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  • Relitto Iulia Felix
    09 Novembre 2010 08 18 Ultimo aggiornamento Martedì 09 Novembre 2010 14 34 Scritto da Argovenezia 20 giugno 1987 26 settembre 1999 due date miliari per la storia dell archeologia subacquea e per la storia di Grado ed il perché è presto detto corre fra queste due date la storia di Iulia Felix la nave oneraria romana affondata a 6 miglia da Grado e recuperata interamente dal fondale Nel caldo mattino del 20 giugno 1987 nell ufficio aquileiese del Museo Archeologico alla dottoressa Paola Lopreato si presentano con una anfora Corradini del Gruppo Archeologico Veneto Orientale e Pietro Dal Forno del Gruppo Archeo Sub di Marano Lagunare e raccontano che nel corso dell inverno precedente un pescatore di Marano Agostino Formentin ha rinvenuto i resti di uno scafo affondato probabilmente di età romana La dottoressa Lopreato in quei mesi conduceva uno scavo nella cosiddetta zona delle Piere de San Gotardo una zona dì mare a circa 600 metri dall arenile principale Il Soprintendente di allora Pavan reperisce 30 milioni ed inizia così la prima campagna di scavi che conferma la validità del reperto L importanza di Iulia Felix risiede infatti nel valore che non si hanno notizie di navi romane

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  • impiegata sia nei commerci che nelle guerre Famose in tutto il Mediterraneo erano le galee dei genovesi dei veneziani dei catalani e in epoca moderna degli ottomani La galea aveva uno scafo stretto e lungo la cui coperta era in gran parte occupata dai banchi per la voga Inizialmente ogni banco prevedeva l impiego di due uomini ma durante i secoli centrali del medioevo questi salirono a tre Con il passare dei secoli e il mutare delle esigenze le galee divennero sempre più grandi fino a raggiungere una lunghezza di circa cinquanta metri vere e proprie città galleggianti con notevoli problemi di approvvigionamento L esemplare rinvenuto a Boccalama rappresenta un unicum in quanto non esistono analoghi ritrovamenti in tutto il mondo Un relitto attribuito a una galea era stato infatti rinvenuto nel lago di Garda durante i primi anni sessanta ma studi recenti hanno consentito di identificaloo con una fusta una sorta di galea minore In acque spagnole e precisamente a Cala Gulip alcuni anni fa si trovò un relitto trecentesco inizialmente attribuito a una galea Gli studi successivi esclusero però tale identificazione Anche nel Mediterraneo francese tre anni fa venne scoperto un relitto che da principio fu attribuito a una galea Anche in questo caso le ulteriori indagini hanno portato a una diversa identificazione La rascona La rascona era un imbarcazione da trasporto che veniva utilizzata per la navigazione fluviale e lagunare ma che poteva anche percorrere brevi tratti di mare per passare da una foce fluviale a un altra 1 In questo tipo di imbarcazione la poppa e la prua erano slanciate verso l alto quasi uguali l una all altra Caratteristica della rascona era la leggerezza che le consentiva anche con una lunghezza notevole di limitare il pescaggio a un metro fattore fondamentale dovendo navigare su fondali

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  • Le Imbarcazioni di Boccalama
    dai più economici e manovrabili galeoni molto più adatti alle traversate oceaniche Nelle sue numerose varianti la galea fu impiegata sia nei commerci che nelle guerre Famose in tutto il Mediterraneo erano le galee dei genovesi dei veneziani dei catalani e in epoca moderna degli ottomani La galea aveva uno scafo stretto e lungo la cui coperta era in gran parte occupata dai banchi per la voga Inizialmente ogni banco prevedeva l impiego di due uomini ma durante i secoli centrali del medioevo questi salirono a tre Con il passare dei secoli e il mutare delle esigenze le galee divennero sempre più grandi fino a raggiungere una lunghezza di circa cinquanta metri vere e proprie città galleggianti con notevoli problemi di approvvigionamento L esemplare rinvenuto a Boccalama rappresenta un unicum in quanto non esistono analoghi ritrovamenti in tutto il mondo Un relitto attribuito a una galea era stato infatti rinvenuto nel lago di Garda durante i primi anni sessanta ma studi recenti hanno consentito di identificaloo con una fusta una sorta di galea minore In acque spagnole e precisamente a Cala Gulip alcuni anni fa si trovò un relitto trecentesco inizialmente attribuito a una galea Gli studi successivi esclusero però tale identificazione Anche nel Mediterraneo francese tre anni fa venne scoperto un relitto che da principio fu attribuito a una galea Anche in questo caso le ulteriori indagini hanno portato a una diversa identificazione La rascona La rascona era un imbarcazione da trasporto che veniva utilizzata per la navigazione fluviale e lagunare ma che poteva anche percorrere brevi tratti di mare per passare da una foce fluviale a un altra 1 In questo tipo di imbarcazione la poppa e la prua erano slanciate verso l alto quasi uguali l una all altra Caratteristica della rascona era la leggerezza che le

