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  • Cannoniera del 700 scoperta a Malamocco
    di Malamocco tra le isole del Lido e Pellestrina Il Relitto dei Cannoni come è stato chiamato è stato individuato dagli apparecchi sonar utilizzati dal Consorzio Venezia Nuova che sta eseguendo le opere preliminari al Mose il sistema di dighe mobili che dovrà difendere Venezia dall acqua alta Si tratta del terzo ritrovamento in pochi mesi dopo quelli del Relitto dei Tubi e del Relitto delle Ceppe due imbarcazioni di epoca più recente rinvenuti sempre nei pressi della bocca di Malamocco Il Relitto dei Cannoni si trova in mare a una profondità di circa 7 metri fuori dall ingresso della bocca spostato in direzione sud davanti a Pellestrina È lì che i tecnici sotto la direzione del Magistrato alle acque stanno eseguendo i sondaggi per la costruzione di una diga a mezzaluna per frenare le maree e permettere un tranquillo accesso alle navi che entreranno nella conca di navigazione La supervisione scientifica del ritrovamento è della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e del nucleo Nausicaa di archeologia subacquea La nave colata a picco mentre cercava di imboccare il porto forse a causa di forti venti di scirocco ha una lunghezza di circa 40 metri Diversi i reperti in ferro accertati tra cui cannoni di oltre 3 metri di lunghezza e poi numerosissime palle di cannone alcune spade e attrezzature di bordo Tutto quello che era al momento recuperabile nei dieci metri di nave liberati dalla sabbia è già stato raccolto in questi giorni dagli archeologi navali Stefano Medas e Marco D Agostino Ora come hanno spiegato Giovanna Piva Magistrato alle acque Maurizia De Min soprintendente e Luigi Fozzati presidente di Nausicaa il reperto sarà messo in sicurezza con una palizzata che consentirà di proseguire i lavori complementari al Mose Nel frattempo si cercherà tra gli archivi per individuare

    Original URL path: http://www.argovenezia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=103:cannoniera&catid=36:ritrovamenti-nel-mare-e-nella-laguna-di-venezia&Itemid=88 (2016-04-29)
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  • INDIVIDUATI I RESTI DEL CAMPANILE DI SAN MARCO
    alcune immersioni subacquee nell area antistante la bocca di porto di Punta Sabbioni Un ritrovamento di cui anche la Soprintendenza Archeologica è al corrente Complicato costoso e forse inutile date le loro condizioni riportare alla luce tutte le rovine ma parte di esse le più integre a scopo di documentazione storico artistica potrebbero essere ancora estratte dall acqua e conservate Nulla però è stato ancora deciso Nei giorni che seguirono il crollo le macerie del campanile vennero progressivamente ammassate nel cortile di Palazzo Ducale e recuperate le parti più integre venne celebrato il funerale delle pietre del campanile Tutti i detriti furono infatti trasportati con delle chiatte fuori della bocca di Punta Sabbioni e li avvenne il seppellimento delle spoglie rimaste Da allora lentamente si perse il ricordo delle rovine del campanile marciano che riemerge ora con la nuova identificazione del sito Il campanile originario di Piazza San Marco iniziato su preesistenti fondazioni romane del IX secolo fu costruito a più riprese tra il XII e il XIV secolo sino ad assumere dopo molti restauri e rifacimenti l aspetto definitivo tra il 1511 e il 1514 Fulmini e terremoti che lo avevano più volte raggiunto non avevano turbato la sua esistenza sino all inizio del Novecento Era una calda mattina del 14 Luglio 1902 quando il campanile si sedette su se stesso davanti agli occhi increduli dei veneziani con una nube densa biancastra che si diffuse per la città La pietra del bando all angolo della basilica di San Marco divelta dal suolo da un enorme blocco di macerie impedì il crollo della colonna d angolo e salvò la Basilica da un terribile disastro L impressione per la caduta fu tale che furono subito puntellati e posti sotto osservazione tutti i principali edifici storici della città ritenendo che la caduta

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  • Ritrovamenti nel Mare e nella Laguna di Venezia
    Lido di oggi Lido di allora luglio 1995 n 11 pp 82 84 Un anno imprecisato del XVI secolo durante una forte tempesta di scirocco Una nave da trasporto sta facendo rotta verso Venezia con un carico molto eterogeneo forse acquistato presso le grandi città commerciali del Medio Oriente L accesso più praticabile in laguna è la fuosa portuale di Malamocco anche se la rotta non è resa agevole dal notevole insabbiamento che ha creato un canale tortuoso e di difficile percorrenza Leggi tutto Cannoniera del 700 scoperta a Malamocco Lunedì 08 Novembre 2010 10 19 Ultimo aggiornamento Martedì 09 Novembre 2010 14 42 Scritto da Davide Scalzotto Il Gazzettino Una nave da guerra di due secoli fa trovata tra le isole del Lido e Pellestrina durante i lavori per il Mose Cannoniera del 700 scoperta a Malamocco Misura 40 metri e si trova a 7 di profondità Ma non ci sono i soldi per il recupero Venezia Un importante relitto di una nave da guerra datata tra il Settecento e l inizio dell Ottocento è stata scoperto nei giorni scorsi alla bocca di porto di Malamocco tra le isole del Lido e Pellestrina Il Relitto dei Cannoni come è stato chiamato è stato individuato dagli apparecchi sonar utilizzati dal Consorzio Venezia Nuova che sta eseguendo le opere preliminari al Mose il sistema di dighe mobili che dovrà difendere Venezia dall acqua alta Leggi tutto INDIVIDUATI I RESTI DEL CAMPANILE DI SAN MARCO Lunedì 08 Novembre 2010 10 10 Ultimo aggiornamento Martedì 09 Novembre 2010 14 43 Scritto da Enrico Tantucci La Nuova Venezia La piramide di detriti di pietra giace sui fondali alla bocca di Porto di Punta Sabbioni INDIVIDUATI I RESTI DEL CAMPANILE DI SAN MARCO Furono sepolti in mare nel 1902 dopo il crollo con un drappo

