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  • Imprese, il primo nemico è la burocrazia - ClaudiaPorchietto.it
    entri nel tunnel non sai come e se ne esci tagliano corto dalla Confartigianato Cominciamo dagli adempimenti fiscali Secondo l indagine Banca Mondiale Doing Business 2012 le aziende italiane impiegano 285 ore l anno pari a 36 giorni lavorativi per sbrigare tutte le procedure necessarie al pagamento di tasse e contributi Un vero record maggiore del 46 rispetto al valore medio dei Paesi Ocse 195 ore Addirittura del 75 rispetto ai Paesi Ue Un extra tempo che produce costi aggiuntivi alle imprese per 2 6 miliardi l anno ed è figlio di un numero maggiore di procedure per assolvere gli obblighi fiscali in Italia ne servono 15 contro una media Ue di 10 Persino i Paesi Brics Brasile Russia India Cina Sud Africa con 13 fanno più svelti del Belpaese Discorso un po diverso per gli adempimenti burocratici Sempre per Doing Business avviare un attività economica in Italia nel settore industriale o commerciale aprire una Srl con sede a Roma e un capitale iniziale pari a 10 volte il reddito pro capite è mediamente facile Nel dettaglio in Italia servono 6 procedure passaggi tra i fondatori della società e i soggetti esterni autorizzativi agenzie governative avvocati notai revisori dei conti etc Un numero di poco superiore alla media Ocse 5 ma meglio di Paesi deregolati come Usa e Regno Unito 6 o efficienti come la Germania 9 Rispetto all area Brics poi siamo a più della metà 11 Oltre che facile è anche veloce Sulla carta servono appena 6 giorni nei Paesi competitor di Eurolandia e area Ocse ce ne vogliono il doppio rispettivamente 13 e 12 giorni Addirittura in Germania 15 Il punto però è che le procedure sono snelle ma l avviamento servizi legali o professionali spese notarili bolli e acquisto dei libri contabili è eccessivamente costoso in

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  • Il federalismo funziona se responsabile - ClaudiaPorchietto.it
    solidaristi che però preferiscono presentarsi come paladini di un altro tipo di solidarietà E poi ci sono quelli che in cuor loro detestano la meritocrazia ma preferiscono dire che il merito si misura in un altro modo In tutti questi casi quel che succede è che le parole non aderiscono più alle cose diventano dei passepartout che ognuno usa a modo proprio In questo senso la storia della parola federalismo è esemplare C è stato un momento intorno alla prima metà degli Anni 90 in cui la parola federalismo è diventata politicamente redditizia e da allora sono diventati tutti federalisti se non sbaglio qualcosa del genere sta succedendo ora con la parola liberale E stata una disgrazia perché questa sorta di completa liberalizzazione del significato della parola ha reso il dibattuto politico estremamente confuso facendo perdere di vista la sostanza del problema E persino la Lega Nord che del federalismo è stata la principale sostenitrice ha finito per difendere almeno tre versioni di esso radicalmente diverse l una dall altra rendendo ancora più confuso un dibattito che già per conto suo non brillava per l uso di idee chiare e distinte Andiamo allora al succo del problema Se per federalismo si intende quello che è stato sperimentato dal 2001 a oggi prima con la riforma voluta dal centrosinistra poi con la riforma voluta da quasi tutti Lega Pdl e Pd non si può che aderire in pieno ai dubbi sollevati da Franco Bruni Ma non perché quel federalismo non ha funzionato bensì perché non poteva funzionare Quel federalismo aveva anzi ha è tuttora in vigore tre difetti capitali un ruolo esorbitante della mediazione politica tempi di attuazione lunghissimi 2020 pochissima responsabilità fiscale dei territori E ingenuo pensare che i cittadini controllino se i politici possono coccolarli spendendo e persino riceverne la solidarietà quando vanno a Roma per esigere maggiori trasferimenti I cittadini di Palermo e di Catania i cui debiti sono stati ripianati dal governo centrale si sarebbero accorti facilmente delle spese