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  • Storia dei castelli
    di Biagio le persone fonno poste in preda et le robbe ad saccomanno nonostante la resa Partito il conte Lucio il comune di Ancona fece abbattere per punizione la rocca ed il materiale venne usato per la riparazione delle mura di Ancona e forse anche del castello di Falconara ROCCA PRIORA Quella che oggi conosciamo con il nome di Rocca Priora è nota fin dai primi secoli dopo il Mille come Rocca di Fiumesino Lo storico Baldassini mette in relazione le sue origini con la nascita di Federico II di Svevia avvenuta a Jesi il 26 dicembre 1194 Secondo tale fonte la città in memoria del fausto evento avrebbe fatto innalzare la Rocca alla foce del fiume Esino sulla riva sinistra per difendere i propri confini dagli attacchi di Ancona Secondo il Saracini gli Anconitani ben consapevoli dell importanza della Rocca l avrebbero acquistata durante il pontificato di Innocenzo III 1198 1216 Queste notizie consentono di intravedere il successivo svolgimento delle vicende storiche della Rocca imperniate principalmente sulle guerre tra le città di Ancona e di Jesi protrattesi per secoli e miranti al suo possesso che avrebbe garantito a Jesi lo sbocco verso il mare e ad Ancona il controllo delle vie di accesso da nord e da nord ovest e del mare antistante Sulle vicende della Rocca in relazione alla storia di Ancona Daniela Baldoni ha pubblicato un interessante monografia e ad essa rimandiamo per ulteriori approfondimenti È sufficiente qui ricordare che la Rocca come indicato in precedenza intorno al 1356 risulta elencata tra i castelli dominati dalla città di Ancona Nel 1382 ne prese possesso Luigi d Angiò con il suo esercito che il cronista anconitano Oddo di Biagio definisce famelico et sitibundo Dieci anni dopo il Consiglio degli Anziani di Ancona decide di far riparare e fortificare la Rocca deliberando successivamente la nomina del nobile Balligano di Filippuzio dei Balligani a castellano Nella Rocca siamo nel 1446 fu stipulato l atto di armistizio tra il cardinale Scarampo e la città di Ancona Dopo alterne vicende dovute al riaccendersi delle questioni territoriali tra Ancona e Jesi un intervento del pontefice Leone X assegnò definitivamente nel 1516 la Rocca al comune di Ancona che intraprese un importante opera di bonifica delle terre che si estendevano intorno ad essa e che a causa delle dispute ed anche delle frequenti piene del fiume Esino erano rimaste improduttive Le terre come riferisce il Peruzzi furono divise tra i Consiglieri che dovevano versare al Comune ogni anno una coppa di frumento per ogni soma di seminato Quando nel 1547 venne ricostituito ad Ancona il Monte di Pietà il Comune stabilì che le rendite dei terreni della Rocca fossero devolute ad esclusivo beneficio del Monte stesso In seguito verso la fine del XVI secolo il pontefice Sisto V dispose che i profitti ricavati dai terreni fossero destinati per quattro anni alla costruzione del Monastero di S Palazia Nel Seicento la Rocca svolse un ruolo determinante nella difesa di Ancona e divenne sede di una guarnigione militare con compiti di vigilanza contro gli attacchi di Venezia e dei pirati turchi Nella seconda metà del secolo XVIII il Comune di Ancona nel tentativo di favorire la ripresa economica del territorio cedette in affitto mediante asta pubblica la Rocca e le terre di Fiumesino La concessione enfiteutica viene assegnata a Francesco Trionfi 1706 1772 ricco mercante di Ancona titolare della maggiore casa di commercio della Marca e cointeressato a varie imprese industriali società di assicurazioni e privative Il contratto firmato nel 1755 e registrato l anno successivo prevede che l enfiteusi sia perpetua e trasmissibile che vi sia diritto all uso della Rocca all istituzione di una fiera franca di tre giorni e che il canone annuo sia di 2 105 scudi Il Trionfi investe cifre cospicue in piantagioni restauri di fabbricati acquisto di bestiame sistemazione delle acque tanto che all atto dell apertura del suo testamento i periti conteranno 104 bovini grossi e 134 piccoli 8 800 alberi diversi e 27 400 piante di vite La stessa Rocca che prende il nome di Rocca Priora subisce profonde modificazioni con la costruzione del portale d ingresso della cappella e di locali per uso abitativo l antica fortezza medievale perde