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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    chi siamo archivio news eventi contatti Giuseppe Montanari I Pugilatori 9 txt Audio Guida Giuseppe Montanari I Pugilatori Ascolta in ITALIANO Listen in ENGLISH L audio guida è un servizio fruibile dalla sezione PERCORSO del nostro sito Ogni artista ha il relativo file audio che potrete ascoltare dai vostri dispositivi mobili o da computer Quando sei ad Arcumeggia e durante il percorso urbano trovi il QR CODE usa il tuo

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    e intensa la partecipazione a mostre ed esposizioni Morì a Bologna nel 1984 Notizie storico critiche Da una lettera dell artista si apprende che le dimensioni del dipinto risultano leggermente più grandi di quelle del cartone dal momento che era stata compiuta un aggiunta Si sa inoltre con certezza che Saetti aveva ceduto il cartone del suo affresco a Renzo Biasion che il 13 agosto 1956 aveva chiesto al Comitato Organizzatore la restituzione del cartone esposto alla mostra di Cuvio a sé e non all artista La scelta per l affresco di Arcumeggia di un tema quale quello della Maternità rientra perfettamente in quella che era una riflessione che 5aetti stava elaborando da numerosi anni Per l artista la figura della madre intesa come donna sposa creatrice sorgente e fonte era simbolo di qualcosa che è fondamento e principio vitale da cui scaturiscono nuove entità Saetti era indubbiamente affascinato dall universalità della figura materna che racchiude in sé il mistero della nascita e della morte parametri fondamentali di un ciclo di vita e di trasformazione In modo particolare fu durante gli anni Cinquanta che Saetti realizzò opere di una certa importanza e con il medesimo tema come Maternità olio su tela del 1950 51 e Madre veneziana affresco del 1952 Un altra Maternità del 1951 tecnica mista su carta in telata cm 120x75 provo Collezione Greenfield Chicago Usa esposta alla XXVI Biennale Internazionale di Venezia del 1952 presenta strette analogie non solo per quanto concerne la scelta tematica ma anche per l impostazione della figura e per alcune tonalità cromatiche Pur avendo scelto sia un soggetto che una tecnica che possono apparire come tradizionali in realtà l artista sperimenta continuamente soluzioni esecutive e formali che si allontanano dal linguaggio naturalistico e da un utilizzo retorico dell affresco L opera si

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    scelta da compiersi Durante il suo soggiorno eseguì stando alle informazioni fornite dalla cronaca locale circa venti bozzetti che stava ancora elaborando il 15 luglio L affresco venne realizzato in un tempo molto ristretto e risultò pronto il 18 luglio Nell opera si possono individuare tematiche che si alla ciano alle ricerche formali e contenutistiche che l artista stava elaborando in quegli anni Secondo quanto riferiva Corrado Stajano sul Tempo di Milano deIl 11 8 1959 Monachesi con il Trionfo di Gea aveva voluto visualizzare un inno alla bellezza la sua era una donna mito quale la s incontra soltanto nei sogni Era una fata ecco tutto e delle fate portava anche il lungo cappello a cono La tipologia di queste fantasiose figure femminili è già presente in un dipinto di Monachesi eseguito nel 1949 e intitolato Le claunesse riprodotto in G Petroni 1965 tav 44 nell opera appaiono tre donne sedute ad un tavolino e con il capo coperto dai tipici cappelli a cono In un altra opera del 1959 intitolata anch essa Le c1aunesse G Petroni 1965 tav 61 vengono riproposte nuovamente queste caratteristiche figure femminili con l aggiunta del curioso quarto di luna presente anche nell affresco di Arcumeggia Le figure femminili dipinte nel Trionfo di Gea di Arcumeggia vennero poi riprese per una serie di personaggi riprodotti in diversi dipinti eseguiti negli anni immediatamente seguenti e caratterizzati dal tema agrà ossia agravitazionale Infatti soprattutto nel dipinto del 1960 intitolato Le portantine Agrà è possibile riscontrare una notevole similitudine di queste portantine dal corpo nudo e caratterizzate dal copricapo da fatine con le donne di Arcumeggia Anche all interno della Casa del Pittore è conservato un piccolo affresco cm 39 x 20 che ripropone la medesima tematica delle fatine Agrà e che fu eseguito da Monachesi quasi certamente durante la sua permanenza ad Arcumeggia nel 1959 foto n 102 p 139 Per Monachesi Agrà costituiva la coscienza universale che in un epoca gravitazionale non dipende più da alcun feticcio o ideologie di massa ma vive a maggior contatto con la natura e collocatasi al centro dell universo si evolve continuamente per liberarsi da povertà e schiavismi Per l artista agrà significava quindi l uomo che riesce a divincolarsi da tutte le imposizioni che gli vengono da una società conformista e artificiosa Sembra quasi che Monachesi avesse ricevuto gli stimoli necessari per elaborare simile teoria durante il suo soggiorno ad Arcumeggia perché come è già stato spiegato nel paragrafo storico l artista visse con entusiasmo l esperienza nel paesino della Valcuvia che proprio per il suo essere così genuinamente lontano dalla frenetica civiltà industriale conservava e rappresentava ancora un modello di vita pacifica e ricca di rapporti sociali e umani Questo contenuto venne espresso non soltanto dal punto di vista tematico ma anche visualizzato da alcune scelte formali ben precise Era evidente in Monachesi che la necessità di liberare l uomo dai formalismi artificiosi non poteva non accompagnarsi ad un parallelo utilizzo di un linguaggio stilistico spogliato di