pazze dei loro governanti se la legge avesse obbligato gli amministratori che hanno fatto quei debiti a ripagarli con risorse dei territori in cui quei soldi sono stati spesi ovvero vendendo beni pubblici e aumentando le tasse E il discorso sia ben chiaro non vale solo per le più dissennate amministrazioni del Mezzogiorno ma anche per diverse amministrazioni del Centro Nord Compresa quella di Torino che è uno dei Comuni più indebitati d Italia solo se le amministrazioni locali fossero state obbligate a finanziare quei progetti con risorse di Torino noi cittadini avremmo avuto effettivamente l opportunità di esprimerci scegliendo fra rinunciare alle opere e al loro indotto o pagarle con i nostri soldi e i beni pubblici della nostra città Facendo debito la politica risolve un suo problema e ne crea uno a noi non deve chiedere il permesso di spendere agli elettori di oggi e sposta il fardello sulle generazioni future Quindi tornando al problema federalismosì federalismo no il nodo è molto chiaro solo se è

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  • Più di un giovane su tre non fa il lavoro che voleva - ClaudiaPorchietto.it
    impiego ci si mette più di due anni 25 5 mesi per la precisione In Germania ne bastano 18 In Danimarca 14 6 nel Regno Unito 19 4 Solo in Spagna stanno peggio di noi con un attesa media di quasi tre anni 34 6 mesi Stesso trend anche se si calcola il tempo medio prima di trovare un lavoro a tempo indeterminato In Italia ci vogliono quasi quattro anni 44 8 mesi In Danimarca solo 21 3 mesi ma lì non c è l articolo 18 ora attenuato dopo la riforma Fornero e le aziende possono licenziare facilmente In Germania per un lavoro stabile si attendono in media 33 8 mesi nel Regno Unito tre anni I giovani che hanno appena completato gli studi osservano i ricercatori se restano per un periodo lungo in condizione di inattività tendono a registrare un deterioramento del loro capitale umano Inoltre la ricerca di un posto può portare alcuni ad accettare lavori per i quali sono richiesti requisiti inferiori rispetto al percorso scolastico seguito è il fenomeno dell over education Un lavoratore su quattro fuori posto Ora è difficile in astratto sostenere che in Italia vi sia un problema di sovraistruzione visto che nelle classifiche internazionali il nostro Paese si segnala per i bassi livelli di laureati e diplomati Ma se si guarda a quelle che sono le richieste del nostro sistema produttivo le cose cambiano Sottolinea il rapporto Cnel che per circa un quarto degli occupati tra i 15 e i 64 anni 5 2 milioni di persone si registra nel 2011 una mancata corrispondenza tra il titolo di studio conseguito e la professione esercitata Un fenomeno che riguarda meno i lavoratori anziani e più quelli giovani che sono più istruiti Il 35 2 degli occupati con meno di 35 anni è impiegato in lavori che richiedono una qualifica più bassa rispetto a quella posseduta mentre tale percentuale scende al 12 6 per gli occupati dai 55 anni in su Il fenomeno assume inoltre la maggiore intensità tra le giovani laureate che in quasi metà dei casi risultano sottoinquadrate E tra i diplomati dei 5 2 milioni di occupati male utilizzati quasi tre quarti possiedono il diploma e il resto la laurea Infine nel Mezzogiorno il rischio di sottoinquadramento è maggiore per chi ha un diploma rispetto al Nord industriale mentre per i laureati del Sud il pericolo non è solo quello di non trovare un lavoro adeguato ma di non trovarlo affatto In questo quadro non stupisce una certa ripresa dell emigrazione in particolare intellettuale il cosiddetto brain drain Siamo sempre più un economia che perde lavoratori qualificati ed attrae dall estero lavoratori con qualifiche basse esattamente il contrario di quanto stanno facendo i nostri maggiori concorrenti La fuga dei cervelli Il sistema delle piccole imprese che domina l economia italiana non riesce a creare sufficiente numero di posti di lavoro qualificati per cui da un lato ci si trova a importare manodopera non qualificata dall estero mentre dall altro si

