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  • Borgo Medievale, Torino | Editris 2000
    Italiana del 1884 quale poteva essere la vita nel Piemonte del XV secolo venne costruito un intero villaggio medievale sulle rive del Po con il suo castello in cima alla collina la chiesa le botteghe e tutto quello che viene associato nel nostro immaginario al medioevo Il Borgo progetto e costruzione Se il Borgo è nel suo insieme un prodotto di invenzione ogni suo elemento architettonico decorativo e di arredo è riprodotto con precisione e scrupolo filologico da modelli originali del XV secolo rintracciabili all epoca in Piemonte e nella Valle d Aosta rilevati e studiati personalmente dai componenti della Commissione attraverso schizzi disegni quadri fotografie descrizioni Il Borgo Il Borgo sorge nella parte sud del parco del Valentino sulla riva sinistra del Po diciassette edifici principali costituiscono il nucleo abitato del Borgo tra i quali si snodano passaggi verso l esterno e alcuni slarghi che interrompono la continuità dei portici dove si affacciano le botteghe e i laboratori artigiani La Rocca La Rocca in posizione sopralevata domina il Borgo e si rifà nella forma generale e nel volume complessivo ai castelli di Fénis e Verrès in Valle d Aosta e di Montalto Dora e di Ivrea nel Canavese fortezze solide e robuste a presidio di passi alpini o di città di importanza strategica nei territori sabaudi del XV secolo Visto in pianta il castello si presenta come una costruzione a forma di trapezio con due appendici a nord il maschio una robusta e poderosa torre rettangolare alta oltre venti metri a sud una torre rotonda più bassa slanciata ed elegante Il giardino Il giardino si trova nella zona nord del Borgo protetto dalle mura esterne e dal retro degli edifici che si affacciano sulla via maestra Nasce tra il 1998 e il 2000 in un area verde terrazzata fino

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  • Palazzo Madama, Torino | Editris 2000
    del castello si accede alla Sala Acaia il grande ambiente di rappresentanza un tempo adibito alle feste e ai banchetti del principe Il percorso inizia con un interessante gruppo di opere in legno intagliato e dipinto che ornavano gli altari medievali di varie chiese della Valle d Aosta Si tratta del nucleo più antico di sculture conservatosi nell arco alpino dove gli artisti rielaborano con grazia e vivacità narrativa i modelli tratti da opere di piccolo formato come avori miniature oreficerie Stalli di coro seggio priorale e leggio Ancona con storie della Vergine e dell infanzia di Cristo Paliotto con la Vergine in trono col Bambino i simboli degli Evangelisti e scene della vita di Maria Paliotto con Cristo la Vergine e i santi Maddalena Pietro Pantaleone Paolo e Caterina Cofano del cardinale Guala Bicchieri Paliotto con incoronazione della Vergine e i santi Ancona d altare con storie di Maria Maddalena Madonna col Bambino Due tavole di polittico con vocazione di san Pietro e liberazione di San Pietro dal carcere Vergine dolente e san Giovanni Evangelista Crocifissione Capitello con Annunciazione angeli e santi Ciborio con scene della Passione Piatto da offertorio con testa di san Giovanni Battista Trinità Cristo benedicente tra la Madonna e san Giovanni evangelista San Martino e il povero Madonna in trono con il Bambino benedicente Due vetrate con Fuga in Egitto e Gesù fra i dottori Madonna in trono col Bambino e quattro angeli Polittico con Madonna col Bambino in trono santi e due donatori Compianto su Cristo morto Adorazione del Bambino a lume di notte Pietà Polittico con san Gerolamo e santi Annunciazione e scene della Passione Crocifissione Due laterali di trittico con i santi Giovanni Battista Francesco Stefano e Antonio da Padova Trittico con la Crocifissione san Giovanni Battista san Francesco e il donatore Tavola di polittico con le sante Caterina d Alessandria e Apollonia Madonna col Bambino santi e due donatori Polittico con Madonna col Bambino Crocifissione e santi con devota Il gioco degli scacchi Rotella di gala con presa di una città e Diana con le compagne Cupido e un cacciatore Riccio di pastorale con Annunciazione Madonna col Bambino Trittico con storie della vita di