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  • Palazzo Comunale
    della stessa tra il 1763 ed il 1769 su disegno dell architetto anconitano Francesco Ciarraffoni Il progetto del nuovo grandioso convento fu invece di fra Domenico Frezzini dei Minori Conventuali di Ancona assistito nei lavori dai padri Francesco Marchetti ed Andrea Ottaviani Durante la rivoluzione francese l edificio fu requisito e insieme ai beni annessi divenne proprietà dell Appannaggio del principe di Beauharnais Dopo il congresso di Vienna 1815 l edificio fu acquistato dal Comune di Camerano il quale verso la metà dell 800 vi trasferì la propria sede fino al sisma del 1972 Il palazzo è stato poi ristrutturato ed inaugurato il 21 09 1997 Da tale data è riaperto al pubblico L edificio è a pianta trapezoidale su cinque piani ai quali si accede per un ampia scalinata interna La facciata è parte in mattoni e parte ad intonaco con fasce marcapiano e finestre allineate Sopra l ingresso si aprono per gli ultimi tre piani altrettanti finestroni a volta che richiamano il motivo architettonico del portale stesso All interno dell edificio nell atrio sono collocate due lapidi entrambe dedicate al generale Andrea Fazioli che fu sindaco di Camerano alla fine dell 800 I locali interni utilizzati come uffici

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  • Chiesa Parrocchiale
    titolo di Parrocchia di San Pietro e di Santa Maria La bolla del 1478 di mons Antonio Fatati Vescovo di Ancona che istituisce il giuspatronato sulla chiesa di S Germano da parte di una comunità di Illirici nomina la chiesa di Camerano con il titolo di Paroeciae Beatae Mariae Virginis sub Titulo Sanctissimae Conceptionis che conserva attualmente Anticamente la chiesa era ubicata nello stesso luogo in cui si trova ai nostri giorni ma con dimensioni più piccole con la facciata rivolta verso la piazzetta del Borgo e l abside in direzione del Monte Conero La sua trasformazione più radicale avvenne nel 1676 con l aggiunta della navata principale che le diede l attuale pianta a croce greca In tale occasione la facciata venne spostata sulla via Maratti Nel 1744 fi da Benedetto XIV accresciuta del titolo di Arcipretura e incorporata alla nuova Insigne Collegiata con tutte le prerogative i benefici ed i privilegi di detto titolo Soppressa nel 1810 per decreto napoleonico la Collegiata fu spogliata di tutti i suoi beni e rendite e la chiesa minacciò di andare in rovina Nel 1842 l arciprete D Luigi Petrelli eseguì importanti restauri completando il soffitto della chiesa e rinnovando l altare

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  • La Fontanina
    panni da lavare e si mettevano in fila utlilizzando le vasche contigue per i vari risciacqui Utilizzavano sapone da bucato ma spesso anche pezzi di creta che strofinavano sui panni con risultati sorprendenti Terminata questa operazione tornavano a casa ed era una grossa fatica rifare la salita di via P Marinelli con il mastello reso ancor più pesante dai panni bagnati Alcune di esse andavano alla fonte verso sera per trovarla meno affollata anche perchè le ore del giorno erano dedicate a lavori più importanti ma le più avitavano di andare alla Fontanina dopo l imbrunire per via di certe leggende che circolavano su questo luogo e soprattutto per non incontrarvi la Giana una paura tipica di questa fonte Il muro che racchiude la fonte sormontato da un arco costituisce una costruzione elegante che risale presumibilmente al XVIII secolo All interno della fonte secondo testimonianze orali dovrebbe trovarsi un grande serbatoio alimentato da un cunicolo Un antica leggenda tramandata oralmente da generazioni di Cameranesi ritiene che nei pressi della Fontanina detta anche Fontanavecchia si aggirino misteriose presenze Tra queste la Giana una sorta di fata o una figura fiabesca femminile non si sa bene se benefica o malefica posta a custodia delle sorgenti La Giana secondo il racconto degli anziani si sarebbe manifestata a diverse persone del paese che si recavano ad attingere acqua con le brocche prima della distribuzione idrica nelle abitazioni E curiosa la rassomiglianza di questo vocabolo con il termine sardo di donus de janas casa delle fate riferito ad antiche sepolture diffuse in certe zone dell isola il che farebbe pensare ad una comune matrice mitologica dell area mediterranea Secondo un altra leggenda nei pressi della fonte verso la fine del secolo scorso sarebbe stata uccisa una donna dal marito per gelosia e le persone che

