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  • D.O.P. Val di Mazara - The production of oil in the World
    In Toscana si prevede una produzione sostanzialmente analoga a quella dell anno precedente 175mila quintali circa sebbene le situazioni delle singole province risultino piuttosto differenziate Si segnalano infatti forti riduzioni ad Arezzo Grosseto 30 Lucca e Pistoia a fronte di consistenti aumenti nelle province di Firenze 20 Pisa Prato e Livorno 25 Contenuta invece la crescita nel Senese Le gelate primaverili che hanno colpito il sud della regione e la persistente siccità hanno creato frequenti danni tanto da annullare la previsione di una crescita produttiva che avrebbe dovuto caratterizzare una normale annata di carica Ottima la situazione invece sul fronte fitosanitario non si segnalano infatti attacchi particolari di mosca o di altri agenti patogeni Piuttosto differenziato a livello provinciale anche il quadro produttivo dalla Basilicata A un aumento della produzione in provincia di Matera si contrappone infatti il calo produttivo segnalato nel Potentino Complessivamente la regione con 140 mila quintali di olio di pressione dovrebbe aumentare la produzione del 22 rispetto alla passata campagna Il diverso risultato ottenuto dalle due aree produttive è legato essenzialmente alla diversa capacità dei terreni di trattenere l umidità caratteristica determinante in un annata siccitosa come quella attuale Sul fronte varietale invece hanno resistito meglio al caldo arido la Coratina la Frantoiana e il Leccino Scarsa invece la produzione di Maiatica e Ogliarola In Abruzzo l assenza di precipitazioni ha pesantemente condizionato la produzione sia in provincia di Chieti che di Pescara le più rappresentative del panorama olivicolo regionale Anche in questa regione il forte caldo ha anticipato il periodo della raccolta delle olive ma ha provocato soprattutto in provincia di Chieti preoccupanti fenomeni di cascola già a partire da agosto Le piogge di ottobre sono risultate tardive per trarre in salvo una stagione ormai compromessa Si stima per l Abruzzo una produzione oleicola di 124mila quintali 34 che rappresenta il peggior risultato degli ultimi cinque anni Annata da dimenticare anche per gli oliveti dell Umbria che hanno accusato le gelate primaverili della settimana di Pasqua I danni sono stati notevoli anche perché il caldo delle settimane precedenti aveva anticipato il normale periodo di gemmazione A una scarsa fioritura ha fatto seguito una deludente allegagione Per l Umbria nel complesso si stima una produzione inferiore ai 100mila quintali con una riduzione del 40 rispetto al dato produttivo dello scorso anno La qualità dell olio si presenta comunque su livelli ottimali nonostante alcuni attacchi di occhio di pavone registrati soprattutto nella zona del lago Trasimeno e la presenza comunque limitata di mosca dell olivo Proseguendo nella mappa regionale è in aumento la produzione della Sardegna valutata intorno ai 90mila quintali con un 20 rispetto alla campagna precedente quando l annata di scarica unitamente alla siccità avevano pesantemente ridimensionato la produzione dell Isola La siccità ha comunque compromesso la grande carica attesa per quest anno Anche per la Sardegna si profila un quadro piuttosto articolato nell ambito delle diverse province dovuto sia alla natura dei terreni che alle varietà utilizzate La Bosana Sassari e Nuoro infatti è risultata più produttiva rispetto alla Tonda di Cagliari Differenze si evidenziano chiaramente anche tra le province Infatti a Nord dell Isola Nuoro e Sassari le produzioni sono risultate in crescita rispetto allo scorso anno mentre Cagliari e Oristano hanno subìto una flessione Sul piano qualitativo si profila nel complesso una buona produzione Incrementi nelf rattempo sono attesi anche nelle Marche Per questa regione Ismea Unaprol stimano circa 37mila quintali di olio di pressione il 18 in più rispetto alla campagna 2000 2001 Qui le gelate primaverili hanno provocato danni inferiori rispetto alla vicina Umbria senza compromettere la fioritura Buona anche l allegagione Il caldo estivo ha invece impedito alle drupe di