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  • Portiamo l'Europa nelle periferie o vincerà la paura dell'altro - ClaudiaPorchietto.it
    il lavoro ignorando che noi esportiamo i nostri prodotti dappertutto Non è una reazione solo olandese la vediamo in Francia Germania Grecia e altrove L idea dell Olanda come società aperta non corrisponde più alla realtà È vero che Wilders e il suo partito di destra non hanno sfondato che probabilmente al fondo rimane un legame europeo Ma non c è dubbio che la maggioranza sia ostile a Bruxelles alla sua burocrazia all eccesso di regole che toglie spazio alla politica nazionale Ma secondo lei la paura degli immigrati ha basi reali In fondo Wilders ha successo dove c è meno immigrazione Ha ragione Gran parte della paura è una costruzione mentale Ma c è il tema generale dell identità Questa gente si chiede cosa ci rende olandesi In una città come Amsterdam la maggioranza dei giovani sotto 18 anni sono figli di immigrati extracomunitari Così pensano che l Olanda stia assumendo un altro colore un altro accento un altro vocabolario E ciò suscita paura estraniamento il panettiere è turco il macellaio marocchino il verduraio egiziano La gente delle periferie la parte più debole e meno istruita della società diventa reazionaria e si rivolge a Wilders o al maoista Roemer Qual è il posto dell Olanda in Europa Shell e Unilever sono compagnie olandesi Abbiamo bisogno dell Europa per competere nel mondo Solo questo vi unisce e ci unisce No Beethoven non è tedesco è europeo Palladio non è italiano è europeo Proust non è francese è europeo L arte e la cultura sono il nostro patrimonio comune in primo luogo Ma anche lo stupido euro ci unisce Perché lo definisce stupido Perché da quando siamo nella moneta unica i prezzi sono raddoppiati la vita è più cara Nondimeno è la nostra moneta Certo E dobbiamo tenercela Ma tornando a

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  • Dagli Usa all’Ue, le ricette anti-crisi - ClaudiaPorchietto.it
    generazione ha detto Obama ai suoi giovedì notte Non solo tra due candidati o tra due partiti ma tra due vie diverse per l America Il bivio è chiaro I repubblicani almeno in questa fase in cui l ala destra del partito ha molto peso credono che il benessere nazionale possa essere raggiunto solo quando il governo si toglie di mezzo lasciando ai mercati e alle imprese strada libera per crescere Meno regole meno tasse meno spesa Paul Ryan il vice Romney con la faccia da ragazzino ma l ideologia di ferro l ha spiegato anche meglio del suo capo La scelta è tra frenare la crescita economica o frenare la crescita del governo Noi scegliamo la seconda opzione I democratici scherniscono questa trickle down economics in cui le ricchezze degli strati alti della società gocciolano giù verso le classi mediobasse Non è per loro una politica economica in cui il governo abdica alle sue responsabilità di redistribuzione del reddito attraverso le imposte Bill Clinton in un discorso d autore ha ricordato ai fedeli di Charlotte che nella storia degli Stati Uniti i presidenti democratici hanno creato milioni di posti di lavoro in più dei loro rivali repubblicani È aritmetica ha urlato due o tre volte con quel sorriso da seduttore per cui è famoso e famigerato Il divario tra i due partiti statunitensi in materie economiche non è solo retorica da campagna elettorale basta guardare ai numeri Obama ha promesso che se vincerà la spesa pubblica ammonterà al 22 5 del Pil in media nei prossimi dieci anni Romney parla del 20 La differenza sembra piccola ma è più o meno di 6 mila miliardi di dollari che potrebbero cambiare completamente parti fondamentali dell economia Usa come il sistema educativo la sanità e le imposte Altro che ideologia nel segreto dell urna gli elettori americani decideranno la direzione dell economia più grande del pianeta Sull altra sponda dell oceano e se non si sa quanto sia profondo i dubbi amletici degli americani sul ruolo del governo non ci sono Il consenso di imprenditori economisti