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    pittorico per forme geometriche Montanarini espose anche in città estere quali Tokyo Monaco di Baviera e Copenaghen Notizie storico critiche Quasi inesistenti sono le informazioni in merito al significato del dipinto ma sicuramente esso rientra in quella serie di sperimentazioni che l artista iniziò intorno agli anni Cinquanta e che riguardarono la composizione per macchie accostate al fine di creare un contrasto tonale In modo particolare a partire dal 1956 Montanarini scelse la pittura informale caratterizzata da pennellate di colore molto ampie racchiuse entro spazi geometrici Come puntualizza Crispolti la pittura di Montanarini si costruisce come propria dimensione semantica nel colore e direi subito nel colore puro Lo studioso sottolinea inoltre quanto la pittura di Montanarini intorno agli anni Sessanta si affidi totalmente all intensità emotiva e alla capacità di risonanza evocativa del mezzo cromatico appunto nella sua più gelosa purezza come nella sua più accesa e incandescente vitalità L opera di Arcumeggia sembra quindi rientrare in questo genere di produzione in cui al colore viene attribuita la massima potenza comunicativa 1 dipinto è stato estremamente danneggiato dalle intemperie a causa della sua posizione particolarmente esposta al sole e per una quasi totale assenza di protezione Non è da escludere comunque che Montanarini avesse adottato una tecnica pittorica a secco come tra l altro sperimentò a partire soprattutto dal 1958 quando realizzò centinaia di opere con stesura a tempera tecnica che l artista apprezzava per l immediatezza esecutiva che poteva garantire e che consentiva il raggiungimento di un maggior equilibrio tra segno e colore Per avere un idea delle qualità cromatiche originarie del dipinto di Montanarini si può far riferimento ad un piccolissimo affresco conservato presso la Casa del Pittore che l artista eseguì sempre nel 1959 foto n 103 p 140 Pur essendo differente l impostazione dell opera rispetto

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    per la nuova sede ed eseguì altre vetrate per la cappella Mattei a Montelica Tra il 1956 e il1959 realizzò le vetrate della cappella e della camera mortuaria della Casa di Riposo Belletti Bona Nel 1959 partecipò alla Biennale di Arte Sacra per la Casa ed eseguì quattro vetrate per la cappella Locati nel cimitero di Caronno Varese Nel 1962 e nel 1963 eseguì le vetrate della cappella Imperiali e della cappella Spadacini nel Cimitero Monumentale di Milano Tra il 1967 e il 1969 lavorò alle vetrate del tiburio del Duomo di Milano Morì a Milano nel 1987 Notizie storico critiche La scelta di De Amicis cadde su di un soggetto religioso poiché in quel periodo egli era particolarmente produttivo in tale settore In modo particolare l iconografia della Madonna con Bambino venne costantemente ripetuta a partire dagli anni Cinquanta sino al termine della propria attività Tale tema venne affrontato nelle più disparate tecniche oli carboncini vetrate affreschi e tempere Nonostante tale varietà esecutiva è percepibile un filo conduttore che unifica le scelte di De Amicis e consente di compiere confronti tra le varie Madonne A questo proposito esiste un disegno conservato in una collezione privata di Lodi e datato 1956 che raffigura per l appunto una Madonna col Bambino e che sembrerebbe rivelare delle tangenze con l affresco di Arcumeggia soprattutto per ciò che concerne l impostazione generale della figura identici sono l abbraccio tra Madre e Bambino la posizione delle mani della Madonna che vengono sproporzionate volutamente al fine di renderle assolutamente visibili all osservatore la disposizione dei piedi della Vergine di cui quello destro poggiante su un rialzo naturale e gli ampi e nervosi panneggi che risentono della contornatura cloisonné tipica delle vetrate Simile al dipinto di Arcumeggia appare anche un olio raffigurante sempre la Madonna col

