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  • conf
    alla carta ottime caratteristiche di scrivibilità e elevata durata nel tempo del supporto l aver usato per primi la filigrana a garanzia del luogo di origine e della qualità del foglio prodotto Per questo e per una tradizione secolare Fabriano merita un posto d eccellenza nella storia della carta e della tecnica in generale Ho detto figlia nobile di poveri genitori la carta è senza dubbio nobile non fosse altro perché su di essa ci sono stati tramandati i pensieri le sofferenze i sentimenti dei nostri antenati Poveri genitori perché la carta per oltre sette secoli è stata prodotta partendo da due materie prime veramente povere stracci e acqua Non bisogna però pensare che questi poveri genitori fossero a loro volta facilmente disponibili Non tutti gli stracci erano adatti a produrre buona carta intanto non dovevano essere stracci di lana con la lana non si può fare carta ma di lino o canapa poi dovevano essere di colore chiaro meglio se bianchi perché davano origine a carta bianca la più adatta per scrivere o stampare Quelli detti brunelli e scuri originavano carta di inferiore qualità buona solo per usi diversi soprattutto per involgere merci o quant altro L acqua doveva avere particolari caratteristiche non parlo di quella che doveva muovere i roteggi per le pile a magli ma di quella che doveva portare in sospensione le fibre ricavate dagli stracci e quindi non poteva essere l acqua del dopo pioggia perché la colorazione dovuta al fango avrebbe tinto la carta non poteva essere l acqua fredda di disgelo perché avrebbe originato carta dura poco morbida non poteva essere quella ferma estiva che avrebbe originato pericolose muffe e neppure poteva essere acqua di torrenti o ruscelli che attraversavano terreni carichi di minerali in particolare ossidi di ferro perché questi minerali passati

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  • Conferenza 2000
    chi abbia frequentato Petrucci appena arrivato a Venezia dalle due lettere che presentano la sua prima opera si deduce che si era bene inserito negli ambienti culturali veneziani così come è verosimile che abbia incontrato e frequentato due suoi concittadini Bartolomeo Budrio e Franceco Spinaccino personaggi interessanti per le rispettive attività tipografo il primo maestro di liuto il secondo del quale Petrucci stamperà un opera deve aver quanto meno imparato l arte tipografica o deve essersi dedicato a perfezionare le sue conoscenze Il 25 maggio del 1498 Ottaviano avanzò richiesta alla Serenissima per ottenere il privilegio esclusivo per stampare musica affermando che con molte sue spese et vigilantissima cura ha trovato quello che molti non solo in Italia ma etiam dio de fuora de Italia za longamente indarno hanno investigato che è stampar comodissimamente canto figurado Ed per conseguenza molto più facilmente canto fermo cosa precipue alla Religione Cristiana de grande ornamento et maxime necessaria per tanto el soprascritto supplicante ricorre alla Ill ma Signoria supplicando se degni concederli come a primo inventore che niuno altro nel dominio di V S possi stampare canto figurado né intabuladure de organo e de liuto per anni venti ne anche possi portare ne far portare o vendere dicte cose in le terre e luoghi de Excelsa V S stampade fuora in qualunque altro luogo sotto pena de perdere dicte opere et de pagare ducati X per ciascheduna opera il Consiglio concesse il privilegio con la formula Quod suprascripto supplicanti concedatur prout petit Contro ogni previsione alla concessione non fece seguito alcuna stampa bisognerà attendere fino al 1501 perché veda la luce la prima edizione musicale stampata interamente con caratteri mobili Le ragioni del ritardo potrebbero essere ricercate nella messa a punto del sistema di stampa o forse nella necessità di reperire i finanziamenti necessari per avviare una tipografia propria e per una prima edizione Fatto è che dopo tre anni esatti il 15 maggio 1501 Ottaviano Petrucci edita la sua prima opera l Harmonice musices Odhecaton noto più spesso come Odhecaton cioè cento canti di musica armonica in realtà sono novantasei un volumetto in 4 di forma oblunga 23 x 16 cm con testo a caratteri gotici nitidissimi stampato con un inchiostro nero brillante mantenutosi inalterato nelle pagine pervenuteci a distanza di cinque secoli I caratteri metallici usati non si sa se in piombo o stagno o in loro lega furono certamente incisi da maestri del mestiere non era difficile trovarne allora a Venezia dove i maggiori stampatori davano rilevante importanza ai caratteri usati per le loro opere ricordiamo ancora che all epoca era attiva da oltre un decennio la tipografia di Aldo Manuzio noto per la ricerca posta nella scelta dei caratteri e nell eleganza della pagina stampata È possibile che il Petrucci si sia avvalso dell opera di Francesco Griffo bolognese raffinato incisore dalle mani dedalee padre del corsivo usato per il Virgilio stampato da Manuzio Venezia 1501 e per il Petrarca del Soncino Fano 1503 Petrucci non indicò mai quale