e banchieri che hanno sorseggiato caffè e inforchettato pasta al summit Ambrosetti di Cernobbio in questo weekend è che Draghi e la banca centrale europea hanno ormai fatto tutto il possibile Ora spetta ai governi intervenire per preservare la moneta unica e risollevare il continente dal baratro della recessione Alcuni come il profeta del pessimismo Nouriel Roubini vogliono che i governi intervengano in maniera decisiva per delegare ancora più poteri ad organismi sovrannazionali Per lui la via d uscita dalla crisi passa per un unione fiscale bancaria economica e per maggiore integrazione politica Altri come l ex primo ministro spagnolo José María Aznar sono completamente contrari a questa utopia federalistica per via delle profonde differenze culturali storiche e di sviluppo tra Stati europei Ma anche chi è contro gli Stati Uniti d Europa vuole l intervento dei governi in questo momento difficile per la storia del continente I Paesi membri devono agire si sente dire

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  • Politici astratti e premoderni a lezione di concretezza da Marx - ClaudiaPorchietto.it
    primaria della Politica demonizzando contemporaneamente l Individuo come egoista e produttore di ingiustizia e di sopraffazione ha deresponsabilizzato gli italiani e caricato sullo Stato trasformato in buon padre il compito di provvedere anche a bisogni cui il cittadino dovrebbe provvedere da solo L assegnazione alla sfera pubblica oltre tutto mal definita in un Paese formalmente di democrazia liberale capitalista e di mercato e sostanzialmente di cultura politica statalista e dirigista di un compito provvidenzialista ha disamorato gli italiani per le libertà Ma l esercizio delle libertà implica anche una forte componente di responsabilità personale e un certo gusto della sfida del rischio peculiarità queste delle popolazioni dei Paesi di democrazia liberale e di regime capitalista e di mercato avanzati che gli italiani mostrano volentieri di non avere Fra libertà sfida rischio responsabilità e sicurezza molti italiani non scelgono l equazione liberale abdicando alla responsabilità personale diffidando del rischio e scegliendo la sicurezza garantita dalla Stato ma propendono più che per le libertà per i divieti a esercitarle nell ingiustificato timore che ne approfitti qualcuno ai loro danni Il paternalismo pubblico è l anticamera dei totalitarismi fra i quali si distingue per astuzia della Ragione ideologica il dispotismo burocratico amministrativo del quale finiamo con essere vittime tutti compresi coloro i quali vi si affidano Accusare perciò l uomo della strada di poco amore per le libertà è in fondo fargli torto Egli è piuttosto la proiezione se non la vittima di una cultura politica fondamentalmente pre moderna nell accezione storicista prima ancora che illiberale in quella politica che la scuola i media i partiti hanno diffuso a piene mani dalla caduta del fascismo C è un gap culturale fra l Italia e l Occidente cui appartiene dal dopoguerra che perpetua i vizi autoritari del fascismo sconfitto e alimenta quelli tendenzialmente totalitari

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  • Dalla seconda Italia una domanda di fiducia - ClaudiaPorchietto.it
    fare e costruire di qui a due tre cinque anni Progetti di vita che sfumano non solo per le condizioni individuali ma anche perché c è la sensazione che a mancare sia un progetto veramente nuovo di Paese che non può reggersi solo su obbligazioni e tassi d interesse ma su scuola ricerca servizi cultura Un Paese che ambisce a migliorarsi ha bisogno di farlo su tutti i fronti economico sociale culturale perché solo così è in grado di coinvolgere e motivare tutti i cittadini lungo il percorso di cambiamento e crescita E invece per il momento la svolta sociale e culturale del Paese il ridisegno profondo del suo futuro stentano a vedersi Non perché in questo governo non ci siano personalità in grado di delineare le linee guida e le azioni necessarie per un tale ridisegno anzi Ma perché alla fine