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  • la foresteria un apposita casa di pietra e la cavana che si trovavano a 100 passi dalla imboccatura della stada fluviale si riapersero con grande conforto dei passeggeri naviganti e pescatori non solo della laguna meridionale ma inoltre della settentrionale perché chiusa la bocca di Fusina e dichiarato intangibile l argine anche quelli di Venezia dovevano prendere questa volta Ma una tale fioritura non durò molto perché nel 400 a detta del Sabellico gli edifici erano già in rovina e già nella seconda metà del 600 per testimonianza del Trevisan non rimaneva nemmeno la ricordanza del luogo L isola è ricordata anche da V Piva che scrive S Maria Assunta de Boccalama in isola fondata nel 960 su di una delle tre isole vicina l una all altra site alle foci di un ramo del Brenta detto Lama come si ricava da un antico codice manoscritto da anonimo cronologo del sec XV Era officiata da Regolari di ignoto istituto che alla fine del 1300 dovettero abbandonare il luogo divenuto insalubre La Chiesa vetusta e abbandonata ben presto rovinò 1400 S Marco de Boccalama in isola eretta nel 1013 con annesso monastero a poca distanza da 5 Maria 960 e da S Leonardo 1000 da canonici regolari Agostiniani Di questo monastero se ne parla come riporta il Corner in una concessione fatta al priore Nicola dal Maggior Consiglio il 28 luglio 1328 Nel 1347 i Religiosi dovettero abbandonare l isola adibita a ricevere i cadaveri degli appestati Da altri documenti del 1381 82 83 si ricava che i canonici ritornarono ma all inizio del 1400 se ne partirono per non più ritornare date le misere condizioni dell isola Con Bolla 10 ottobre 1442 del Pontefice Eugenio IV le rendite furono unite al Collegium perpetuum duodecim pauperum Clericorum istituito presso la Cattedrale del Santo Vescovo di Castello Lorenzo Giustiniani Dalla Bolla si ricava che i fabbricati erano già cadenti per quanto fosse investito un sacerdote a ufficiare la chiesa sine cura un ultima investitura la si trova nel 1485 In generale tutti gli autori sono concordi sulla presenza di un monastero anteriormente al XIV secolo L intitolazione al Santo Patrono di Venezia avrebbe avuto un senso strategico politico per far valere il possesso di terre di confine Di particolare rilievo il documento del 1328 citato sia da Cornaro che dalla Piva Esso infatti fissa alcuni importanti dati topografici e storici e stabilisce il periodo in cui un priore dei canonici regolari o agostiniani si fece artefice del restauro della foresteria e della cavana messe a disposizione dei marinai e viandanti che transitavano lungo la vicina rotta fluviale Nel momento in cui vennero nuovamente modificati gli assetti idraulici di questa parte di laguna la subsidenza e l erosione resero presto inabitabili gli ambienti del monastero che venne infine abbandonato verso la fine del 300 5 L utilizzo dell area del monastero come luogo di sepoltura di massa della cosiddetta gente piccola durante l epidemia di peste del 1348 è confermato dalla presenza di

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  • San Marco in Boccalama - Le Fonti Storiche
    abate chiedeva e otteneva cinquanta passi di acque pubbliche per compiervi i restauri e le nuove fabbriche d allora la foresteria un apposita casa di pietra e la cavana che si trovavano a 100 passi dalla imboccatura della stada fluviale si riapersero con grande conforto dei passeggeri naviganti e pescatori non solo della laguna meridionale ma inoltre della settentrionale perché chiusa la bocca di Fusina e dichiarato intangibile l argine anche quelli di Venezia dovevano prendere questa volta Ma una tale fioritura non durò molto perché nel 400 a detta del Sabellico gli edifici erano già in rovina e già nella seconda metà del 600 per testimonianza del Trevisan non rimaneva nemmeno la ricordanza del luogo L isola è ricordata anche da V Piva che scrive S Maria Assunta de Boccalama in isola fondata nel 960 su di una delle tre isole vicina l una all altra site alle foci di un ramo del Brenta detto Lama come si ricava da un