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  • Luciano Cacciò
    pinacoteca della festa Gli artisti per l Unità Bologna 1982 Invitato da Lucio Bernardi alla Biennale di incisione Luigi Servolini Livorno 1985 Invitato da Carmine Benincasa alla mostra L arte in Italia 1958 1985 Castello Aragonese di Baia NA 1986 2 premio Le città della Magna Grecia Rossano Calabro 1986 40 pittori raccontano le federazioni sportive italiane Invitato con un murale Roma Ipotesi di paesaggio Studio S Roma 1987 Invitato

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  • Luciano Cacciò
    L Espresso Roma Luglio 1971 Adele Menzio Il Triangolo Torino Settembre 1971 Antonello Trombadori Catalogo per la mostra di Roma Galleria Paesi Nuovi Aprile 1972 Raffaele De Grada Giorni Vie Nuove 18 maggio 1972 Claudia Terenzi Paese Sera Roma maggio 1972 Antonio Saccà Obiettivi Roma gennaio giugno 1973 Giorgio Di Genova Catalogo per la mostra di Teramo Galleria 64 7 30 giugno 1973 Alberto Bevilacqua Catalogo per la mostra di

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  • Luciano Cacciò
    l unico che abbia scelto il punto di vista di Empedocle il quale lo si ricordi solo al termine sprofondò nel vulcano nell estremo conato d identificazione mentre lungo il dramma abbandona le equivoche transazioni umane per viver la natura immediatamente Presto al linguaggio dei mortali e a vuote Parole non mi serve più la lingua Si caro Il mondo già si trasfigura E il respiro è più libero e leggero E come là sull alto dell Etna le neve Alla luce del sole si riscalda E brilla e fonde e scorre dalle cime Liberata E fiorente sull acque che precipitano L arco tranquillo d Iride si spiega Così libero scorre e ondeggia il cuore Cade ogni peso e luminosa piove Dall etere la vita e vi fiorisce Hölderlin Empedocle sull Etna trad F Borio Il vulcano degli ercolanesi e dei pompeiani fu brutale definitivo quello dei pittori dell Ottocento eloquente fino alla logorrea Cacciò oggi si è proposto di trasporne la nozione fisica in termini di pittura ora rarefatta ora densa come un corpo opaco Della natura dei vulcani egli vuole rendere il rombo l evaporazione dell aria l imminenza dei crateri l impenetrabilità dei fianchi la quiete degli anni di stasi la testarda persistenza del verde l arroganza del rosso che fagocita i verdi illumina la notte si fa corpo spesso e invasivo Il vulcano non viene identificato in un volume e in una massa integri esso nasce da tante impressioni parziali viene aggirato disseccato assunto poco a poco come un consesso di sensazioni che non descrivono presentificano Personaggio persistente pur nelle variazioni è il cielo che consente un ancoraggio stabile attorno a cui ruota la speciosità infinita delle apparenze dei vulcani Cacciò generalmente non è pittore che si fondi sull estemporaneità sui rapimenti estatici e fulminei egli

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  • Luciano Cacciò
    HOME BIOGRAFIA OPERE TESTI CRITICI ESPOSIZIONI LINK CONTATTI Le Terre trovate 1982 1984 Le terre trovate evocano un mondo di divina bellezza ritualità pagana o divina che sempre all infinito

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  • Luciano Cacciò
    una matura e complessa rifusione del linguaggio In nessun momento mi pare l itinerario culturale e formale di Cacciò si è scollato dall impulso che lo fa pittore e che riassumerei come un sondaggio tenero e al tempo stesso lucido impietoso anche dei suoi fantasmi e delle sue pulsioni dal quale però egli di continuo si affaccia all esterno tentando di stabilire rapporti di situarsi in relazione agli altri alle cose al tempo In altri termini Cacciò ha sempre assunto una tematica di tipo conflittuale la cui presenza trepida e dolente e bruciante oppone un efficace resistenza contro ogni pericolo formalistico Il suo modo di maneggiare una cultura che non di rado purtroppo abbiamo visto in Italia come altrove in Europa estenuarsi in sigle preziose ma senza sangue gli ha consentito di frequentare a lungo quella cultura mantenendola sempre aperta a nuovi esiti I quali appunto gli si condensano ora sotto la specie d un ritorno come accennavo d una tentazione figurale già affacciatasi nella sua ricerca in modo assai netto e del resto mai del tutto scomparsa E importante rilevare che non si tratta di una svolta incongrua nella direzione di quei linguaggi post pop o di figurazione critica europea il cui aspetto vulgarian o demotico se più piace risulta estraneo alla vocazione personale di Cacciò La condensazione figurale che ora tende a prodursi resta in stretta coerenza al precedente svolgimento dell artista al livello d una scrittura fondata su sottili rarefazioni segniche su irruzioni cromatiche sensibili su una percezione diffusamente emozionale della natura La nuova aggregazione delle forme introduce però un chiaro elemento di novità che sarà opportuno seguire nel prossimo avvenire in quel che essa recherà al livello delle nuove possibilità o avventure del linguaggio Intanto è qui è l interesse prezioso di questo momento della vicenda

