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  • La Lettera a Diogneto - Dal Par. VII - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    non approvava quel tempo di ingiustizia Invece preparava il tempo della giustizia perché noi fossimo convinti che in quel periodo per le nostre opere eravamo indegni della vita e ora solo per bontà di Dio ne siamo degni e dimostrassimo per quanto fosse in noi che era impossibile entrare nel regno di Dio e che solo per sua potenza ne diventiamo capaci 2 Dopo che la nostra ingiustizia giunse al colmo e fu dimostrato chiaramente che come suo guadagno spettava il castigo e la morte venne il tempo che Dio aveva stabilito per manifestare la sua bontà e la sua potenza O immensa bontà e amore di Dio Non ci odiò non ci respinse e non si vendicò ma fu magnanimo e ci sopportò e con misericordia si addossò i nostri peccati e mandò suo Figlio per il nostro riscatto il santo per gli empi l innocente per i malvagi il giusto per gli ingiusti l incorruttibile per i corrotti l immortale per i mortali 3 Quale altra cosa poteva coprire i nostri peccati se non la sua giustizia 4 In chi avremmo potuto essere giustificati noi ingiusti ed empi se non nel solo Figlio di Dio 5 Dolce sostituzione opera inscrutabile benefici insospettati L ingiustizia di molti viene riparata da un solo giusto e la giustizia di uno solo rende giusti molti 6 Egli che prima ci convinse dell impotenza della nostra natura per avere la vita ora ci mostra il salvatore capace di salvare anche l impossibile Con queste due cose ha voluto che ci fidiamo della sua bontà e lo consideriamo nostro sostentatore padre maestro consigliere medico mente luce onore gloria forza vita senza preoccuparsi del vestito e del cibo La carità 1 Se anche tu desideri questa fede per prima otterrai la conoscenza del Padre 2 Dio infatti ha amato gli uomini Per loro creò il mondo a loro sottomise tutte le cose che sono sulla terra a loro diede la parola e la ragione solo a loro concesse di guardarlo lo plasmò secondo la sua immagine per loro mandò suo figlio unigenito loro annunziò il Regno nel cielo e lo darà a quelli che l hanno amato 3 Una volta conosciutolo hai idea di qual gioia sarai colmato Come non amerai colui che tanto ti ha amato 4 Ad amarlo diventerai imitatore della sua bontà e non ti meravigliare se un uomo può diventare imitatore di Dio lo può volendolo lui l uomo 5 Non si è felici nell opprimere il prossimo nel voler ottenere più dei deboli arricchirsi e tiranneggiare gli inferiori In questo nessuno può imitare Dio sono cose lontane dalla Sua grandezza 6 Ma chi prende su di sé il peso del prossimo e in ciò che è superiore cerca di beneficare l inferiore chi dando ai bisognosi ciò che ha ricevuto da Dio è come un Dio per i beneficati egli è imitatore di Dio 7 Allora stando sulla terra contemplerai perché Dio regna nei cieli allora incomincerai a parlare dei

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  • La Lettera a Diogneto - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    vengono perseguitati 12 Non sono conosciuti e vengono condannati Sono uccisi e riprendono a vivere 13 Sono poveri e fanno ricchi molti mancano di tutto e di tutto abbondano 14 Sono disprezzati e nei disprezzi hanno gloria Sono oltraggiati e proclamati giusti 15 Sono ingiuriati e benedicono sono maltrattati ed onorano 16 Facendo del bene vengono puniti come malfattori condannati gioiscono come se ricevessero la vita 17 Dai giudei sono combattuti come stranieri e dai greci perseguitati e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell odio L anima del mondo VI 1 A dirla in breve come è l anima nel corpo così nel mondo sono i cristiani 2 L anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra 3 L anima abita nel corpo ma non è del corpo i cristiani abitano nel mondo ma non sono del mondo L anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile i cristiani si vedono nel mondo ma la loro religione è invisibile 5 La carne odia l anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria perché impedisce di prendersi dei piaceri il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri 6 L anima ama la carne che la odia e le membra anche i cristiani amano coloro che li odiano 7 L anima è racchiusa nel corpo ma essa sostiene il corpo anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione ma essi sostengono il mondo 8 L anima immortale abita in una dimora mortale anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono aspettando l incorruttibilità nei cieli 9 Maltrattata nei cibi e nelle bevande l anima si raffina anche i cristiani maltrattati ogni giorno più si moltiplicano 10 Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare Dio e il Verbo VII 1 Infatti come ebbi a dire non è una scoperta terrena da loro tramandata né stimano di custodire con tanta cura un pensiero terreno né credono all economia dei misteri umani 2 Ma quello che è veramente signore e creatore di tutto e Dio invisibile egli stesso fece scendere dal cielo tra gli uomini la verità la parola santa e incomprensibile e l ha riposta nei loro cuori Non già mandando come qualcuno potrebbe pensare qualche suo servo o angelo o principe o uno di coloro che sono preposti alle cose terrene o abitano nei cieli ma mandando lo stesso artefice e fattore di tutte le cose per cui creò i cieli e chiuse il mare nelle sue sponde e per cui tutti gli elementi fedelmente custodiscono i misteri Da lui il sole ebbe da osservare la misura del suo corso quotidiano a lui obbediscono la luna che splende nella notte e le stelle che seguono il giro della luna da lui tutto fu ordinato delimitato e disposto i cieli e le cose nei cieli la terra e le cose nella terra il mare e le cose nel mare il fuoco l aria l abisso quello che sta in alto quello che sta nel profondo quello che sta nel mezzo lui Dio mandò ad essi 3 Forse come qualcuno potrebbe pensare lo inviò per la tirannide il timore e la prostrazione 4 No certo Ma nella mitezza e nella bontà come un re manda suo figlio lo inviò come Dio e come uomo per gli uomini lo mandò come chi salva per persuadere non per far violenza A Dio non si addice la violenza 5 Lo mandò per chiamare non per perseguitare lo mandò per amore non per giudicare 6 Lo manderà a giudicare e chi potrà sostenere la sua presenza 7 Non vedi i cristiani che gettati alle fiere perché rinneghino il Signore non si lasciano vincere 8 Non vedi quanto più sono puniti tanto più crescono gli altri 9 Questo non pare opera dell uomo ma è potenza di Dio prova della sua presenza L incarnazione VIII 1 Chi fra tutti gli uomini sapeva perfettamente che cosa è Dio prima che egli venisse 2 Vorrai accettare i discorsi vuoti e sciocchi dei filosofi degni di fede Alcuni affermavano che Dio è il fuoco ove andranno essi chiamandolo Dio altri dicevano che è l acqua altri che è uno degli elementi da Dio creati 3 Certo se qualche loro affermazione è da accettare si potrebbe anche asserire che ciascuna di tutte le creature ugualmente manifesta Dio 4 Ma tutte queste cose sono ciarle e favole da ciarlatani 5 Nessun uomo lo vide e lo conobbe ma egli stesso si rivelò a noi 6 Si rivelò mediante la fede con la quale solo è concesso vedere Dio 7 Dio signore e creatore dell universo che ha fatto tutte le cose e le ha stabilite in ordine non solo si mostrò amico degli uomini ma anche magnanimo 8 Tale fu sempre è e sarà eccellente buono mite e veritiero il solo buono 9 Avendo pensato un piano grande e ineffabile lo comunicò solo al Figlio 10 Finché lo teneva nel mistero e custodiva il suo saggio volere pareva che non si curasse e non pensasse a noi 11 Dopo che per mezzo del suo Figlio diletto rivelò e manifestò ciò che aveva stabilito sin dall inizio ci concesse insieme ogni cosa cioè di partecipare ai suoi benefici di vederli e di comprenderli Chi di noi se lo sarebbe aspettato L economia divina IX 1 Dio dunque avendo da sé tutto disposto con il Figlio permise che noi fino all ultimo trascinati dai piaceri e dalle brame come volevamo fossimo travolti dai piaceri e dalle passioni Non si compiaceva affatto dei nostri peccati ma ci sopportava e non approvava quel tempo di ingiustizia Invece preparava il tempo della giustizia perché noi fossimo convinti che in quel periodo per le nostre opere eravamo indegni della vita e ora solo per bontà di Dio ne siamo degni e dimostrassimo per quanto fosse