antico codice manoscritto da anonimo cronologo del sec XV Era officiata da Regolari di ignoto istituto che alla fine del 1300 dovettero abbandonare il luogo divenuto insalubre La Chiesa vetusta e abbandonata ben presto rovinò 1400 S Marco de Boccalama in isola eretta nel 1013 con annesso monastero a poca distanza da 5 Maria 960 e da S Leonardo 1000 da canonici regolari Agostiniani Di questo monastero se ne parla come riporta il Corner in una concessione fatta al priore Nicola dal Maggior Consiglio il 28 luglio 1328 Nel 1347 i Religiosi dovettero abbandonare l isola adibita a ricevere i cadaveri degli appestati Da altri documenti del 1381 82 83 si ricava che i canonici ritornarono ma all inizio del 1400 se ne partirono per non più ritornare date le misere condizioni dell isola Con Bolla 10 ottobre 1442 del Pontefice Eugenio IV le rendite furono unite al Collegium perpetuum duodecim pauperum Clericorum istituito presso la Cattedrale del Santo Vescovo di Castello Lorenzo Giustiniani Dalla Bolla si ricava che i fabbricati erano già cadenti per quanto fosse investito un sacerdote a ufficiare la chiesa sine cura un ultima investitura la si trova nel 1485 In generale tutti gli autori sono concordi sulla presenza di un monastero anteriormente al XIV secolo L intitolazione al Santo Patrono di Venezia avrebbe avuto un senso strategico politico per far valere il possesso di terre di confine Di particolare rilievo il documento del 1328 citato sia da Cornaro che dalla Piva Esso infatti fissa alcuni importanti dati topografici e storici e stabilisce il periodo in cui un priore dei canonici regolari o agostiniani si fece artefice del restauro della foresteria e della cavana messe a disposizione dei marinai e viandanti che transitavano lungo la vicina rotta fluviale Nel momento in cui vennero nuovamente modificati gli assetti idraulici di questa parte di laguna la subsidenza e l erosione resero presto inabitabili gli ambienti del monastero che venne infine abbandonato verso la fine del 300 5 L utilizzo dell area del monastero come luogo di

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  • Si tratta di aspetti solo apparentemente banali o marginali in quanto hanno una ricaduta notevole sulla durata dei lavori La seconda fase Rilievo e protezione del sito e dei relitti Magistrato alle Acque Consorzio Venezia Nuova hanno progettato e gestito la seconda fase dei lavori il cui obiettivo come detto era lo studio dell antica morfologia dell isola e l analisi dei relitti in vista della loro protezione definitiva ed eventualmente del loro recupero Inizialmente è stata effettuata una serie di prospezioni subacquee e di carotaggi con lettura geomorfologica per stabilire l esatto perimetro dell antica morfologia sommersa dell isola Quindi procedendo sulla base delle piante archeologiche di Ernesto Canal integrate dai risultati delle analisi dirette l intera area è stata completamente circondata con quasi 400 m di palancole metalliche stagne In questo modo si è delimitata una zona lagunare con una superficie di circa un ettaro che è stata successivamente svuotata dall acqua mediante cinque pompe a motore con una capacità complessiva di 1000 m3 di acqua all ora Una volta riportati all asciutto l intero sedime dell isola e i due relitti sono stati messi in opera tutti gli accorgimenti necessari per evitare il deterioramento e l essiccamento del legno degli scafi per l esposizione all aria e alla luce I relitti sono stati protetti con geotessuto imbevuto d acqua e sono stati mantenuti bagnati mediante un sistema di irrorazione con getti d acqua nebulizzata Una serie di canalizzazioni appositamente realizzate secondo adeguate pendenze ha consentito di convogliare verso le pompe l acqua rimasta sui fondale e quella spruzzata sui relitti per smaltirla in laguna Inoltre per consentire un più agevole movimento attorno alle imbarcazioni sono stati messi in opera percorsi su passerelle di legno zavorrate con sacchetti di sabbia e ancorate al fondale mediante staffe di metallo Mentre infatti in corrispondenza dell isola il fondale era sufficientemente consistente nell area più vicina ai relitti il fondale era costituito da fango sul quale ci si poteva muovere con grande difficoltà e lentezza affondando a ogni passo Altri fattori come le condizioni meteoclimatiche e la presenza di gas prodotti dalla putrefazione di alghe e fauna bentonica hanno reso tutta questa fase dei lavori disagevole e faticosa per i tecnici e gli addetti impegnati nel cantiere Dopo la messa all asciutto dei relitti è stato anche necessario procedere a un