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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    ai primi decenni del Novecento conobbe il progressivo abbandono negli anni successivi alla seconda guerra mondiale CONTINUA Naviga il sito della nostra PRO LOCO Scopri Arcumeggia e tutti i servizi dedicati Arcumeggia A partire dagli anni 50 fu avviata nel paese un esperienza innovativa per combattere l abbandono dei territori montani continua Percorso Arcumeggia conosciuta come Il Paese dei pittori è stata comune autonomo fino al 1927 con la riforma

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    vivendo Vennero chiamati artisti di fama nazionale ed internazionale a realizzare affreschi sulle facciate delle case rurali e nacque una galleria d arte a cielo aperto Monachesi Sassu Usellini Brindisi Migneco Carpi De Amicis per citarne solo alcuni realizzarono i dipinti che ancora oggi possiamo ammirare Ma Arcumeggia non è soltanto questo la sua storia le tradizioni che conserva l ambiente naturale che la circonda ne fanno un luogo incantevole

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    quali era un frequentatore abituale ne scrisse Le strade della Valcuvia conoscevano da qualche secolo la libera e fantasiosa attività degli affrescatori popolari Paesi come Rancio e Cantevria erano cosparsi di affreschi lungo le vie e dentro i cortili nei quali si ripeteva a fine devozionale e votivo la tradizionale iconografia cristiana consacrata nelle chiese La passione dell affresco del manifesto murale permanente della pietà poteva trapassare in una manifestazione artistica vera e propria tale da trasformare un intero paese in una mostra capace di documentare una tecnica mai abbandonata dalla pittura italiana e sempre rifiorente anche fuori dalle esigenze del culto Si trattava di offrire ai pittori l occasione di un colloquio aperto col pubblico e al tempo stesso di favorire la partecipazione di ogni strato sociale alla problematica delle forme pittoriche che anche qui si propone talvolta tra astratto e figurativo e nell ambito figurativo tra le singole e qualche volta contrastanti personalità dei vari artisti Arcumeggia è quindi non solo un ritorno e una ripresa della tradizione artistica lombarda ma anche la celebrazione del popolo delle Prealpi per secoli operoso in ogni parte d Europa Da Arcumeggia la galleria all aperto dell affresco a cura di Manlio Raffo Varese 1967 Il perché di un nome Nell Eco di Arcumeggia 1932 rivista edita negli anni 1931 1936 a cura del Parroco di Arcumeggia Don Stefano Tunesi sono raccolti studi e ricerche relativi alla storia della Valcuvia e dei suoi paesi A proposito delle origini del borgo che Don Tunesi fa risalire all età romana si legge testualmente La valletta di Arcumeggia posta di fronte alla rocca di Orino e sboccante dall altra parte sul lago Maggiore offriva loro ai Romani n d r un eccellente punto strategico per spiare le mosse dei Leponzi vigilanti sulle montagne della parte opposta del Lago Maggiore Ed ecco perché essi dovettero costruire quella Arx media fortezza di mezzo o meglio forse quella fortificazione arcu media a metà dell arco formato dalla valletta fortezza che poi diede il nome al paese di Arcumeggia che in latino si chiama appunto Arcumedia Questa fortificazione di mezzo doveva essere in relazione con un altra nella località di S Antonio e questa a sua volta comunicava forse col castrum di Travaglia che troveremo come fortezza inespugnabile nel Medio Evo Nel 1876 Michele Lajoli descrisse così Arcumeggia Il paesello è situato sulla scogliera della montagna ed all ingresso del passo della Valtravaglia Arcumeggia era in tempo antico un luogo fortificato di molta considerazione Il nome di Arcumeggia lo si vuole derivato da Arx Media perché occupa il centro della valle di Cuvio sul fianco di mezzogiorno a vista della Rocca d Orino e dei Castelli di Cabiaglio e di Masciago Oltre a contribuire coi detti forti alla difesa della valle rendeva pure difficilissimo il transito dal lato della Valtravaglia Dei fortilizi d Arcumeggia non esistono vestigia e ciò prova che furono completamente distrutti Il paese è piuttosto alpestre conta 300 abitanti ed ha l estimo censuario di scudi

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    In allestimento Galleria pro loco arcumeggia P IVA 03300080128 Sito Web sviluppato da Cheleo Mutimedia

