lagunare Tagliamento Isonzo un progetto di salvaguardia che prevede la compilazione di una carta archeologica dei fondali intorno a Grado dove sono stati localizzati undici relitti Il pattugliamento da parte delle forze dell ordine è dunque necessario come è indispensabile proteggere lo scavo nel corso dei lavori Una rete elettrosaldata ancorata a corpi morti è il dispositivo anti scasso che difenderà anche dalle turbosoffianti dei pescatori l ultima oneraria romana individuata al largo di Caorle

    Original URL path: http://www.archeologiasubacquea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=274&catid=138&Itemid=104 (2016-04-29)
    Open archived version from archive



  •