ulteriore pulizia delle imbarcazioni dal fango che durante la fase di svuotamento dell area si era in parte di nuovo depositato sugli scafi nonostante la protezione con il geotessuto Agendo con estrema attenzione e la massima cautela per evitare il rischio di danneggiare le strutture lignee i sedimenti sono stati rimossi con spugne pompe da sentina e appositi strumenti aspiratori Quindi è stata completata la cartellinatura degli elementi lignei dei relitti effettuata durante la prima fase Concluse le operazioni preliminari si è proceduto al rilievo vero e proprio con la documentazione manuale di dettaglio e il rilievo fotogrammetrico Le attività principali hanno comportato oltre alla misurazione accurata dei vari elementi dei relitti il rilievo grafico completo riportando i diversi particolari costruttivi e i dettagli più significativi e interessanti degli scafi e l esecuzione di passate fotogrammetriche generali dei fianchi e del fondo delle imbarcazioni Le immagini eseguite da un basket sospeso e con angolazioni diverse verranno informatizzate e restituite come modelli tridimensionali quotati dei relitti Infine è stato effettuato anche un rilievo fotogrammetrico d insieme da elicottero dell intera area dell isola compresa la stessa zona dei relitti A questo scopo è stato necessario tra l altro predisporre delle mire di riferimento poste su pali di legno in numerosi punti predeterminati sul sedime dell isola Anche in questo caso si procederà alla restituzione delle immagini su modello tridimensionale quotato Gli interventi si sono conclusi con il ritrovamento di un importantissimo reperto Nella parte prodiera destra della galea è stato infatti rinvenuto un graffito raffigurante una galea triremi con timone assiale La straordinaria rilevanza del graffito è data dal fatto che rappresenta un imbarcazione tecnologicamente all avanguardia per il suo tempo Il 1300 è infatti un epoca di transizione tra la voga a due remi a quella a tre remi e nel disegno appaiono chiaramente tre vogatori per banco ognuno con il proprio remo Anche la presenza del timone assiale sul dritto di poppa è eccezionale Questo tipo di timone infatti già presente nel nord Europa tra la fine del XII e il XIII secolo sembrava essersi diffuso in ambito mediterraneo in epoca più tarda stessa veduta di Venezia del De Barbari XVI secolo molte navi sono raffigurate con timoni laterali a significare un probabile conservatorismo costruttivo in ambito veneziano graffito potrebbe rappresentare la stessa galea di Boccalama che al momento sembra però costruita in modo tale da essere più adatta a una timoneria laterale invece essere la rappresentazione di un imbarcazione che per le sue caratteristiche innovative aveva colpito l autore al punto da decidere di inciderne le fattezze per conservarne memoria parte il graffito potrebbe essere stato eseguito in fase di costruzione della galea quando ancora la prua della nave non era stata coperta oppure dal carpentiere di bordo che aveva nella stiva un ripostiglio degli attrezzi e che in un momento di pausa avrebbe potuto avere il tempo di eseguire il graffito seppure in condizioni molto difficoltose data la collocazione e le caratteristiche della càmara della stiva particolarmente scomoda e scarsamente illuminata al graffito rappresentante la galea ne sono stati trovati altri due un incisione circolare realizzata con uno scalpello concavo sgorbia e una piccola imbarcazione della quale però si è conservata solo una minima parte corso dei rilievi sull isola è stata anche scoperta un importante opera di arginatura o sottofondazione con andamento nord sud che fu costruita riutilizzando elementi demoliti di imbarcazioni più piccole Probabilmente la struttura dovette essere realizzata come ulteriore elemento di difesa dell isola dai fenomeni erosivi Al termine dell intero programma di attività previste nella seconda fase dei lavori i relitti sono stati nuovamente coperti e protetti con geotessuto e sabbia e

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  • Il sito di San Marco in Boccalama
