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  • S. Basilio: Lettera 38 - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    nella sostanza comune sono inconciliabili e incomunicabili i caratteri distintivi che rileviamo nella Trinità grazie ai quali si mette in evidenza l individualità delle persone che ci sono state tramandate nel deposito di fede perché ognuna di esse viene compresa per i propri caratteri distintivi separatamente dalle altre così che per tali segni noi troviamo ciò che separa le ipostasi una dall altra Di contro per il fatto di essere infinita incomprensibile increata non contenuta in un luogo e per tutti i caratteri di questo genere non c è alcuna differenza nella natura che dà la vita mi riferisco al Padre Figlio Spirito Santo ma si rileva in loro una comunanza continua e indivisibile E lo stesso ordine d idee per cui comprendiamo la magnificenza di ognuna delle entità che sono oggetto di fede nella santa Trinità ci permette di procedere a considerare senza alcuna differenza la gloria del Padre del Figlio e dello Spirito santo perché non c è alcun intervallo fra Padre Figlio e Spirito santo a causa del quale il pensiero si trovi a procedere nel vuoto Nulla c è infatti che s inserisca in mezzo a loro non c è un altra entità sussistente oltre la natura divina tale da poterla dividere in sé stessa per l inserzione di un elemento estraneo e neppure un intervallo di vuoto insussistente tale da interrompere l armonia interna della sostanza divina disunendo il continuo con l interposizione del vuoto Ma chi considera il Padre lo considera in sé stesso e insieme comprende col pensiero anche il Figlio Chi poi pensa al Figlio non tiene separato lo Spirito del Figlio ma conseguentemente secondo l ordine e unitamente secondo la natura rappresenta in sé la fede nei tre composta in unità Chi poi nomina soltanto lo Spirito in questa professione comprende insieme anche colui cui lo Spirito appartiene E poiché lo Spirito è di Cristo e deriva da Dio come dice Paolo Ep Rom 8 9 come chi tira un capo della catena tira insieme anche l altro capo così chi trae a sé lo Spirito come dice il profeta Ps 118 131 per mezzo di questo tira insieme anche il Figlio e il Padre E se uno tiene veramente il Figlio lo terrà da ambedue le parti traendo insieme da una parte suo Padre e dall altra il suo Spirito Infatti né può essere separato dal Padre colui che è sempre nel Padre né può essere mai diviso dal suo Spirito colui che opera tutto in lui Analogamente colui che ha accolto il Padre ha accolto insieme effettivamente anche il Figlio e lo Spirito santo In nessun modo infatti è possibile pensare a divisione o separazione così da considerare il Figlio separatamente dal Padre e da dividere lo Spirito dal Figlio Invece noi ravvisiamo in loro sia comunanza sia distinzione in modo indicibile e inconcepibile perché nè la differenza delle ipostasi interrompe la continuità della natura né la comunanza secondo la sostanza elimina l individualità delle proprietà caratteristiche Non meravigliarti perciò se affermiamo che la medesima realtà è insieme unita e distinta e se come in enigma immaginiamo una nuova e straordinaria distinzione congiunta e congiunzione distinta Se infatti uno ascolta il nostro discorso non per gusto di discutere e calunniare gli è possibile trovare qualcosa del genere anche nella realtà sensibile 5 Intendete comunque le mie parole come esempio e ombra della verità non come la verità stessa delle cose perché non è possibile che ciò che consideriamo negli esempi si adatti perfettamente a ciò per cui facciamo uso degli esempi Come dunque affermiamo che da ciò che appare ai nostri sensi si può dedurre insieme la distinzione e l unità Hai già osservato qualche volta in primavera lo splendore dell arcobaleno nelle nubi quell arco dico che siamo soliti definire iride e che gli esperti affermano formarsi talvolta quando una certa umidità si mescola con l aria poiché la violenza del vento espelle sotto forma di pioggia l umidità e la spessa nuvolosità che si è formata nell atmosfera Sostengono che si formi così Quando il raggio del sole penetrando obliquamente nella parte densa e oscura dell ammasso di nubi