l orizzonte temporale e la forza politica di questo governo sono troppo limitati per poter dare solidità e sbocchi a tali buone intenzioni E evidente ormai che questo governo riesce a compattare i partiti che lo sostengono solo sulle emergenze macroeconomiche ed internazionali più impellenti quelle che i partiti non erano e non sono in grado di affrontare da soli Ma su tutto il resto scuola università merito accesso al mondo lavoro liberalizzazione delle professioni e di altri settori dell economia ogni tentativo del governo ha subito il fuoco amico e nemico di quasi tutti i partiti politici lasciando sul campo brandelli di annunci e retromarce che altro non fanno che aumentare la confusione dei cittadini Ma quello che forse scoraggia più di ogni altra cosa non è tanto la consapevolezza dei limiti dell attuale governo da cui in fondo molti non si aspettavano più di una gestione dell emergenza nei pochi mesi disponibili ma la totale assenza

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  • Come nel 1994 lo scontro sarà tra vecchi e nuovi - ClaudiaPorchietto.it
    al partito più grande molti più seggi di quanti ne merita in base al voto e con la soglia di sbarramento al 5 toglie molti seggi ai partiti più piccoli Numero delle liste saranno tantissime come sempre ma quelle vere ossia con ragionevoli chances di superare il 5 dei consensi saranno solo 7 Quali liste qui viene il bello Secondo me lo schema delle prossime elezioni sarà un 4 3 fricioletti pescetti fritti come il mio maestro Luciano Gallino chiamava i libri che una biblioteca seria non dovrebbe mai ordinare perché costano e durano poco Ci saranno quattro formazioni che se non sbagliano clamorosamente strategia e se non sono cannibalizzate dalle liste di disturbo possono aspirare a un risultato non lontano dal 20 Due di esse Pdl e Pd sono vecchie ma si presenteranno con sigle più o meno rinnovate il Pdl con un nome e un simbolo nuovi il Pd con qualche segno che indichi l annessione di Sel e di Vendola al super partito della sinistra Le altre due liste sono nuove di zecca e sono il movimento di Grillo Cinque Stelle e quello nascente di Montezemolo Italia Futura più o meno ibridato con movimenti di ispirazione simile Ci saranno poi tre formazioni che possono aspirare a qualcosa più del 5 e cioè l Udc l Italia dei Valori e la Lega anch esse più o meno riverniciate e restaurate per non sembrare troppo vecchie E infine i fricioletti almeno 20 liste e listarelle alcune di nobili tradizioni altre inventate per l occasione implacabilmente destinate a restare sotto il 5 quando non sotto l 1 Quel che è interessante però è il tipo di competizione politica che si prepara Potrò sbagliare ma a mio parere quel che sta accadendo nell elettorato italiano è molto simile a quel che accadde venti anni fa nel periodo di sbriciolamento non solo delle istituzioni ma anche delle strutture mentali della prima Repubblica Fra il 1992 e il 1994 diminuì drasticamente la quota di italiani che ragionavano prevalentemente in termini di destra e sinistra e aumentò sensibilmente la quota di quanti ragionavano in termini di vecchio e nuovo Ci fu un momento anzi in cui questo gruppo risultò più numeroso del primo Oggi sta succedendo qualcosa di molto simile Gli elettori che andranno al voto si divideranno innanzitutto fra chi è ancora disposto a scegliere una forza politica tradizionale e chi invece preferisce puntare su una forza nuova I primi i vecchisti potranno comodamente ragionare in termini di destra e sinistra scegliendo una fra le tre opzioni disponibili Pdl Udc Pd i tre partiti che hanno sostenuto il governo Monti I secondi i nuovisti dovranno invece abituarsi a ragionare in termini molto diversi perché l offerta politica delle due principali liste nuove è molto più polarizzata da una parte c è l anticapitalismo anti euro e antiEuropa di Grillo dall altra c è il turbo liberalismo di Italia Futura e dei gruppi ad essa vicini come Fermare il declino di Oscar Giannino Qui

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