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  • Breve profilo biografico di Papia di Gerapoli - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    quella generazione di uomini che era vissuta tra il 70 ed il 160 ed aveva conosciuto almeno qualcunodegli apostoli e parecchi dei loro immediati successori Papia fu vescovo di Gerapoli in Frigia ed era ancora vivo verso l anno 135 Morì intorno al 150d c Egli scrisse un opera dal titolo Spiegazione dei detti del Signore che si fa risalire all inizio del secondo secolo Di quest opera ci sono

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  • Papia di Gerapoli: Frammenti - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    non dire alcuna menzogna a riguardo di ciò Questo fu raccontato da Papia intorno a Marco 16 Di Matteo poi disse questo Matteo scrisse i detti del Signore in lingua ebraica e ciascuno poi li interpretava come poteva Papia si serve di testimonianze ricavate dalla prima lettera di Giovanni e dalla prima di Pietro Ed espone anche un altro racconto di una donna accusata presso il Signore di molti peccati racconto contenuto nel Vangelo degli Ebrei Anche queste notizie che abbiamo aggiunto alle riferite possano non essere senza utilità III frammento Frammento di Apollinare di Laodicea La morte di Giuda 1 Giuda non morì al capestro ma liberato dal laccio prima di soffocare visse ancora Lo dimostrano anche gli Atti degli Apostoli dicendo che egli cadde in avanti e si aprì nel mezzo e si sparsero le sue viscere Questo lo narra più apertamente Papia discepolo di Giovanni nel quarto libro della spiegazione dei detti del Signore dicendo così 2 Grande esempio d empietà fu in questo mondo Giuda le cui carni gonfiarono talmente che per dove sarebbe facilmente passato un carro non avrebbe potuto passare lui anzi neppure la sola stessa mole del suo capo Poiché dicono che anche le palpebre dei suoi occhi s ingrossarono tanto che egli non poteva più vedere affatto la luce e neppure il medico con la diottra riusciva a vedere i suoi occhi tanto erano profondi dalla superficie esterna I suoi genitali apparivano ingrossati e più ripugnanti d ogni deformità e da essi uscivano marcia e vermi che da tutto il corpo affluivano per ludibrio insieme agli escrementi 3 Dopo molti tormenti e supplizi egli morì come dicono in un suo podere che per il puzzo è rimasto fino ad ora deserto e disabitato ed anche oggi nessuno può traversare quel luogo senza turarsi il naso con le mani Tanto fu lo scolo che dalle sue carni penetrò nella terra IV frammento Frammento in Andrea di Cesarea Commento all Apocalisse Gli angeli che presiedono al governo della terra Papia dice così parola per parola Ad alcuni di essi cioè di coloro che furono un giorno angeli divini affidò di presiedere al governo della terra ed ingiunse di presiedervi bene E in seguito dice Ma avvenne che l ordine loro ricadde nel nulla V frammento Frammento in Andrea di Cesarea prologo al Commento all Apocalisse L ispirazione dell Apocalisse Stimiamo superfluo parlare più a lungo dell ispirazione di quel libro cioè dell Apocalisse di Giovanni dal momento che beati uomini voglio dire Gregorio il teologo e Cirillo e inoltre anche altri più antichi Papia Ireneo Metodio e Ippolito attestano che esso è degno di fede VI frammento Frammento in Anastasio sinaita Contemplatio anagogica in Hexameron Interpretazione allegorica dell opera dei sei giorni Prendendo occasione da Papia uomo illustre di Gerapoli discepolo di colui che riposò sul petto del Signore e da Clemente e da Panteno sacerdote di Alessandria e dal sapientissimo Ammonio antichi interpreti anteriori ai sinodi che riferirono tutta l opera dei sei

