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  • I Video di Cartacanta
    Cartacanta 2007 seconda parte Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Inaugurazione Cartacanta 2007 Vignette sul ring a Cartacanta 2007 Vignette sul ring a Cartacanta 2007

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  • Cartavetrata quattro + uno
    Index 1 Index 2 Index 3 Index 4 Index 5 Index 6 Index 7 Index 8 of 8 Cartavetrata quattro uno indietro

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  • Untitled Document
    Gallerie 2008 Il Festival Expò Libro d artista Mostra Reza Abedini Varie 2008 by F Curletta Varie 2008 indietro

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  • Documento senza titolo
    Opere in concorso Mostre ospiti Torna indietro

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  • Album Giallocarta 2009
    Album Giallocarta 2009 1 171 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Created with Arclab Thumb Studio 1 5

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  • Untitled Document
    Gallerie 2009 Varie 2009 by E Lattanzi Varie 2009 by F Curletta Varie 2009 by G Paoloni 2 3 4 5 6 indietro

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  • Documento senza titolo
    Opere in concorso Torna indietro

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  • Documento senza titolo
    potrebbe consentire di produrre tanta carta quanta se ne può fare in tre cartiere e quindi si prega che questa dannosa macchina venga abbattuta altrimenti potrebbe portare alla rovina dei ricorrenti Il Consiglio decise subito di incaricare il Consiglio dei Cinque di esaminare il problema di udire le parti e in caso di persistente disaccordo tra esse di emettere una sentenza nel frattempo ispezioneranno ed esamineranno le innovazioni introdotte Il 15 marzo 1727 il Consiglio diede il suo parere che così inizia Niclaus Häussler ed i suoi antenati hanno sempre dimostrato diligenza e operosità nel cercare di migliorare la fabbricazione della carta Ora egli ha installato una nuova macchina che gli consente di produrre carta di buone caratteristiche senza far uso eccessivo dell acqua del Pond Sfortunatamente il verbale del Consiglio si interrompe a questo punto e non se ne conosce il seguito così come non è dato purtroppo di prendere visione della descrizione della macchina l estensore della minuta del verbale ha lasciato una pagina bianca in corrispondenza del punto nel quale avrebbe dovuto inserire la descrizione il fatto che tale argomento non compaia in ulteriori documenti del Consiglio fa pensare che i contendenti abbiano trovato un accordo Comunque dal 1727 a Basilea si iniziò ad usare l olandese insieme alle tradizionali pile con queste si preparava una mezza pasta che l olandese trasformava in pasta intera Le pile rimasero in funzione ancora per molto tempo visto che sono presenti in inventari di cartiere del 1822 Altro ostacolo all applicazione dell olandese era rappresentato dalla struttura delle cartiere spesso di dimensioni finanziarie e architettoniche modeste e non in grado di sopportare una macchina di costo e ingombro elevato In Italia in particolare la maggior parte delle cartiere apparteneva a nobili a monasteri comunità che le affittavano con contratti anche di breve durata e né l affittuario che di solito conduceva la cartiera prevalentemente con i propri familiari aveva interesse a pagare un maggior affitto per la presenza dell olandese né aveva interesse il proprietario al quale tale investimento avrebbe difficilmente fornito un ulteriore introito Una maggiore capacità produttiva ottenuta con l uso dell olandese non era da molti considerato un fattore di grande vantaggio in quanto avrebbe richiesto una più elevata disponibilità di stracci mentre questi erano sempre tanto scarsi da costringere spesso a frequenti rallentamenti o arresti di lavorazione un rifornimento di stracci provenienti da più lontano delle solite zone di acquisto avrebbe comportato