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    Gea 12 Luigi Montanarini Composizione 13 Cristoforo De Amicis Madonna e Angelo 14 Ernesto Treccani Composizione agreste 15 Enzo Morelli Cristo e la Samaritana 16 Barbara Galbiati Bocc Testa di caprone 17 Francesco Menzio Bambini tra gli alberi 18 Gianfilippo Usellini Severin bev pooc vin 19 Giuseppe Migneco Partenza dell emigrante 20 Gioxe De Micheli Il soldato che non vuole la guerra 21 Giuseppe Montanari S Martino e il povero

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    in allestimento pro loco arcumeggia P IVA 03300080128 Sito Web sviluppato da Cheleo Mutimedia

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    nella Varese dell epoca visti i commenti e gli aggettivi positivi con cui veniva segnalata questa sua collaborazione Un altro episodio fondamentale del rapporto tra Ravasi e Arcumeggia si verificò nel 1957 quando l architetto varesino venne incaricato di progettare la Casa del Pittore un edificio che il Comitato Organizzativo desiderava mettere a disposizione di tutti quegli artisti che da quell anno in avanti avrebbero collaborato all ampliamento della galleria all aperto dell affresco venendo di persona a lavorare nel borgo valcuviano L ospitalità veniva concessa in un arco di tempo Compreso in linea di massima tra i mesi di aprile ed ottobre per un periodo di trenta giorni ed era indirizzata esclusivamente a coloro che avessero desiderato cimentarsi nella tecnica dell affresco I mesi invernali invece erano riservati a quegli artisti che preferivano fare uso di altre tecniche I permessi di soggiorno erano concessi da un apposito Comitato Artistico composto sia dalla consueta Commissione sia dai pittori Montanari Tomea ed Usellini Il cantiere venne aperto quasi certamente durante il mese di marzo e in poco più di un mese e mezzo si giunse alla posa del tetto I lavori vennero eseguiti con una discreta velocità non solo perché l entusiasmo degli abitanti di Arcumeggia generò un fenomeno di collaborazione ma anche in quanto quasi certamente non si trattò della realizzazione di un edificio completamente nuovo quanto piuttosto di un riassetto di una struttura già esistente e definitivamente donata al Comitato Organizzativo nel 1958 da alcuni fratelli Cerini Ravasi stese il progetto che prese vita materialmente sotto lo direzione del geometra Mazzola di Varese e del capomastro ma anche consigliere comunale e segretario della Pro Arcumeggia Pietro Cerini I materiali vennero forniti dalla ditta De Grandi di Varese e ai lavori presero parte in qualità di manodopera gratuita ben quarantacinque abitanti di Arcumeggia L edificio sorse tenendo presente criteri di funzionalità ma anche di calda accoglienza L artista che vi risiedeva poteva contare su un pianterreno dotato di ingresso ampio e luminoso cucina e salotto quindi una scala in legno lo avrebbe condotto al primo piano comprendente due camere e i servizi e da ultimo al secondo piano dove era situato lo studio Quest ultimo era dotato di ampie finestre che garantivano un intensa illuminazione naturale nonché di un ampio terrazzo panoramico con vista ovviamente sulla Valcuvia e sul lago Maggiore Il riscaldamento sarebbe stato garantito da un caminetto reso piacevole per via della pietra cercata e scelta con cura quasi tenera su al monte Tre Colonne e dalla decorazione in ceramica negli anni a venire avrebbe acquisito pure un aspetto originale per via delle firme su di esso riportate da parte degli artisti che avrebbero soggiornato alla Casa del Pittore Come correttamente faceva notare il cronista de La Prealpina Ravasi aveva tentato di progettare un edificio che sapesse coniugare le esigenze di un artista in villeggiatura di lavoro con le caratteristiche tipiche dell edilizia autoctona pertanto il tutto è stato realizzato con un garbo con un gusto che se

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    l orografia rendevano necessario uno sviluppo verticale delle abitazioni e l utilizzo di ogni volume disponibile Visitando il paese è ancora possibile entrare in alcuni cortili che sia pure con nuove destinazioni d uso dei locali raccontano questa storia Ogni cortile rappresenta un vero e proprio condominio in cui sono presenti più unità immobiliari a volte anche molto piccole per il loro carattere raccolto per gli spazi limitati e protetti

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