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  • Il Pastore d'Erma: Le Visioni - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    desiderio cattivo entri nel suo cuore È un grande peccato dice Infatti l uomo giusto desidera le cose giuste e col volere le cose giuste la sua gloria si dirige ai cieli ed ha propizio il Signore in ogni cosa Quelli che nel loro cuore vogliono cose malvagie si preparano la morte e la schiavitù soprattutto chi si afferra a questo mondo magnifica le sue ricchezze e non si preoccupa dei beni futuri 9 Si pentiranno le anime di coloro che non hanno speranza ma hanno disperato di sé e della loro vita Ma tu prega Dio ed egli guarirà i tuoi peccati quelli di tutta la tua casa e di tutti i fedeli Il cattivo desiderio II 1 Dopo aver detto queste parole i cieli si chiusero ed io rimasi tutto inorridito e addolorato Dicevo in me Se mi viene imputato questo peccato in che modo potrò essere salvato In che modo placherò Dio per i miei peccati commessi Con quali parole supplicherò il Signore di essermi propizio 2 Stavo considerando e preoccupandomi di tali cose nel mio cuore quando vedo davanti a me una grande cattedra bianca fatta di candide lane Venne una vecchia con una veste molto splendida e un libro in mano Si sedette e mi salutò Salve Erma Ed io addolorato e piangendo risposi Salve signora 3 Mi disse Perché sei triste Erma Tu che sei paziente mite e sempre sorridente perché appari tetro e non gioviale Le risposi Per una donna onorata che mi ha detto di aver io peccato contro di lei 4 Essa disse Giammai contro un servo di Dio una cosa simile Ma certamente un desiderio di essa venne nel tuo cuore Un tale desiderio per i servi di Dio comporta un peccato Intenzione malvagia e sorprendente è per uno spirito lodevole e già provato se desidera un azione cattiva Soprattutto per Erma continente e alieno da ogni turpe piacere e pieno di ogni semplicità e di grande innocenza La Chiesa eterna III 1 Non per questo Dio è adirato contro di te ma perché tu faccia ravvedere la tua famiglia che ha offeso il Signore e voi genitori Tu sei tenero verso i figli e non hai rimproverato la famiglia che invece hai lasciato corrompere vergognosamente Perciò il Signore è adirato con te Ma egli sanerà tutti i mali accaduti in precedenza nella tua famiglia Per i loro peccati e per i loro errori ti sei rovinato con i guadagni terreni 2 La misericordia del Signore però avendo pietà di te e della tua casa ti darà la forza per ben fondarti nella Sua gloria Basta che tu non sia trascurato rianima invece e conforta la tua casa Come il fabbro a colpi di martello ottiene la cosa che vuole così la parola quotidiana giusta viene a capo di ogni cattiveria Non trascurare di riprendere i tuoi figli So che se si pentiranno di tutto cuore saranno scritti nei libri della vita con i santi 3 Dopo aver terminato queste

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  • Il Pastore d'Erma: I Precetti - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    I Precetti II Precetto III Precetto IV Precetto V Precetto VI Precetto VII Precetto VIII Precetto IX Precetto X Precetto XI Precetto XII Precetto Tutte le pagine Pagina 1 di 12 Il Pastore d Erma I Precetti PRECETTI Pr 1 XXVI Pr 3 XXVIII 3 Primo precetto Un solo Dio XXVI 1 Prima di tutto credi che vi è un solo Dio il quale ha creato tutte le cose e le ha ordinate dal non essere all essere le contiene tutte ed egli solo non è contenuto 2 Credi in lui e temilo e temendolo sii continente Questo osserva e allontana da te ogni cattiveria Rivestiti di ogni virtù santa e vivrai in Dio se custodirai tale precetto Prec Succ Joomla SEO powered by JoomSEF La Patristica I Padri Apostolici S Clemente Romano S Ignazio di Antiochia Il Pastore d Erma Visioni Precetti Similitudini S Policarpo I Padri della Chiesa Chi sono i Padri della Chiesa Clemente alessandrino S Agostino S Ambrogio S Anselmo S Benedetto S Cirillo S Giovanni Crisostomo S Giustino S Gregorio di Nissa S Leone Magno Origene Tertulliano Cirillo d Alessandria S Basilio Atenagora di Atene Rufino di Aquileia Guigo il certosino I Padri del deserto