svilupparsi in maniera corretta e ha favorito anche consistenti attacchi di mosca Buona invece la situazione climatica in fase di invaiatura che è risultata in anticipo rispetto alla norma Di segno opposto invece la variazione in Molise dove con meno di 30mila quintali si registra una riduzione del 25 rispetto alla scorsa campagna già di scarica produttiva Anche qui per il secondo anno consecutivo è stata la siccità la vera protagonista della campagna Buone notizie invece sul fronte della qualità grazie anche all assenza di probelmi fitosanitari I 35mila quintali di olio di pressione della Liguria sono invece la conseguenza della naturale annata di scarica della regione che presenta sempre un alternanza produttiva in controtendenza rispetto all andamento nazionale Che la campagna 2001 2002 non fosse delle migliori lo si era già capito dalla fioritura mediocre compromessa parzialmente da un andamento meteorologico bizzarro che ha alternato freddi brevi ed intensi a temperature alte con clima siccitoso Attacchi di mosca hanno poi colpito gli oliveti sia durante l ingrossamento delle drupe che nel corso dell invaiatura In Veneto seconda regione produttrice del Nord Italia si prevede una produzione di oltre 11mila quintali 13 rispetto alla campagna scorsa Le condizioni climatiche non sono apparse particolarmente sfavorevoli permettendo un buon decorso in tutte le fasi vegetative degli oliveti Ottime le previsioni sulla qualità dell olio Campagna positiva anche per la Lombardia con una produzione che dovrebbe attestarsi appena al di sotto dei 7 000 quintali 50 rispetto al 2000 A conferma del crescente interesse anche nelle regioni settentrionali a minore vocazione oleicola si segnalano incrementi del 40 in Emilia Romagna e del 10 in Trentino Alto Adige mentre in Friuli Venezia Giulia grazie ai nuovi impianti della provincia di Udine i volumi produttivi risultano quasi raddoppiati sfiorando quota 8mila quintali Fonte Elaborazione Unaprol e Ismea Sul fronte dei prezzi va segnalata la positiva ripresa del mercato alla produzione dopo un prolungato periodo di ribasso che aveva alimentato un clima di tensione e malcontento tra i produttori nazionali costretti a subire la presione competitiva della offerta di prodotto estero a prezzi più convenienti La tendenza al ribasso delle ultime campagne ha toccato livelli minimi nel febbraio 2001 e a partire del mese di marzo si è avviata una ripresa inizialmente lieve e poi più accentuata con l arrivo della nuova campagna Il prezzo medio per l olio extra vergine in Italia a marzo 2002 era già aumentato del30 rispetto a quello dello stesso periodo dell anno precedente Fonte Elaborazione Unaprol su dati ISMEA I CONSUMI I consumi mondiali per la campagna 2001 02 sono stimati in poco più di due milioni e mezzo di tonnellate con un lieve calo rispetto ai consumi della campagna 2000 01 dovuto alla contrazione dell offerta mondiale Con un ritmo di crescita dell ordine del 3 8 all anno negli ultimi dieci anni i consumi mondiali confermano un trend sensibilmente più dinamico delle produzioni 2 annuo con punte di crescita molto alte soprattutto nei paesi lontani dal bacino mediterraneo Il consumo medio annuo di olio di oliva nel nostro paese negli ultimi dieci anni è stato di poco inferiore alle 700 mila tonnellate con una crescita dell 1 6 all anno Il deficit rispetto alla disponibilità interna di prodotto è ormai strutturale e mediamente vale circa 150 mila tonnellate di prodotto La Spagna che continua a svolgere sempre più marcatamente il ruolo di esportatore netto anche soprattutto in considerazione della sua politica di espansione della produzione ha fatto registrare una consistente crescita dei consumi interni che sono aumentati dagli inizi degli anni 90 di ben 170 mila tonnellate La Grecia anch essa con una netta propensione all export e con un offerta tra le più ricche di oli vergini di qualità ha aumentato i propri consumi interni nella misura di un 30 rispetto ai primi anni 90 Tra il gruppo dei paesi con tradizioni di consumo consolidate che hanno fatto registrare incrementi significativi dei consumi negli ultimi anni va segnalata anche la Siria