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  • Luciano Cacciò
    mi parve giusto accennare a una parentela a un rapporto di congeneri fra Cacciò e Osvaldo Licini artista impraticabile quanto apertissimo erratico e puntuale In tutte queste citazioni è evidente gioca una componente letteraria una mediazione dei segni che si fan carico oltre che dell eleganza delle forme della loro voracità e di quella forza disordinante che han sempre le più belle e ferme composizioni d arte L immagine appare infatti in Cacciò come sospesa in attesa di un evento che si produrrà al suo esterno e che verrà a contemplarla attraverso la necessaria partecipazione emotiva dello spettatore al quale si rivolge non come una risposta ma come groppo di interrogativi irrisolti Resta al di fuori del discorso di poetica quella tensione dialettica quel folto di ambiguità in cui l artista può riconoscersi come soggetto irripetibile agente di un introspezione che più s affonda nei meandri della personalità individua tanto più si dilata all esterno ad arricchire il processo che sempre s instaura fra persona e società quando si tentano le strade della comunicazione per segni e non per segnali per allusioni e non per citazioni Cacciò getta quindi nel dipinto tutte le tensioni e anche tutti i tremori del suo essere uomo partecipe e coinvolto nella situazione concreta dell esistenza procedendo per metafore e per simboli che infittiscono di risonanze le cifre del mistero pittorico Risonanze certamente liriche ma colme d interiore aggressività e protese spesso alla denuncia evidenziata letterariamente anche dall uso dei titoli I frammenti di caccia sono abbastanza emblematici di questo discorso che rifugge dall astrazione almeno quanto vi si tuffa alla ricerca dell indefinibile Non so se quella di Cacciò possa dirsi come ha scritto Alberto Bevilacqua una posizione intermedia fra il dire e il non dire o piuttosto come a me sembra un accettare

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  • Luciano Cacciò
    a quella profondità lirica che va scandagliando Ma non vanno prese queste parole in senso programmatico di figurazione o letterario figurativo Guai a separare le parole del critico o dello scrittore narrativo dalle immagini dipinte Guai a spiegare in chiave di racconto le forme pittoriche e soprattutto queste di un mondo formale in gestazione e in flusso Il motivo della caccia è mi sembra soprattutto una metafora esistenziale dove il pittore uomo è cacciato e cacciatore fa violenza e la patisce sale in alto e cade è sempre non si dimentichi uno che non vuole affogare ma non può liberarsi dall ossessione intellettuale erotica lirica di entrare nel profondo Mi sembra soprattutto dopo aver visto i quadri del 75 varianti di colori caldi e freddi dell immersione nel profondo che la schiettezza e l originalità delle opere attuali non stiano tanto in quelle concrete figure che sembravano affiorare da grandi spessori e da un tempo lungo dei sensi e dei pensieri quanto nel fatto che la struttura sensibile e mentale portante l immagine sia la forma di una tensione sospesa e irrisolta di un energia che fruga senza violenza nei sensi e nei pensieri per conoscere in modo organico se stesso e il mondo Nonostante certe interessanti allusioni che erano nella Grande vita Luciano Cacciò non è arrivato a una figurazione oggettiva A Roma ci sono oggi due forti tendenze pittoriche un neoastrattismo della percezione organizzata della luce una pittura della realtà che fa una scuola dello sguardo analitico iperrealista e politico Luciano Cacciò con la sua astrazione lirica va per la su a strada che è un tentativo di stare nel grembo della pittura là dove si generano terra e cielo voli e cadute grandi dedizioni e ripiegamenti con ferite là dove nello stesso istante può stringere la mano alla fanciullezza e alla morte Un suo segno una sua forma un suo colore evocano senso e memoria della natura ma come in transito e non sai se si avvicina o si sta allontanando Ma non ci sono paesaggi ambienti personaggi E il pittore che si fa sono paesaggio ambiente personaggio Ciò che noi vediamo è il momento del flusso della germinazione dell aggregarsi o decomporsi della vita in grandi spazi resi con una materia molto fluida tessuta di trasparenze continuamente mossa dalla luce Forse tanti di questi quadri ultimi potrebbero essere composti in un unica immagine parete C è uno stupore per il mondo c è una meraviglia per la potenza di grazia che può avere la tecnica Ci sono le condizioni di sensi di pensieri e di mezzi pittorici per non contentarsi dell abitudinario del già catalogato vuoi nel repertorio oggettivo vuoi in quello astratto e c è invece la tentazione per ciò che è ignoto fresco imprevedibile magari perduto ma che si può recuperare Forse pere tutti questi motivi e altri gli spazi puliti verdi azzurri grigi gialli terra calda fanno pensare a spazi sterminati dove si può entrare e provare a vivere con libertà e coscienza

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  • Luciano Cacciò
    scomporre le parti Il personaggio di un romanzo di autore triestino legge per caso le confessioni di un altro personaggio Francesco Burdin 1976 Il senso profondo di una rappresentazione Come nella serie precedente dei Frammenti di caccia anche in queste ultime opere si può individuare un tema ricorrente Filiberto Menna 1977 Spazio biologico e dimensione onirica Mi sembra chiaro che un aspetto centrale della pittura di Luciano Cacciò in questi

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