così il suo originario carattere militare per assumere la funzione di villa padronale al centro della vasta tenuta agricola Nel 1757 Francesco Trionfi precedentemente patrizio di Ancona riceve dal papa Benedetto XIV l investitura sul fondo posseduto con il titolo di marchese di Rocca Priora trasmissibile agli eredi in linea maschile Dopo il raggiungimento del successo economico il Trionfi entra così a pieno diritto nella nobiltà anconitana con il riconoscimento dei titoli spettanti ai propri avi anche se sussiste qualche perplessità sul modo in cui erano stati raccolti alcuni remoti attestati araldici Alla morte di Trionfi come già accennato il patrimonio era talmente elevato che un curioso aneddoto appartenente alla tradizione familiare racconta che il figlio esclamasse Come farò a spendere tutto questo denaro Passata prima al figlio Luigi e poi al secondogenito Bonizio l intera proprietà venne acquisita nel 1826 dalla Camera Apostolica per 56 000 scudi a causa dell impossibilità per Bonizio Trionfi di pagare i canoni e le tasse arretrate richieste dal Governo Pontificio Come ogni Rocca che si rispetti anche qui un famoso personaggio ha trascorso una notte si tratta di Gioacchino Murat che vi soggiornò il 29 aprile 1815 poco prima che si concludesse con la disfatta a Tolentino la sua utopistica impresa di combattere per l unità e l indipendenza d Italia Va poi segnalato che proprio nella Rocca e precisamente nella casa juxta horologium nacque Pasquale Andreoli aeronauta e pioniere del volo noto soprattutto per aver raggiunto nel 1808 con il suo pallone aerostatico l altitudine di circa 8 000 metri Una recente ricerca svolta presso l Archivio parrocchiale di Falconara Alta ci ha consentito di accertare la data di nascita dell Andreoli riportata in modo non corretto in alcune pubblicazioni Dal Libro VII dei battesimi relativo agli anni 1735 1771

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  • Storia del comune
    documenti ritenuti essenziali a sostegno delle pratiche legali Tra i tanti documenti citati a ripetizione nelle tre edizioni dell Anconitana forse quello che desta maggior interesse è una trascrizione del lodo arbitrale pronunciato due secoli avanti il 28 marzo 1582 dai giudici chierici della Camera Apostolica il vescovo Girolamo Melchiori ordinario di Macerata e il vescovo Antonio Maria Salvati A giudizio dei due chierici camerati le comunità castellane hanno l obbligo di pagare le rate dei pesi camerali ossia dei tributi spettanti all erario statale in mano al depositario di Ancona I castelli devono poi contribuire con la città alle spese occorrenti per le opere pubbliche e segnatamente per il risarcimento delle strade Le conclusioni della vertenza aperta invero da troppi anni sono approvate dal civico consesso anconitano il 28 maggio 1582 e di seguito tutte le università degli uomini dei castelli ad una ad una sottoscrivono il lodo rinnovando al contempo il giuramento di fedeltà ad Ancona A Falconara il 4 luglio del 1582 nella solita sala del castello ove si tengono le periodiche sedute del pubblico e generale parlamento falconarese si riunisce il consiglio che esamina e discute il documento approvato poi all unanimità Sono eletti due procuratori nelle persone di Pellegrino Pellegrini e Domenico di Giacomo incaricati di recarsi ad Ancona per prestare formale giuramento L atto di sottomissione serve pure a riconfermare la fedeltà dichiarata da Falconara rispetto ad Ancona il 22 aprile 1540 quando i sindici Pietro Domenico Bartolucci e Antonio Carloni a nome di tutti i Falconaresi da loro rappresentati per precisa delega del parlamento locale pronunciano la formula secondo la quale d allora in poi Falconara si dimostrerà figlia fedelissima e suddita della Magnifica Comunità di Ancona e della S Sede Apostolica nonché dei pontefici destinati a salire sulla cattedra di S Pietro come lo è stata fino all anno 1532 Nel 1540 è avvenuta una sorta di restaurazione dell antico dominio anconetano sulle castella Quest ultime sono tornate ad assoggettarsi alla Dominante ridando vita anche agli antichi vincoli feudali e di vassallaggio i quali vengono rinsaldati nel corso di pubbliche manifestazioni durante le quali si consegna nelle mani degli Anziani del Comune un simbolico omaggio rappresentante le chiavi del castello o il pallio fiorato nell