imprime direttamente il suo cerchio su una nube si ha per così dire una riflessione e un ritorno della luce su sé stessa perché il fulgore è respinto in senso opposto dall elemento umido e brillante Poiché infatti la natura di uno scintillio luminoso è tale che esso si ripercuote all indietro su sé stesso se viene a cadere su una superficie liscia e risulta circolare questa figura formata dal raggio sulla parte umida e liscia dell aria necessariamente anche l aria che circonda la nube a causa dello splendore luminoso viene circoscritta secondo la figura della circonferenza solare Orbene questa luminosità è insieme continua in sé stessa e divisa Poiché infatti presenta molti colori e molte forme grazie alla varietà dei colori si mescola con sé stessa in modo tale che sfugge al nostro sguardo e senza farcene accorgere sottrae ai nostri occhi la confluenza dei vari colori gli uni con gli altri così che non distinguiamo la zona intermedia fra l azzurro e il rosso dove avviene insieme la mescolanza e la separazione di un colore dall altro e neppure quella fra il rosso e il purpureo o fra questo e il colore dell ambra Poiché infatti i riflessi luminosi di tutti i colori si mostrano tutti insieme brillano di lontano e ci sottraggono i segni del loro congiungersi gli uni con gli altri essi sfuggono ad un esame così ch è impossibile accertare fino a che punto della zona luminosa c è il rosso o il verde e da che punto un colore comincia a non essere più tale quale lo scorgiamo nel suo brillare di lontano Come dunque nell esempio riconosciamo con chiarezza le differenze dei colori ma non possiamo percepire la separazione di uno dall altro così considera che lo stesso ragionamento possa essere applicato alla dottrina che riguarda Dio le proprietà delle

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  • Cenni biografici di Atenagora di Atene - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    di Atene Atenagora fu un filosofo cristiano ateniese vissuto ai tempi degli imperatori Marco Aurelio e Commodo Ad essi indirizzo un apologia del cristianesimo intitolata Legatio pro Christianis Supplica per i Cristiani nella quale dopo aver enumerato i principali delitti di cui i cristiani venivano accusati ateismo antropofagia incesto etc egli dimostra che si trattava di vere e proprie calunnie L apologia si conclude implorando dagli imperatori giustizia per i cristiani i quali pregano Dio per loro e per la prosperità dell impero Atenagora scisse anche un trattato il De Resurrectione Mortuorum per dimostrare non solo la possibilità ma altresì la necessità che il corpo risorga Atenagora morì verso la fine del II secolo Joomla SEO powered by JoomSEF La Patristica I Padri Apostolici S Clemente Romano S Ignazio di Antiochia Il Pastore d Erma S Policarpo I Padri della Chiesa Chi sono i Padri della Chiesa Clemente alessandrino S Agostino S Ambrogio S Anselmo S Benedetto S Cirillo S Giovanni Crisostomo S Giustino S Gregorio di Nissa S Leone Magno Origene Tertulliano Cirillo d Alessandria S Basilio Atenagora di Atene Supplica intorno ai cristiani Sulla Resurrezione dei morti Rufino di Aquileia Guigo il certosino I Padri del deserto Evagrio

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  • Breve profilo biografico di Rufino di Aquileia - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    Alessandria dove alla scuola di Didimo il Cieco fu affascinato dall insegnamento di Origene Nel 378 si trasferì a Gerusalemme ove visse da monaco sul Monte degli Ulivi e ricevette l ordinazione sacerdotale dal vescovo Giovanni Con Girolamo che nel 386 si stabilì a Betlemme Rufino mantenne cordiali relazioni incrinate però da un diverso giudizio sull ortodossia della dottrina origenista che sfociò in un aspro dibattito pubblico Nel 397 Rufino tornò in Italia ma l invasione dei Visigoti nel 407 lo costrinse a lasciare Aquileia Morì a Messina nel 410 L importanza di Rufino nel campo della letteratura cristiana si fonda innanzi tutto sulla sua attività di traduttore Poiché la conoscenza della lingua greca diventava sempre più rara nell Occidente egli si propose di rendere accessibili importanti opere letterarie greche a coloro che si interessavano alle questioni teologiche Il Commento al Simbolo degli Apostoli è invece un suo scritto originale nel quale Rufino si pone in dipendenza della catechesi di S Cirillo di Gerusalemme Lo scritto offre per la prima volta il testo latino del simbolo apostolico e un elenco dei libri della Sacra Scrittura Joomla SEO powered by JoomSEF La Patristica I Padri Apostolici S Clemente Romano S Ignazio