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  • Il Pastore d'Erma: Le Simiitudini - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    il signore di questa città dirà Non voglio che tu abiti nella mia città ma vattene perché non obbedisci alle mie leggi 4 Tu che hai campi abitazioni e molti altri averi mandato via da lui cosa potrai fare del campo della casa e delle altre cose che ti procurasti Ti dice giustamente il signore di questo paese Obbedisci alle mie leggi o vattene da questo paese 5 Che dovrai fare tu che hai una legge nella tua città Per i tuoi campi e per le altre sostanze rinnegherai completamente la tua legge e camminerai nella legge di questa città Vedi che non sia nocivo rinnegare la tua legge Se vuoi tornare nella tua città non sarai ricevuto perché rinnegasti la legge della tua città e ne sei rimasto tagliato fuori 6 Bada abitando in terra straniera di non procurarti più dello stretto necessario e sii pronto Quando il signore di questa città vuole cacciarti perché ti sei opposto alla sua legge uscirai da questa città e andrai nella tua e obbedirai alla tua legge senza ostilità e con gioia 7 Guardate voi che servite il Signore avendolo nel cuore Fate le opere di Dio ricordandovi dei suoi comandamenti e delle promesse che ha fatto Credetegli le adempirà se sono osservati i suoi precetti 8 Invece dei campi riscattate le anime oppresse come uno può visitate vedove e orfani e non disprezzateli Consumate le vostre ricchezze e tutte le sostanze che avete ricevuto da Dio in questi campi e case 9 Per questo il Signore vi arricchì per prestare a lui tali servizi È molto meglio acquistare questi campi sostanze e case che ritroverai nella tua città quando vi tornerai 10 Questo investimento è bello e santo non ha né tristezza né paura ma allegria Non fate dunque l investimento

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  • Breve profilo biografico di S. Policarpo - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    Ignazio e fu in tale occasione che egli scrisse una lettera ai Filippesi stessi esortandoli a servire Dio nel timore a credere in lui a sperare nella resurrezione a camminare nella via della giustizia avendo sempre innanzi agli occhi l esempio dei gloriosi martiri e principalmente di Ignazio di cui egli univa le lettere in suo possesso Agli inizi del pontificato di Aniceto e preciamente verso la fine dell anno 154 Policarpo venne a Roma onde trattare con il Papa di diverse questioni ma principalmente di quella che riguardava la data della celebrazione della Pasqua data sulla quale però essi non riuscirono a trovare un accordo Malgrado ciò essi rimasero uniti tra loro e nell assemblea dei fedeli Aniceto a titolo di onore concedette a Policarpo di celebrare l Eucaristia e si separarono l un dall altro in pace dando così a vedere che la differenza delle consuetudini poteva essere tollerata quando non intaccava l unità fondamentale della Chiesa Non tolleranza ma assoluta inflessibilità era invece usata nei riguardi dei movimenti eretici Appena ritornato da Roma a Smirne Policarpo vi subì il martirio e precisamente il 23 febbraio dell anno 155 verso le due del pomeriggio I particolari della sua gloriosa fine ci sono dati dal Martyrium Polycarpi che è il più antico esempio di Acta Martyrum autentici e che fu inviato dalla Chiesa di Smirne a tutte le comunità cristiane della santa Chiesa cattolica che sono in ogni luogo Martyr Polyc saluto La gloriosa morte di Policarpo ci rende più preziosa la sua Lettera ai Filippesi che è l unico scritto autentico rimastoci di lui di cui larghi tratti furono riportati da Eusebio Hist Eccl 3 36 In questa lettera Policarpo loda i Flippesi perchè la salda radice della loro fede annunziata fin dai primi tempi finora persevera e

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  • S. Policarpo: Lettera ai Filippesi - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    bisogna che i giovani si tengano lontani da tutte queste cose e siano sottomessi ai presbiteri e ai diaconi come a Dio e a Cristo Le vergini devono camminare con coscienza immacolata e casta Doveri dei presbiteri e di tutti i fedeli 1 Anche i presbiteri abbiano viscere di compassione e siano misericordiosi verso tutti cercando di ricondurre gli sviati visitando tutti gli infermi senza trascurare né la vedova né l orfano né il povero ma sempre solleciti di fare il bene al cospetto di Dio e degli uomini astenendosi da ogni ira parzialità giudizio ingiusto stando lontani da ogni cupidigia di denaro non