un costo maggiore ed ancora non sempre una maggior quantità di carta avrebbe trovato una adeguata collocazione su un mercato geograficamente limitato quale quello nel quale operavano queste cartiere medio piccole Tutte queste ragioni spiegano perché l olandese rivelatosi poi un dispositivo tanto versatile ed utile sia entrato nell industria cartaria così lentamente e perché tante siano state le perplessità per la sua accettazione Va inoltre tenuto presente che allora gli scambi di informazioni erano piuttosto lenti anche perché si cercava di tener segrete notizie che in realtà tali non erano Certo è che in Italia l olandese prese a diffondersi dopo che ne erano comparse dettagliate descrizioni fornite dall Encyclopedie francese 1751 52 dal La Lande 1761 62 dal Grisellini 1769 3 L olandese almeno agli inizi fu costruita direttamente dai cartai o da questi commissionata ad artigiani locali e realizzata in base a descrizioni fornite loro Nei cilindri adottati in Olanda la rotazione avveniva per azione del vento come nei mulini per cereali ed altri dispositivi meccanici una o più olandesi erano collegate ad una grande ruota dentata orizzontale l energia eolica meglio si prestava ad essere sfruttata per muovere un cilindro ruotante anziché i magli delle pile a moto verticale alternato È questo il motivo principale della rapida diffusione in Olanda del nuovo sistema di sfibratura Esportata in altri paesi europei il moto del cilindro fu affidato all energia idraulica e come sempre accade per apparecchi di nuovo tipo a seguito di osservazioni dovute all uso anche per l olandese furono introdotte modifiche e miglioramenti ad es l adozione di lame anche sul pavimento al di sotto del cilindro la conformazione a sella di questa parte del pavimento in sostituzione di quella piana originaria In Europa l olandese fu destinata con limitate modifiche costruttive a funzioni diverse sfilacciatrice affinatrice per rendere più omogenei gli impasti e per privarli di agglomerati fibrosi sfioratrice per dilavare la pasta già affinata prima di immetterla nelle tine Più tardi verrà usata anche come lavatrice per gli stracci come sfibratrice della carta da macero per l imbianchimento ecc L installazione della prima olandese in Italia sarebbe avvenuta grazie ad un tale Valentino Galvani in una cartiera di Cordenons di proprietà di un nobile e fondata per concessione della Repubblica Veneta nel 1705 Il Galvani in una supplica del 1768 con la quale chiede agevolazioni per la spedizione di carta di propria fabbicazione a Trieste accenna di aver sostenuto considerevoli dispendi per riformare le fabbriche imitando ed aggiungendo nuove macchine e le manipolazioni inventate nelle più celebri fabbriche oltremontane Questa notazione convaliderebbe le successive rivendicazioni di priorità dell introduzione della macchina ad uso d Olanda fatta dal Galvani che la avrebbe realizzata in proprio sulla base di descrizioni lette Va ricordato che a quel tempo il La Lande aveva fornito una dettagliata descrizione della macchina con dovizia di disegni e dettagli costruttivi nel suo libro L Art de faire le papier pubblicato a Parigi nel 1761 e la cui traduzione italiana fu editata a Parma da Borsi nel 1762 E del resto la voce cartiera nel Dizionario delle arti e mestieri del Grisellini Venezia 1769 altro non è se non una libera trasposizione della descrizione del La Lande Subito dopo il Galvani furono i Remondini ad usare una olandese non conosciamo l anno preciso ma è certamente tra il 1766 ed il 1768 Nel 1766 Gianbattista Remondini acquistò dai Tiepolo la cartiera di Oliero e subito apportò una serie di modifiche agli impianti sostituendo tra l altro i mulini a magli con cilindri ad uso d Olanda L Infelisi dice che il Remondini fu secondo nell introduzione di detta innovazione unicamente a Valentino Galvani 4 Altre documentate notizie dell introduzione del nuovo dispositivo risalgono al 1770 e riguardano la presenza in due cartiere della riviera di Salò