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  • La Didachè - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    cui ha ricevuto Trattenuto in carcere dovrà rispondere delle proprie azioni e non sarà liberato di lì fino a quando non avrà restituito fino all ultimo centesimo 6 E a questo riguardo è pure stato detto Si bagni di sudore l elemosina nelle tue mani finché tu sappia a chi la devi fare Cap II 1 Secondo precetto della dottrina 2 Non ucciderai non commetterai adulterio non corromperai fanciulli non fornicherai non ruberai non praticherai la magia non userai veleni non farai morire il figlio per aborto né lo ucciderai appena nato non desidererai le cose del tuo prossimo 3 Non sarai spergiuro non dirai falsa testimonianza non sarai maldicente non serberai rancore 4 Non avrai doppiezza né di pensieri né di parole perché la doppiezza nel parlare è un insidia di morte 5 La tua parola non sarà menzognera né vana ma confermata dall azione 6 Non sarai avaro né rapace né ipocrita né maligno né superbo non mediterai cattivi propositi contro il tuo prossimo 7 Non odierai alcun uomo ma riprenderai gli uni per altri invece pregherai altri li amerai più dell anima tua Cap III 1 Figlio mio fuggi da ogni male e da tutto ciò che ne ha l apparenza 2 Non essere iracondo perché l ira conduce all omicidio non essere geloso né litigioso né violento perché da tutte queste cose hanno origine gli omicidi 3 Figlio mio non abbandonarti alla concupiscenza perché essa conduce alla fornicazione non fare discorsi osceni e non essere immodesto negli sguardi perché da tutte queste cose hanno origine gli adultéri 4 Non prendere auspici dal volo degli uccelli perché ciò conduce all idolatria non fare incantesimi non darti all astrologia né alle purificazioni superstiziose ed evita di voler vedere e sentire parlare di simili cose perché da tutti questi atti ha origine l idolatria 5 Figlio mio non essere bugiardo perché la menzogna conduce al furto né avido di ricchezza né vanaglorioso perché da tutte queste cose hanno origine i furti 6 Figlio mio non essere mormoratore perché ciò conduce alla diffamazione non essere insolente né malevolo perché da tutte queste cose hanno origine le diffamazioni 7 Sii invece mansueto perché i mansueti erediteranno la terra 8 Sii magnanimo misericordioso senza malizia pacifico buono e sempre timoroso per le parole che hai udito 9 Non esalterai te stesso non infonderai troppo ardire nel tuo animo né l animo tuo si accompagnerà con i superbi ma andrà insieme ai giusti e agli umili Cap IV 1 O figlio ti ricorderai notte e giorno di colui che ti predica le parole di Dio e lo onorerai come il Signore perché là donde è predicata la sua sovranità è il Signore 2 Cercherai poi ogni giorno la presenza dei santi per trovare riposo nelle loro parole 3 Non sarai causa di discordia ma cercherai invece di mettere pace tra i contendenti giudicherai secondo giustizia e non farai distinzione di persona nel correggere i falli 4 Non starai in dubbio se una cosa

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  • La Lettera a Diogneto: Introduzione - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    della letteratura cristiana antica L attribuzione di questo testo è assolutamente incerta come pure impossibile e forse poco rilevante è rintracciare l identità del destinatario Diogneto L autore modula lo stile con grande abilità da quello umile a quello retorico ma dà alla lettera una forma sorprendentemente nobile Il periodare ha la cadenza ritmica di un opera poetica e nonostante la semplicità della lettura la dimostrazione cristiana procede secondo i