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  • Cenni biografici di Guigo il certosino - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    dei primi certosini questi discreti e austeri monaci che vivevano nell ombra e nel silenzio occupati nella meditazione delle verità ultime Le notizie circa la sua vita sono scarsissime certamente fra le cause del riserbo delle fonti entra quell amore al silenzio riguardo a se stessi caratteristico della spiritualità certosina Di lui sappiamo solo che nel 1173 è già monaco con responsabilità e che in quello stesso anno o nell anno successivo venne eletto nono priore della Grande Certosa Più tardi dimissionò dall incarico quindi morì nel 1188 Di lui ci restano alcune Meditazioni sotto forma di lectio divina un Commento al Magnificat e la Scala claustralium scritto dedicato all amico Gervaso cui un tempo Guigo fu unito ma dal quale era costretto a vivere separato Joomla SEO powered by JoomSEF La Patristica I Padri Apostolici S Clemente Romano S Ignazio di Antiochia Il Pastore d Erma S Policarpo I Padri della Chiesa Chi sono i Padri della Chiesa Clemente alessandrino S Agostino S Ambrogio S Anselmo S Benedetto S Cirillo S Giovanni Crisostomo S Giustino S Gregorio di Nissa S Leone Magno Origene Tertulliano Cirillo d Alessandria S Basilio Atenagora di Atene Rufino di Aquileia Guigo il certosino Scala

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  • Breve profilo biografico di Evagrio Pontico - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    e acqua e solo due anni prima di morire gli si conosce una tarda acquiescenza per i legumi secchi Viene spesso tormentato dai demoni soprattutto dallo spirito di lussuria e di blasfemia ma riceve in cambio dei suoi sforzi il dono della di krisis Sembra che per la stima di cui era circondato sia fra quei monaci avvicinati dall ambizioso Teofilo vescovo di Alessandria che lo tentò offrendogli invano una sede vescovile Evagrio muore nel 399 poco prima dello scoppio della controversia origenista Per le fonti delle notizie biografiche su Evagrio si veda l Introduction di Guillaumont cit pp 21 29 e 304 318 Sappiamo di una copiosa produzione scritta di Evagrio da tutti i suoi biografi Si parla di una folta schiera di lettori delle sue opere in greco ma anche in latino grazie alle traduzioni di Rufino come È ricordato da Gerolamo nella lettera 133esima a Ctesifonte A causa della condanna la controversia sulle opere certe di Evagrio e su quelle a lui attribuite appare assai spinosa Alcuni testi del Nostro infatti scomparvero dalla tradizione manoscritta greca Tuttavia ostinati adepti escogitarono la felice soluzione di tradurre certi trattati in siriaco e armeno o in altri casi strenui copisti raccolsero alcune opere sotto nomi soccorrevoli e ortodossi Evagrio ha prevalentemente una scrittura secca aforistica La sua consuetudine di raccogliere le sentenze in centurie avrà lunga vita nella tradizione bizantina Fra le opere menzioniamo il Praktik n il Pratico che consta di 100 capitoli e si presenta come un serrato vademecum per il monaco apprendista e volenteroso indispensabile ad una difesa dagli attacchi dei vizi e necessario avvio sull impervia strada dell ap theia Lo Gnostik ò n lo Gnostico in 50 capitoli È stato conservato integralmente solo in siriaco e armeno È una continuazione del trattato precedente poiché gli ammaestramenti in esso presenti prevedono che l adepto abbia già raggiunto l ap theia e si adoperi a conseguire ulteriori traguardi È recente l uscita di un edizione francese Le gnostique ou celui qui est devenu digne de la science dition critique des fragments grecs par A e C Guillaumont traduction int grale et blie au moyen de versions syriaques et arm nienne Sources Chretiennes 356 Paris Ed du cerf 1989 L ideale trilogia