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  • ArtPoint18:::essays / testi_n°32
    conseguenze particolari nei confronti dello spettatore dettate dal suo agire Non esistono dubbi sul fatto che possiamo chiamarla intenzionalità secondo il modo husserliano neokantiano Assumiamo un proposito o un intento o per così dire un intentività non solo nell agente storico il pittore il poeta ecc ma soprattutto nell oggetto storico in sé Assumiamo quindi che l intenzionalità è una caratteristica di entrambi l intenzione è l aspetto tendente a qualcosa delle cose In questa relazione rintraccio cause volontarie dell attore che possono essere derivate dalle sue istituzioni di riferimento altre potrebbero essere disposizioni acquisite dall attore in momenti precedenti e non essere state in questo caso generate da una specifica riflessione Dunque l intenzione non risulta essere qualcosa che interviene a livello solamente procedurale ma riesce ad estendere il suo campo di influenza anche a quella che può essere la reazione del ricevente dell opera d arte stessa vale a dire lo spettatore in carne ed ossa Si instaura in questo modo una relazione di tipo estetico di cui i fruitori sono da una parte l autore e il suo prodotto specifico e dall altra il soggetto che si trova ad osservare tale prodotto finito nella sua realizzazione Ne consegue che l intenzione rappresenta la sostanza effettiva dell opera d arte in quanto oggetto derivato da una precisa attività umana alla cui base si trova l artista con il suo background di riferimento idee preferenze esperienze e non meno importante sentimenti morali Se la funzione di un prodotto artistico viene generata da uno specifico interesse morale allora anche tale risultato avrà certamente un carattere morale nel senso che avrà il compito di suscitare una determinata reazione nell osservatore oltre che ad un determinato flusso di riflessioni Tuttavia ci siamo dimenticati di un aspetto importante che concorre a delineare il discorso che abbiamo tentato di impostare che differenza c è se davvero possiamo rilevarla tra la relazione estetica e la relazione artistica Sono la stessa cosa oppure dobbiamo fare attenzione alle dovute caratteristiche di entrambe Lo studioso di nazionalità francese Gérard Genette tenta di affrontare questo specifico tema nel suo testo intitolato La relazione estetica dove imposta un argomentazione analitica e linguistica proprio sulle differenze e sulle definizioni che siamo costretti ad analizzare se ci troviamo di fronte ad un problema simile In primo luogo risulta fondamentale distinguere la relazione estetica da quella artistica giacché per Genette è proprio la questione relativa all intenzione che permette di separare gli ambiti della mera aspettualità di un oggetto dalla funzione determinante di un opera d arte Per generare un effetto che voglia dirsi estetico un oggetto deve prima di tutto essere osservato da qualcuno che possieda o che sia interessato a possedere un attenzione aspettuale estetica la quale è in grado di generare in un simile osservatore un giudizio di un certo tipo in questo modo l oggetto osservato verrà valutato non in base allo scopo per il quale è stato prodotto bensì per le sue caratteristiche formali e appunto aspettuali peso colore forma geometrica ecc Tuttavia tutto ciò non è sufficiente affinché si generi una vera e propria relazione estetica tra le due parti se infatti dall attenzione aspettuale si realizza un apprezzamento vale a dire un giudizio estetico potremo considerare l interazione avvenuta su un piano estetico Dobbiamo concentrarci sul problema dell apprezzamento prima di addentrarci in un qualsiasi tipo di analisi dettagliata poiché un oggetto può definirsi estetico solo se risulta protagonista di un attenzione e un apprezzamento estetici Vale a dire che l aggettivo estetico dunque non è qui disposizionale ma al contrario risultativo non è l oggetto che rende estetica la relazione ma la relazione che rende estetico l oggetto L oggetto che considero o a cui penso attualmente da un punto di vista estetico è attualmente e in questo senso un oggetto estetico Parafrasando Kant e le sue parole espresse nella Critica del giudizio Genette identifica nell aspettualità finalizzata all apprezzamento di un oggetto ciò che il filosofo di Konisberg aveva chiamato con il termine Beschaffenheit essa non è altro che l espressione cogente di quello che possiamo considerare il giudizio estetico vero e proprio orientato verso le proprietà e l esistenza dell oggetto in questione ma del tutto disinteressato e alieno da qualsivoglia considerazione gnoseologica o morale Del resto nell Analitica del Bello la prima caratteristica o momento del giudizio estetico viene rilevata da Kant proprio nel suo carattere disinteressato vale a dire che la qualità di tale giudizio si riferisce esclusivamente alla sua capacità di concentrarsi sull oggetto senza chiamare in causa elementi di tipo pratico o conoscitivo Dunque secondo questo ragionamento sia l oggetto estetico che l attenzione rivolta ad esso non possono essere definiti come fattori morali Infatti dove parla la legge morale là non c è più oggettivamente alcuna scelta libera riguardo a ciò che si deve fare e mostrare gusto nel modo di comportarsi o nel giudicare quello altrui è qualcosa di completamente diverso dall esprimere il proprio modo di pensare morale ché questo contiene un comando e produce un bisogno là dove invece il gusto morale gioca soltanto con gli oggetti del compiacimento senza aderire a nessuno di essi Tuttavia ci troviamo ancora fermi nella regione relativa a quella che abbiamo analizzato come relazione estetica in questo preciso ambito abbiamo considerato solamente il valore estetico di un oggetto il quale può essere tranquillamente esteso anche a prodotti di diversa natura e dai plurimi scopi Come sottolinea lo stesso Genette se mi fermassi per strada a contemplare l aspetto e l architettura del tribunale di Reggio Emilia potrei certamente soffermarmi sugli aspetti estetici che tale palazzo mi suggerisce sebbene lo scopo della sua costruzione sia tutt altro che estetico Qualsiasi oggetto allora in potenza può divenire un oggetto estetico se la sua relazione con un determinato osservatore si trasferisce in un valore di gusto o di apprezzamento del tipo mi piace è bello ecc dal momento che non è l oggetto che rende estetica la relazione ma essa stessa che