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  • La Lettera a Diogneto - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    sangue e di grassi fumanti 9 Provi qualcuno di voi queste cose permetta che gli vengano fatte Ma l uomo di propria volontà non sopporterebbe tale supplizio perché ha sensibilità e intelligenza ma la pietra lo tollera perché non sente 10 Molte altre cose potrei dirti perché i cristiani non servono questi dèi Se a qualcuno ciò non sembra sufficiente credo inutile parlare anche di più Il culto giudaico III 1 Inoltre credo che tu piuttosto desideri sapere perché essi non adorano Dio secondo gli ebrei 2 Gli ebrei hanno ragione quando rigettano l idolatria di cui abbiamo parlato e venerano un solo Dio e lo ritengono padrone di tutte le cose Ma sbagliano se gli tributano un culto simile a quello dei pagani 3 Come i greci sacrificando a cose insensibili e sorde dimostrano stoltezza così essi pensando di offrire a Dio come ne avesse bisogno compiono qualche cosa che è simile alla follia non un atto di culto 4 Chi ha fatto il cielo e la terra e tutto ciò che è in essi e provvede tutti noi delle cose che occorrono non ha bisogno di quei beni Egli stesso li fornisce a coloro che credono di offrirli a lui 5 Quelli che con sangue grasso e olocausti credono di fargli sacrifici e con questi atti venerarlo non mi pare che differiscano da coloro che tributano riverenza ad oggetti sordi che non possono partecipare al culto Immaginarsi poi di fare le offerte a chi non ha bisogno di nulla Il ritualismo giudaico IV 1 Non penso che tu abbia bisogno di sapere da me intorno ai loro scrupoli per certi cibi alla superstizione per il sabato al vanto per la circoncisione e alla osservanza del digiuno e del novilunio tutte cose ridicole non meritevoli di discorso alcuno 2 Non è ingiusto accettare alcuna delle cose create da Dio ad uso degli uomini come bellamente create e ricusarne altre come inutili e superflue 3 Non è empietà mentire intorno a Dio come di chi impedisce di fare il bene di sabato 4 Non è degno di scherno vantarsi della mutilazione del corpo come si fosse particolarmente amati da Dio 5 Chi non crederebbe prova di follia e non di devozione inseguire le stelle e la luna per calcolare i mesi e gli anni per distinguere le disposizioni divine e dividere i cambiamenti delle stagioni secondo i desideri alcuni per le feste altri per il dolore 6 Penso che ora tu abbia abbastanza capito perché i cristiani a ragione si astengono dalla vanità dall impostura dal formalismo e dalla vanteria dei giudei Non credere di poter imparare dall uomo il mistero della loro particolare religione Il mistero cristiano V 1 I cristiani né per regione né per voce né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini 2 Infatti non abitano città proprie né usano un gergo che si differenzia né conducono un genere di vita speciale 3 La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi

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  • Breve profilo biografico di Papia di Gerapoli - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    il 70 ed il 160 ed aveva conosciuto almeno qualcunodegli apostoli e parecchi dei loro immediati successori Papia fu vescovo di Gerapoli in Frigia ed era ancora vivo verso l anno 135 Morì intorno al 150d c Egli scrisse un opera dal titolo Spiegazione dei detti del Signore che si fa risalire all inizio del secondo secolo Di quest opera ci sono giunti purtroppo solo alcuni frammenti riportati in parte