Cristo Madonna in trono col Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista Anconetta con la Madonna dell Umiltà e l Agnus Dei Trittico con la Crocifissione Madonna col Bambino e san Michele Crocifissione con donatrice Ritratto d uomo Pilastrini con trofei militari Capitello con stemma della famiglia Della Chiesa Lapide di Antonio de Porcellis Sarcofago di Filippo Vagnone con storie di Perseo e parata delle Muse con Apollo Quattro tondi con ghirlande e testa dell imperatore Antonino Pio Due cancelli con stemma della famiglia Loredan Cornice di porta o finestra con Danza moresca Piano primo Arti del Barocco Le sale del primo piano di Palazzo Madama funzionalmente collegate al grandioso scalone realizzato su progetto di Filippo Juvarra tra il 1718 e il 1721 sono ambienti di grande complessità e ricchezza La decorazione architettonica costituita da

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  • Palazzo Madama, Turin | Editris 2000
    This is the oldest collection of sculptures from the Alpine chain where artists gave new form to models taken from small works such as ivories miniatures and jewellery with great sensitivity and narrative liveliness Choir stalls prior s seat and lectern Altarpiece with Stories of the Virgin and of the Childhood of Christ Altar facing with The Virgin Enthroned with Child Symbols of the Evangelists and Scenes from the Life of Mary Altar facing with Christ the Virgin and Saints Magdalene Peter Pantaleon Paul and Catherine The casket of Cardinal Guala Bicchieri Altar facing with the Coronation of the Virgin and Saints Altarpiece with Stories of Mary Magdalene The Madonna and Child Two panels of a polyptych with The Calling of Saint Peter and The Deliverance of Saint Peter from Prison The Mourning Virgin and Saint John the Evangelist Crucifixion Capital with The Annunciation Angels and Saints Ciborium with scenes from the Passion Offertory dish with The Head of Saint John the Baptist The Holy Trinity Christ Blessing with the Madonna and Saint John the Evangelist Saint Martin and the Beggar The Madonna Enthroned and Child Blessing Two stained glass windows with The Flight into Egypt and Jesus among the Doctors The Madonna and Child Enthroned with Four Angels Polyptych with the Madonna and Child Enthroned with Saints and Two Donors Mourning over the Dead Christ Adoration of the Child in the Night Light Pietà Polyptych with Saint Jerome with Saints The Annunciation and Scenes from the Passion Crucifixion Two side wings of a triptych with Saint John the Baptist and Saint Francis and with Saint Stephen and Saint Anthony of Padua Triptych with The Crucifixion St John the Baptist Saint Francis and the Donor Panel of polyptych with the Saints Catherine of Alexandria and Apollonia The Madonna and Child Saints and Two Donors Polyptych with the Madonna and Child Crucifixion and Saints with a Worshipper The Game of Chess Ceremonial buckler with the storming of the city and Diana with her companions Cupid and a hunter Crook of a crosier with The Annunciation The Madonna and Child Triptych with Stories from the Life of Christ The Madonna and Child Enthroned with Saints John the Baptist and John the Evangelist Small ancona with a Madonna of Humility and the Agnus Dei Triptych with The Crucifixion The Madonna and Child and Saint Michael Crucifix with Donor Portrait of a Man Pilasters with military trophies Capital with the crest of the Della Chiesa family Tombstone of Antonio de Porcellis Tomb of Filippo Vagnone with Stories of Perseus and a Parade of the Muses with Apollo Four roundels with garlands and the head of Emperor Antonius Pius Two railings with the crest of the Loredan family Frame of a door or window with Moorish dance First floor Baroque Art The galleries on the first floor of Palazzo Madama which lead towards the magnificent monumental staircase made to a design by Filippo Juvarra between 1718 and 1721 are of great complexity and sumptuousness With

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  • Torino e le Alpi | Editris 2000