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  • Nuova pagina 0
    argento Allo stesso modo nell editoria vi è una situazione comparabile a quella del modello marchigiano molte piccole case editrici ed alcune poche molto poche si contano sulle dita di una mano che a loro confronto possono definirsi colossi ma che se riportate su scala nazionale tali non sono più Vediamo di analizzare per quanto possibile il settore editoria nelle nostre Marche quante case editrici quanti addetti quanto fatturato Qui casca l asino non esiste da nessuna parte uno studio in grado di rispondere a queste domande quando ho avuto l incarico di preparare questa relazione sapevo che avrei trovato delle difficoltà ma non credevo di dovermi muovere nel vuoto pressoché assoluto il servizio statistico regionale non aveva dati di sorta al massimo poteva farmi avere per e mail i dati della banca dati della Unioncamere La camera di commercio di Ancona mi ha fornito i primi dati su cui lavorare innanzitutto il settore comprende oltre all editoria la stampa e riproduzione di supporti registrati e si articola in tre sottosettori oltre al primo editoria vera e propria vi ne è un secondo stampa e attività dei servizi connessi alla stampa diviso in 5 sottosettori che vanno dalla stampa di giornali alla rilegatura dei libri alla fotoincisione e infine il terzo riproduzione di supporti registrati con tre sottosettori audio video e informatica A noi interessa esaminare il primo l editoria che risulta diviso in cinque sottosettori 1 edizione di libri opuscoli libri di musica ed altre pubblicazioni 2 edizione di giornali 3 edizione di riviste e periodici gli altri due riguardanti i supporti sonori registrati e altre edizioni non hanno rilevanza ai fini della nostra analisi Ebbene vi sono nella nostra regione 70 iscrizioni per il punto 1 editoria vera e propria 21 per l editoria di giornali 47 per le riviste e i periodici per un totale di 138 aziende vi sono poi 61 iscrizioni genericamente ascritte alla voce editoria e che non possono essere ricondotte evidentemente per una più o meno voluta vaghezza da parte dei richiedenti ad uno dei sottosettori sopraindicati il totale passa a 199 Gli addetti sono in tutto 425 rispettivamente 74 112 71 e 168 a occhio e croce un po pochi poco più di due addetti ad azienda l editoria vera e propria 74 addetti darebbe lavoro praticamente al solo editore il dato non è credibile Vi risparmio il dettaglio dei dati provinciali se qualcuno vorrà conoscerli o li illustrerò in sede di replica oppure meglio fornirò fotocopia dei dati in mio possesso Il buio più assoluto per quanto riguarda il fatturato Altra e più attendibile fonte di informazione l Istat che nell anno appena trascorso ha effettuato l ottavo censimento dell industria e dei servizi i cui risultati a oggi non sono pronti con parecchio ritardo sono stati elaborati alcuni pochi dati generali che non sono stati ancora pubblicati forse si spera tutto sarà elaborato e disponibile entro la fine dell anno si può solo far riferimento alle risultanze del censimento intermedio del 1996 probabilmente non sono del tutto attendibili cinque anni sono molti ma forse non vi sono stati grossi cambiamenti spero di potervi dare in una prossima occasione l aggiornamento Vediamoli in dettaglio il settore editoria stampa e riproduzione di supporti registrati è composto da ben 656 aziende con un totale di addetti di 3 189 persone praticamente cinque persone ad azienda il dato è più credibile Il sottosettore editoria censisce 105 aziende per un totale di 336 addetti anche qui siamo in presenza di un dato che può essere considerato realistico la media di tre addetti per azienda è sulla base della mia esperienza molto più attendibile la differenza del numero di industrie fra l Istat e l Unioncamere 94 iscrizioni in più potrebbe trovare una spiegazione nella diversa logica che ha portato alla creazione delle due banche dati Istat fotografa in determinato periodo la situazione reale quante ditte effettivamente in quel periodo operano davvero l Unioncamere invece quante ditte sono iscritte non è in grado di dire se poi concretamente esercitano la loro attività Vi è la possibilità di confrontare i dati anche se per scrupolo l Istat fa presente che le modalità di rilevazione e la conseguente classificazione delle aziende non sono omogenee fra loro con il censimento del 1991 vediamoli 652 aziende 4 per 3 048 addetti 141 nel settore generale 72 aziende 33 praticamente un terzo di più per 324 addetti solo 12 nell editoria al boom delle aziende non è seguita una analoga crescita degli addetti all incirca il 4 non riesco trovare altra spiegazione che l utilizzo sempre più spinto delle tecnologie informatiche Anche in questo caso nulla sappiamo circa il fatturato e non è mancanza da poco Un dato che pure non conosciamo è quello relativo al numero dei titoli stampati ogni anno e le relative tirature è una ovvia conseguenza della ignoranza del fatturato ma in questo caso uno spiraglio l abbiamo il dato empirico della sezione marchigiana della Biblioteca del Consiglio regionale quella che appunto da oltre vent anni dirigo Forse non tutti sanno che il CR ha una biblioteca come peraltro tutte le assemblee legislative dalla Camera al Senato agli altri Consigli regionali e che il regolamento interno ha previsto che provveda a raccogliere tutto quanto si pubblica nelle Marche nella pratica si è aggiunto quanto si pubblica sulle Marche per facilitare questo compito la legge sulle biblioteche ha stabilito che gli EE LL della Regione depositino presso la B del CR copia delle pubblicazioni da loro curate normalmente ciò non avviene abbiamo ovviato cercando di recuperare tutte le notizie di qualsiasi fonte che riguardano la pubblicazione di libri libri che poi provvediamo a richiedere questa negli ultimi anni è divenuta una prassi attenta e consolidata che ha dato ottimi risultati anche se non proprio tutti aderiscono alle nostre richieste per cui possiamo dire che la produzione libraria delle Marche è custodita pressoché interamente presso il CR ebbene uno screening per rilevare la data di pubblicazione dei volumi catalogati