troppo facili a prestare fede alle calunnie contro alcuno né troppo severi nei giudizi sapendo che tutti siamo debitori per i nostri peccati 2 Se dunque noi preghiamo il Signore di perdonarci dobbiamo anche noi perdonare poiché siamo sotto gli occhi del Signore e di Dio e tutti dovremo presentarci al tribunale di Cristo e ciascuno dovrà rendere conto di sé 3 Serviamolo dunque con timore e con ogni riverenza come ci fu comandato da Lui e dagli Apostoli che ci predicarono il Vangelo e dai profeti che ci preannunciarono la venuta del Signore nostro siamo zelanti per il bene evitando quelli che danno scandalo i falsi fratelli e coloro che portando ipocritamente il nome del Signore trascinano nell errore gli uomini leggeri Fuggite i doceti e perseverate nel digiuno e nell orazione 1 Infatti chi non riconosce che Gesù Cristo é venuto nella carne é un anticristo e chi rigetta la testimonianza della croce viene dal diavolo Chi perverte le parole del Signore adattandole ai suoi malvagi desideri e nega la risurrezione e il giudizio costui è il primogenito di Satana 2 Perciò abbandonando la vanità della gente e i falsi insegnamenti ritorniamo alla dottrina che ci fu impartita da principio siamo sobri per attendere alla preghiera perseveriamo nel digiuno e domandiamo con preghiere a Dio che tutto vede di non indurci in tentazione poiché il Signore ha detto Lo spirito é pronto ma la carne é inferma Perseverate nella speranza e nella pazienza 1 Perseveriamo dunque senza posa nella nostra speranza e nel pegno della nostra giustizia che è Gesù Cristo che portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce che non commise peccato e nella cui bocca non si trovò mai frode ma Egli ha sopportato tutto per noi affinché vivessimo in Lui 2 Cerchiamo quindi d imitare la sua pazienza e se dovremo soffrire per il suo nome rendiamogli gloria Tale infatti è l esempio che Egli ci pose dinanzi nella sua persona e noi l abbiamo creduto Sopportate con tutta quella pazienza che avete ammirato nei confessori della fede 1 Vi scongiuro quindi tutti ad essere obbedienti alla parola della giustizia e a sopportare con tutta quella pazienza che avete ammirato con i vostri occhi non solo nei beati Ignazio Zosimo e Rufo ma anche in altri dei vostri nello stesso Paolo e negli altri Apostoli 2 Persuadetevi

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  • Martirio di S. Policarpo - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    gli altri allo stesso passo Il proconsole dopo molte insistenze lo persuase a giurare e a sacrificare Perciò fratelli non approviamo coloro che si costituiscono poiché il Vangelo non insegna così II rifugio V 1 Policarpo uomo assai meraviglioso a sentire ciò non si scompose e volle rimanere in città ma i più lo esortavano ad allontanarsi Si ritirò in campagna poco lontano dalla città e si trattenne con pochi Non faceva altro giorno e notte che pregare per tutti e per le comunità cristiane del mondo come era suo costume 2 Mentre stava in preghiera tre giorni prima di essere catturato ebbe la visione del suo guanciale arso dalle fiamme Rivoltosi a quelli che erano con lui disse Devo essere bruciato vivo Il tradimento VI 1 Poiché quelli che lo cercavano non si fermavano egli si trasferì in un altra campagna e subito vi giunsero coloro che lo inseguivano Non avendolo trovato presero due giovani schiavi Uno di essi torturato confessò 2 Ormai gli era impossibile rimanere nascosto perché anche i suoi lo tradivano Il capo della polizia che aveva avuto dalla sorte lo stesso nome di Erode aveva premura di condurlo allo stadio perché si fosse compiuto il suo destino divenendo simile a Cristo e i traditori avessero ricevuto lo stesso castigo di Giuda La cattura VII 1 Di venerdì all ora di pranzo guardie e cavalieri con le consuete armi conducendosi il giovane schiavo partirono come se inseguissero un ladrone Arrivando verso sera lo trovarono coricato in una casetta al piano superiore Anche di là avrebbe potuto fuggire in un altro podere ma non volle dicendo Sia fatta la volontà di Dio 2 Sentendo che erano arrivati scese a parlare con loro meravigliati della sua veneranda età della sua calma e di tanta preoccupazione per catturare un uomo così vecchio Subito ordinò di dar loro da mangiare e da bere quanto ne volevano e chiese che gli concedessero un