annuale ricorrenza della festa patronale di S Ciriaco Con l atto di sottomissione del 1540 Falconara ottiene anche qualche riconoscimento quale la conferma della proprietà di molte terre nel Falconarese e la possibilità di indire fiere per le merci e il bestiame anche in occasioni straordinarie Avviene così che per i festeggiamenti del giubileo del 1561 indetto per solennizzare la riapertura del Concilio a Trento nella Chiesa di S Maria del piano di Fiumegino si indice una fiera della durata di quindici giorni a partire dalla ricorrenza di S Lorenzo 10 agosto La fiera gode di tutti i privilegi delle immunità e delle esenzioni previste in simili circostanze e la comunità di Falconara vuole che i guadagni realizzati siano impiegati nella augumentazione di quella chiesa da poco tempo ristrutturata con lavori iniziati nel 1546 al fine pure di favorirne la frequentazione e ridar vigore al culto verso la sacra immagine della Vergine della Marina che conta una lunga tradizione tra i fedeli del luogo Ma quando all inizio degli anni Ottanta del XVI secolo l impianto del governo anconitano torna a mostrare qualche preoccupante crepa e s incrinano i rapporti col contado ciò dimostra come sia in atto un mutamento di rotta nella politica dello Stato e come si stia entrando in una nuova fase di ridistribuzione dei poteri all interno dello Stato pontificio Motivo per cui il litigio insorto come sempre in materia fiscale nel quale sono coinvolte tutte le comunità delle castella trova una soluzione solo attraverso un diretto intervento dei rappresentanti della Camera Apostolica quale supremo organismo di controllo finanziario della Chiesa Intorno al 1580 la questione principale si sviluppa sul criterio da scegliere per ripartire i carichi tributari e sulle competenze per la gestione degli incassi dei tributi secondo la consueta distinzione tra camerali e comunitativi L accettazione del lodo del 1582 quasi una imposizione della Camera Apostolica rinsalda come detto il vincolo di soggezione esistente tra i castelli del contado e la città di Ancona Ma è pure il motivo per l avvio o il riacutizzarsi di altre controversie originate sempre dalla confusione regnante nella legislazione finanziaria dello Stato È il caso dell annosa vertenza che si trascina dal 1555 tra gli eredi del capitano Roberto Santoni di Jesi proprietari di vaste estensioni di terra nel Falconarese e la comunità locale che si vede privata di una notevole somma di tributi per una pretesa esenzione dei Santoni E va aggiunto che a fianco della famiglia Santoni altri gruppi familiari addirittura non residenti come quelli dei Duchi di Urbino o dei Cesarini di Civitanova possidenti di terre nel Falconarese non pagano gabelle in quanto appartenenti al ceto nobiliare privilegiato e quindi favorito in alcune esenzioni dal pagamento delle imposte indirette Passano pochi mesi dalla firma dell intesa del marzo 1582 e nel consiglio comunale di Ancona viene riproposta all ordine del giorno la nomina di procuratori incaricati di affiancare i rappresentanti di Falconara nel tentativo di raggiungere un onorevole compromesso con gli eredi Santoni e in primo luogo con il marito di Giovanna Santoni Guid Ascanio del Monte Egli attraverso il matrimonio con la ricca ereditiera ha dato il via all espansione della sua famiglia nell Anconitano forte dei diritti feudali già da tempo riconosciuti sulla terra di Mombaroccio nel Pesarese e in quanto appartenente alla potente casata dei del Monte marchesi di S Maria tra Umbria e Toscana Nella deliberazione del consiglio di Ancona si dà tempo un mese per trovare un accomodamento Un tempo che presto si rivelerà insufficiente anche perché occorrerà adire le sedi giudiziarie romane Solo nell estate del 1584 si giunge ad un compromesso tra i del Monte e i rappresentanti del Comune di Ancona nelle persone di Girolamo Benincasa di Pietro Leoni di Gabriele Ferrantini di Nicolò Trionfi nonché quelli di Falconara Girolamo di Giacomo detto Girone Rocco di Simone Giovanni Paolo Angelucci Il 22 dicembre 1584 le parti si ritrovano nell abitazione anconitana dei marchesi del Monte in parrocchia di S Pietro e alla presenza del notaio Ascanio Stracca viene steso l atto col quale i del Monte si impegnano a pagare la somma di cento scudi al depositario di Ancona per le tasse degli anni decorsi e altri