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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    tema non furono mai espresse in maniera drammatica o angosciante ma con la puntuale convinzione che l evento in questione fosse parte integrante dell esistenza e della quotidianità della vita Obiettivo dell artista non era il voler sottolineare la dolorosità e la transitorietà di tale evento ma proporre una riflessione sulla presenza della morte come punto di congiunzione insieme alla nascita di quel cerchio che compone il percorso della vita Per una rappresentazione visiva di queste concezioni Tomea scelse un linguaggio estremamente semplice immediato ed estraneo ad eccessivi intellettualismi Il lessico formale adottato dall artista scaturì da una serie di contatti e confronti avuti a cavallo degli anni Venti Trenta con intellettuali quali Edoardo Persico e artisti come Tullio Garbar e Renato Birolli Il Crocifisso di Arcumeggia può essere considerato la sintesi del primitivismo religioso di Garbari a cui si aggiunge l uso di un colore acceso secondo quelle che erano le sperimentazioni che Birolli e Manzù avevano proposto per coinvolgere emotivamente lo spettatore A proposito del confronto tra le personalità di Tomea e Garbari è importante sottolineare che Persico incontrò Tomea poco dopo il decesso di Garbari avvenuto nel 1931 e da quel momento tra i due nacque una grande stima tanto che Persico era solito sostenere che nei confronti dei disegni e della pittura di Tomea provava emozioni simili a quelle suscitategli dalle opere di Garbari Sempre per quanto riguarda il Cristo Crocifisso di Arcumeggia è riscontrabile un certo legame con un paio di soggetti analoghi eseguiti nello stesso periodo ovvero a pochi anni di distanza dalla sua scomparsa avvenuta nel 1960 Il confronto più schiacciante può essere compiuto con il Cristo crocifisso olio su tela cm 235 x144 conservato presso la chiesa di San Francesco d Assisi al Fopponino in Milano cui fu donato dalla famiglia Ghidoli

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    e nella nuova sede della Banca Nazionale del Lavoro a Milano Nel 1957 Brancaccio vinse il premio Michetti mentre nel 1959 gli fu assegnato il premio Bagutta Nel 1966 e nel 1969 partecipò alla Biennale dell incisione a Cittadella Nel panorama della sua produzione infatti una grande importanza possiede l attività grafica e incisoria Morì a Napoli nel 1975 Notizie storico critiche Il soggetto scelto da Brancaccio rientra in un tema spesso affrontato dall artista che fu sempre molto affascinato dall ambiente popolare secondo quella che fu una caratteristica costante della tradizione artistica napoletana L artista tuttavia non si lasciò attrarre dalla facile pittura di genere a carattere folckloristico ma preferì scegliere i suoi personaggi nel vasto panorama della piccola borghesia immortalata con un certo distacco emotivo La Ragazza alla finestra di Arcumeggia ritratta nel suo aspetto quotidiano appartiene a quel popolo minuto anonimo che l artista amava rappresentare in quegli anni sottolineandone non come difetti ma come attributi accettabili e piacevoli anche la maliziosità e l opulenza fisica Stilisticamente l opera risente dell estetica caratteristica della corrente artistica di Novecento alla quale Brancaccio partecipò attivamente tra gli anni Venti e Trenta Si ritrovano infatti rappresentati secondo i canoni della pittura tradizionale soggetti tratti dalla realtà che tuttavia vengono trasportati in una dimensione estranea ad essa in una sorta di realismo magico quasi metafisica La purezza volumetrica della figura e lo schematismo geometrico di alcuni oggetti presenti nell opera quali il mazzocchio contribuiscono ad annullare la categoria temporale facendo emergere elementi quali la solitudine l attesa e la speranza del personaggio che affacciandosi alla finestra con lo sguardo assente non cerca la commiserazione dell osservatore Considerando il periodo in cui Brancaccio realizzò quest opera è facile rilevare la scelta dell artista di riproporre senza ulteriori sforzi inventivi temi e schemi

