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  • Ecco l’albero del mio giardino… « Paola Ruggieri
    il Gelo e la Neve ballavano tra gli alberi Un mattino il Gigante se ne stava a letto sveglio quando udì una piacevole musica Quel suono era tanto dolce per le sue orecchie che pensò fossero i musici del Re che passavano di là In realtà era solo un fanello che cantava davanti alla sua finestra ma da così tanto tempo non sentiva cantare un uccello nel suo giardino che gli sembrò fosse la musica più bella del mondo Allora la Grandine smise di danzargli sulla testa e il Vento del Nord cessò di ululare e un delizioso profumo lo raggiunse attraverso gli scuri aperti Penso che alla fine sia arrivata la Primavera disse il Gigante e saltò giù dal letto a guardar fuori Che cosa vide C era una vista meravigliosa Da un piccolo buco nel muro erano scivolati dentro i bambini e stavano seduti sui rami degli alberi Su ciascuno degli alberi che riusciva a vedere c era un bambino E ad avere di nuovo dei bambini gli alberi erano così felici che si erano coperti di germogli e muovevano gentilmente le braccia sopra il loro capo Gli uccelli volavano là intorno e gorgheggiavano gioiosi e i fiori occhieggiavano dal verde dei prati e ridevano Era una bella scena solo in un angolo era ancora inverno Era l angolo più lontano del giardino e là se ne stava in piedi un bimbetto Era così piccolo che non arrivava ai rami dell albero e gli stava girando intorno piangendo amaramente La povera pianta era ancora coperta di gelo e neve e il Vento del Nord le soffiava e ululava addosso Arràmpicati piccino diceva l Albero e curvava i rami quanto poteva ma il ragazzino era troppo piccolo E il cuore del Gigante si sciolse quando guardò fuori Come sono stato egoista disse Ora so perché qui non veniva la Primavera Metterò quel povero ragazzino in alto sull albero e poi abbatterò il muro e il mio giardino sarà per sempre il campo di gioco dei bambini Per sempre Era realmente molto dispiaciuto per quello che aveva fatto Così scese di nascosto le scale e aprì in silenzio la porta principale e uscì nel giardino Ma quando lo videro i bambini ne furono così spaventati che scapparono via e nel giardino ritornò inverno Solo il bambinetto non scappò perché aveva gli occhi così pieni di lacrime che non vide il Gigante avvicinarsi E il Gigante gli girò dietro pian piano lo prese in mano delicatamente e lo posò sull albero E l albero si mise di colpo a fiorire e gli uccelli vennero a cantare là sopra e il bambinetto distese le braccia e cinse il collo del Gigante e lo baciò E gli altri bambini quando videro che il Gigante non era più cattivo ritornarono di corsa e con loro arrivò la Primavera Ora è il vostro giardino bambini disse il Gigante e prese una grande scure e buttò giù il muro E a mezzogiorno quando stava andando al

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  • Un nuovo progetto dopo una pausa forzata « Paola Ruggieri
    Il castello di carte L idea è nata in una giornata carica di malinconia in cui ripensavo ai giorni dell infanzia della scuola delle persone che a quel tempo vivevano accanto a me e che oggi non ci sono più mi sono resa conto di quanto mi mancano quegli anni fatti di cose semplici e pulite come le poesie di Rodari che imparavo a memoria e che già allora mi portavano in un mondo tutto mio esclusivo e fantastico Un mondo che ancor oggi esiste nella mia fantasia la porta è sempre lì che aspetta di essere aperta mi basta cercare la chiave per la serratura in alcuni cassetti della mia memoria dare un paio di giri ed entrare lasciando fuori tutto ciò che mi urta mi irrita e mi ferisce È il mio mondo segreto Voglio fare un castello in aria più su delle nubi più su del vento un castello d oro e d argento Con una scala ci voglio salire per sognare senza dormire e su un cartello farò stampare le cose brutte non possono entrare o filastrocca solitaria si starà bene lassù nell aria ma se un cartello scritto così lo mettessimo anche qui Gianni Rodari