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  • Ritrovamenti nel Mare e nella Laguna di Venezia
    riaffiora il relitto di una nave medievale L M Un relitto antico di una nave probabilmente mediovele lungo circa una cinquantina di metri ed alcuni ordigni bellici sono stati ritrovati a circa 20 metri di profondità al largo del Lido Leggi tutto Relitto Iulia Felix Martedì 09 Novembre 2010 08 18 Ultimo aggiornamento Martedì 09 Novembre 2010 14 34 Scritto da Argovenezia 20 giugno 1987 26 settembre 1999 due date miliari per la storia dell archeologia subacquea e per la storia di Grado ed il perché è presto detto corre fra queste due date la storia di Iulia Felix la nave oneraria romana affondata a 6 miglia da Grado e recuperata interamente dal fondale Leggi tutto Le Imbarcazioni di Boccalama Martedì 09 Novembre 2010 08 11 Ultimo aggiornamento Martedì 09 Novembre 2010 14 42 Scritto da Marco D Agostino e Stefano Medas Le imbarcazioni di Boccalama Due antiche protagoniste dei nostri mari in Interventi per la difesa delle morfologie sommerse in erosione Il sito archeolo gico di San Marco in Boccalama e i relitti medievali di Marco D Agostino e Stefano Medas pubblicata su Quaderni Trimestrali Consorzio Venezia Nuova anno IX n 2 3 aprile settembre 2001 p 15 Venezia Leggi tutto San Marco in Boccalama Le Fonti Storiche Martedì 09 Novembre 2010 08 00 Ultimo aggiornamento Martedì 09 Novembre 2010 14 41 Scritto da Marco D Agostino e Stefano Medas San Marco in Boccalama Le fonti storiche in Interventi per la difesa delle morfologie sommerse in erosione Il sito archeologico di San Marco in Boccalama e i relitti medievali di Marco D Agostino e Stefano Medas pubblicata su Quaderni Trimestrali Consorzio Venezia Nuova anno IX n 2 3 aprile settembre 2001 pp 13 14 Venezia Leggi tutto Il sito di San Marco in Boccalama Martedì 09 Novembre 2010 07

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  • il 20 ottobre Assegnato poi alla I Divisione navale corazzate Vittorio Emanuele Roma e Napoli incrociatori corazzati Pisa San Marco e Vettor Pisani l Amalfi lasciò Taranto il 13 aprile 1912 diretto a Tripoli ma la squadra fu poi dirottata nell Egeo per bombardare la costa turca Il 17 aprile la I Divizione si unì a Stampalia alla II corazzate Regina Margherita Benedetto Brin Emanuele Filiberto ed Ammiraglio di Saint Bon incrociatori corazzati Giuseppe Garibaldi Francesco Ferruccio e Varese ed alle 6 30 la flotta italiana con Pisa ed Amalfi in avanguardia si portò davanti ai Dardanelli per attirarvi fuori la flotta turca Mentre la formazione si avvicinava allo stretto le batterie costiere 4 batterie munite di 18 cannoni Krupp con calibri dai 200 ai 280 mm aprirono il fuoco contro di essa provocandone la reazione lo scambio di tiri d artiglieria da 8 000 metri di distanza proseguì per circa due ore Quando il 19 aprile la formazione italiana lasciò le acque dei Dardanelli per rientrare in Italia il Pisa l Amalfi e varie unità minori rimasero sul posto con il compito di tagliare i cavi telegrafici e distruggere le relative stazioni Quel giorno stesso infatti i due incrociatori insieme al Ferruccio alla Brin alla Filiberto alla Saint Bon ed alla Regina Margherita bombardarono le stazioni telegrafiche di Cesme Aladiez Kelemmisch e Cividera Il 28 aprile 1912 una compagnia da sbarco formata da 250 uomini del Pisa e dell Amalfi procedette all occupazione dell isola di Stampalia Il 12 maggio l Amalfi prese parte anche all occupazione di un altra isola del Dodecaneso Patmo 5 6 3 Conclusasi la guerra nel giugno 1913 l Amalfi scortò il panfilo reale Trinacria con a bordo il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena a Kiel e quindi in a Stoccolma 7 Nel novembre 1913 l Amalfi fu visitato a Napoli dall ammiraglio statunitense Charles J Badger Un altra foto dell Amalfi Il 24 maggio 1915 data dell ingresso dell Italia nella prima guerra mondiale l Amalfi aveva base a Taranto 8 Comandava la nave il capitano di vascello Giacomo Riaudo 1 8 Il 28 giugno l Amalfi il Pisa il San Giorgio altro incrociatore corazzato ed il San Marco furono inviati a Venezia dove ebbero la loro nuova dislocazione per poter meglio contrastare eventuali attacchi da parte di unità austroungariche contro le coste dell Alto Adriatico 8 Alle tre di notte del 7 luglio 1915 l Amalfi salpò da Venezia scortato da due torpediniere Calipso e Procione per una crociera di ricognizione uscì dal canale di Malamocco e diresse per un punto ad una trentina di miglia a levante di Chioggia dove si sarebbe dovuto incontrare con le squadriglie cacciatorpediniere Bersagliere ed Impavido 8 1 Verso le quattro del mattino a poche miglia dalle ostruzioni da bordo della nave fu avvistato il periscopio di un sommergibile in avvicinamento si trattava del sommergibile tedesco UB 14 camuffato da austroungarico U 26 la Germania infatti a differenza dell Impero Austro Ungarico non