una a Maderno l altra a Toscolano La riluttanza dei fabbricanti veneti per l olandese è testimoniata da quanto scriveva il provveditore di Salò nel gennaio 1781 L idea del lavatoio e cilindro non è affatto nuova a questi fabbricatori essendovene anzi uno nella cartiera di Giuseppe Vicario ma l attuale giacimento di molte cartiere la deficienza de materiali lo scarso e limitato numero di operai e la critica costituzione di queste fabbriche par che unitamente si oppongono all insinuazione di adottare l uso mentre con l introduzione di detti cilindri non affluendo maggior quantità di materiali inservienti alle fabbriche stracci e non moltiplicandosi il numero de lavoranti verrebbe per certa conseguenza a rimaner inutili molte altre cartiere a misura dei cilindri che in altre fossero introdotti Analogamente scriveva il capitano di Brescia li ho animati ad imitare l esempio del Vezzoli erigendo il lavatoio e cilindro ma chi oppose la spesa non lieve chi il difetto dei siti non suscettibili di maggiore dilatamento e chi la scarsa copia delle acque non bastevoli all intrapresa delle nuove aggiunte Da una statistica elaborata dal Mattozzi 4 risulta che nel 1781 nelle 138 cartiere che si contavano nel Veneto figuravano installate 17 olandesi che diventeranno 24 nel decennio successivo e 48 nel censimento del 1818 Verso la fine del 1700 o ai primi del 1800 di fronte al miglioramento della qualità della carta ottenuto dalle cartiere che disponevano dell olandese ed alla concorrenza fatta dalle cartiere estere che già l avevano introdotta l idea dell acquisizione della macchina si fa sempre più strada specie nelle cartiere che debbono comunque essere ampliate e più ancora in quelle di nuova costruzione che tendono ad assumere una struttura più industriale che artigianale anche se rimane pesante la limitazione derivante dalla difficoltà di reperire quantità sempre maggiori di stracci e sempre più consistenti disponibilità finanziarie Quando in Piemonte Avondo acquistò dagli eredi del conte Salomone la cartiera di Serravalle Sesia nel 1800 non esistevano cilindri all olandese ma quando nel 1811 ingrandì la fabbrica ne fece costruire uno sul modello di quello già funzionante non sappiamo da quando in Valduggia presso i Mazzola avvalendosi dell opera di un certo Mastro Gaudenzio e d altri operai di quella Valle già pratici del lavoro Nel 1825 le due cartiere Avondo disponevano di 4 cilindri olandesi che salirono a 6 nel 1830 Anche in Liguria l introduzione dell olandese avvenne tardi e si affermò lentamente 4 solo nella prima metà dell 800 si trovano installati i primi esemplari nonostante il grande numero di cartiere esistenti I motivi del ritardo sono sostanzialmente gli stessi già descritti frammentazione dell industria cartaria in unità produttive di piccole o medie dimensioni con poche pile e per le quali non avrebbe avuto senso la sostituzione la scarsità di stracci che avrebbe vanificato la maggior capacità produttiva la grande disponibilità di mano d opera che rendeva inutile un risparmio in questo senso Bisogna anche tener presente che per un certo periodo in cartiere della Liguria fu imposta codificandola una limitazione alla produzione giornaliera di carta per far fronte ad una marcata sovrapproduzione del bene Inoltre i cartai liguri andavano fieri della qualità della loro carta apprezzata ovunque si parlava comunemente di carta alla genovese per indicare un prodotto di elevata qualità ed esportata largamente almeno in certi anni ed erano quindi poco inclini a cambiare sistema di produzione con l introduzione di una macchina che secondo alcuni non garantiva la qualità del prodotto finale In Toscana che vantava antiche e solide tradizioni cartarie l olandese arrivò piuttosto tardi a Pescia nel 1813 essa non era ancora presente nel luglio di quell anno il sindaco inviando le informazioni richieste da Parigi sullo stato delle cartiere del Comune scriveva Finora non esiste l uso di cilindri nelle nostre cartiere I fratelli