cento scudi allo stesso depositario nel corso del successivo quadriennio a rate di venticinque scudi l anno sempre al fine di appianare i vecchi debiti sia nei confronti della tesoreria di Ancona che di quella di Falconara I del Monte poi acconsentono a pagare l imposta sul terratico per le proprietà inscritte nel catasto di Falconara e a contribuire al sussidio triennale sui cavalli morti applicata per lo più sui capi di bestiame posseduti Ai del Monte viene riconosciuta l esenzione senza darne chiara ragione dalla tassa sulla carne porcina In tal modo Falconara non solo può recuperare una quota significativa dei tributi necessari a raggiungere la somma richiesta dallo Stato come colletta camerale ma ottiene il ben più ambito obiettivo di limitare l affermazione della famiglia dei del Monte in Falconara e dintorni I del Monte già possiedono oltre alle terre molti appartamenti nel castello e case nel borgo e il timore dei Falconaresi è quello che la ricca famiglia arrivata a Falconara da non più di quattro decenni punti in quegli ultimi scorci del Cinquecento a divenire la più forte nel territorio dando vita ad una signoria alla stregua di quanto avvenuto diversi decenni prima nella non lontana Mombaroccio Ciò avrebbe dato luogo ad una difficile convivenza e avrebbe certamente leso le poche autonomie comunali godute dai Falconaresi S avverte in questa vicenda una prima forte affermazione della volontà dei ceti medi produttivi per tenere il controllo di alcuni gangli della vita politica locale E in Falconara un piccolo centro dell Adriatico con un basso animato sfuggito alle attenzioni delle famiglie titolate la nascente borghesia non è disposta all apertura di alcun tipo di varco attraverso il quale un gruppo familiare sopravanzi gli altri Il consiglio degli uomini di Falconara prosegue ed attua pur nei limiti della sua modestia le linee della politica del pontificato di Paolo IV sostenitore della sovranità limitata delle comunità e ben disposto ad aiutare i grandi mercanti nell ottenere locazioni di feudi papali a scapito delle più antiche famiglie di sangue Il caso dei nobili Orsini nella provincia pontificia del Patrimonio ridotti ad affittare parte del feudo ai ricchi mercanti fiorentini dei Cavalcanti è un esempio sintomatico di una realtà nuova che pian piano investe l intera area dei domini della S Sede una politica di rinnovamento delle basi sociali dello Stato proseguita dai successori Pio IV e Pio V fino a Gregorio XIII Di quest ultimo pontefice si ricordano tra i tanti provvedimenti la riforma della Camera Apostolica e una generale revisione della legislazione finanziaria Non a caso quindi il lodo del 1582 dà buoni risultati Esso rappresenta una minima attuazione di un programma ben più vasto di revisione istituzionale annunciato e condotto avanti da Gregorio XIII Non mancano però altre occasioni in cui la solidarietà e il buon vivere vengono meno tra Ancona e le comunità delle castella È sempre la distribuzione dei carichi fiscali a suscitare risentimenti e contrasti e ad aprire lunghe vertenze giudiziarie Ancora nel XVII secolo o meglio a precisare nel 1614 è necessario un pronunciamento del governatore di Ancona il milanese Onorato Visconti per costringere il Comune capoluogo e le università degli uomini dei castelli del contado a firmare un atto di concordia nel quale è definita la controversa questione aperta nel 1567 sulla tassazione dei beni posseduti dai cittadini nel contado e dai contadisti in città Nel settembre del 1614 il consiglio comunale di Ancona vota la ratifica e approva l instrumento di transazione e concordia redatto dal notaio Cicconi con l assistenza del notaio Sbordiga il 7 agosto antecendente alla presenza dei deputati di Ancona Francesco Cresci Antonio Giachelli e Girolamo Hiparchi e i deputati dell Università di tutto il contado Girolamo Simonelli di Monte S Vito Tommaso Borresi di Offagna Domenico De Vecchi di Camerano e Domenico Biondi di Polverigi Nell atto di conciliazione si prevede che le tasse sui beni stabili e sui terreni sono fissate autonomamente dalla città e dal contado sulle proprietà accatastate indipendentemente dalla residenza dei proprietari Si permette così ai castelli di incamerare direttamente i tributi per il terratico dovuti dai cittadini anconetani per i beni posseduti nelle pertinenze dei