    scarsa profondità dell acqua venivano facilmente trasportati dalla corrente e dal moto ondoso fino a ricadere dentro lo scafo Si tratta di aspetti solo apparentemente banali o marginali in quanto hanno una ricaduta notevole sulla durata dei lavori La seconda fase Rilievo e protezione del sito e dei relitti Magistrato alle Acque Consorzio Venezia Nuova hanno progettato e gestito la seconda fase dei lavori il cui obiettivo come detto era lo studio dell antica morfologia dell isola e l analisi dei relitti in vista della loro protezione definitiva ed eventualmente del loro recupero Inizialmente è stata effettuata una serie di prospezioni subacquee e di carotaggi con lettura geomorfologica per stabilire l esatto perimetro dell antica morfologia sommersa dell isola Quindi procedendo sulla base delle piante archeologiche di Ernesto Canal integrate dai risultati delle analisi dirette l intera area è stata completamente circondata con quasi 400 m di palancole metalliche stagne In questo modo si è delimitata una zona lagunare con una superficie di circa un ettaro che è stata successivamente svuotata dall acqua mediante cinque pompe a motore con una capacità complessiva di 1000 m3 di acqua all ora Una volta riportati all asciutto l intero sedime dell isola e i due relitti sono stati messi in opera tutti gli accorgimenti necessari per evitare il deterioramento e l essiccamento del legno degli scafi per l esposizione all aria e alla luce I relitti sono stati protetti con geotessuto imbevuto d acqua e sono stati mantenuti bagnati mediante un sistema di irrorazione con getti d acqua nebulizzata Una serie di canalizzazioni appositamente realizzate secondo adeguate pendenze ha consentito di convogliare verso le pompe l acqua rimasta sui fondale e quella spruzzata sui relitti per smaltirla in laguna Inoltre per consentire un più agevole movimento attorno alle imbarcazioni sono stati messi in opera percorsi su passerelle di legno zavorrate con sacchetti di sabbia e ancorate al fondale mediante staffe di metallo Mentre infatti in corrispondenza dell isola il fondale era sufficientemente consistente nell area più vicina ai relitti il fondale era costituito da fango sul quale ci si poteva muovere con grande difficoltà e lentezza affondando a ogni passo Altri fattori come le condizioni meteoclimatiche e la presenza di gas prodotti dalla putrefazione di alghe e fauna bentonica hanno reso tutta questa fase dei lavori disagevole e faticosa per i tecnici e gli addetti impegnati nel cantiere Dopo la messa all asciutto dei relitti è stato anche necessario procedere a un ulteriore pulizia delle imbarcazioni dal fango che durante la fase di svuotamento dell area si era in parte di nuovo depositato sugli scafi nonostante la protezione con il geotessuto Agendo con estrema attenzione e la massima cautela per evitare il rischio di danneggiare le strutture lignee i sedimenti sono stati rimossi con spugne pompe da sentina e appositi strumenti aspiratori Quindi è stata completata la cartellinatura degli elementi lignei dei relitti effettuata durante la prima fase Concluse le operazioni preliminari si è proceduto al rilievo vero e proprio con la documentazione manuale di dettaglio e il rilievo fotogrammetrico Le attività principali hanno comportato oltre alla misurazione accurata dei vari elementi dei relitti il rilievo grafico completo riportando i diversi particolari costruttivi e i dettagli più significativi e interessanti degli scafi e l esecuzione di passate fotogrammetriche generali dei fianchi e del fondo delle imbarcazioni Le immagini eseguite da un basket sospeso e con angolazioni diverse verranno informatizzate e restituite come modelli tridimensionali quotati dei relitti Infine è stato effettuato anche un rilievo fotogrammetrico d insieme da elicottero dell intera area dell isola compresa la stessa zona dei relitti A questo scopo è stato necessario tra l altro predisporre delle mire di riferimento poste su pali di legno in numerosi punti predeterminati sul sedime dell isola Anche in questo caso si procederà alla restituzione delle immagini su modello tridimensionale quotato Gli interventi si sono conclusi con il ritrovamento di un importantissimo reperto Nella parte prodiera destra della galea è stato infatti rinvenuto un graffito raffigurante una galea triremi con timone assiale La straordinaria rilevanza del graffito è data dal fatto che rappresenta un imbarcazione tecnologicamente all avanguardia per il suo tempo Il 1300 è infatti un epoca di transizione tra la voga a due remi a quella a tre remi e nel disegno appaiono chiaramente tre vogatori per banco ognuno con il proprio remo Anche la presenza del timone assiale sul dritto di poppa è eccezionale Questo tipo di timone infatti già presente nel nord Europa tra la fine del XII e il XIII secolo sembrava essersi diffuso in ambito mediterraneo in epoca più tarda stessa veduta di Venezia del De Barbari XVI secolo molte navi sono raffigurate con timoni laterali a significare un probabile conservatorismo costruttivo in ambito veneziano graffito potrebbe rappresentare la stessa galea di