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  • Il Porto
    antico molo romano fig 2 3 chi parcheggia l auto al porto osserva pur stando seduto in macchina i resti del frangiflutti semi sommerso che si protende dal nuovo parapetto in direzione ovest In epoca romana il bacino portuale fu costruito dove la linea costiera presentava un angolo di 90 gradi per cui proteggeva già naturalmente lo specchio acqueo dai primi tre quadranti di vento Figura 2 Il porto antico inglobato in quello moderno Bastò erigere due moli posti ortogonalmente fra loro per ottenere un bacino racchiuso di forma rettangolare e proteggere cosi le navi anche dall ultimo quadrante Fra le due estremità rimane un varco di circa 90 m al cui centro vi sono i resti di un blocco avente una pianta di m 8 20 x 5 15 che indicheremo in questa relazione come pilastro Nelle nostre immersioni abbiamo potuto osservare che all interno del bacino racchiuso il fondale è composto da uno strato di sabbia di riporto dello spessore di 30 cm poggiante su roccia calcarea che in alcuni tratti emerge levigata dal movimento di questa massa abrasiva Figura 3 L antico bacino portuale I venti che soffiano da ponente fino a maestrale creano una corrente superficiale d ingressione con moto circolatorio in senso orario a questa segue per reazione una corrente di fondo che partendo dal bordo interno del molo nord sempre in senso orario lambisce prima la costa poi il lato interno del molo ovest A seguito di questo movimento che trova il suo apice nelle mareggiate invernali il fondo non presenta che una scarsa quantità di oggetti tutti molto levigati soprattutto i ceramici Ulteriore conferma di questo fenomeno viene fornita dal comportamento del titolare dell albergo prospiciente il bacino antico il quale ha dovuto erigere una diga artificiale in massicciato per poter contenere la

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  • La banchina NORD
    C D 2 Il blocco A si presenta molto deteriorato è congiunto al nuovo porto e il bordo esterno dista dalla spalletta del parapetto 19 m Il blocco B presenta una pianta rettangolare di m 30X4 si notano tre fori di pali posti in verticale del diametro di cm 22 25 il bordo esterno dista dalla spalletta 50 m Il blocco C è il meglio conservato presentando la superficie superiore con un ottima forma rettangolare di m 18 80X4 50 Si nota il foro di un palo posto in verticale del diametro di cm 22 25 Il bordo esterno dista dalla spalletta 70 m Figura 7 Blocco D del molo sono evidenti i fori lasciati dai pali Il blocco D è il più esterno degli affioranti ha dimensioni in pianta di m 11 40X4 70 presenta nella parte affiorante tre fori di pali paralleli posti orizzontalmente del diametro di cm 15 distanziati fra loro di cm 90 figura 7 La parte sommersa è stata corrosa dalle onde figura 8 che hanno scavato una rientranza di circa 50 cm attorno a tutto il blocco La base di appoggio si estende con un bordo di circa un metro presentando 15 fori di pali posti in verticale alcuni contengono ancora il legno Come si può osservare dalle misure riportate i blocchi hanno dimensioni diverse fra loro sia in lunghezza che in larghezza l unico dato evidente è che la larghezza aumenta con il protendersi verso l esterno della banchina Questo suggerisce l ipotesi che si sia voluta rinforzare la parte esterna più esposta ai marosi data anche la maggiore profondità che arriva a m 4 5 mentre nell angolo interno fra la struttura antica e quella moderna si incontra il sedimento roccioso ad una profondità di m 2 00 2 50 sotto uno

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  • La banchina OVEST
    porto moderno percorrendo la strada che costeggia la collina passando dietro l albergo dopo circa 300 m si incontra una scoscesa con percorso alquanto precario fatto da piccole rampe di gradini Giunti al livello del mare si osserva che esistono alcuni blocchi affioranti che seguono un allineamento verso nord questi costituivano la banchina di protezione dai venti di ponente A differenza del molo fronte nord questo si presenta molto più deteriorato i blocchi delle gettate sono stati quasi tutti sgretolati quelli che ancora hanno una forma regolare sono tutti inclinati verso l esterno e non vi è la contiguità dell opera così come appariva nell altra banchina Avendo a disposizione poco tempo la nostra indagine si è limitata a misurare l estensione complessiva dell opera circa 100 m e rilevare per poi posizionare in pianta i blocchi di maggior spicco A 12 m dalla riva notiamo il primo blocco che emerge per un metro dall acqua ed ha una larghezza di 10 m complessiva della spaccatura di un metro pertanto la larghezza netta in questo tratto doveva essere di almeno 9 m molto più di quanto emerso dalle misure della banchina nord Si è osservato che nella costruzione di questo