    prodotto Descrizione dei capitoli Conoscere la città e le sue montagne Immagine panoramica di Torino e del suo splendido scenario alpino con precise indicazioni dei nomi e delle quote di tutte le principali vette visibili Sul retro è consultabile una guida turistica della città integrata da una mappa del centro storico e indicazioni sui servizi di trasporto pubblico To know the city and it s mountains Panoramic image of Turin and it s fantastic alpine scenery with precise indications of names and altitudes of the principal visibles peaks On the back is available a turistic guide with a map of the city centre and informations on public transport Connaître la ville et ses montagnes Image panoramique de Turin et de son magnifique paysage alpin avec des indications précises sur les noms et des altitudes de tous les grands sommets visibles Au dos un guide touristique de la ville accompagné d une carte du vieux Turin et d indications sur les services de transport public Informazioni aggiuntive Titolo Torino e le Alpi Autore testi di Marianna Ferrero Edizione 2013 ISBN 978 88 89853 35 1 Formato panoramico 151 x 22 5 cm Collana Urban Pagine 2 fronte e retro Confezione rotolo

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  • Torino UrbanDiary | Editris 2000
    8 Museo Pietro Micca e dell assedio di Torino del 1706 Musée Pietro Micca et du Siege de Turin du 1706 Pietro Micca Museum and the Siege of Turin in 1706 9 GAM Galleria Civica d Arte Moderna e Contemporanea GAM Gallerie Civique d art Moderne et Contemporain GAM Civic Gallery of Modern and Contemporary Arts 10 Museo Regionale di Scienze Naturali Musée regional de sciences naturelles Museum of Natural History 11 Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi Musée National de la montagne Duca degli Abruzzi National Museum of the Mountains Duca degli Abruzzi 12 Parco del Valentino e Borgo Medievale Le Parc du Valentino et le Bourg Medieval Valentino Park and the Medieval Castle 13 Museo Nazionale dell Automobile Musée National de l Automobile National Automobile Museum 14 Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso e Musei Universitari Musée d Antropologie Criminelle Cesare Lombroso et Musées Universitaires Museum of Criminal Anthropology Cesare Lombroso and University Museums Residenze Sabaude Résidences Savoyardes Residences of the Roial house of Savoy 1 Reggia di Venaria Reale Reggia du Venaria Reale Reggia of Venaria Reale 2 Castello di Rivoli Museo d Arte Contemporanea Château de Rivoli Musée d Art Contemporain Rivoli Castle Contemporary Art Museum 3 Palazzina di Caccia di Stupinigi Pavillon de chasse de Stupinigi Stupinigi Palace 4 Villa della Regina Villa della Regina Villa della Regina 5 Castello di Moncalieri Château de Moncalieri Moncalieri Castle 6 Castello di Racconigi Château de Racconigi Racconigi Castle Chiese Eglises Churches 1 Duomo Cathedrale Cathedral 2 Chiesa di San Lorenzo Eglise de San Lorenzo San Lorenzo Church 3 Santuario della Consolata Sanctuaire de la Consolata Sanctuary of Consolata 4 Chiesa di San Domenico Eglise de San Domenico San Domenico Church 5 Chiese di Santa Cristina e San Carlo Eglises de Santa Cristina e San Carlo Santa

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  • In fondo alle vie di Torino | Editris 2000
    circa 720 m e 660 m L impianto urbanistico tipico del castrum era formato a scacchiera con le vie disposte secondo una griglia a maglia quadrata con interasse di circa 75 m La larghezza delle vie era di circa 4 5 m e arrivava fino a un massimo di 8 m I due assi viari principali il decumanus maximus e il cardo maximus erano le due vie centrali ortogonali tra loro attestate sulle quattro porte della città Il perimetro urbano lungo il quale erano erette le mura che in alcuni punti sono ancora visibili corrisponde approssimativamente alle seguenti vie attuali a sud via Santa Teresa e via Cernaia a ovest corso Giuseppe Siccardi e via della Consolata a nord via Carlo Ignazio Giulio piazza Emanuele Filiberto e Porta Palatina a est l ala di Palazzo Reale verso piazza Castello e la linea a metà degli isolati tra via Roma e via Accademia delle Scienze I due assi furono orientati uno secondo la linea di livello e l altro secondo la linea di pendenza massima direzioni approssimativamente parallele agli alvei dei due fiumi La Dora Riparia come il Sangone la Stura l Orco