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    contorno marcate di forme semplificate ma complete nella loro leggibilità semplice e complessa allo stesso tempo Le cromie così a plat e squillanti sembrano volutamente imitare contemporaneamente quelle delle vetrate e delle ceramica materiale assai caro all artista La Cattedrale rientra nel famoso ciclo di dipinti dello stesso soggetto a cui l artista si dedicò più volte nel corso della sua attività artistica La scelta iconografica dietro l immediato significato simbolico spirituale cela uno spunto riflessivo sul rapporto tra il mondo naturale della cesta di frutta e quello artificiale prodotto dall opera umana Purtroppo Reggiori non poté assistere alla collocazione dell opera in quanto la morte lo colse il 18 agosto 2006 L affresco venne eseguito in loca da due pittori ticinesi Piergiorgio Ceresa e Leo Tami che poterono usufruire di uno spolvero precedentemente eseguito dall artista L artista Albino Reggiori è nato a Laveno Mombello nel 1933 ed ha iniziato la sua attività artistica come ceramista proprio in una fabbrica di Laveno Diplomatosi all Istituto Professionale di Stato di Laveno Mombello si dedicò a tempo pieno alla passione artistica non solo di ceramista ma anche di pittore e incisore con particolare interesse per la calcografia e l acquaforte Notizie storico critiche Nel campo della ceramica arrivò a sperimentare la monocottura a 13500 con la quale realizzò omaggi in ceramica refrattaria ad alcuni tra i più significativi artisti contemporanei come Picasso Braque e tanti altri Come pittore si cimentò più volte nella pratica dell affresco e dei murales che eseguì in diverse località italiane come a Diamante Ci rei la in Calabria a Marsala Gabicce Brindisi a Santhià e a Lecce Fino al 1995 fu responsabile e direttore della Civica Raccolta di Terraglie e Museo della Ceramica di Cerro occupandosi di numerose mostre di alto livello Numerose sono le opere

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    il corso serale all Accademia di Brera avendo come maestro Aldo Carpi Ha trascorso alcuni anni della sua vita tra il 1937 e il 1939 in Francia dove con il professor De Liguori ha eseguito alcuni affreschi al Casinò di izza Sue opere sono conservate a Milano nella chiesa di Santa Francesca Romana al Cimitero Monumentale e in piazza San Sepolcro AI 1940 risale la sua collaborazione con Giuseppe Montanari per l esecuzione degli affreschi del Teatro Impero di Varese Sempre intorno agli anni Quaranta ha decorato il palazzo del Re Zogg e la chiesa dell Ospedale Militare di Tirana in Albania A partire dal 1942 si trasferisce in Svizzera dove è particolarmente apprezzato per la sua produzione artistica Nel1987 ha allestito la sua prima personale in Italia presso il Civico Istituto di Cultura del Comune di Luino Notizie storico critiche Il dipinto rappresenta l ultimo in tervento artistico sviluppatosi sulle pareti di Arcumeggia É stato infatti eseguito nel 1996 grazie al prezioso intervento del Lions Club Luino e del suo presidente Gregorio Cerini nativo di Arcumeggia Il soggetto scelto dal pittore si spiega con il particolare amore che il Parietti ha sempre nutrito per i fiori e la natura in generale che egli ama far divenire protagonisti dei suoi dipinti e che coltiva nel suo giardino di Bosco Montegrino Per quanto concerne il linguaggio formale adottato da Parietti si può riportare il commento di Franco Passoni che così valuta in generale le caratteristiche stilistiche dell artista il nostro pittore si é comunque contraddistinto nel panorama generale dell arte d oggi ricercando con tenacia un suo particolare isolamento dalle eccessive sperimentazioni delle avanguardie e ha invece preferito al segno distintivo della ua personalità creativa abbracciando con entusiasmo i temi di una figurazione naturalistica espressa nei dipinti dalle morbide e felici