ora per pregare tranquillamente 3 Lo concessero e stando in piedi incominciò a pregare pieno di amore di Dio tanto che per due ore non si poté interromperlo Quelli che lo ascoltavano erano stupiti e molti si pentivano di essere venuti a prendere un sì degno e santo vegliardo Grande sabato VIII 1 Quando terminò la preghiera ricordandosi di tutti quelli che aveva conosciuto piccoli e grandi illustri e oscuri e di tutta la Chiesa cattolica sparsa per la terra e giunse l ora di andare facendolo sedere su un asino lo condussero in città Era il giorno del grande sabato 2 Il capo della polizia e il padre di costui Niceta gli vennero incontro Lo fecero salire sul cocchio e sedendogli vicino cercavano di persuaderlo dicendo Che male c è a dire Cesare Signore offrire incenso con tutto ciò che segue e salvarsi Dapprima non rispose loro poiché quelli insistevano disse Non voglio fare quello che mi consigliate 3 Essi avendo perduto la speranza di persuaderlo gli rivolsero parole crudeli e lo spinsero in fretta tanto che

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  • Breve profilo biografico di Clemente alessandrino - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    il 202 ad abbandonare il grande centro cosmopolita di Egitto ove di tanto bene si era reso strumento a seguito di una crudele persecuzione che ebbe particolarmente di mira la sua persona Si rifugiò allora in Cappadocia ove non cessò di lavorare per la diffusione del Vangelo I principali scritti di Clemente sono il Protreptico il Pedagogo e gli Stromata tre libri che nel loro insieme formano un intera opera una Trilogia e costituiscono una introduzione al cristianesimo ed un vero trattato il primo di teologia cristiana il Protreptico cioè libro che esorta e converte è un discorso che egli rivolge ai pagani per dimostrare tutta l assurdità ed incoerenza della loro religione ed invitarli a cercare Cristo perché Cristo è il solo mezzo per giungere alla contemplazione di Dio Nel Pedagogo il Pedagogo sarebbe Gesù Cristo si insegnano ai catecumeni ed in genere a tutti i cristiani le norme del retto comportarsi ai bagni nei conviti nelle conversazioni si danno suggerimenti riguardo alle suppellettili al vestito agli ornamenti alla vita coniugale ecc è insomma un vero trattato di morale Nel trattato degli Stromata voce che significa tappeti quasi tessuto di dottrine Clemente fa vedere le relazioni che passano tra scienza e fede espone i contrassegni della vera fede e traccia la figura ideale del vero cristiano Tra le altre opere di Clemente è da ricordare il trattatello Quis dives salvetur cioè Quale dei ricchi possa salvarsi in cui sono contenuti ammaestramenti sul significato e l uso della ricchezza nella concezione cristiana della vita Il lato più originale dell opera di Clemente Alessandrino è il suo tentativo di assimilare quanto di vero era nella filosofia greca se il suo tentativo non può dirsi completamente riuscito egli ha però aperto una via che dovrà conoscere in seguito i magnifici successi di

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  • Clemente alessandrino: Proteptico ai Greci - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    indifferentemente da pensatori pagani e da pensatori cristiani della antica filosofia greca se non di imprecisabili rapporti concreti tra i due scritti in gran parte di ispirazione platonica giova dire tutti e due Sarebbe lungo analizzare i punti di incontro delle due opposte correnti Molti degli atteggiamenti polemici s indovinano facilmente anche senza poterne addurre le prove Doveva essere per esempio ed era facile negli ambienti pagani confondere la religione del Cristianesimo con le religioni dei misteri Eleusi Mitra eccetera e prendere la figura di Cristo come quella di un impostore orbene il Protreptico di Clemente È concepito nella sua sostanza come contrapposizione del Cristianesimo come religione che attua la comunione con Dio alla religione dei misteri che tale comunione si proponevano di attuare ma che erano lontani dal realizzare In questa religione dei misteri Clemente non vede che impostura e opera di demoni e a tipica figura di impostore prende il fondatore dei misteri Orfeo ma più grande della stessa leggenda di Orfeo egli considera la realtà di Cristo confrontata sul fondamento della interpretazione allegorica