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  • Breve profilo biografico di S. Clemente Romano - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    fu ordinato dallo stesso S Pietro Già Epifanio cercò di conciliare le due affermazioni spiegando che Clemente fu sì consacrato da S Pietro ma per amore della pace come primo successore di Pietro fu scelto Lino La cosiddetta Prima lettera di Clemente venne già utilizzata e citata nella lettera di S Policarpo La lettera scritta da Clemente Romano alla comunità di Corinto in Grecia verso il 96 98 d C la si assume generalmente come il documento patristico pio antico Si tratta di un intervento autorevole della chiesa di Roma negli affari interni della chiesa di Corinto dove i presbiteri cioè gli anziani della comunità erano stati deposti dalla ribellione di alcuni non meglio identificati giovani riottosi Abbiamo con questa lettera la prima manifestazione storica della coscienza del primato romano basato sull autorità degli apostoli fondatori Pietro e Paolo Con il richiamo al ravvedimento e alla penitenza a piegare le ginocchia del cuore Clemente intende restaurare l autorità violata della gerarchia locale che costituisce il fondamento e la garanzia della pace e dell armonia dei membri che formano la Chiesa il vero Corpo di Cristo L uso intensivo delle Sacre Scritture deve dimostrare quanto abbia nuociuto l odio all umanità

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  • S. Clemente Romano: I lettera ai Corinti - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    la giustizia a tutto il mondo giunto al confine dell occidente e resa testimonianza davanti alle autorità lasciò il mondo e raggiunse il luogo santo divenendo il più grande modello di pazienza Una schiera di eletti VI 1 A questi uomini che vissero santamente si aggiunse una grande schiera di eletti i quali soffrendo per invidia molti oltraggi e torture furono di bellissimo esempio a noi 2 Per gelosia furono perseguitate le donne giovanette e fanciulle che soffrirono oltraggi terribili ed empi per la fede Affrontarono una corsa sicura ed ebbero una ricompensa generosa esse deboli nel fisico 3 La gelosia allontanò le mogli dai mariti ed alterò la parola del nostro padre Adamo Ecco ella è osso delle mie ossa e carne della mia carne 4 La gelosia e la discordia rovinarono molte città e distrussero grandi nazioni Il pentimento VII 1 Carissimi scriviamo tutte queste cose non solo per avvertire voi ma anche per ricordarle a noi Siamo sulla stessa arena e uno stesso combattimento ci attende 2 Lasciamo i vani ed inutili pensieri e seguiamo la norma gloriosa e veneranda della nostra tradizione 3 Vediamo ciò che è bello ciò che è piacevole e gradito davanti a chi ci ha creato 4 Guardiamo il sangue di Gesù Cristo e consideriamo quanto sia prezioso al Padre suo Effuso per la nostra salvezza portò al mondo la grazia del pentimento 5 Scorriamo tutte le generazioni e notiamo che di generazione in generazione il maestro diede luogo al pentimento per tutti quelli che volevano a lui rivolgersi 6 Noè predico il pentimento e tutti quelli che l ascoltarono furono salvi 7 Giona predisse lo sterminio ai Niniviti ma essi pentiti dei loro peccati si resero propizio Dio pregando ed ebbero la salvezza benché estranei a Dio Il pentimento è desiderato dal Signore VIII 1 I ministri della grazia di Dio parlarono del pentimento per mezzo dello Spirito Santo 2 Anche il Signore di tutte le cose parlò del pentimento col giuramento Io vivo dice il Signore e non voglio la morte del peccatore bensì la sua conversione Aggiunse anche un buon proposito 3 Pentiti o casa d Israele della tua iniquità Riferisci ai figli del mio popolo anche se i vostri peccati arriveranno dalla terra al cielo e saranno più rossi dello scarlatto e più neri del sacco e vi convertite a me con tutto il cuore e direte Padre io vi ascolterò come un popolo santo 4 In un altro passo dice così Lavatevi e purificatevi toglietevi le cattiverie dalle vostre anime innanzi ai miei occhi Cessate dalle vostre iniquità imparate a fare il bene ricercate la giustizia liberate l oppresso rendete il suo diritto all orfano e rendete giustizia alla vedova e poi discuteremo dice il Signore E se i vostri peccati fossero come la porpora io li renderò bianchi come la neve se fossero come lo scarlatto li renderò bianchi come la lana Se volete e mi ascoltate vi nutrirete dei beni della terra Se non volete