Magnani erano al caso di far uso di cilindri olandesi se avessero potuto ottenere la privativa dal Governo per perfezionare la fabbricazione della carta e farla quasi uguale a quella d Inghilterra Solo alcuni decenni più tardi l olandese sarà adottata dai Magnani e dai Cini Nell Italia meridionale l olandese era ancora assente ai primi del 1800 nel 1809 I Lafontant proponeva la costituzione di una società per azioni per l installazione vicino a Maddaloni Caserta di una cartiera all olandese fornita delle più moderne attrezzature e per la quale chiedeva alcune facilitazioni e privilegi Il progetto esaminato da una commissione tecnica fu approvato ma sorsero preoccupazioni per il possibile inquinamento dell acquedotto che alimentava Caserta e dintorni nonché una parte di Napoli per cui ne fu consigliata l ubicazione in altra località nel territorio di Vietri Le lungaggini burocratiche consigliarono Lafontant e soci a desistere dall iniziativa Fu solo nel 1812 che sorse la prima cartiera all olandese nella valle del Liri ad opera di C A Beranger che costituì una società con notevole capitale 50 000 ducati acquistò macchine all estero e sempre dall estero fece arrivare personale specializzato impiantò 4 olandesi due sfilacciatrici e due raffinatrici che facevano il lavoro di 48 pile a magli ed erano in grado di alimentare da 6 a 8 tine contemporaneamente producendo carta velina allora sconosciuta nel Regno di Napoli e carte da disegno di ottima qualità che competevano con quelle estere La cartiera del Liri sarebbe divenuta poi una delle tecnicamente più avanzate d Europa Nelle cartiere in provincia dell Aquila 6 ai confini dello Stato Pontificio l olandese fu introdotta ai primi dell 800 La cartiera di Vetoio nel 1800 venne migliorata con l introduzione di un cilindro e poco dopo vennero migliorate allo stesso modo anche quelle di Tempera e di Celano ma non quella di Sulmona La cartiera di Vetoio di proprietà del conte Angelini era condotta da affittuari e nell atto stipulato il 28 ottobre 1803 con i Ferrari padre e figlio era previsto che al termine della locazione 1813 i conduttori fossero tenuti a restituire al locatore l edificio stesso e l ordegno ad uso d Olanda Per la cartiera di Tempera il 4 ottobre 1813 fra il proprietario Ignazio Niccolò Vicentini da una parte e L Ferrari lo stesso di Vetoio e Giovanni Paolucci dall altra venne stipulato un contratto d affitto a migliorazione che prevedeva cioè che gli affittuari dovevano aumentare fabbriche ed edifici con metterci tre pile e l ordegno addetto ad uso d Olanda nel corso di un anno da oggi almeno e fare tutte le altre migliorie che sono opportune e che dovranno essere approvate dal Sig Vicentini L olandese fu poi effettivamente installata poiché la si ritrova nell elenco dei beni allegato al successivo contratto d affitto La macchina fu costruita da un falegname di Pioraco il Vicentini 7 in una conferenza tenuta alla Società d Economia dell Aquila 1833 così ricorda il costruttore Merita di essere ricordato il falegname Gesualdo Ubaldini di Pioraco il quale fu il primo che diminuendo il numero degli antichi mortai a mazzapicchi i quali fanno 40 battute in ogni minuto abbia nelle nostre cartiere costruito ordigni d Olanda i cilindri che facendo 138 giri al minuto ed un poco più di 11 giri e mezzo intanto che la ruota ne fa uno operano per più mortai e nel più perfetto modo stritolano e sminuzzano gli stracci L Ubaldini fabbricatosi nel suo Paese una nuova casa ha sulla porta apposta l iscrizione Tempera e Vetoio per così avvisare da dove coi suoi onorati sudori ne ha tratto i mezzi Il maggior produttore di carta al tempo della comparsa in Italia dell olandese era senza dubbio lo Stato Pontificio e a questa industria il Governo profondeva cure ed interesse che però non sempre riuscivano a proteggerla dall azione di trafficanti contrabbandieri e speculatori numerosi e sempre pronti a cogliere ogni incertezza di sorveglianza i quali erano pronti ad esportarli