dell azione trascinatrice del primo Il Discorso Vero di Celso contiene un passo in cui sono opposti a Cristo come più degni degli onori divini se non Eracle ed Asclepio almeno Orfeo che ebbe spirito pio e morì anche lui di morte violenta e Anassarco ed Epitteto Agli attacchi dei Cristiani contro la idolatria in Clemente essi hanno una parte notevolissima Celso oppone da una parte l esempio di popoli come gli Sciti e i Persiani esempi noti anche a Clemente che ebbero una concezione non diversa da quella dei Cristiani nei riguardi delle immagini degli dei dall altra una concezione diversa dalla popolare sul valore e sul significato delle statue degli dei Uno degli argomenti a cui ricorrevano i pagani per sostenere la causa della loro religione era la necessità il dovere che tutti hanno di seguire la religione dei padri quella che Clemente chiama la consuetudine sunetheia Si spiega cosi come in parecchi degli scrittori cristiani di questo tempo Tertulliano Minucio Felice Clemente Alessandrino appaiano attacchi contro questa difesa del paganesimo e il tono con cui essi muovono a questo attacco armati delle armi dell ironia o del semplice buon senso Tertulliano dice in sostanza però quando vi fa comodo dalle usanze dei padri vi allontanate volentieri e Clemente giocando sul significato di sunéteia e allora perché non continuate a seguire in tutto l abitudine e a nutrirvi sempre di latte come foste abituati da bambini mostra chiaramente che essi avevano di fronte considerazioni di carattere popolare una forma passiva di resistenza più che una salda opposizione di pensiero Celso ripresenta questo motivo e gli dà una base di argomentazioni filosofiche a queste argomentazioni risponderà ponendosi sullo stesso terreno Origene il grande discepolo di Clemente Mi sembra difficile che Clemente abbia mirato al Discorso Vero di Celso Il Protreptico di Clemente cosi inserito per quanto era possibile nel contrasto delle polemiche del tempo appare un libro vivo il cui interesse È anche di portata storica documentaria e non un libro retorico sia pure di una retorica volta alla propaganda e alla edificazione Sotto la veste dell acceso e commosso banditore della verità dell erudito largo di notizie e di citazioni È nascosto il pensatore e il polemista che se per gli scopi del suo scritto non mette in luce gli obiettivi polemici non perciò se li nasconde o li ignora Ma se il Protreptico ha anche questa sostanza polemica non perciò si può dire che esso sia nel senso che si dà alla parola un libro polemico un apologia del tipo di quelle di altri scrittori anteriori o contemporanei a Clemente Il Protreptico di Clemente È stato infatti avvicinato agli scritti degli Apologeti del secondo secolo ai quali lo ricondurrebbe il carattere della polemica contro il paganesimo e la presenza di motivi e di argomenti polemici comuni È stata cosi riconosciuta nel Protreptico una parte che tolto il capitolo introduttivo comprenderebbe i primi sette capitoli di preciso carattere apologetico e una che costituirebbe il protreptico vero e proprio dal capitolo ottavo fino alla fine In realtà una simile distinzione dello scritto riguarda quasi unicamente la materia ma non lo spirito dell opera e non diversamente deve dirsi della definizione di esso e del suo accostamento a un determinato genere di scritti Chi legge le Apologie di Giustino di Taziano di Teofilo di Antiochia di Tertulliano di Minucio Felice di Atenagora e le confronta col Protreptico di Clemente non può effettivamente non rilevare in essi il ricorrere frequente e perfin fastidioso di esempi comuni alle une e all altro di citazioni di spunti perfino di atteggiamenti o ironici o indignati formanti quasi una materia comune senza preciso segno di individuabile originalità Ma questa materia può essere riempita di uno spirito diverso nei vari scrittori e se per esempio in Tertulliano la dimostrazione dell origine umana delle divinità dei pagani e l attacco contro l idolatria servono a difendere i Cristiani dall accusa di non sacrificare e di non rendere culto agli imperatori e di non seguire la religione tradizionale in Clemente i medesimi motivi polemici servono a mostrare in quel mondo pagano di idee e di costumi la mancanza di quel divino a cui la sua anima aspira e che ha trovato nella nuova religione che si contrappone