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  • S. Clemente Romano: II lettera ai Corinti - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me I veri confessori di Cristo 1 Non accontentiamoci dunque di chiamarlo Signore perché questo non ci salverà 2 Dice infatti Non chiunque mi dice Signore Signore sarà salvo ma chi pratica la giustizia 3 Perciò o fratelli confessiamolo con le opere amandoci gli uni gli altri fuggendo l adulterio la vicendevole detrazione e la gelosia e con essere invece continenti misericordiosi e buoni Dobbiamo anche compatirci vicendevolmente e non amare il denaro Confessiamolo con queste opere non con le contrarie 4 Né dobbiamo avere maggior timore degli uomini che di Dio 5 Perciò se voi operate così il Signore vi dice Se voi siete raccolti con me sul mio seno ma non osservate i miei precetti io vi rigetterò e vi dirò Andate lontano da me non vi conosco né so donde siete operatori d iniquità Disprezziamo il mondo e rafforziamo la speranza nella vita futura 1 Perciò o fratelli facciamo la volontà di Colui che ci ha chiamati e abbandoniamo la dimora di questo mondo senza temere d uscirne 2 Dice infatti il Signore Sarete come agnelli in mezzo ai lupi 3 E Pietro rispondendo gli domandò E se i lupi sbraneranno gli agnelli 4 E Gesù disse a Pietro Gli agnelli dopo la morte non debbono più avere paura dei lupi E anche voi non abbiate timore di coloro che vi uccidono e dopo non possono farvi nulla di più ma temete colui che dopo la vostra morte ha il potere di gettare l anima e il corpo nella geenna di fuoco 5 Sappiate o fratelli che la dimora della nostra carne in questo mondo è breve e di poca durata mentre la promessa del Cristo è grande e meravigliosa come pure il riposo del regno futuro e della vita eterna 6 Che fare dunque per raggiungere questi beni se non camminare nella santità e nella giustizia e giudicare queste cose del mondo come estranee a noi e non desiderarle 7 Poiché nell istante in cui noi desideriamo di possederle deviamo dalla via giusta Il secolo presente ed il futuro sono due nemici disprezziamo il primo e amiamo il secondo Non c è nessuna altra speranza di salvezza 1 Dice il Signore Nessun servitore può servire a due padroni Se noi vorremo servire a Dio e a Mammona sarà a nostro danno 2 Che giova infatti guadagnare tutto il mondo e perdere l anima 3 Il secolo presente e il secolo futuro sono due nemici 4 Il primo predica l adulterio la corruzione l avarizia e l inganno il secondo ne sta lontano 5 Non possiamo quindi essere amici d ambedue ma dobbiamo star lontano dal primo e attenerci al secondo 6 Noi crediamo che sia meglio odiare i beni di quaggiù perché meschini di breve durata e corruttibili ed amare invece quelli di là che sono incorruttibili 7 Facendo la volontà di Cristo troveremo riposo ma se disobbediamo ai suoi comandamenti nulla ci

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  • Breve profilo biografico di S. Ignazio di Antiochia - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    quattro da Smirne e tre da Troade nelle quali risplende la sua tempra eccezionale e la sua grande fede Da Smirne scrisse alle comunità dell Asia Minore Efeso Magnesia e Tralli scrisse poi ai Romani per supplicarli di non fare alcun passo in suo favore presso l imperatore Da Troade invece scrisse alle comunità di Filadelfia e di Smirne e a S Policarpo vescovo di quest ultima città avendo saputo

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