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  • Paola Ruggieri
    di scarponi e passeggiare nel bosco sotto la pioggia tra le nubi basse che ricordano la nebbia della pianura e ammirare i gialli dorati i rossi accesi degli alberi che piano piano stanno perdendo le foglie che cadendo a terra formano dei meravigliosi e soffici tappeti multicolore Ho finalmente trovato le cromie che cercavo il bosco che ormai ho capito essere il mio rifugio me le ha regalate Ora sono contenta di ritornare a casa mi aspettano il fuoco del camino il cavalletto e la tavolozza che si riempirà dei colori caldi dell autunno P S Grazie ai miei compagni di viaggio il feroce cane Matley e il fotografo Andrea Grassi che ha documentato la spedizione 0 posted by Paola Ruggieri Tuesday October 16 2012 Il bacio Fiammeggia nel ventre nella mente distorta il fuoco ribelle dalla fiamma contorta Un soffio di fiato un bacio gelato l eterno supplizio di un amore rubato Saffo 0 posted by Paola Ruggieri Tuesday October 2 2012 Dal Cavalletto 0 posted by Paola Ruggieri Tuesday July 24 2012 Il Giorno della Fusione Una serata piacevole trascorsa al cavalletto immersa nella pace del mio studio per caso ho ascoltato un racconto sulla vita della pittrice britannica Dora Carrington Hereford 29 marzo 1893 Ham 11 marzo 1932 è stato ispirante mi hanno colpito la passionalità la sensibilità la vita tormentata dall amore mai corrisposto per lo scrittore Lytton Strachey e in particolar modo l amicizia nata con Virginia Woolf Dora Carrington e Virginia Woolf fecero lentamente amicizia a partire dal 1916 attraverso l affetto che entrambe nutrivano per un uomo difficile effeminato omosessuale Lytton Strachey Pittrice Carrington si era innamorata di Strachey e aveva accettato una lunga convivenza casta con lui sopportando i suoi amanti e anche un pesante ménage à trois sacrificandogli una giovinezza piena

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  • May « 2014 « Paola Ruggieri
    di crescita è imperante in ogni ambito e settore La sua volontà è quella di tessere le lodi della solitudine che aiuta a ritrovare se stessi anche attraverso un percorso di valorizzazione del contatto con la natura per lei unica chance di salvezza La Ruggieri servendosi di tecniche diverse ci immerge nelle sue narrazioni I racconti che vediamo non sono conclusi ma sono piuttosto imput che l artista ci dà perchè possiamo compiere un viaggio fantastico attraverso queste visioni In un presente in cui vivere significa consumare un numero illimitato di oggetti e di beni smarrendo i significati che essi hanno per la nostra esistenza occorre ritrovare il senso rituale ed emancipatorio che possedeva il viaggio così ci accorgeremo di come indipendentemente dallo spazio e dal tempo impiegato per compierlo il viaggio più autentico è quello per attraversare i labirinti dell anima e portare nella vita e nella memoria cosciente le immagini indelebili del proprio panorama interiore liberamente tratto da Le stanze dell anima di Marco Dallari 2002 Le creature della Ruggieri sono in quiete difficili perchè stanno compiendo il loro viaggio e lo stanno facendo da sole perchè La vita è fatta di piccole solitudini Roland Barthes La Camera

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  • October « 2013 « Paola Ruggieri
    mio L Usignolo e la Rosa Oscar Wilde 0 posted by Paola Ruggieri Thursday October 31 2013 La Bambina e il Barbagianni Nel buio della notte la bambina incontrava l amico più caro un barbagianni solitario abitante del bosco timido e schivo 0 posted by Paola Ruggieri Friday October 18 2013 L Albero nel giardino del Gigante Egoista Ispirato dalla celebre fiaba del Gigante Egoista di Oscar Wilde ecco il mio albero e la sua linfa Dipinto su tela con tecnica mista si suddivide in 3 tele delle dimensioni di cm150x150cm cm150x45cm cm150x70cm Gi unici a essere contenti erano Neve e Gelo La primavera ha dimenticato questo giardino esclamarono e così noi vivremo qui per l intero anno La Neve coprì il prato con il suo grande manto bianco e il Gelo dipinse d argento tutti gli alberi Poi invitarono il Vento del Nord a stare con loro e lui accettò Era impellicciato e ululava tutto il giorno per il giardino e soffiando buttava giù i comignoli Questo è un ottimo posto diceva Bisogna chiedere alla Grandine di farci visita Così venne la Grandine Tutti i giorni per tre ore tamburellava sul tetto del castello tanto da rompere la maggior