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  • ArtPoint18:::essays / testi_n°29
    sua sfera immaginativa ma siamo anche liberi di giocare a nostra volta e di riflettere sognare indagare e teorizzare Siri Hustvedt C era una volta l arte impegnata o meglio l impegno nell arte Remote sono ormai le stagioni in cui si poteva ritagliare nelle mille impazienti contingenze della politica e della cultura qualche momento per dividersi o ritrovarsi intorno al contributo di una qualsiasi opera creativa alle istanze sociali più stringenti Dietro l angolo il rischio della retorica della propaganda o peggio ancora del messaggio pedagogico naturalmente rivoluzionario Così l arte per l arte gradualmente ha saputo recuperare terreno e farsi valere specie quando qualità e originalità non sono venute meno Dietro l angolo il trionfo della logica mercantile travolgente e dominante poco incline a sottigliezze dialogiche e più sensibile alle superficiali provocazioni o a nuovi decorativismi Sandra Moss e Giordano Montorsi nel loro sodalizio umano e creativo fuori da queste antiche alternative da tempo ormai ci hanno abituato a frequentare un altra dimensione della ricerca artistica nella quale il concetto cerca di non forzare mai la forma e nei momenti più riusciti la forma si fa immediatamente concetto Così il dono dell artista si trasforma spontaneamente in un invito al testimone anche quello più occasionale Mi sembra proprio il caso della loro ultima fatica la nuova installazione di Art Point 18 a Reggio Emilia Al centro due circonferenze punteggiate da una serie di pistole e mitragliette di plastica sorrette da agili morsetti quelli dei giochi più infantili Sullo sfondo un cumulo di scarpe annerite dal tempo esposte in ordine disordinato in duplice triplice fila un immediato drammatico richiamo visivo agli scarti delle tante persone smarrite nei lager di ogni persecuzione del Novecento Con sarcastica evidenza fa bella mostra di sé emergendo dalle due circonferenze una singolare Coppa del

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  • ArtPoint18:::essays / testi_n°20
    enigma richiama lo si voglia o no la famosa storica esperienza metafisica E con l opera che Giordano Montorsi dedica all artista contemporaneo e alla sua navigazione fra le incertezze del senso il richiamo agisce immediatamente Un uomo piccolo al limite di un onirico sperdimento Un uomo in abito scuro non un nudo una statuina che potremmo trovare con la sua compagna sopra una torta nuziale e tuttavia diventa immagine e somiglianza di ciò che assieme all artista vale almeno un po per ciascuno di noi La statuina sosta accanto a una specie di altare Sta in piedi sull angolo limite di un reticolo e la forma verso cui tende incerto se avvicinarsi e toccarla è una mezza sfera di marmo nero Il reticolo si definisce per righe nere e anche i reticoli che ingigantiscono sulle pareti ad allargare e insieme chiudere lo spazio si definiscono per righe nere L enigma degli artisti e dei filosofi metafisici non fa che ricongiungersi dall origine a ciò che l uomo solo con se stesso troverà nel futuro Il viaggio all indietro in cerca degli inizi e il viaggio che spinge avanti la scoperta della fine potrebbero dunque essere diversi solo in apparenza