Boccalama che al momento sembra però costruita in modo tale da essere più adatta a una timoneria laterale invece essere la rappresentazione di un imbarcazione che per le sue caratteristiche innovative aveva colpito l autore al punto da decidere di inciderne le fattezze per conservarne memoria parte il graffito potrebbe essere stato eseguito in fase di costruzione della galea quando ancora la prua della nave non era stata coperta oppure dal carpentiere di bordo che aveva nella stiva un ripostiglio degli attrezzi e che in un momento di pausa avrebbe potuto avere il tempo di eseguire il graffito seppure in condizioni molto difficoltose data la collocazione e le caratteristiche della càmara della stiva particolarmente scomoda e scarsamente illuminata al graffito rappresentante la galea ne sono stati trovati altri due un incisione circolare realizzata con uno scalpello concavo sgorbia e una piccola imbarcazione della quale però si è conservata solo una minima parte corso dei rilievi sull isola è stata anche scoperta un importante opera di arginatura o sottofondazione con andamento nord sud che fu costruita riutilizzando elementi demoliti di imbarcazioni più piccole Probabilmente la struttura dovette essere realizzata come ulteriore elemento di difesa dell isola dai fenomeni erosivi Al termine dell intero programma di attività

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  • Il Relitto del Vetro
    restauro lo studio dei reperti e la loro esposizione in una mostra apertasi a Venezia in Palazzo Ducale il 24 settembre del 1990 Allo studio del relitto e degli aspetti più direttamente connessi con esso sono stati chiamati studiosi specializzati in geomorfologia algologia architettura navale archeologia medievale cartografia e storia medievale Al coordinamento dell Operazione sono stati preposti il Soprintendente Archeologo prof ssa Bianca Maria Scarfì ed il dr Luigi Fozzati dello STAS Il relitto L estrema dispersione dei reperti sul fondo ha richiesto il montaggio di un cantiere di grandi dimensioni pari ad un rettangolo di metri 90 x 70 quasi un campo di calcio sott acqua Esso con qualche zona esterna assomma ad un area indagata di circa 8 000 mq Insegna d asta ottomana del XVI secolo fotografia Giorgio Merighi Tale rettangolo è stato suddiviso lungo i lati maggiori in corsie larghe 5 metri che non solo hanno consentito fruttuose ricognizioni con il metal detector ma anche il rilevamento dei reperti per coordinate cartesiane Va anche detto che l Adriatico non gode di un eccezionale visibilità subacquea che normalmente è sui 3 5 metri Il carico della nave era costituito in gran parte da vetro verde grezzo in blocchi di varie dimensioni e da 50 mastelli di legno ricolmi di scorie ferrose Si tratta della classica zavorra commerciale citata nei documenti veneziani a partire dagli Statuti Marittimi del Doge Rainier Zeno 1255 L analisi chimica del vetro ha rivelato la presenza del natron come fondente Questo elemento costituito da diversi sali del sodio era anticamente molto diffuso in Egitto Gli Egiziani i Romani ed i Bizantini se ne servirono abbondantemente nelle loro officine vetrarie al posto della cenere Il dato è degno del massimo interesse esso potrebbe infatti illuminarci sulla possibile rotta del vascello unitamente al rinvenimento di un insegna d asta in ottone di tipo Ottomano con effigiata una mezzaluna sopra un disco Questo reperto ha trovato confronti in manoscritti turchi del XVI secolo che la vedono utilizzata da reparti militari e con dipinti commemoranti la battaglia di Lepanto dove compare in forme tridimensionali sulle poppe delle galere turche Supposizioni fantasiose potrebbero a i questo punto suggerire la nazionalità turca del relitto Gli elementi oggettivi non consentono tuttavia certezze se non quelle derivanti da una generica indicazione di rotta Insegna d asta ottomana del XVI secolo fotografia Giorgio Merighi Il sito ha restituito alcuni reperti di epoca romana Tra questi vogliamo ricordare una piccola statua in bronzo di Ercole con i pomi delle Esperidi di produzione siriaca databile al II III secolo d C Il nesso tra un relitto tardomedieva le ed un reperto di età romana apre il campo ad una ipotesi affascinante il sito di scavo ospita due navi di cui una più antica estremamente smembrata dall alta energia dinamica in azione sui bassi fondali di Malamocco A conforto della presenza di un oneraria romana con un carico particolare va detto che dall area provengono altre due basette bronzee pertinenti ad altrettante statuette e

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