monacale si conclude con i Keph laia gnostica reperibile in due versioni siriache sei centurie del tutto perdute nell originale greco se si eccettuano isolate sentenze accolte presso altri autori o incompleti florilegi Si tratta della grande opera dottrinale dell Iborita dove compare più prepotentemente la tematica origenista condannata la preesistenza delle anime nello stato di intelletti puri la loro caduta in corpi differenti con conseguente formazione di angeli demoni e uomini e l apocatastasi Rerum monachalium rationes T n katà monakhon pragm ton tà aìtia che È conservato nel testo greco PG XL 1252 D 1264 C e argomenta sui requisiti imprescindibili per ben condursi nella vita monastica dal celibato alla povertà alla meditazione escatologica Tractatus ad Eulogium monachum Pros Eyl ò gion m ò

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  • Profilo biografico di S. Antonio Abate - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    scritta da Sofronio Eusebio Girolamo verso il 375 Vi si narra l incontro nel deserto della Tebaide di Antonio con il più anziano Paolo di Tebe Il resoconto dei rapporti tra i due santi con l episodio del corvo che porta loro un pane affinché si sfamino sino alla sepoltura dl vecchissimo Paolo ad opera di Antonio vennero poi ripresi anche nei resoconti medievali della vita dei santi in primo luogo nella celebre Legenda Aurea di Jacopo da Varagine Antonio nacque a Coma in Egitto l odierna Qumans intorno al 251 figlio di agiati agricoltori cristiani Rimasto orfano prima dei vent anni con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare sentì ben presto di dover seguire l esortazione evangelica Se vuoi essere perfetto va vendi quello che possiedi e dallo ai poveri Mt 19 21 Così distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città vivendo in preghiera povertà e castità Icona raffigurante sant Antonio abate Si racconta che ebbe una visione in cui un eremita come lui riempiva la giornata dividendo il tempo tra preghiera e l intreccio di una corda Da questo dedusse che oltre alla preghiera ci si doveva dedicare a un attività concreta Così ispirato condusse da solo una vita ritirata dove i frutti del suo lavoro gli servivamo per procurarsi il cibo e per fare carità In questi primi anni fu molto tormentato da tentazioni fortissime dubbi lo assalivano sulla validità di questa vita solitaria Consultando altri eremiti venne esortato a perseverare Lo consigliarono di staccarsi ancora più radicalmente dal mondo Allora coperto da un rude panno si chiuse in una tomba scavata nella rocca nei pressi del villaggio di Coma In questo luogo sarebbe stato aggredito e percosso dal demonio senza sensi venne raccolto da persone che si recavano alla tomba per portagli del cibo e fu trasportato nella chiesa del villaggio dove si rimise In seguito Antonio si spostò verso il Mar Rosso sul monte Pispir dove esisteva una fortezza romana abbandonata con una fonte di acqua Era il 285 e rimase in questo luogo per 20 anni nutrendosi solo con il pane che gli veniva calato due volte all anno In questo luogo egli proseguì la sua ricerca di totale purificazione pur essendo aspramente tormentato secondo la leggenda dal demonio Con il tempo molte persone vollero stare vicino a lui e abbattute le mura del fortino liberarono Antonio dal suo rifugio Antonio allora si dedicò a lenire i sofferenti operando secondo tradizione guarigioni e liberazioni dal demonio Grotta in cui viveva Antonio sul monte che domina il suo monastero Il gruppo dei seguaci di Antonio si divise in due comunità una a oriente e l altra a occidente del fiume Nilo Questi Padri del deserto vivevano in grotte e anfratti ma sempre sotto la guida di un eremita più anziano e con Antonio come guida spirituale Antonio contribuì all espansione