Tabella 4 Consumi di olio di oliva nei paesi tradizionali Principali paesi produttori consumatori 000 ton 92 93 93 94 94 95 95 96 96 97 97 98 98 99 99 00 00 01 1 01 02 2 Tasso 3 ITALIA 641 692 675 653 675 698 705 714 729 0 730 0 1 6 SPAGNA 421 421 420 352 470 550 500 535 550 0 550 0 3 4 GRECIA 197 196 210 230 240 240 245 245 265 0 265 0 3 8 PORTOGALLO 50 59 58 58 62 70 67 62 67 0 68 5 3 8 TUNISIA 60 56 46 35 70 52 49 60 60 0 40 0 0 0 TURCHIA 50 54 55 63 75 86 97 58 59 5 55 0 2 2 SIRIA 67 69 78 78 85 95 88 90 110 0 102 0 6 4 MAROCCO 40 46 43 25 50 55 55 50 45 0 47 0 1 5 ALTRI PAESI 377 401 406 399 511 535 579 607 7 683 686 7 7 MONDO 1 903 1 993 1 991 1 893 2 239 2 380 2 385 2 422 2 569 2 543 3 8 1 dati provvisori 2 dati previsionali 3 Tasso di variazione media composta annua dal 1993 al 2001 Fonte Elaborazione su dati COI Decisamente più promettente la crescita dei consumi tra il gruppo dei paesi nuovi consumatori I tassi di crescita in questo caso dato i bassi livelli assoluti superano frequentemente il 10 annuo come nel caso del Giappone 24 della Regno Unito 16 e della Germania 17 Si tratta nella totalità dei casi di paesi nei quali l olio di oliva sconta la mancanza di tradizioni di consumo e parte da un rapporto di prezzo con i succedanei in sensibile svantaggio Le potenzialità di crescita sono in genere molto elevate se misurate in termini di consumi procapite di grassi vegetali in quanto la quota di olio di oliva rispetto agli altri grassi non supera quasi mai il 4 5 del totale ma l effetto convenienza costituisce una barriera alla crescita molto forte che solo una costante e massiccia campagna promozionale anche solo di informazione nutrizionale e di educazione di base all impiego del prodotto può attenuare e solo in parte Tabella 5 Consumi di olio di oliva nei nuovi paesi consumatori 92 93 93 94 94 95 95 96 96 97 97 98 98 99 99 00 00 01 1 01 02 2 Tasso 3 FRANCIA 44 44 42 49 59 76 79 79 87 5 90 9 0 REGNO UNITO 12 17 17 15 25 26 28 39 39 0 39 15 9 GERM FED 11 13 17 16 16 24 25 32 37 0 37 17 1 USA 104 116 116 101 131 143 158 160 192 5 193 8 0 CANADA 13 12 15 14 19 18 20 20 25 5 26 8 8 AUSTRALIA 16 17 19 17 22 18 25 24 31 0 31 8 6 GIAPPONE 5 7 9 17 26 34 30 28 29 0 29 24 6 BRASILE 11 12 12 9 22 30 32 0 24 32 32 14 3 ALTRI PAESI 1 688 1 757 1 745 1 656 1 920 2 014 1 990 2 017 2 095 2 067 2 7 MONDO 1 903 1 993 1 991 1 893 2 239 2 380 2 385 2 422 2 569 2 543 3 8 1 dati provvisori 2 dati previsionali 3 Tasso di variazione media composta annua dal 1993 al 2001 Fonte Elaborazione su dati COI Significativa continua a mantenersi la crescita dei consumi di olio di oliva negli Usa ormai abbondantemente superiore al livello medio delle importazioni italiane Oltre 190 000 tonnellate è la previsione di consumo della campagna 2001 02 stimate su una crescita tendenziale del 8 all anno degli ultimi 10 anni Stante alle previsioni effettuate dal COI il consumo di olio di oliva negli Stati Uniti d America dovrebbe superare le 200 mila tonnellate entro il 2005 L espansione dei consumi nei paesi non tradizionali appare molto più nettamente se andiamo ad analizzare la variazione degli indici di concentrazione dei primi 8 paesi produttori e consumatori Cr8 nel lungo periodo Il peso dei primi 8 paesi produttori sul totale della produzione mondiale è rimasto invariato nell arco degli ultimi 40 anni Per contro malgrado il loro consumi siano in forte ascesa il loro peso sul consumo totale è in diminuzione essendo passato dal 93 dei primi anni 60 al 81 degli ultimi anni Tabella 6 Indici di concentrazione 1961 64 1971 74 1981 84 1991 94 1997 00 Cr8 Produttori 95 95 95 94 95 Cr8 Consumatori 93 91 80 80 81 Primi 8 produttori 1 163 1 359 1 535 1 806 2 307 Primi 8 consumatori 1 071 1 237 1 426 1 508 1 975 Fonte elaborazione UNAPROL su dati COI in migliaia di tonnellate Dall analisi della struttura delle importazioni di alcuni tra i paesi che hanno fatto registrare un forte interesse nel consumo di olio di oliva si evidenzia un costante e deciso spostamento dei consumi verso le categorie di olio di più elevata qualità È il caso degli Usa del Canada e del Giappone dove tra il 1998 e il 2000 si osserva il sorpasso