la Dora Baltea è affluente del lato orografico sinistro del Po e scorre con una pendenza maggiore rispetto a quella del fiume principale con direzione mediamente ortogonale a esso ed entro un ampio solco tracciato nel pendio alluvionale Le nuove vie degli ampliamenti sei settecenteschi A metà Cinquecento Torino era ancora racchiusa dalla cinta muraria romana Quasi tutte le vie molto strette e non perfettamente rettilinee non consentivano di vedere l orizzonte in mezzo ai fronti delle case Quando i Savoia dopo il trattato di Chateau Cambrésis 1559 decisero di spostare il centro dei loro interessi verso la pianura padana Torino assunse il ruolo di capitale di uno Stato che voleva raggiungere la connotazione tipica dei grandi regni europei La città doveva adeguarsi per diventare il centro politico economico e militare del ducato e il suo assetto urbanistico divenire la rappresentazione del potere di uno Stato assolutista e secondo gli schemi assunti in quell epoca moderno centralizzato efficiente Il nucleo quadrato costituente la città successivamente designato con il termine di città vecchia per distinguerlo da quello di città nova con cui si definì l espansione a sud voluta da Carlo Emanuele I fu adattato in primo luogo per la difesa militare con la costruzione della Cittadella posta sull angolo a sud ovest L ambizioso progetto di creare una città più grandiosa e funzionale al ruolo di capitale di uno stato centralistico portò i Savoia a concepire un rinnovamento urbanistico della parte esistente e ad attuare un ampliamento completamente nuovo che si articolò con la costruzione delle espansioni in tre fasi successive la prima verso sud iniziata nel 1620 la seconda verso est nel 1673 e la terza verso ovest nel 1702 La modifica urbanistica più rilevante imposta alla città ebbe lo scopo di far assumere a piazza Castello e alla zona di comando di Palazzo Ducale una collocazione il più possibile baricentrica rispetto alla città che andava formandosi con un ossatura viaria che in qualche misura presentasse una prima innovazione radiocentrica creata con l inserimento di via Po nel tessuto urbano in direzione obliqua rispetto al decumanus e disposta a collegare direttamente piazza Castello al ponte esistente sul Po Gli ampliamenti ebbero come risultato che l asse principale urbanistico divenne la via Nuova oggi via Roma ricavata con un taglio nei vecchi isolati sulla linea ortogonale al centro della facciata di Palazzo Ducale Fin già dal 1586 Carlo Emanuele I aveva previsto questo nuovo asse viario a cui intendeva assegnare una importanza basilare aveva infatti acquistato 200 giornate di terreno in riva al Sangone in una posizione allineata sulla via Nuova con l intento di costruirvi la residenza di Miraflores e di realizzare un prestigioso viale rettilineo prospiciente Palazzo Ducale Le vie reali Verso la fine del XVI secolo con la progettazione e con l inizio della realizzazione della nuova capitale dello Stato nacque una nuova concezione urbanistica che oltre alla città comprendeva anche il territorio storico le maisons de plaisance progettate e gradualmente costruite intorno alla città avevano lo scopo di costituire una corona di residenze ducali e poi reali fuori delle mura Nel 1682 fu pubblicato il celebre Theatrum Sabaudiae di Tommaso Borgonio che riprodusse le incisioni delle residenze sabaude con l intento di celebrare l architettura e il disegno della città un modello da esibire come programma del nuovo Stato Il complesso sistema delle costruzioni luoghi di piacere e di rappresentanza creati per abbellire i dintorni della città aveva anche e soprattutto lo scopo di sovraimprimere sul territorio un sistema di infrastrutture radiocentrico costituito da viali rettilinei alberati realizzati per unire la città alle residenze Dovevano sottolineare il prestigio del capoluogo e dare risalto al potere situato nel centro urbano I nuovi viali dovevano se possibile consentire la vista da lontano dei palazzi a cui erano diretti ed evidenziarne la visione prospettica Naturalmente lo sfondo delle montagne diveniva una parte dell identità visiva dei palazzi per chi si trovava a percorrere i lunghi viali rettilinei che ad essi conducevano Come si è