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  • QUALE EDITORIA PER LA REGIONE MA
    Tito Dini di Sant Angelo in Vado che agli inizi del novecento ha diretto la Libreria Editrice Fiorentina editrice delle opere di Don Milani e di La Pira e scusate se è poco ma tutti hanno operato e si sono affermati al fuori delle loro regione unica eccezione i Simboli di Recanati che alla fine dell ottocento hanno esplicato una intensa attività di livello nazionale entrando in contatto anche con Croce e se ne trova traccia nel suo epistolario di questi si sta occupando con un opera di imminente pubblicazione padre Floriano Grimaldi ma la realtà marchigiana era fatta almeno fino a pochi anni fa di una quantità di piccole tipografie locali che avevano anche una minima attività editoriale meramente locale Ora la situazione come si vede è profondamente diversa abbiamo un comparto industriale che sta raggiungendo una sua maturazione e che proprio per questo va sostenuto e aiutato A questo punto la domanda si rovescia non più quale editoria per la regione marche intesa quest ultima come espressione geografica ma QUALE REGIONE PER L EDITORIA MARCHIGIANA La regione in questo caso è intesa come Ente in altre parole che cosa può fare l Ente regione per aiutare e sostenere l editoria marchigiana Alcuni punti fermi il mercato locale non costituisce un background su cui contare unmilione quattrocentomila abitanti distribuiti in duecentocinquanta comuni per lo più piccoli o piccolissimi che esprimono centoventi biblioteche anch esse ovviamente piccole o piccolissime pochissime librerie pure tutte collocate nei comuni della costa non danno certo la garanzia di poter contare su di un consistente numero di copie già vendute in partenza La LR 51 97 Norme a sostegno per l editoria prevede che il Centro per i beni culturali oggi servizi tecnici per la cultura acquisti un certo numero di copie di un qualche titolo ritenuto meritevole i pochi fondi stanziati non sono di fatto che poche briciole un elemosina l ha definita un editore e per giunta viziati dall equivoco di fondo che sto cercando di dissipare secondo cui editoria cultura Vorrei che non ci dimenticassimo che in tempi di crisi economica la cultura è la prima a soffrire gli stanziamenti relativi vengono anno dopo anno drasticamente ridotti e ridimensionati sempre perché definirla una sovrastruttura è veteromarxismo Ritorniamo quindi se mai ce ne eravamo distaccati al punto di partenza l editoria è un industria che per accidens fa anche cultura non tutta la produzione editoriale ha una valenza culturale e come tale va trattata Nessuno si sogna di sostenere ad es l industria delle calzature facendo comprare una certa quantità di scarpe all ente locale Regione provincia o comune che sia ma si fa in modo di offrire servizi e sostegni promozionali che l aiutino a superare il momento di crisi o a fare meglio quello che sta già facendo produrre scarpe appunto I nodi che legano i piccoli editori non solo nelle Marche ma in tutta Italia sono sostanzialmente due la mancata conoscenza da parte del grande pubblico e la grande distribuzione

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  • SEGNO ALFABETO SCRITTURE LINGUAGGI
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  • Liberamente
    2 Index 3 Index 4 Index 5 Index 6 Index 7 Index 8 of 8 Liberamente Index 1 Index 2 Index 3 Index 4 Index 5 Index 6 Index 7

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  • Documento senza titolo
    FRANK O GEHRY FERNANDO E HUMBERTO CAMPANA MARCO CAPELINI CATERINA CREPAX MARCO GIUNTA OLIVIER LEBLOIS NUCLEO STANGE DESIGN JANOS TERBE COLLEZIONE ARBOSLUCE LUCIA PIETRONI E SVEVA BARBERA YOUNG DESIGN COLLECTION

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  • 30 anni di grafica nella Regione Marche di Stefano Gregori
    Index 1 Index 2 Index 3 Index 4 of 4 30 anni di grafica nella Regione Marche di Stefano Gregori

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