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  • June « 2013 « Paola Ruggieri
    giugno alle ore 18 30 Ospitata dalla gallerista Valentina Marongiu e curata da Barbara Ghisi resterà in visione al pubblico dal martedì al sabato dalle 10 00 alle 12 30 e dalle 16 00 alle 19 30 fino al 30 giugno Mantovane sono le pittrici Silvia Caimi a Maria Paola Ceccarini La prima presenta opere dove parti del corpo affiorano spesso in monocromi mostrandosi da punti di vista e prospettive particolari e inconsuete Sono mani busti in torsione corpi possenti e teste di sculture dipinti su tele di grandi dimensioni La seconda è diplomata all Istituto Statale d Arte di Mantova e ha lavorato come restauratrice Attualmente predilige la rappresentazione di ritratti autoritratti e figure femminili nelle quali affiora l eterna dualità tra corpo e spirito Mantovano di Poggio Rusco è anche il fotografo Alberto Bottura Da circa 25 anni cattura con la sua macchina fotografica i particolari più nascosti del corpo femminile di cui è curioso e attento osservatore Piedi mani labbra e schiene sono tra i suoi suggetti preferiti perchè dice l artista raccontano quello che le donne non dicono La pittrice Francesca Veneri è diplomata all Istituto della moda e del costume Marangoni di Milano Si è perfezionata alla scuola di decorazione Accademia del Superfluo di Roma all Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e ad altri corsi dal disegno all affresco fino alla pittura ad olio frequentati per oltre dieci anni La sua pittura è poetica e contemporaneamente carica di espressività ed emozione Beatrice Riva è originaria di Sassuolo di Modena ma vive a Casalgrande di Reggio Emilia Si è formata ai corsi della pittrice Nicla Ferrari La sua attenzione per l essenza più profonda della figura umana la porta a realizzare opere dove il teschio è il principale soggetto simbolo della vita e della

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  • May « 2013 « Paola Ruggieri
    non è passato non riesce a passare Credo sia una questione di tempo le pennellate torneranno a scorrere rapide e decise senza indugi creando linee vive Era sempre inverno laggiù e il vento del Nord la Grandine il Gelo e la Neve danzavano tra gli alberi tratto da Il gigante egoista di Oscar Wilde 0 Archives May 2014 October 2013 June 2013 May 2013 March 2013 February 2013 January 2013

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  • March « 2013 « Paola Ruggieri
    sveglio quando udì una piacevole musica Quel suono era tanto dolce per le sue orecchie che pensò fossero i musici del Re che passavano di là In realtà era solo un fanello che cantava davanti alla sua finestra ma da così tanto tempo non sentiva cantare un uccello nel suo giardino che gli sembrò fosse la musica più bella del mondo Allora la Grandine smise di danzargli sulla testa e il Vento del Nord cessò di ululare e un delizioso profumo lo raggiunse attraverso gli scuri aperti Penso che alla fine sia arrivata la Primavera disse il Gigante e saltò giù dal letto a guardar fuori Che cosa vide C era una vista meravigliosa Da un piccolo buco nel muro erano scivolati dentro i bambini e stavano seduti sui rami degli alberi Su ciascuno degli alberi che riusciva a vedere c era un bambino E ad avere di nuovo dei bambini gli alberi erano così felici che si erano coperti di germogli e muovevano gentilmente le braccia sopra il loro capo Gli uccelli volavano là intorno e gorgheggiavano gioiosi e i fiori occhieggiavano dal verde dei prati e ridevano Era una bella scena solo in un angolo era ancora inverno Era l angolo più lontano del giardino e là se ne stava in piedi un bimbetto Era così piccolo che non arrivava ai rami dell albero e gli stava girando intorno piangendo amaramente La povera pianta era ancora coperta di gelo e neve e il Vento del Nord le soffiava e ululava addosso Arràmpicati piccino diceva l Albero e curvava i rami quanto poteva ma il ragazzino era troppo piccolo E il cuore del Gigante si sciolse quando guardò fuori Come sono stato egoista disse Ora so perché qui non veniva la Primavera Metterò quel povero ragazzino in alto sull albero e poi abbatterò il muro e il mio giardino sarà per sempre il campo di gioco dei bambini Per sempre Era realmente molto dispiaciuto per quello che aveva fatto Così scese di nascosto le scale e aprì in silenzio la porta principale e uscì nel giardino Ma quando lo videro i bambini ne furono così spaventati che scapparono via e nel giardino ritornò inverno Solo il bambinetto non scappò perché aveva gli occhi così pieni di lacrime che non vide il Gigante avvicinarsi E il Gigante gli girò dietro pian piano lo prese in mano delicatamente e lo posò sull albero E l albero si mise di colpo a fiorire e gli uccelli vennero a cantare là sopra e il bambinetto distese le braccia e cinse il collo del Gigante e lo baciò E gli altri bambini quando videro che il Gigante non era più cattivo ritornarono di corsa e con loro arrivò la Primavera Ora è il vostro giardino bambini disse il Gigante e prese una grande scure e buttò giù il muro E a mezzogiorno quando stava andando al mercato la gente trovò il Gigante che giocava con i bambini nel giardino più bello che avessero mai

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