visto già nel 1586 Carlo Emanuele I acquisì i terreni per realizzare la villa di Miraflores sulla riva del Sangone con giardino e tenuta di caccia progetto rappresentato in una delle incisioni del Theatrum Sabaudiae L idea fu concepita immediatamente dopo la scelta della sistemazione del nuovo Palazzo Ducale di qui si usciva per giungere alla nuova villa con un lungo viale rettilineo esattamente in asse sulla facciata del palazzo oltrepassando le mura sotto la Porta Nuova Il viale tuttavia non fu mai completato tranne che il primo tratto ottenuto con il taglio degli isolati interni all area romana e il secondo corrispondente all ampliamento urbano della prima espansione del 1620 l attuale via Roma La stessa villa che doveva apparire come splendido sfondo per chi percorreva il viale giungendo dalla città fu realizzata parzialmente oggi non esiste più e nello stesso luogo

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  • Au fond des rues de Torino | Editris 2000
    deux axes principaux le decumanus maximus et le cardo maximus étaient les deux voies centrales orthogonales entre elles placés sur les quatre portes de la ville Le périmètre urbain le long duquel s élevaient les murs qui sont encore visibles à certains endroits correspond approximativement aux rues actuelles suivantes au sud via Santa Teresa et via Cernaia à l ouest corso Giuseppe Siccardi et via della Consolata au nord via Carlo Ignazio Giulio piazza Emanuele Filiberto et Porta Palatina à l est l aile du Palazzo Reale vers la piazza Castello et la ligne à mi chemin des pâtés de maisons entre via Roma et via Accademia delle Scienze Les deux axes furent orientés l un selon la ligne de niveau et l autre selon la ligne d inclinaison maximum directions approximativement parallèles aux lits des deux rivières La Dora Riparia comme le Sangone la Stura l Orco la Dora Baltea afflue du côté orographique gauche du Pô et s écoule avec une inclinaison majeure par rapport à celle de la rivière principale en direction plus ou moins orthogonale de cette dernière et dans un ample sillon tracé dans l inclinaison des inondations Les nouveaux agrandissements des 17ème et 18ème siècles A la moitié du 15ème siècle Turin était encore entourée de murs romains Presque toutes les rues très étroites et pas parfaitement droites ne permettaient pas d admirer l horizon au fond entre les immeubles Quand les Savoie après le traité de château Cambrésis 1559 décidèrent de déplacer le centre de leurs intérêts vers la plaine du Pô Turin revêtit le rôle de capitale d un Etat européen La ville dut s adapter pour devenir le centre politique économique et militaire du duché et son aspect urbanistique devenir la représentation du pouvoir absolu d un Etat et selon les schémas de l époque moderne centralisé et efficace Le noyau carré qui constituait la ville désigné par la suite par le terme de vieille ville pour le distinguer de la nouvelle ville par lequel on désigna l expansion au sud voulue par Carlo Emanuele I fut adapté en premier pour la défense militaire avec la construction de la Citadella placée en angle au sud ouest L ambitieux projet de créer une ville plus grandiose et adaptée à son rôle central de capitale européenne amena les Savoie à concevoir une rénovation urbanistique de la partie existante et à créer un agrandissement complètement neuf qui s articula par la construction des expansions en trois phases successives la première vers le sud commencée en 1620 la seconde vers l est en 1673 et la troisième vers l ouest en 1702 La modification urbanistique la plus importante effectuée sur la ville fut celle d attribuer à piazza Castello et à la zone de commande de Palazzo Ducale la position la plus centrale possible par rapport au reste de la ville qui s agrandissait de jour en jour ainsi qu un nouveau réseau de rues où la création de via Po en direction oblique par rapport au decumanus représentait une nouveauté dans le tissu urbain la rue fut ainsi disposée pour relier directement piazza Castello au pont existant sur le Pô Les agrandissements eurent comme résultat que l axe principal urbanistique devint la via Nuova actuelle via Roma obtenue en supprimant de vieux pâtés de maisons sur la ligne