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  • Chiesa di San Germano
    Santo Vescovo di Auxerre in Borgogna Un altra ipotesi anche questa non confermata da prove documentali la vorrebbe addirittura costruita dai Crociati diretti in Terrasanta o provenienti da essa attraverso il porto di Umana se non dai Templari che sembra fossero presenti nel territorio di Camerano a protezione della chiesa di Santa Maria dell Umbriano e del relativo Ospedale dei Pellegrini Il primo documento riguardante la chiesa di S Germano è comunque la bolla del Vescovo Antonio Fatati di Ancona emanata nel 1478 per erigerla a Cura e concederla in giuspatronato alla comunità dalmata anzidetta Così questa chiesa divenne parrocchia gentilizia cioé limitatamente alla comunità degli Schiavoni filiale della Pieve di Camerano dalla quale venne smembrata ed alla quale doveva pagare un canone annuo di tre coppe di grano ed una di mosto Il vescovo Baldovinetto Baldovinetti confermò nel 1535 alla comunità illirica ed alla confraternita del SS Sacramento il precedente provvedimento e nel 1610 il vescovo Carlo Conti istituì la parrocchia perpetua di S Germano Recenti restauri e abbellimenti hanno completamente cancellato le tracce degli eventi bellici del 1944 ed i danni del sisma del 1972 La chiesa è a pianta rettangolare con abside ellittica e soffitto con volta

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  • Grotta Manciforte
    le grotte di Camerano non fossero altro che semplici cave di arenaria e può aver indotto in tale errore la palese utilizzazione del materiale estratto per la costruzione delle abitazioni più antiche Ma anche una sommaria esplorazione delle stesse fa escludere questa ipotesi Infatti su almeno quindici grotte esaminate nell area più antica soltanto una ha l aspetto evidente di una cava tutte le altre presentano rifiniture decorazioni e particolari architettonici tali da far cadere questa interpretazione data ad esse da alcuni autori nel passato Donzelli De Bosis Procaccini Ricci che hanno dedicato qualche cenno a questa caratteristica del sottosuolo cameranese Alcuni ambienti sotterranei presentano addirittura l aspetto di chiese con volte a botte a cupola o a vela e sono decorati con simboli religiosi o altri fregi a bassorilievo Per quanto riguarda l epoca della loro realizzazione le grotte di Camerano cosi come oggi appaiono di presume che siano state scavate nel XIV secolo un pilastro porta incisa la data 1327 ma non è data da escludere che esse siano successivi ampliamenti di più antichi ricoveri luoghi di culto ed opere difensive dei primi abitatori del colle di Camerano come alcuni elementi superstiti lasciano supporre In una lapidina proveniente

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  • Grotta Ricotti
    le grotte di Camerano non fossero altro che semplici cave di arenaria e può aver indotto in tale errore la palese utilizzazione del materiale estratto per la costruzione delle abitazioni più antiche Ma anche una sommaria esplorazione delle stesse fa escludere questa ipotesi Infatti su almeno quindici grotte esaminate nell area più antica soltanto una ha l aspetto evidente di una cava tutte le altre presentano rifiniture decorazioni e particolari architettonici tali da far cadere questa interpretazione data ad esse da alcuni autori nel passato Donzelli De Bosis Procaccini Ricci che hanno dedicato qualche cenno a questa caratteristica del sottosuolo cameranese Alcuni ambienti sotterranei presentano addirittura l aspetto di chiese con volte a botte a cupola o a vela e sono decorati con simboli religiosi o altri fregi a bassorilievo Per quanto riguarda l epoca della loro realizzazione le grotte di Camerano cosi come oggi appaiono di presume che siano state scavate nel XIV secolo un pilastro porta incisa la data 1327 ma non è data da escludere che esse siano successivi ampliamenti di più antichi ricoveri luoghi di culto ed opere difensive dei primi abitatori del colle di Camerano come alcuni elementi superstiti lasciano supporre In una lapidina proveniente