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  • Il Pilastro
    parte sovrastante la base ribaltati da un enorme spinta fino ad una distanza di 18 m terremoto Ritenendo che dovesse emergere quanto le due banchine almeno un metro sopra l attuale l m m il pilastro avrebbe avuto un volume di 260 mc per cui un peso di 500 tonnellate Figura 11 Resti dei quattro blocchi del pilastro Già da questi dati semplici si possono calcolare i costi di costruzione e di conseguenza valutare l importanza dell opera Non ci è dato sapere a cosa servisse un pilastro di queste dimensioni nel bel mezzo dell apertura portuale le già difficili manovre d ingresso e uscita potevano essere rischiose in caso di navigazione a vela al contrario avrebbe garantito maggior sicurezza per le navi a remi qualora da detto pilastro fossero state tese le catene di chiusura del porto Supportati dal fatto che la base del pilastro contiene almeno un foro verticale più profondo della sua altezza crediamo che questo sia tuttora posto nella posizione originaria Da ciò sia per la facile individuazione sott acqua sia perché è situato nel centro dell apertura portuale la base è stata l elemento centrale nelle ricerche In essa rimangono perfettamente visibili i fori dell armatura lignea che attraversava sia in lungo che in largo la struttura 3 Figura 12 Resti del pilastro La rottura è avvenuta come abbiamo detto a causa di un enorme spinta laterale per cui la faccia verso est è stata sottoposta ad allungamento e trazione mentre l opposta ad ovest è stata sottoposta a compressione Ciò ha portato al fatto che si creasse un taglio orizzontale a gradino in corrispondenza del posizionamento delle travi che trattenevano il cassero La superficie inferiore del gradino occupa la metà del pilastro verso est ed in questo caso i fori sottoposti a trazione hanno

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  • Indagini effettuate
    Aprile 29 2016 Indagini effettuate Domenica 31 Ottobre 2010 08 32 Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Novembre 2010 11 06 Scritto da Argovenezia INDAGINI DI RICERCA SUL FONDO Figura 16 Prospezione sul fondo con Metal Detector Oltre alle misurazioni e alla documentazione fotografica si sono compiute indagini di ricerca di materiale storico su parte del fondale dell antico bacino 4 Suddivisi in gruppi abbiamo ispezio nato visivamente alcune aree delimitate a campione successivamente su porzioni di queste è stata fatta un ulteriore indagine con uso di metal detector Fra gli oggetti metallici rinvenuti segnaliamo un corno taurino in piombo punzonato superficialmente per applicare una copertura di metallo più nobile alcuni anelli in piombo da vele un piombo sferico da rete una medaglia in oro molto consumata 5 Fra gli oggetti ceramici collo di anfora Kapitan II con un manico e mezzo un anforisco parte di embrici Nessun oggetto integro Figura 17 Il corno taurino al momento del ritrovamento Si segnala sul fondo in adiacenza al molo fronte ovest 6 la presenza di una bitta lapidea levigata per poter ormeggiare Non si è provveduto a scavo alcuno solo in alcuni punti è stata spolverata con le mani la sabbia di riporto Come già accennato le mareggiate invernali non consentono il deposito definitivo del fondale per cui non compare vegetazione se non nei recessi più riparati Tutti i reperti opportunamente schedati e catalogati sono stati consegnati alla Soprintendenza Archeologica per le province di Salerno Avellino e Benevento attraverso il Museo Archeologico di PAESTUM in data 13 Giugno 1999 4 nella planimetria generale sono confinate le superfici di detta ricerca 5 il piombo darete e la medaglia in oro sono stati recuperati nel 1998 6 vedi planimetria allegata con evidenziato il posizionamento SEGUICI SU Prospezioni Subacquee In Primo Piano San Marco Castellabate Lago di

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  • Conclusioni
    Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Novembre 2010 11 02 Scritto da Argovenezia Figura 18 Collo di anfora Kapitan II Visto quanto fin qui già descritto crediamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati cioè divulgare il metodo di ricerca e documentazione di un sito archeologico sommerso al contempo incrementare gli interessi turistico sportivi in un area semi sconosciuta alla gran massa dei turisti sia italiani che stranieri SEGUICI SU

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  • Ringraziamenti
    31 Ottobre 2010 08 33 Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Novembre 2010 11 01 Scritto da Argovenezia Hanno partecipato al campo scuola Luigia BACARINI Monica BARBERO Margherita BUGATTI Sergio BRUGALETTA Fabiola CHIUPPANI Giorgio COSTANTINI Duilio DELLA LIBERA Narciso MANTOVAN Marco MORO Andrea NARDO Pasquale SCARPA Michele SIVIERO LAZZARO Alessandro TAGLIAPIETRA Valter TONIOLO Ha partecipato inoltre l Archeologa dott ssa Rossella CESTER che ha coordinato i gruppi nell individuazione e nell ispezione delle aree campione da esaminare Si ringraziano la Dott ssa Laura ROTA del Nucleo di Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologica per le province di Salerno Avellino e Benevento Il Dott Luigi FOZZATI responsabile NAUSICAA Nucleo Archeologia Umida Subacquea Italia Centro Alto Adriatico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Per ulteriori conoscenze archeologiche della zona di San Marco di Castellabate si segnala lo studio della Dott ssa Carla Antonella Fiammenghi LA NECROPOLI DI SAN MARCO DI CASTELLABATE in Archeologia e Territorio che sembra essere l unica pubblicazione esistente La realizzazione dei corsi è stata resa possibile grazie alla collaborazione di Rivista Specializzata in Metal Detecting ARGO Gruppo Ricerche Subacquee Casella Postale n 137 P O Box 137 30100 VENEZIA VE Sponsor SEGUICI SU Prospezioni Subacquee In Primo Piano

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  • San Marco di Castellabate
    e nella Laguna di Venezia Articoli Map Info News Multimedia Video Foto Gallery Servizi Download Newsletter Forum Contatti Login Link Venerdì Aprile 29 2016 San Marco di Castellabate Titolo articolo Autore Visite 1 Campo Scuola 1998 Argovenezia 3374 2 Campo Scuola 1999 Argovenezia 2649 3 L Ambiente Argovenezia 2715 4 Il Porto Argovenezia 2472 5 La banchina NORD Argovenezia 2712 6 La banchina OVEST Argovenezia 2793 7 Il Pilastro Argovenezia

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