orthogonale au centre de la façade de Palazzo Ducale En 1586 Carlo Emanuele I avait déjà prévu ce nouvel axe auquel il attacherait une énorme importance il avait en effet acquis 200 jours de terrain sur les bords du Sangone dans une position alignée à celle de la via Nuova avec l intention d y construire la résidence de Miraflores et de réaliser une prestigieuse avenue rectiligne donnant sur le Palazzo Ducale Les premiers travaux d agrandissement datant de 1620 s étendirent vers le sud avec la démolition d une partie des murs romains la brèche de San Carlo où fut créée la piazza Reale actuelle piazza San Carlo et avec un ultérieur prolongement de la via Nuova A l extrémité méridionale on créa la Porta Nuova qui s ouvrait au sud à travers les nouvelles murailles de défense de la ville Les pâtés de maisons furent de dimensions plus importantes que ceux de la vieille ville pour contenir des immeubles plus spacieux et des jardins intérieurs Dans les artères principales les façades des maisons devaient être continues et sortir d au moins trois étages au dessus de terre Cette imposition qui devait régulariser et mettre de l ordre dans l aspect extérieur des constructions donnant sur les rues eut également comme résultat de dégager les vues sur les imposantes montagnes Les deux places piazza Castello et la nouvelle piazza Reale furent les premières à avoir un dessin homogène des façades et de grandes arcades Les voies royales Vers la fin du 16ème siècle avec le projet et la réalisation de la nouvelle capitale de l Etat naquit une nouvelle conception urbanistique qui à part la ville comprenait également le territoire historique les maisons de plaisance projetées puis l une après l autre construites autour de la ville voulaient constituer une couronne de résidences ducales et par la suite royales situées extra muros Le célèbre Theatrum Sabaudiae de Tommaso Borgonio fut publié en 1682 Il reproduisait toutes les gravures des résidences des Savoie avec l intention de célébrer l architecture et le dessin de la ville une sorte de modèle à exhiber comme programme du nouvel état Le système complexe des constructions lieux de plaisir et de représentation créés pour embellir les environs de la ville avait comme principal objectif celui de mettre en place sur le territoire un système d infrastructures constitué d avenues rectilignes réalisées pour unir la ville aux résidences Elles devaient souligner le prestige du chef lieu et mettre en relief le pouvoir situé dans le centre urbain Les nouvelles avenues devaient si possible permettre de voir les palais de loin vers lesquels elles étaient dirigées et de mettre en évidence les

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  • At the end of the roads of Torino | Editris 2000
    a kind of narrow passage squeezed between two wider plains To the south the Saluzzese plain and to the north the Vercellese The area where the fortified settlement the castrum was constructed was quite flat and raised above the level of the rivers Po and Dora Riparia and therefore there was no risk of flooding In addition to that two water sources guaranteed a regular supply of water and to a certain extent the rivers provided a natural protective barrier The city was substantially square shaped the sides measured about 720 metres and 660 metres The layout was typical of the castrum and was in the form of a chessboard with the streets mapped out according to a grid the distance between 2 parallel streets was about 75 metres The streets were usually about 4 to 5 metres wide maximum 8 metres The two main streets the decumanus maximus and the cardo maximus were at right angles to each other and they ended at the four city gates The city walls were built around the perimetre parts of them can still be seen and the position of the walls corresponds to the following streets today to the south via Santa Teresa and via Cernaia to the west corso Giuseppe Siccardi and via della Consolata to the north via Carlo Ignazio Giulio piazza Emanuele Filiberto and Porta palatina to the east from the wing of the Palazzo Reale going towards piazza Castello to about half way along the blocks which are between via Roma and via Accademia delle Scienze