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  • Chiesa della Madonna della Speranza
    della costruzione di questa chiesa e della peste cessata in Camerano il 2 luglio 1424 dopo alcuni mesi di morbo A questo eventoera infatti collegata la annuale processione che per il pubblico voto di faceva appunto in quel giorno sino alla chiesa in argomento ove di cantava un solenne Te Deum ad il Comune offiva più libbre di cera Questa solennità annuale era detta volgarmente della Visitazione Da notizie attinte da documenti presso il locale archivio parrocchiale la attuale chiesa sarebbe stata ricostruita nel 1872 a destra della strada sulla quale sorgeva essendo la primitiva molto deteriorata e rimasta sotto il livello della nuova via La strada era quella che conduceva da Camerano a Loreto e di chiamava allora via Flaminia Si tratta di una costruzione ottocentesca in blocchi di arenaria alternati a file di mattoni La facciata in mattoni presenta un portale ed una finestra ottagonale entrambi in pietra di fattura più antica ed in stile rinascimentale presumibilmente provenienti dalla primitiva chiesetta del 1424 demolita e ricostruita sul lato opposto della strada Sul tetto spiovente a capanna con copertura a coppi si erge un campanile a vela con una piccola campana Il locale della sagrestia ricavato posteriormente all abside ha il tetto più basso rispetto a quello della chiesa L interno è intonacato a calce ed il soffitto è a botte Il pavimento è in cotto d epoca e presenta al centro un ornamento in marmo policromo di forma stellare contenuto in una figura poligonale A destra entrando è collocarta un acquasantiera in pietra a forma di conchiglia sulla parete destra un porta cieca dello stesso tipo di quella d ingresso L altare ottocentesco è di tipo tradizionale con piedistalli in cotto d epoca Sopra l altare e addossata al culmine dell abside semicircolare sta una riproduzione dell antico

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  • Chiesa di San Francesco
    che la chiesa ed il convento di San Francesco di Camerano sono sorti sull area già occupata da un più antico monastero di monache presumibilmente lo stesso che sotto il titolo di Santa Maria e Sant Agata Martire è menzionato dal Codice Ravennate relativo alle concessioni enfiteutiche nella zona tra i secoli VII e X Attualmente nell interno della chiesa è conservata una lapide gotica con la seguente epigrafe In nomine domini amen anno domini MCCCXXXI tempore domini loannis Papae XXII Originariamente collocata sopra la porta dell ex convento questa iscrizione si riferisce molto probabilmente alla riedificazione del convento stesso sui resti del precedente monastero di Santa Agata Da una antica pergamena rinvenuta sotto l altare maggiore nel 1759 si conosce che il 14 luglio 1437 la chiesa fu consacrata dal Vescovo Pietro Giustiniani dell Ordine dei Predicatori con il permesso di mons Giovanni Caffarelli Vescovo di Ancona Nel 1759 la chiesa fu completamente ristruttirata su disegno dell architetto Francesco Ciarraffoni e dell edificio originario non rimase che il portale in pietra Tra il 1763 ed il 1769 fu ampliato il convento su disegno di fra Domenico Frezzini dei Minori di Ancona assistito dai padri Francesco Marchetti e Andrea Ottaviani Il nuovo convento ebbe breve vita chiuso durante l occupazione francese i suoi beni passarono al cosiddetto Appannaggio del Vicerè d Italia Eugenio di Beauharnais e poi al Comune che utilizzò l edificio come sua sede a partire dalla metà del XIX secolo Dopo la partenza dei frati Minori di Camerano la chiesa di San Francesco continuò ad essere officiata prima da due frati detti Minimi rimasti nel paese presso abitazioni private padre Lucesole e padre Anzelotti e poi dai sacerdoti della chiesa parrocchiale Danneggiata dagli eventi bellici del 1944 la chiesa fu riaperta al culto per interessamento dell allora

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