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  • Papia di Gerapoli: Frammenti - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    il regno materiale di Cristo Io credo che queste sue concezioni derivino dall avere frainteso le narrazioni degli Apostoli non avendo egli capito che gli Apostoli si esprimevano con un linguaggio simbolico per mezzo di figure 13 Egli infatti appare uomo d ingegno molto limitato come si può arguire dai suoi scritti Tuttavia la sua opinione fu adottata da molti scrittori ecclesiastici venuti dopo di lui che s appoggiano alla sua antichità come Ireneo e qualcun altro che mostrò d avere le sue stesse idee 14 Nella sua opera egli ci riferisce anche altre spiegazioni del sopraricordato Aristione sui discorsi del Signore e tradizioni del presbitero Giovanni alle quali noi rimandiamo i lettori desiderosi d imparare Ora è necessario che noi alle testimonianze sopracitate facciamo seguire la tradizione che egli riferisce intorno a Marco autore del Vangelo Ecco le sue parole 15 Anche questo diceva il presbitero Marco interprete di Pietro scrisse con esattezza ma senza ordine tutto ciò che egli ricordava delle parole e delle azioni di Cristo poiché egli non aveva udito il Signore né aveva vissuto con Lui ma più tardi come dicevo era stato compagno di Pietro E Pietro impartiva i suoi insegnamenti secondo l opportunità senza l intenzione di fare un esposizione ordinata dei detti del Signore Cosicché non ebbe nessuna colpa Marco scrivendo alcune cose così come gli venivano a mente preoccupato solo d una cosa di non tralasciare nulla di quanto aveva udito e di non dire alcuna menzogna a riguardo di ciò Questo fu raccontato da Papia intorno a Marco 16 Di Matteo poi disse questo Matteo scrisse i detti del Signore in lingua ebraica e ciascuno poi li interpretava come poteva Papia si serve di testimonianze ricavate dalla prima lettera di Giovanni e dalla prima di Pietro Ed espone anche un altro racconto di una donna accusata presso il Signore di molti peccati racconto contenuto nel Vangelo degli Ebrei Anche queste notizie che abbiamo aggiunto alle riferite possano non essere senza utilità III frammento Frammento di Apollinare di Laodicea La morte di Giuda 1 Giuda non morì al capestro ma liberato dal laccio prima di soffocare visse ancora Lo dimostrano anche gli Atti degli Apostoli dicendo che egli cadde in avanti e si aprì nel mezzo e si sparsero le sue viscere Questo lo narra più apertamente Papia discepolo di Giovanni nel quarto libro della spiegazione dei detti del Signore dicendo così 2 Grande esempio d empietà fu in questo mondo Giuda le cui carni gonfiarono talmente che per dove sarebbe facilmente passato un carro non avrebbe potuto passare lui anzi neppure la sola stessa mole del suo capo Poiché dicono che anche le palpebre dei suoi occhi s ingrossarono tanto che egli non poteva più vedere affatto la luce e neppure il medico con la diottra riusciva a vedere i suoi occhi tanto erano profondi dalla superficie esterna I suoi genitali apparivano ingrossati e più ripugnanti d ogni deformità e da essi uscivano marcia e vermi che da tutto il corpo affluivano per ludibrio insieme agli escrementi 3 Dopo molti tormenti e supplizi egli morì come dicono in un suo podere che per il puzzo è rimasto fino ad ora deserto e disabitato ed anche oggi nessuno può traversare quel luogo senza turarsi il naso con le mani Tanto fu lo scolo che dalle sue carni penetrò nella terra IV frammento Frammento in Andrea di Cesarea Commento all Apocalisse Gli angeli che presiedono al governo della terra Papia dice così parola per parola Ad alcuni di essi cioè di coloro che furono un giorno angeli divini affidò di presiedere al governo della terra ed ingiunse di presiedervi bene E in seguito dice Ma avvenne che l ordine loro ricadde nel nulla V frammento Frammento in Andrea di Cesarea prologo al Commento all Apocalisse L ispirazione dell Apocalisse Stimiamo superfluo parlare più a lungo dell ispirazione di quel libro cioè dell Apocalisse di Giovanni dal momento che beati uomini voglio dire Gregorio il teologo e Cirillo e inoltre anche altri più antichi Papia Ireneo Metodio e Ippolito attestano che esso è degno di fede VI frammento Frammento in Anastasio sinaita Contemplatio anagogica in Hexameron Interpretazione allegorica dell opera dei sei giorni Prendendo occasione da Papia uomo illustre di Gerapoli discepolo di colui che riposò sul petto del Signore e da Clemente e da Panteno sacerdote di Alessandria e dal sapientissimo Ammonio antichi interpreti anteriori ai sinodi che riferirono tutta l opera dei sei giorni a Cristo e alla Chiesa VII framento Frammento in Anastasio sinaita Contemplatio anagogica in Hexameron Interpretazione allegorica del paradiso Gli interpreti delle Chiese più antichi voglio dire Filone il filosofo contemporaneo degli Apostoli e il celeberrimo Papia discepolo di Giovanni l Evangelista di Gerapoli e i loro seguaci intesero nel senso spirituale ciò che è scritto intorno al paradiso riferendolo alla Chiesa di Cristo VIII frammento Frammento in Massimo il Confessore Scholia in Dyonionysium Aeropagitam De coelesti hierarchia 2 I primi Cristiani chiamavano fanciulli gli innocenti I primi Cristiani chiamavano fanciulli coloro che secondo la volontà di Dio coltivavano l innocenza come dichiara anche Papia nel primo libro delle spiegazioni dei detti del Signore e Clemente Alessandrino nel Pedagogo IX frammento Frammento in Massimo il Confessore Scholia in Dyonionysium Aeropagitam De coelesti hierarchia 7 Natura dei piaceri che i beati godranno dopo la risurrezione Questo dice parlando per enigmi come io credo Papia che fu allora vescovo di Gerapoli nell Asia e fiori al tempo del divino Giovanni Evangelista Questo Papia infatti nel suo libro quarto delle spiegazioni dei detti del Signore disse che nella risurrezione vi saranno i piaceri che si ricevono dai cibi Anche Ireneo vescovo di Lione nel libro quinto contro le eresie dice la stessa cosa e porta come testimonio delle sue asserzioni questo Papia di cui abbiamo parlato X frammento Frammento in Stefano Gobaro La felicità nel regno dei cieli Neppure Papia vescovo di Gerapoli e martire e Sant Ireneo vescovo di Lione Stefano approva tra coloro che dicono che il regno