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    l opera Ciclisti mentre nel 1931 eseguì una tempera su cartone intitolata Tre ciclisti Queste due opere seppure ispirate al tema futurista evidenziavano alcune tangenze rispettivamente con i contenuti formali ed estetici di Novecento e di Sironi Nel 1940 Sassu si dedicò anche alla scultura in ceramica e la sua prima opera eseguita con tale tecnica venne dedicata ancora una volta alla figura del ciclista Nel 1955 l artista eseguì un olio su tela intitolato Gruppo di ciclisti alla partenza dimostrazione di come il tema non venne abbandonato nel corso degli anni ma aggiornato parallelamente agli sviluppi della propria ricerca formale Quest opera presenta delle differenze di impostazione e di scelte cromatiche caratterizzate queste ultime da pennellate più veloci e tonalità accese Inoltre sembra che nel dipinto di Arcumeggia Sassu ritorni a confrontarsi pur con un linguaggio formale ben differente con il dinamismo futurista mentre nell opera del 1955 prevaleva la staticità Sempre nel 1955 Sassu aveva dipinto un opera dal titolo Ciclisti in corsa olio su tela cm 50 x 70 apparsa sul mercato di un asta milanese del 1 dicembre 1981 che presenta analogie ancor più strette con l affresco di Arcumeggia In essa infatti è rappresentato un gruppo di ciclisti in fuga su di una salita a tornanti Non pare azzardato avanzare l ipotesi che si tratti di un immagine pressoché speculare dell affresco per ciò che concerne l impostazione scenografica La differenza sostanziale a parte il discorso relativo alla tecnica adottata e alle soluzioni cromatiche ottenute consiste nella presenza di un linguaggio che volutamente trascura ogni riferimento alla realtà evitando citazioni di personaggi sportivi reali In riferimento alla passione per la bicicletta in un contributo pubblicato sulla rivista Le Arti del 1966 lo stesso Sassu scrisse Da ragazzo correvo in bicicletta Era la mia stagione eroica

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    dicembre 1911 e fu proprio nella città lagunare dove frequentò la Scuola d Arte dei Carmini e lo studio del restauratore Moro Nel 1934 35 si trasferì a Verona per seguire i corsi dell Accademia Cignaroli In quegli stessi anni partecipò ai Littoriali per l affresco grazie ai quali ottenne una segnalazione Tra il 1937 e il 1940 si trasferì a Roma per svolgere il servizio militare e qui ebbe modo di mettersi in contatto con gli artisti della Scuola Romana Nel 1940 e nel 1941 42 lavorò in una chiesa di Padova realizzando una serie di affreschi a carattere sacro andati distrutti sotto i bombardamenti Nel 1942 decorò la cappella dell Ospedale Civile a Legnago Dal 1945 si stabilì a Milano dove venne in contatto con il movimento di Corrente e dove insegnò presso la Scuola d Arte Applicata del Castello Sforzesco il Liceo e l Accademia di Brera Nel 1963 scolpì un presepio in legno per la chiesa di Metanopoli nei pressi di Milano Notizie storico critiche Tomiolo diede la conferma della sua partecipazione il 7 giugno 1956 dopo essere stato contattato personalmente da Vincenzo Costantini In una lettera del16 giugno riferì al Comitato Organizzatore che avrebbe di lì a poco spedito il cartone che fu sicuramente terminato il 26 giugno Il 13 luglio venne preparata la superficie muraria sulla quale Tomiolo il giorno dopo iniziò a realizzare la propria opera che venne terminata in data imprecisata ma sicuramente prima del 22 luglio data dell inaugurazione della Galleria all aperto Tomiolo adottò in quest occasione un linguaggio semplice e vicino al naturalismo sebbene questo non gli impedisse di caricare l immagine di suggestioni fiabesche In quel periodo egli stava attraversando una fase che sarebbe durata sino al 1961 definita da lui stesso l industria fiorita ovvero una rappresentazione

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    importanza di trattare questa tematica e che rilanciò in maniera convinta la scelta di Usellini Inoltre è doveroso tener presente che Brindisi non era nuovo a rappresentazioni con forte contenuto sociale o comunque descrittivo del mondo contadino Intorno ai primi anni Cinquanta l artista eseguì opere quali Saltarello abruzzese 1950 Ballo montanaro 1952 Contadino che riposa 1950 52 e I pastori 1955 Particolare attenzione meritano alcuni personaggi raffigurati nel dipinto a proposito dei quali la cronaca locale che seguì i lavori di Brindisi riferì che riproducevano le fisionomie di alcuni abitanti del luogo particolarmente conosciuti dai paesani per il loro lavoro quali il postino il messo comunale l anziano emigrante e una contadina Non è quindi da escludere che Brindisi avesse voluto rendere partecipe in questo modo gli abitanti del luogo che potevano perciò riconoscersi o individuare i loro compaesani Questa scelta fu sicuramente stimolata anche dall opportunità di essere il primo artista che soggiornò nella Casa del Pittore a contatto diretto con il luogo i suoi abitanti la natura Sotto il profilo stilistico a parte la già accennata monumentalità dei personaggi è da sottolineare il fatto che l artista seppe abilmente sfruttare la struttura architettonica preesistente inserendo le figure fra le varie aperture costringendo lo spettatore ad una lettura paratattica dell opera suddivisa in più episodi Anche Agnoldomenico Pica 1967 sottolineò questo aspetto scrivendo che l affresco di Brindisi invece di concludersi in un episodio dell architettura in una magica finestra aperta nel vivo del muro si è impossessato della intera facciata cosicché rovesciato il rapporto aperture e davanzali e porte e stipiti e gronda diventano a propria volta episodi della grande finzione pittorica Nel catalogo generale delle opere di Brindi i pubblicato nel 1982 è riprodotto un dipinto di piccole dimensioni cm 35 x 25 conservato preso il