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  • La Preghiera del cuore - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    di Gesù E sotto questa forma che tale regola viene data in maniera generale a tutti i monaci In questa regola si parla della preghiera di Gesù allo stesso modo in cui si parla della preghiera domenicale del salmo 50 e del simbolo della fede cioè come di cose universalmente conosciute e accettate Quando Antonio il Grande che visse fra il III e il IV secolo esorta i discepoli ad esercitarsi con il più grande zelo nella preghiera di Gesù ne parla come di qualcosa che non ha bisogno del minimo chiarimento Le spiegazioni relative a questa preghiera apparvero più tardi a mano a mano che se ne perdeva la conoscenza viva Così un insegnamento dettagliato sulla preghiera di Gesù fu dato dai Padri del XIV e XV secolo allorché la sua pratica prese a scomparire anche fra i monaci Testimonianze indirette Nei documenti dei primi secoli del cristianesimo pervenuti fino a noi la preghiera nel Nome di Gesù non è trattata a parte ma solo in connessione con altri temi Nella Vita di Ignazio Teoforo vescovo di Antiochia che ricevette la corona del martirio a Roma sotto l imperatore Traiano leggiamo quanto segue Mentre lo si conduceva per essere consegnato alle bestie feroci egli aveva incessantemente il Nome di Gesù Cristo sulle labbra allora i pagani gli chiesero per quale motivo pronunciasse continuamente quel Nome Il santo rispose che aveva il Nome di Gesù Cristo impresso nel cuore e che non faceva altro che confessare con la bocca colui che sempre portava nel cuore Il santo martire Ignazio fu davvero sia nel nome che nella vita un Teoforo nome che in greco significa Portatore di Dio perché portava sempre nel cuore il Cristo Dio impresso dalla meditazione continua del suo spirito Ignazio fu discepolo del santo apostolo ed evangelista Giovanni ed ebbe nella sua infanzia il privilegio di vedere il Signore Gesù Cristo La chiesa primitiva Non v è dubbio che l evangelista Giovanni insegnò la preghiera di Gesù a Ignazio e che questi in quel periodo fiorente del cristianesimo la praticava al pari di tutti gli altri cristiani In quel tempo tutti i cristiani imparavano a praticare la preghiera di Gesù anzitutto per la grande importanza di questa preghiera quindi per la rarità e il costo elevato dei libri sacri ricopiati a mano e per il numero ridotto di quanti sapevano leggere e scrivere gran parte degli apostoli erano analfabeti infine perché questa preghiera è di facile uso Declino progressivo Uno scrittore del V secolo Esichio di Gerusalemme si lamenta già che la pratica di questa preghiera è andata fortemente in declino fra i monaci Col tempo tale declino si accentuerà ulteriormente così i santi Padri con i loro scritti si sforzarono di incoraggiare questa pratica L ultimo in ordine di tempo a scrivere su questa preghiera fu il beato staretz Serafim di Sarov Lo staretz non redasse lui stesso le Istruzioni che apparvero sotto il suo nome ma esse furono messe per iscritto a partire dal suo

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  • Breve profilo biografico di Gregorio il sinaita - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    e l insicurezza del luogo lo costrinsero a nuovi spostamenti Dopo una prima permanenza in Bulgaria nella solitaria Parorea ritornò più tardi per stabilirvisi e morirvi La Filocalia contiene cinque scritti di Gregorio un Acrostico sui comndamenti di carattere piuttosto speculativo alcuni Capitoli diversi e Tre opuscoli molto simili sulla vita esicasta Per Gregorio la vita spirituale consiste nel recuperare o meglio riscoprire l energia battesimale Si puòriuscirvi attraverso diverse vie La più breve è quella della preghiera dello spirito preghiera di Gesù accompagnata dalla tecnica respiratoria Gregorio senza dilungarsi molto sul ritmo della respirazione precisa più di altri l utilizzo di tale invocazione allude ad un certo dolore fisico conseguente al metodo ed espone più dettagliatamente i suoi effetti psicologici calore gioia etc Tuttavia in un passo sottolinea con decisione il carattere strettamente relativo della tecnica stessa Nutrito della dottrina di Climaco e di Simeone il Nuovo Teologo Gregorio domina tutta la restaurazione esicasta del XIII XIV secolo Tutta la sua vita fu consacrata all orazione esicasta e alla sua diffusione I suoi scritti sono divenuti in Oriente preghiera del cuore Joomla SEO powered by JoomSEF La Patristica I Padri Apostolici S Clemente Romano S Ignazio di Antiochia Il

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