nettamente e completamente all antica L elemento negativo apologetico e l elemento positivo protreptico non sono perciò assolutamente separabili in Clemente ma l uno l elemento apologetico a parte ogni ragione pratica che potÈ consigliarne l ampiezza di svolgimento È dialetticamente in servizio dell altro e non È che la forma negativa dell esortazione che mentre invita alla salvezza mostra l errore che bisogna superare per giungere a quella Apotr pousai dall inganno dannoso e protrépousai verso la salvezza egli chiama al principio del capitolo 8 le scritture dei Profeti e potrebbe dirsi del suo scritto che nell abbandono delle vecchie credenze trova le premesse della rinnovata giovinezza degli spiriti Il primo capitolo termina con l esortazione a cercare Cristo perché Cristo È il solo mezzo per giungere alla contemplazione di Dio E il secondo capitolo comincia con l esortazione a non cercare gli empi santuari e gli oracoli e continua fino alla fine del capitolo quarto col mostrare in un lungo esame la ciurmeria dei misteri che ignorano il vero Dio e l errore delle credenze religiose che divinizzano dei semplici uomini e l indegnità di questi dei che non sono in realtà che demoni inumani e la stoltezza della idolatria e conclude nella forma caratteristica dello stile protreptico con queste parole Non vi È dunque che un solo rifugio per chi vuole giungere alle porte della salvezza e questo È la divina sapienza Nei capitoli che seguono Clemente esamina la falsità delle opinioni dei filosofi che divinizzano la materia e distingue da essi Platone in compagnia del quale va alla ricerca di Dio e sceglie dagli scritti di alcuni altri filosofi dei tratti che essi scrissero a ispirazione di Dio e che bastano per la conoscenza di Lui a chi È in grado anche in piccola misura di investigare la verità e dagli scritti di alcuni poeti che riconobbero l errore e testimoniarono la verità perché ebbero alcune scintille del Verbo e cosi mostrarono chiaro a tutti che chi fa o dice qualche cosa senza il Verbo È come coloro che si sforzano di camminare senza piedi Passa cosi col capitolo ottavo alle scritture dei profeti che distolgono dall errore ed esortano alla salvezza e indica nell assomigliarsi a Dio per quanto È possibile la pietà e in Dio il maestro adatto come colui che ha il potere di realizzare nell uomo questa rassomiglianza capitolo 9 Attacca poi l ultima posizione l ultima resistenza passiva dei non credenti la consuetudine capitolo 10 e con ragionamenti e dimostrazioni in cui ritornano motivi della polemica antipagana incomincia la serie delle esortazioni alla conoscenza di Dio e alla salvezza per giungere alle quali Cristo È il nostro compagno di lotta esortazioni che si fanno sempre più suadenti e appassionate sia che rievochi il beneficio divino capitolo 11 o che faccia balenare dinanzi agli occhi degli ascoltatori la visione dei misteri del Verbo capitolo 12 fino all ispirato invito alla iniziazione nei misteri veramente santi dietro l esempio di lui che alla luce delle fiaccole ha la contemplazione dei cieli e di Dio e diventa santo mediante l iniziazione facendo da ierofante il Signore che segna del suo sigillo il myste e lo illumina e lo consegna al Padre perché sia custodito in eterno Appare da questo semplice schema l unità dell opera che tra l esortazione iniziale a cercare Cristo e quella finale al battesimo ha come suo centro la contrapposizione tra i due mezzi per giungere alla contemplazione di Dio quello pagano i misteri e quello cristiano Cristo Certo qualche cosa esce fuori da questa lineare figurazione e supera i confini dello schema logico Né ciò può minimamente sorprendere in uno scrittore come Clemente che non poteva restare insensibile data la sua formazione di cultura agli allettamenti della erudizione se pure egli sembri lavorare non direttamente sui testi degli autori che cita ma su compilazioni generali e florilegi e al desiderio di porre in servizio della polemica antipagana le sue conoscenze speciali egli fu forse iniziato ai misteri ma non È necessario supporlo per spiegare la larghezza dei riferimenti che egli dà su di essi Ma l opera non resta perciò meno una Né meno resta essenzialmente e soprattutto un protreptico per lo spirito che la informa e che dà un suo speciale significato alla parte apologetica come anche