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  • ArtPoint18:::essays / testi_n°15
    corpo e forma sembra un installazione sembra una decorazione complessa sembra una tessitura di oggetti in parte pensati in parte casuali ma nulla è casuale e nulla è ben definito Una costante è la leggerezza che involge di sè ogni cosa anche quegli oggetti quegli insiemi che non solo paiono ma che di fatto sono grevi incombenti è una leggerezza compositiva che toglie materia che toglie massa a tutto cio che genera fatica e pesantezza Gli oggetti le cose le installazioni sono percepiti come pure forme galleggianti nel vuoto Per trasformazione estetica si presentano come essenze come ideiformi sospese in un loro magico iperuranio È tutto approssimativo e tutto cangiante il tutto prescinde da significazioni assolute e tautologiche I sensi delle cose delle essenze sono strettamente connessi alle contingenze Tutto sembra fatuo futile evanescente In realtà sono sperimentazioni sono un puro agire artistico un fare e un trasformare un plasmare e un forgiare o foggiare vestiti nuovi scenografie nuove il tutto riempendolo dei propri sogni dei propri desideri anche puramente trascendenti assurdi impossibili È un laboratorio ed una vetrina è una identità sdoppiata È lo spazio creato per essere in breve tempo disfatto e reinventato sino all infinito in un tendere all orizzonte senza fine dove nell aggiustare stendere imbullonare installare sta il significato lo scopo dell agire artistico dell essere artistico È nello stesso tempo il luogo della vanità dell apparire dell esserci È il luogo in cui si fuoriesce dà sè per contemplare se stesso attraverso la suggestione indotta e generata negli altri quelli che si soffermano stupiti e increduli Inevitabilmente sboccia tra il laboratorio e la vetrina un dialogo fitto fitto in cui tutto si riversa curiosità rivelazione scoprimento interrogazione e riflessione Il dialogo diventa la vita la sostanza la forza di Artpoint18 Diviene una voce sottile

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  • ArtPoint18:::essays / testi_n°10
    sempre visibile e godibile svincolata da esigenze mercantili Rosso brillante Rosso sangue L aspirazione al colore di una bandiera forse che anela a tingersi ancora di rosso dopo le offese e le scoloriture subite Intorno i segni del degrado il degrado sociale il degrado politico il degrado del potere che annulla i colori del riscatto in nome dei colori non colori della cancellazione e dell indistinzione due nuances opposte ma convergenti uniche tinte della gamma ammesse il nero fumo della violenza vessatoria che schiaccia e il bianco sporco della dissimulazione che offusca Lacci e laccioli novelle catene per l odierno Spartaco i vincoli del neoliberismo gli oltraggi del mercato globale la finanza padrona i diritti umiliati Forme geometriche plumbee evocanti una croce simbolo di sofferenza e di liberazione che sembra aver perso anch essa le vivide tracce di sangue che hanno accompagnato la sua gloriosa vicenda nel mondo La croce non più simbolo di riscatto per gli oppressi e i perseguitati ma segno del potere ecclesiale che questo sangue ancor vivo scolora scegliendo per i propri paramenti il paludato color porpora E pure il richiamo ammiccante alla vita domestica rassicurante e ingannevole insieme che ferma il tempo e la voglia di lotta complice lo sguardo sornione di un gatto In questa cornice che incombe la colorazione del drappo è parziale si è fermata e sembra incapace di procedere La stoffa informe con appena un abbozzo di colore non è ancora in grado di uscire nel mondo sicura di sé e della sua vitalità Che ne è della bandiera rossa La bandiera rosso brillante rosso sangue Che cosa impedisce al drappo di completare il rito incompiuto della colorazione Con decisione con determinazione con forza vitale La bandiera rossa innalzata per la prima volta come simbolo della giustizia sociale dai contadini in

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  • ArtPoint18:::EXHIBITION n°15
    home ideas exhibitions info n 15 Giordano Montorsi Fumaggine 2012 Installazione testo di Romano Quaretti IN VIAGGIO A CONTEMPLAR VISIONI

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  • ArtPoint18 n°34_1
    34 Giordano Montorsi Visto di spalle 2009 cm 300 x 150 Olio sul tela home idea exhibitions info 1945 2015 SETTANTESIMO anniversario della Liberazione index n 34 IN VIAGGIO A

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  • ArtPoint18:::essays / testi_n°20
    Giordano Montorsi e Sandra Moss ArtPoint 18 via S Pietro Martire Reggio Emilia maggio 2013 Liberazione come libertà dell esserci nella grazia dell arte e della vita per una terra giusta in terra L arte con l insieme delle sue forme e dei volti reclama il suo primato nel dialogo con il desiderio e l ansia di libertà Come ogni grazia ricevuta anche la grazia dell arte è un mistero

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