fraudolentemente con notevole danno dei cartai e non pagandosi dazi di esportazione anche dello Stato Verso la metà del 1700 si contavano nello Stato almeno una cinquantina di cartiere molte delle quali di dimensioni relativamente modeste questo numero salì in seguito in una statistica delle cartiere dello Stato Pontificio esistente nell Archivio di Stato di Roma nel 1816 si trovano elencate 65 cartiere con 443 pile e 26 cilindri compresi due in cartiere all epoca inoperose Gli apparecchi erano così distribuiti 5 a Fabriano 2 a Pioraco 1 a Subiaco 6 nella zona di Foligno 1 a Nocera 2 a Faenza 1 a Jesi 2 a Fermignano 1 a Bracciano 3 a Roma cartiere di S Sisto e S Pietro in Montorio La maggior parte di questi cilindri furono realizzati da artigiani locali alcuni dei quali certamente prestarono la loro opera anche oltre i confini dello Stato così come in passato avevano fatto i maestri cartai di Fabriano di Pioraco di Foligno che erano andati a impiantare o dirigere cartiere nel Regno di Napoli in Toscana in Veneto Frugando negli archivi delle varie città o delle singole cartiere o attingendo a fonti diverse abbiamo trovato alcune notizie sull introduzione dell olandese nelle cartiere dello Stato Pontificio e riteniamo utile riferire su alcuni documenti che non risulta siano mai stati pubblicati in particolare abbiamo saputo che con tutta probabilità la prima cartiera ad usare l olandese fu quella di Bracciano Pietro Miliani fabrianese se non fu tra i primi ad introdurre un olandese fu certamente colui che ne costruì in proprio il maggior numero Sappiamo per certo che la cartiera Vallemani di Fabriano adottò l olandese nel 1782 84 e che tale macchina fu costruita su progetto del Miliani e sotto la sua direzione Questi il 13 giugno 1780 aveva stipulato con il conte Vallemani un contratto di direzione associazione per la cartiera di quest ultimo opificio che però al momento era affittato ad altri fino al febbraio 1782 Il Miliani subentrò come direttore e socio certamente prima di tale scadenza fra il 1780 ed il 1781 e diede subito il via ad una serie di trasformazioni con piena soddisfazione del conte Abbiamo rintracciato una serie di lettere scritte dal Vallemani al Camerlengo 8 fra il luglio 1782 ed il marzo 1784 per chiedere assegnazioni di stracci la cui mancanza si faceva sentire in misura crescente con conseguente vertiginoso aumento dei prezzi In queste lettere il Vallemani fornisce anche importanti notizie specialmente riguardo l andamento della sua cartiera Così dalla lettera datata 12 luglio 1782 apprendiamo che il nobile fabrianese aveva in costruzione una olandese e che a suo dire la prima entrata in funzione nello Stato Pontificio era stata installata nella cartiera di Bracciano dagli Odescalchi io mi trovo contento delli utili che ho risentito nel primo anno né mi perdo di coraggio in questa mia nova fabbricazione Procuro di soddisfare alla meglio tutte le Commissioni ch anzi entro pochi mesi spero render compiuto l ordegno ad uso d Olanda nello Stato Pontificio fuori di Bracciano non è a mia notizia che vi sia in altra cartiera Con questo nuovo ritrovato si avrà carta migliore dando fuori la pasta più affinata e pulita In una successiva lettera del 29 marzo 1784 si legge Il bisogno di stracci mi si accresce sempre più stando per terminare il molino ad uso d Olanda che ne fa gran consumo ma rende la carta assai più perfetta e spero di soddisfare meglio in avvenire codesti incisori dei Rami che senza commetterne in lontane parti potranno valersi di questa che già l anno sperimentata per buona Ancor più significativo è quanto riportato in un atto redatto dal notaio Costantino Merli dal quale il Vallemani si recò di propria iniziativa il 26 aprile 1785 cioè molto prima della scadenza del contratto con Miliani 9 per dimostrare al Miliani un segno di gratitudine e liberalità per l assistenza da esso Miliani usata nella medesima in occasione della fabrica

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