castelli Non è un provvedimento da poco se si considera che la maggior parte dei terreni circostanti i castelli sono posseduti dai cittadini di Ancona Mentre invece sono piuttosto rari i casi di possedimenti di contadisti entro il perimetro urbano Ad ulteriore incremento delle entrate dei castelli si stabilisce pure di autorizzare le comunità all applicazione di proprie gabelle sul bestiame comprese le affide e le stime limitatamente però ai capi posseduti dalla parte colonica Inoltre è previsto che le stesse comunità possano aumentare alcune gabelle onde rinvenire i mezzi necessari al pagamento delle retribuzioni e al rifornimento delle guardie di spiaggia allorquando si rivelerà necessaria la costituzione di un tal corpo di vigilanza costiera Il che può succedere più facilmente in occasione della propagazione di epidemie al fine di creare cordoni sanitari e ogniqualvolta si diffonde la notizia di probabili attacchi dal mare di bande piratesche più spesso identificabili sulla costa anconitana con gruppi animosi di uscocchi alla ricerca di facili prede e provenienti dalla sponda opposta dell Adriatico ove trovano facile e sicuro riparo nella frastagliata costa dalmata Non si vorrebbe però tirare troppo il discorso in una lunga disamina della sovrabbondante documentazione relativa alle dispute di natura finanziaria S è visto come spesso accadeva che una causa si accavallasse all altra e che alcune disposizioni emesse per quietare una lite costituissero lo spunto per l avvio di nuovi procedimenti di fronte alle più svariate sedi della giustizia amministrativa dello Stato pontificio Lo spirito riformatore del Settecento che investe lo Stato ecclesiastico almeno a partire dal pontificato di Clemente XII e s avverte di più durante quello di Benedetto XIV colto appieno nei preziosi studi di Dal Pane si può dire faccia emergere un nutrito stuolo di cultori di una nascente scienza della pubblica amministrazione Tra le maggiori opere edite nel primo Settecento che si potrebbero prendere come veri e propri tentativi di prima codificazione di norme per la gestione della cosa pubblica in senso moderno vanno ricordati i ponderosi volumi del De Bono Regimine stampati sotto gli auspici di Papa Clemente XII e del card Rivera in gran parte curati dal giurista romano Pier Andrea Vecchi Un testo che vien messo a disposizione di ogni cancelleria pubblica e la presenza nella biblioteca comunale di Falconara di copie del secondo e terzo tomo i più utili nel disbrigo degli affari relativi alla gestione di un Comune è la testimonianza viva di un frequente ricorso alla loro consultazione da parte dei segretari comunali che si succedono a Falconara tra Settecento e Ottocento Non è detto che l acquisto delle copie per la cancelleria falconarese non sia stata un iniziativa del segretario Biloni che già si è visto particolarmente attento a seguire le disposizioni per un corretto indirizzo della vita comunale tanto da trattenerlo a Falconara per oltre quattro decenni Anche la citata monografia del governatore Bussi degli anni Sessanta dello stesso secolo può passare come un appendice o meglio una glossa all opera del Vecchi con l intenzione evidente da parte dell autore di far comprendere meglio ai podestà le disposizioni emanate dal governo centrale operando un raccordo con la normativa locale Da qui i ripetuti richiami di qualche rubrica dello Statuto anconitano il testo di principale riferimento nell amministrazione dei Comuni prossimi ad Ancona fin quasi all Unità d Italia La possibilità di avere a disposizione un segretario comunale attento ai doveri del suo ufficio permette a Falconara di godere nella seconda metà del Settecento di una stabilità del governo locale facilitata anche dalla pressocché continua presenza sicuramente nel periodo 1747 1760 del podestà Saverio Rossi segno evidente di un incontrastata stima dei Falconaresi nell equilibrato operare del podestà Con lui non muta granché neppure la composizione delle compagini comunali che si susseguono e aiutano il podestà nel disbrigo degli affari pubblici Anno dopo anno sono i membri delle stesse famiglie dei Gratti dei Gerundini dei Marini dei Pauri dei Pighetti degli Scaradozzi a passarsi di mano le maggiori cariche all interno del Comune Essi garantiscono una solidità del governo locale e fanno ipotizzare la formazione