One of the main streets was built along the flat level and the other along the highest incline They were both more or less parallel to the beds of the two rivers When viewed on a map the Dora Riparia like the Sangone the Stura the Orco and the Dora Baltea flows along the left bank of the Po it is at right angles to it and the river bed slopes down more than that of the Po Eventually it flows down into a wide alluvial furrow The new roads built during the 16th and 17th centuries when the city was expanded In the mid sixteenth century Turin was still contained within the Roman city walls Most of the roads were very narrow and not perfectly straight and so did not allow the houses a view of the horizon When the Dukes of Savoy decided to move the focus of their interests into the plains of the Po after the Treaty of Chateau Cambrésis 1559 Turin took on the role of a state capital which wanted to be on a par with the important European kingdoms of the day The city needed to change its image in order to become the political economic and military centre of the Duchy and its urban layout needed to reflect the power of an absolutist state becoming according to contemporary dictates centralised efficient and modern The square nucleus of the city was subsequently known as the old town to distinguish it from the new town which was used to describe the enlargements made to the south by Carlo Emanuele I The first additions were made for defence purposes with the construction of the Cittadella located in the south west corner The ambitious plan to create a magnificent city suitable for its role as capital of a centralised state led the Dukes of Savoy to improve the existing urban layout and to create new additions Enlargement of the city was carried out in three phases the first southwards begun in 1620 the second eastwards begun in 1673 and the third westwards begun in 1702 The most important change to the city aimed to make piazza Castello and the centre of command the Ducal Palace the geographical epicentre of the city To this purpose one of the first innovations was the building of via Po running perpendicular to the Roman decuman and connecting piazza Castello to the already existing bridge over the river Po The enlargements to the city created via Nuova present day via Roma as the principal urban axis This road was built by cutting through old buildings in a straight line running down from the centre of the façade of the Ducal Palace From as far back as 1586 Carlo Emanuele already had in mind the building of a road along this axis when acquired a large piece of land on the banks of the river Sangone He intended to build there his Miraflores residence and to connect it to the Ducal Palace with a prestigious looking avenue The Royal roads Towards the end of the sixteenth century a new concept of urban planning arose at the time when the plans for the subsequent execution of the new state capital were drawn up The project also included the historical lands connected to the city and to this end the maisons de plaisance were designed and gradually built outside the city walls to form a circle of ducal residences In 1682 Tommaso Borgonio published his famous Theatrum Sabaudiae which reproduced prints of Savoy residences with the aim of celebrating city architecture and city design and of providing model examples illustrating the new state Apart from improving the look of the territory surrounding the city with a complex array of buildings for pleasure and official entertaining the new constructions were also conceived so as to impose a radial infrastructure on the territory made up of straight tree lined avenues linking the city to the residences These new roads had the task of highlighting the prestige of the capital and emphasising the power that resided in the urban centre Wherever possible the avenues were to show a view of the palaces from afar and allow the elegance of their proportions to be shown at their best Obviously the backdrop of the mountains was conceived as an integral part of the visual impact of the new buildings As already mentioned as far back as 1586 Carlo Emanuele I had

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