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  • corso alcuni trasferimenti dopo le riprese della troupe di Linea Blu ospitata a bordo della Milvus imbarcazione di ricerca di venti metri La sofisticata strumentazione di bordo di cui è dotata l imbarcazione ha segnalato la presenza di un relitto Verifiche più precise hanno poi permesso di accertare che si trattava di una torpediniera italiana Nessuno però fino ad ora sapeva che un imbarcazione del genere con una lunghezza di

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  • erano ormai in vista dell agognata destinazione Strada facendo avevano fatto sfracelli minato il porto di Taranto dove affondò l H M S Abdiel catturate o affondate diverse navi italiane tra cui la grande motonave mercantile Leopardi e dulcis in fundo fermato il piroscafo Pontinia una vecchia carretta del 1888 quando fu avvistata una nave da guerra rapidamente identificata per un cacciatorpediniere che dirigeva verso di loro Adesso si fa una bella fatica a capire e giustificare la sequenza degli avvenimenti l aggressivo comandante tedesco ormeggia la sua motosilurante sul lato del piroscafo non visibile dal cacciatorpediniere in rapido avvicinamento Il comandante Cini sul Sella è probabilmente distratto dall avaria alla caldaia n 2 che ha da poco obbligato la sua nave a ridurre la velocità ad appena 14 nodi circa 25 kmh ignaro del pericolo tutta la nostra guerra navale fu costellata da episodi simili proseguì sulla rotta di sicurezza passando ad appena 400 metri di prora all innocuo bastimento fermo Ovviamente non c è bandiera di combattimento a segnalare le intenzioni del nemico ex alleato dell altro ieri ma la guerra è così l Oberleutnant Schmidt balza a bordo dell S 54 e ordina il lancio I siluri sono già in acqua quando dalla nave intuiscono cosa sta accadendo c è appena il tempo di aprire il fuoco con le mitragliere e abbozzare una manovra evasiva In meno di mezzo minuto la partita è chiusa il caccia non ha neppure risposto al timone e viene centrato all altezza della plancia e in corrispondenza della prima caldaia nell affondamento perdono la vita 27 marinai ed un numero imprecisato di civili probabilmente più di 200 persone Alcune testimonianze raccolte nel 1987 durante una manifestazione commemorativa Alcune Testimonianze Secondi lunghi come secoli inizia così la testimonianza di Francesco Toscano sottotenente all epoca dell affondamento del Quintino Sella Toscano era uno due ostaggi che si trovavano a bordo della motosilurante tedesca ha ancor tutto davanti agli occhi Vedo le scie dei siluri che viaggiano velocissimi contro la nostra unità sento il crepitare delle mitragliatrici E il Quintino Sella che accortosi dell attacco risponde fulmineo Ma arrivano prima i siluri questione di secondi L equipaggio tedesco si alza in piedi tutti sull attenti mentre il Sella affonda rapidamente spezzato in due Bruno Ferdani meccanico navale si trovava invece sul Sella era sottocapo e prestava servizio in plancia Lo avevano soprannominato il postino perché a bordo era lui che distribuiva sempre la posta Quando i siluri centrarono le caldaie del Quintino Sella Ferdani si trovava in plancia Vedo sbucare ricorda la motosilurante che sino a quel momento si era tenuta nascosta dietro a un nostro mercantile il Leopardi Parte un ordine secco avanti tutta Poi il botto mi sento catapultato in acqua riaffioro in un mare di nafta urla strazianti tutto molto in fretta quasi nemmeno il tempo di rendersi conto dell accaduto I naufraghi vengono raccolti dal mercantile Leopardi Rimanevano in acqua decine e decine di naufraghi che le motosiluranti non raccolsero questo

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