per la tecnica della composizione coi suoi caratteristici tratti conclusivi esortativi da premesse in forma ipotetica e la stessa tessitura di citazioni che spesso preparano le conclusioni o le confortano A riconoscere questa tecnica questo stile protreptico giova più che l aiuto dei pochi frammenti del Protreptico di Aristotele il confronto con quello simile anche nella struttura al clementino di Giamblico Una antitesi fondamentale costituisce il centro logico del Protreptico di Clemente quella tra anaph resthai eis th on e Ipoph resthai eis anthropon come ha osservato il Festugière antitesi che trova espressione anche nella sopradetta contrapposizione tra i misteri pagani che restano nella sfera umana e il mistero cristiano che È segnato della presenza del divino Per tale antitesi l unità dell opera di Clemente acquista un carattere di chiara interiorità È probabile che le condizioni spirituali religiose dei tempi abbiano contribuito a dare al problema religioso in Clemente questa particolare impostazione ma certamente sono da riconoscere anche in essa come in tanti particolari influssi platonici Il platonismo di Clemente appare cosi non frammentario Né esteriore ma interiore e fondamentale nel senso che da esso Clemente È salito alla conoscenza di Dio e ha visto illuminata nel suo profondo la rivelazione della eterna verità di Dio la quale doveva essergli data dalla fede Poiché Dio nessuno conobbe se non il Figlio e colui al quale il Figlio Lo abbia rivelato Il Protreptico È generalmente considerato come la prima opera di quella trilogia che nella sistemazione degli scritti di Clemente fatta dagli studiosi comprende insieme con esso il Pedagogo e gli Stromati A questo disegno trilogico sembra alludere chiaramente Clemente stesso quando nel primo capitolo del primo libro del Pedagogo parla di un l gos protreptic s di un l gos paidagog s e di un l gos didascalic s in cui il L gos pur essendo uno si divide e sotto le cui forme nell ordine in cui esse si seguono opera sugli uomini Resta dubbio se gli Stromati rappresentino la terza parte della trilogia o solo una introduzione alla terza parte che non sarebbe stata mai scritta oppure siano del tutto indipendenti dal disegno trilogico ma sulla posizione del Protreptico rispetto al Pedagogo v È consenso pressoché generale Anche ammessa la priorità del Protreptico per la quale mancano però esplicite indicazioni di prova bisogna dire tuttavia che quando Clemente scriveva il Protreptico nessuna idea di un simile sviluppo dell opera e di un simile collegamento di essa con altre opere era nella sua mente e il Protreptico È un opera in s conclusa che non presuppone necessariamente ulteriori svolgimenti e approfondimenti particolari Giova confrontare a questo scopo l introduzione al Pedagogo nella quale È fatta la distinzione del Logos sopra riferita e indicata per dir cosi la successione cronologica in cui appaiono le sue tre forme con un passo del Protreptico in cui l apparizione del Logos È distinta nei tre momenti di demiourg s di did scalos e di the s largitori il primo del vivere mediante la creazione il secondo del ben vivere il terzo della vita eterna Il Logos s identifica qui col Dio creatore e salvatore e nello stesso capitolo poco prima aveva parlato del Logos di Dio il Signore che compassiona educa esorta ammonisce salva custodisce Qui il l gos paidagogic s se anche non voglia dir nulla la priorità dell azione educativa sulla esortativa non È distinto dal l gos protreptic s come È fatto invece nell introduzione del Pedagogo Vi sono inoltre nel Protreptico temi di carattere propriamente pedagogico come quello relativo all usanza di tenere nelle camere da letto quadri con figure oscene e di fare imprimere nei castoni degli anelli per servirsene come sigillo immagini lascive che appariranno trattati anche nel Pedagogo con quella minore ampiezza che era richiesta dalla maggiore ampiezza della trattazione precedente Ciò confermerebbe quello che sopra ho detto che la inserzione del Protreptico in un piano organico di ripartizione trilogica È posteriore alla sua composizione Nella prima opera il Logos È protreptico e insieme pedagogo e maestro La distinzione programmatica dei compiti del Logos appartiene ai tempi della composizione del Pedagogo e diciamo ai tempi perché È verosimile che la