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    alla Biennale di Venezia nel 1955 compì un viaggio in Cina e nel 1957 tenne la prima personale a New York la sua attività artistica fu particolarmente attenta a tematiche di carattere politico e sociale riguardanti le lotte contadine nell Italia meridionale e la questione industriale nel nord Italia Dopo la metà degli anni Cinquanta la sua produzione artistica fu caratterizzata da un forte intimismo espresso soprattutto nei numerosi paesaggi ritratti Nel 1976 espose a Volgograd Leningrado e Mosca Notizie storico critiche L opera rientra in quel gruppo di dipinti che Treccani iniziò a realizzare a partire soprattutto dal 1960 quando abbandonò il tema del sociale per abbracciare un altrettanto ambizioso soggetto come il rapporto dell uomo con la natura In questa seconda parte della sua carriera artistica infatti Treccani fu stimolato dall idea di indagare e sviluppare la posizione dell uomo di fronte alla natura intesa come un mondo ancora libero e non alterato dagli interventi della civiltà umana Il linguaggio formale che adottò per esprimere questo concetto si avvicina molto alla gestualità e al segno grafico Nel catalogo stampato in occasione della mostra antologica tenutasi a Brugherio Villa Fiorita Milano dal 14 marzo al 12 aprile 1981 è riprodotta una fotografia di Treccani che sta lavorando su alcune figure appena accennate sull intonaco di una parete di una casa di Arcumeggia La didascalia colloca questo intervento nel 1975 ma circa l esecuzione di questi dipinti o bozzetti preparatori è possibile avanzare solamente delle ipotesi Infatti di essi non resta traccia su alcuna parete di Arcumeggia così come le figure non coincidono con quelle dell affresco del 1974 Rimane il dubbio se si tratti di uno schizzo realizzato velocemente dall artista in occasione dell esecuzione della Composizione agreste e immediatamente cancellato oppure di un piccolo secondo affresco la cui

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    partecipò frequentemente alle Biennali di Venezia nel 1928 36 42 Nel 1939 decorò l aula della Cancelleria Generale del Palazzo di Giustizia Numerosi sono inoltre gli affreschi e i mosaici che presentò alla V VI e IX Triennale di Milano Fino agli anni Quaranta lavorò come illustratore dal dopoguerra insegnò alla Scuola Superiore di arte applicata del Castello Sforzesco e all Accademia di Belle Arti di Brera Nel 1962 divenne titolare della cattedra di pittura all Accademia di Bologna Tra il 1952 e il 1957 eseguì alcune vetrate nella chiesa di Santa Maria Bambina in Milano mentre tra il 1959 e il 1960 decorò a mosaico la cappella battesimale della chiesa di San Giovanni Battista alla Creta in Milano Nel 1960 fu membro della Giunta tecnica esecutiva della XII Triennale di Milano Morelli morì a Bogliaco del Garda Brescia nel 1976 Notizie storico critiche La cronaca locale riferisce che il 1 giugno 1956 Morelli garantì la propria collaborazione al progetto di Arcumeggia L artista infatti fu tra i primi insieme ad Usellini e Montanari ad aderire all iniziativa Il 12 giugno 1956 venne data notizia che all artista era stato destinato lo spazio della parete soprastante la fontana di via Sant Antonio Il 9 luglio sicuramente il bozzetto dell opera era pronto dal momento che venne esposto alla mostra di Cuvio I lavori ebbero inizio intorno al 13 luglio mentre il 15 di quel mese risultavano già conclusi Nell opera di Arcumeggia compare un Morelli insolito dal momento che egli fu soprattutto un paesaggista I canoni estetici che l artista adotta per l esecuzione di un soggetto a tematica sacra si uniformano a quelle che erano le caratteristiche di tanta produzione legata al filone religioso degli anni Cinquanta Le scelte formali adottate nell opera presentano evidenti riferimenti allo stile neoromanico

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    il caprone Notizie storico critiche L affresco è stato eseguito nel 1994 in un arco di tempo assai prossimo alla presenza di Faini ad Arcumeggia poiché la Galbiati veniva segnalata dalla cronaca locale come collaboratrice all esecuzione dell opera del proprio maestro Tenendo presente che Faini iniziò a lavorare il 5 agosto e che il 6 si inaugurò una personale della Galbiati presso la Bottega del Pittore si può supporre che la Testa di caprone sia stata eseguita nel corso della settimana precedente ossia tra il 30 luglio e il 4 agosto All interno dell Ufficio per il Turismo sono esposti numerosi bozzetti foto n 77 che evidenziano uno studio accurato per la scelta delle cromie adeguate da utilizzare nella versione finale L affresco sostituisce un dipinto eseguito da Tomiolo nel 1956 foto n 76 che nel corso degli anni subì danni irreparabili Di esso si è conservata una riproduzione fotografica che ci permette di constatare quanto la Galbiati abbia rispettato l iconografia e l impostazione originali Audio Guida Barbara Galbiati Bocc Testa Di Caprone Ascolta in ITALIANO Listen in ENGLISH L audio guida è un servizio fruibile dalla sezione PERCORSO del nostro sito Ogni artista ha il relativo file

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