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  • Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
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  • Chi sono i Padri della Chiesa - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    più occasionali di circostanza e non esposizioni sistematiche delle verità di fede che prima delle controversie parlano spesso senza precauzioni Quindi secondo il detto di S Agostino bisogna pesare le loro voci e non contarle Contra Iul 2 35 Ciò fa distinguere in essi un duplice aspetto quello di teste della Tradizione su cui si estende la garanzia della Chiesa e quello di dottore privato che non ha quella garanzia ma tanto è attendibile quanto sono la sua eccellenza intellettuale la santità e soprattutto le ragioni che adduce Per valutare convenientemente l autorità dei Padri della Chiesa i teologi sogliono proporre le seguenti norme a nessun Padre per sé è infallibile eccetto il caso che sia stato papa e abbia insegnato ex cathedra o se ed in quanto i singoli passi dei suoi scritti siano stati convalidati da un concilio ecumenico è stata perciò giustamente riprovata da Alessandro VII l esagerazione dei giansenisti che giunsero a preferire l autorità di un solo Padre in concreto S Agostino al magistero vivente della Chiesa Denz U 320 b il consenso unanime dei Padri in materia di fede e di costumi è da considerarsi autorità irrefragabile perché equivale alla dottrina stessa della Chiesa questo è stato l insegnamento dei Concili Tridentino sess IV e Vaticano I sess III 22 che proibirono di dare alla S Scrittura un significato contrario alla dottrina concorde dei Padri della Chiesa tale consenso non richiede tuttavia l unanimità numerica è sufficiente quella morale quale potrebbe aversi anche dalla testimonianza di pochi purché dalle circostanze in cui fu emessa si possa arguire che essa rispecchia la fede comune della Chiesa c qualora manchi tale consenso la dottrina di uno o più Padri specialmente se contrasta con quella di altri non è da ammettersi come certa non per questo però deve essere trascurata d I Padri che con l approvazione della Chiesa si sono distinti nel combattere speciali eresie valgono come autorità classiche nei dogmi relativi Così S Cirillo Alessandrino nella cristologia e S Agostino nella dottrina della Grazia III EPOCA DEI PADRI E delimitata entro i confini dell antichità cristiana sopra stabiliti e si suddivide in tre periodi d ineguale estensione ma sotto certi aspetti di eguale importanza 1 Periodo delle origini Arriva fino al Concilio di Nicea 325 ed è quello che maggiormente interessa la critica moderna la cui attenzione è rivolta in modo particolare alle origini cristiane La lettera scritta da Clemente Romano alla comunità di Corinto in Grecia verso il 96 98 d C la si assume generalmente come il documento patristico più antico Appartengono a quest epoca i Padri Apostolici i cui scritti sebbene scarsi di valore letterario o filosofico riflettono tuttavia l eco immediata della predicazione apostolica offrendo un quadro autentico ed immediato della vita dei sentimenti delle aspirazioni e delle idee delle prime comunità cristiane sparse nel bacino orientale del Mediterraneo a cavallo tra il I e il II secolo della nostra era ed informano come venne intesa e realizzata fin dagli inizi

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  • Breve profilo biografico di S. Clemente Romano - Monastero Virtuale: Un'oasi di spiritualità cattolica nell'immenso mare del web
    Tertulliano afferma che Clemente fu ordinato dallo stesso S Pietro Già Epifanio cercò di conciliare le due affermazioni spiegando che Clemente fu sì consacrato da S Pietro ma per amore della pace come primo successore di Pietro fu scelto Lino La cosiddetta Prima lettera di Clemente venne già utilizzata e citata nella lettera di S Policarpo La lettera scritta da Clemente Romano alla comunità di Corinto in Grecia verso il 96 98 d C la si assume generalmente come il documento patristico pio antico Si tratta di un intervento autorevole della chiesa di Roma negli affari interni della chiesa di Corinto dove i presbiteri cioè gli anziani della comunità erano stati deposti dalla ribellione di alcuni non meglio identificati giovani riottosi Abbiamo con questa lettera la prima manifestazione storica della coscienza del primato romano basato sull autorità degli apostoli fondatori Pietro e Paolo Con il richiamo al ravvedimento e alla penitenza a piegare le ginocchia del cuore Clemente intende restaurare l autorità violata della gerarchia locale che costituisce il fondamento e la garanzia della pace e dell armonia dei membri che formano la Chiesa il vero Corpo di Cristo L uso intensivo delle Sacre Scritture deve dimostrare quanto abbia nuociuto l odio all umanità e quali beni invece produce la concordia voluta dal Creatore Sotto il nome di Clemente è stata tramandata anche un omelia una predica che in realtà è da attribuire a un ignoto autore di area siriaca Essa risale al 150 d C circa ed è quindi da valutare come la più antica omelia cristiana che ci sia pervenuta essa è contenuta un esortazione all esercizio della castità rivolta ai neo convertiti nel quadro della liturgia dell iniziazione batesimale Joomla SEO powered by JoomSEF La Patristica I Padri Apostolici S Clemente Romano I Lettera ai corinti II

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