di un embrionale oligarchia borghese adattata al luogo che ha pure una sua continuità in quanto le stesse famiglie si ritrovano nel secolo successivo e continuano a presenziare il Comune fino ai primi decenni del Novecento La stabilità politica dà frutti anche nella gestione economica e se si osservano le tabelle comunitative si nota come il pareggio tra entrate e spese sia quasi una costante alla fine di ogni anno finanziario Ciò permette pure lo sviluppo che seppur condotto a piccole tappe porta ad una trasformazione del tessuto urbano falconarese con una crescita degli abitanti e un maggior impiego della manodopera nei servizi presso ditte e famiglie della vicina Ancona in un aumento delle iniziative artigianali ed infine in un più razionale sfruttamento delle campagne con un rinnovamento delle colture e una generale revisione del patto mezzadrile portato a condizioni un po più favorevoli per l agricoltore L indice più apprezzabile della crescita di Falconara sul finire del Settecento è fornito dall aumento della popolazione passata celermente dai 1500 abitanti circa dei primi anni Settanta ai quasi 2 000 della fine del secolo Quale ulteriore prova di una fortunata stagione e dell incremento avuto dalla vita locale nell ultimo decennio del XVIII secolo si può far riferimento alla deliberazione del 21 luglio 1794 con la quale il civico consesso falconarese decide la costruzione di una nuova sede per gli uffici comunali Viene incaricato della progettazione dell edificio l architetto Pietro Zara il quale è in grado nel giro di un breve lasso di tempo di far pervenire ai consiglieri il disegno e la stima dei lavori necessari per innalzare un palazzetto suddiviso in un piano terra due altri piani con copertura a solaio un campanile per la campana pubblica con una spesa prevista di 834 87 scudi A parere dei priori Antonio Pauri Domenico Belardinelli e Giovan Battista Ricciotti urge la costruzione di una nuova residenza comunale per poter disporre di un adeguata abitazione per il podestà privato della solita casa affittata dalla famiglia Fatati al canone di 8 scudi l anno pagato dalla comunità Al versamento della pigione di 8 scudi contribuiscono la comunità di Falconara per 4 scudi e quelle di Camerata e Paterno per 2 scudi ciascuna in quanto il podestà residente a Falconara estende la sua giurisdizione anche sulle due comunità vicine L urgenza di trovare un abitazione per il podestà deriva dall improvvisa decisione della famiglia Fatati di cedere la proprietà della casa a don Angelo Paladini a sua volta pressato dalla necessità di poter godere della nuova abitazione Nella deliberazione consiliare si stabilisce pure di cedere a terzi la vecchia sede comunale posta in un sito nascosto del paese fornita di una scala d accesso all unica stanza utilizzata per le riunioni del consiglio L edificio piuttosto mal ridotto e la scala dell ingresso sistemata allo scoperto negli ultimi tempi a causa di dissesti vari è divenuta insicura tanto che lo stesso pievano Frampoli in un giorno in cui ha deciso di recarsi ad una seduta del consiglio allargata ai deputati ecclesiastici era caduto procurandosi fastidiose contusioni Dalla vendita per stare ad una perizia del mastro muratore Giovanni Severini di Montemarciano è possibile in quegli anni ricavare la somma di 256 71 scudi Se a tale cifra si uniscono gli 8 scudi pagati per il nolo dell abitazione per il podestà

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  • Storia delle associazioni
    di Mutuo Soccorso viene costituita anche a Castelferretti nel 1881 cui seguirà nel 1905 la Società di Mutuo Soccorso Femminile nel 1904 sempre a Castelferretti nasce la Società maschile Concordia e Lavoro La Società di Mutuo Soccorso La Speranza con uno statuto ispirato alle Consociazioni Repubblicane d Italia sorge a Falconara nel 1888 per iniziativa di Orlando Mondaini Cesare Maurilli e dei fratelli Recchioni Nel 1909 nasce la Cooperativa di Consumo con lo scopo di soccorrere le classi bisognose provvedendo i generi di consumo specie di prima necessità e distribuendoli ai soci ed al pubblico ai prezzi più miti possibili Tra i promotori il Marchese Girolamo Antici Mattei Giacomo Guidazzi il dott Antenore Tito Zambelli Orlando Mondaini È sempre Orlando Mondaini che nel 1910 dà vita alla Società di Pubblica Assistenza e