introduzione del Pedagogo sia stata scritta quando la composizione di quest opera era se non terminata certo in gran parte compiuta In questi ultimi anni il rinnovato esame portato sulle opere del primo Aristotele e le scoperte fatte in questo campo dallo Jaeger e con vastità e penetrazione maggiori dal Bignone hanno posto su un terreno di concretezza il problema dei rapporti tra una delle opere più significative di quel periodo dell antico filosofo il Protreptico e l opera del filosofo cristiano che ne riproduce il titolo Doveva infatti apparire sempre più probabile che Clemente ammiratore studioso seguace di Platone fosse attratto anche verso le opere del discepolo di Platone che dell insegnamento del Maestro mostravano le tracce e i segni inconfondibili d ascensione d anima e di pensiero La presenza poi di un tratto assai sintomatico per il fatto di trovarsi anche in altri testi che dal Protreptico aristotelico certamente derivano e cioè nel Protreptico di Giamblico e nell Ortensio di Cicerone È stata una prova della fondatezza di tali rapporti che occorreva precisare nella loro natura ma che non potevano in alcun modo negarsi Questo tratto rivelatore È l immagine del supplizio dei pirati etruschi a proposito della quale il Bignone osservò che se essa dimostrava in Clemente la conoscenza del Protreptico di Aristotele probabilmente altri punti di contatto si sarebbero dovuti scoprire tra l opera dello scrittore cristiano e quella scritta dal primo Aristotele Di estendere l esame per trovare altre tracce di rapporti e altri punti di contatto tra i due scritti si propose Giuseppe Lazzati il quale non si limitò a Clemente ma Basilio Atenagora Agostino Sinesio eccetera formarono oggetto del suo studio La conclusione del Lazzati È che Clemente non solo conobbe il Protreptico aristotelico ma scrisse il suo Protreptico in costante riferimento polemico a quello scritto ed È conclusione forse eccessiva nella forma almeno in cui È formulata e allo stato della nostra conoscenza dell opera aristotelica Giacché se il paragone dei predoni etruschi può ritenersi derivato direttamente dal Protreptico aristotelico per quelle ragioni a cui sopra ho accennato nonostante che esso ricorra in altri scritti oltre quelli di carattere protreptico legati all opera aristotelica e in Clemente stesso serva a illustrare un rapporto diverso anima e corpo in Aristotele idolatri e statue in Clemente e sia riferito come espressione proverbiale comune la stessa cosa non si può dire di molti dei nuovi rapporti messi in luce dal Lazzati e di altri che si potrebbero aggiungere a quelli da lui considerati Io non ripresenterò qui le osservazioni fatte al lavoro del Lazzati del resto ricco di pregi da quanti si sono occupati di esso dal Mariotti per esempio e dal FestugiÈre Uno degli argomenti a cui ricorre il Lazzati per dimostrare l intenzione polemica di Clemente nei riguardi del Protreptico aristotelico È che mentre Aristotele si rivolge ai giovani Clemente si rivolge ai vecchi quasi per mostrare che tutti giovani e vecchi sono chiamati alla conoscenza di Dio a differenza della phr nesis il cui acquisto era raccomandato dal filosofo pagano soltanto ai giovani In realtà non si capisce perché il Protreptico clementino dovrebbe pensarsi destinato a un uditorio formato di vecchi da chi intende in questo modo il passo di Clemente in cui si parla agli uditori come a delle persone già vecchie giunte al tramonto della vita non si È osservato che la vecchiaia di cui si parla in quel passo È una vecchiaia non individuale ma etnica vecchi sono gli Elleni come l Elicona e il Citerone come i loro dei come tutto il loro mondo di leggende e di miti È una vecchiaia da intendere in senso proprio non più che la giovinezza a cui gli uomini debbono tornare per potere entrare nel regno di Dio Eliminata perché troppo vaga o troppo poco provata la maggior parte degli altri rapporti supposti dal Lazzati non resterebbe a parte naturalmente il paragone dei predoni etruschi che il tratto che si riferisce al concetto di oike a aret e non solo al concetto ma anche al paragone dei cavalli e dei buoi Concetto senza dubbio tipicamente aristotelico ma di quei concetti che nonostante la presenza del sintomatico paragone potevano diffondersi come materia comune

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