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  • Pro Loco Arcumeggia - Il paese degli affrescatori popolari
    Arte Sacra del Vaticano l artista per l occasione eseguì una Deposizione Nel corso della sua attività collaborò spesso anche con il Teatro della Scala di Milano fornendo bozzetti per scene e costumi Morì ad Arona ne11971 Notizie storico critiche Ad Arcumeggia Usellini fu sicuramente l artista che per primo affrontò un tema strettamente legato alla realtà sociale del borgo II ritorno dell emigrante vedi foto n 116 p 146 infatti raffigura un momento a cui gli abitanti di Arcumeggia erano particolarmente legati poiché il fenomeno dell emigrazione rappresentò per secoli e in modo particolare nella prima metà del Novecento una vicenda che vide coinvolte moltissime persone alla ricerca disperata di un occupazione sia nei paesi europei che in quelli americani Sicuramente Usellini volle rappresentare non il ritorno definitivo dell emigrante ma il momento del suo rientro ciclico stagionale Infatti una grande quantità di queste persone partiva ogni anno di primavera e tornava per trascorrere l inverno in famiglia Stilisticamente Usellini predilesse per tale dipinto un lessico formale che risente ancora della cultura di Novecento un movimento artistico che a detta di Agnoldomenico Piea aveva dato molto all artista per quanto egli in gran parte della sua produzione si fosse dimostrato più vicino alla metafisica dechirichiana Il 28 agosto 1961 lo stesso Usellini decise di procedere allo strappo dell affresco che venne compiuto da Aurelio Morellato per trasportarlo su tela e collocarlo nella Casa del Pittore Non si conoscono i motivi precisi che spinsero l artista a questa scelta anche se il fatto che Usellini avesse ripetuto il medesimo soggetto con dimensioni maggiori fa supporre che vi fosse il desiderio di realizzare un affresco che non si perdesse nell ampiezza della parete e acquisisse una maggior capacità comunicativa Per quanto l impaginazione complessiva della versione del 1956 sia stata rispettata in quella seguente si riscontrano tuttavia alcune variazioni che sebbene apparentemente insignificanti in realtà contribuirono a modificare parzialmente il messaggio Nella versione del 1956 i volti dei personaggi appaiono ben diversi in quanto caratterizzati da fisionomie più marcate che vennero in seguito maggiormente addolcite In modo particolare la fanciulla sulla sinistra che indossava un abito più paesano fu trasformata grazie anche all espressione del viso più dolce in una gentile e leziosa educanda La stessa moglie inizialmente raffigurata con gli occhi aperti e con una fisionomia maggiormente segnata dagli anni venne in seguito rappresentata con gli occhi chiusi quasi in un atteggiamento di rassegnazione e con il volto più giovane I genitori perdono la voluta rozzezza per acquisire un portamento più signorile Anche l ambiente in cui si svolge la scena risulta modificato mediante lo spostamento del quadretto votivo da sinistra a destra l eliminazione delle padelle di rame appese alla parete interna e una diversa disposizione dei pulcini in primo piano dove non venne riproposta la piacevole figura della lucertola Resta da supporre quindi che a distanza di cinque anni l artista avesse voluto fornire un interpretazione abbastanza diversa senza tuttavia mutarne la sostanza La seconda versione presenta l

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