delle importazioni di oli extravergini rispeto agli altri due Fonte Elaborazione Unaprol su dati COI Fonte Elaborazione Unaprol su dati COI Fonte Elaborazione Unaprol su dati COI 1 GLI SCAMBI La bilancia commerciale degli oli di oliva ha chiuso in negativo la campagna 2000 01 per ben 130 milioni di euro In particolare per gli oli raffinati la bilancia segna un attivo di 165 milioni di euro mentre per gli oli lampanti notoriamente acquistati all estero la bilancia segna un passivo di 185 milioni Il disavanzo nel segmento dei vergini pur avendo superato le 160 mila tonnellate si è mantenuto relativamente contenuto in termini di valore 135 milioni di euro a testimonianza di un efficiente capacità di valorizzazione degli oli di qualità sui mercati esteri Tabella 7 Bilancia commerciale oli di oliva campagna 2000 01 volumi in tonnellate e valori in migliaia di euro Bilancia commerciale degli oli vegetali campagna 2000 2001 Importazioni Esportazioni Saldo Volume Valore Volume Valore Volume Valore t var migliaia var t var migliaia var t migliaia Olio di oliva vergine extra 341 465 31 6 643 647 23 2 178 104 13 6 508 623 4 1 163 361 135 024 Olio di oliva raffinato 37 669 73 5 65 103 56 7 95 558 4 4 230 294 16 2 57 889 165 191 Olio di oliva lampante 117 815 4 3 189 650 6 2 2 019 26 6 4 490 7 2 115 796 185 160 Totale olio di oliva 496 949 26 1 898 400 17 2 275 681 6 7 743 407 3 1 221 268 154 993 Olio di sansa di olio greggio 16 792 15 0 12 091 10 5 2 387 24 5 1 556 28 8 14 405 10 535 Olio di sansa di olio raffinato 3 975 172 1 3 896 107 9 26 841 12 1 38 606 10 1 22 866 34 710 Totale olio di sansa 20 767 2 1 15 987 4 0 29 228 13 3 40 162 11 1 8 461 24 175 Totale olio di oliva e di sansa 517 716 24 6 914 387 17 0 304 909 4 4 783 569 3 6 212 807 130 818 Fonte Elaborazione Unaprol su dati Ismea e Istat Le importazioni Le importazioni di oli vergini nella campagna 2000 01 sono provenute principalmente dalla Spagna 57 e in misura inferiore dalla Grecia 31 e hanno generato nel complesso un esborso di 640 milioni di euro Il prodotto greco le cui caratteristiche chimiche e organolettiche sono in genere le più richieste dai confezionatori italiani è stato quello più costoso Tabella 8 IMPORTAZIONI ITALIANE DI OLI VERGINI volumi in tonnellate e valori in migliaia di euro Importazioni italiane di oli vergini Quantità ton var Valore migliaia var Lt 2000 01 1999 00 2000 01 1999 00 2000 01 Grecia 107 482 30 2 218 917 26 8 2 23 Spagna 196 365 46 2 357 173 33 9 1 99 Altri UE 3 773 7 852 2 27 Totale UE 307 620 40 1 583 942 31 0 2 07 Turchia 9 579 516 6 16 422 502 3 1 87 Tunisia 23 889 35 9 42 168 42 1 1 93 Altri Paesi terzi 377 1 115 3 23 Totale Paesi terzi 33 845 15 4 59 705 22 4 1 92 Totale Paesi 341 465 31 6 643 647 23 2 2 05 Fonte Elaborazione Unaprol su dati Ismea e Istat Ad eccezione della Tunisia si è importato di più della campagna precedente e da tutti i paesi Tabella 9 IMPORTAZIONI ITALIANE DI OLI DI OLIVA RAFFINATI volumi in tonnellate e valori in migliaia di euro Importazioni italiane di oli raffinati Quantità ton var Valore migliaia var Lt 2000 01 1999 00 2000 01 1999 00 2000 01 Grecia 284 65 4 602 4 9 2 31 Spagna 20 413 68 5 36 525 60 5 1 95 Altri UE 322 366 1 24 Totale UE 21 019 62 0 37 493 60 1 1 94 Turchia 12 872 148 8 20 762 92 1 1 76 Tunisia 3 567 11 3 6 328 4 8 1 93 Altri Paesi terzi 211 519 2 69 Totale Paesi terzi 16 650 90 7 27 609 52 2 1 81 Totale Paesi 37 669 73 5 65 103 56 7 1 89 Fonte Elaborazione Unaprol su dati Ismea e Istat Per quanto concerne gli oli raffinati le importazioni sono provenute dal mercato spagnolo per circa il 54 e dal mercato turco per il 34 Rispetto alla campagna precedente le importazioni di oli raffinati sono aumentate in termini di volumi di oltre il 70 e hanno pesato sulla bilancia commerciale per 65 milioni di euro Per l importazione di oli lampanti sono stati spesi 190 milioni di euro corrispondenti a 117 mila tonnellate di prodotto Il primo mercato di approvvigionamento è stato quello tunisino che ha soddisfatto il 46 del fabbisogno di lampante dell industria nazionale Un restante 48 è stato acquistato sui

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