Salvataggio i cui militi dispongono di un carro lettiga della Croce Bianca coordinatore del servizio è il dott Antenore Tito Zambelli Falconara sembra collegarsi agli avvenimenti italiani fra i due secoli che vedono l esplosione di tensioni e conflitti sociali e l ascesa di nuove forze nella scena politica Nel 1908 viene istituita una Lega di Miglioramento fra Contadini ispirata a quella socialista di Chiaravalle del 1901 I contadini rivendicano una riforma delle dure clausole del contratto di mezzadria alcune delle quali prevedono ad esempio che il contadino tragga dalla sua parte il grano per la semina Ogni associato versa la quota mensile di 15 centesimi Anche i cattolici si organizzano ed a Fiumesino si costituisce una Unione Cattolica Rurale ispirata a quella nata a Iesi nel 1901 Anch essa rivendica la vera mezzadria proponendosi inoltre acquisti collettivi di zolfo solfato e concimi da distribuire ai soci a prezzo di costo La quota mensile è di 10 centesimi L istituzione delle Casse Rurali a Castelferretti nel 1911 e

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  • Storia delle guerre mondiali
    notte tra il 4 e il 5 aprile 1918 verso l 1 45 un drappello di 60 marinai austriaci agli ordini del tenente di vascello Joseph Weith riuscì a sbarcare a Marzocca per tentare un audace colpo di mano distruggere i sommergibili ormeggiati nel porto di Ancona e rientrare alla base impadronendosi dei MAS della squadriglia Rizzo Avviatisi a piedi verso Ancona dopo essere stati sorpresi dalle prime luci dell alba si rifugiarono nella casa colonica Pennacchioni situata a Barcaglione Il 5 sera i marinai austriaci lasciarono il rifugio e a notte inoltrata giunsero nel porto di Ancona dove vennero catturati nei pressi del Lazzaretto per l intervento delle Guardie di Finanza Grassi e Maganuco e di una pattuglia di carabinieri comandata dal brigadiere Guadagnini L altro episodio riguarda il falconarese Bruno Santarelli 1895 1976 decorato di medaglia d argento al valor militare per aver partecipato all affondamento della corazzata austriaca Santo Stefano operato all alba del 10 giugno 1918 lungo le coste dalmate da due MAS comandati dal capitano di corvetta Luigi Rizzo La guerra 1940 1945 Durante la guerra Falcorara fu ripetutamente colpita da bombardamenti aerei Particolarmente devastanti furono gli effetti di quello avvenuto alle ore 14 del

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  • Storia della resistenza
    Bande I GAP di Falconara sono tra i primi ad essere costituiti nelle Marche già nel settembre del 1943 per iniziativa del dottor Piero Pergoli e della sua squadra vengono gettate le basi dell organizzazione militare e raccolte armi e munizioni Subito viene ostacolata la costituzione del Partito fascista repubblicano sia con azioni dirette che con l affissione del manifestino rimasto famoso dal titolo Fascisti attenzione con l invito a disertare stampato clandestinamente dalla tipografia Sabbatini Nella notte del 12 13 settembre 1943 parte per il sud via mare Goffredo Baldelli con l incarico di mettersi in contatto con gli Alleati Nel novembre successivo ritornato Baldelli ed impiantata una stazione radio nel cingolano viene organizzato un regolare servizio di raccolta di informazioni che partendo da Falconara mediante staffette procura quasi quotidianamente le notizie di cui il Comando Alleato necessita La stazione radio richiede agli Alleati lanci di armi per le formazioni partigiane tanto che la morte di Baldelli avvenuta il 5 giugno 1944 rappresenta una perdita gravissima per la Resistenza I GAP di Falconara compiono nell ottobre 1943 i primi atti di sabotaggio contro le linee telefoniche e le prime azioni per recuperare materiale bellico dai depositi militari tale attività

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  • L'aula verde
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  • Piante, fiori e insetti
    Home Piante fiori e insetti Le fotografie qui presenti sono state realizzate nel 1975 Per ingrandire le foto cliccarci sopra Torna alla pagina del fiume Vai ad inizio pagina Home

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  • Le stagioni
    Home Le stagioni Inverno Primavera Estate Autunno Torna alla pagina del fiume Vai ad inizio pagina Home

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