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  • Il cane guida, "compagno di libertà". Una passeggiata per le vie di Roma - Redattore Sociale
    sarà la Giornata nazionale L Unione ciechi e ipovedenti Tutelare questa libertà significa garantire il diritto di andare con i nostri cani in ogni luogo aperto al pubblico e la legge lo stabilisce Venerdì dimostrazione delle scuole cani guida in piazza del Campidoglio 13 ottobre 2015 ROMA Si celebra il 16 ottobre la Giornata nazionale del cane guida per ciechi Istituita dell Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti nel 2006 è un occasione importante per portare all attenzione del grande pubblico il tema della mobilità e della facile circolazione riferisce il presidente nazionale dell Uici Mario Barbuto Il cane guida è una grande conquista di libertà per tante persone che hanno difficoltà a muoversi Tutelare questa nostra libertà significa garantire il diritto di andare con i nostri cani in ogni luogo aperto al pubblico ristoranti mezzi di trasporto scale mobili alberghi Il cane guida è un vero compagno di libertà sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità Purtroppo però ancora oggi spesso non viene permesso al non vedente accompagnato dal cane guida di entrare in un ristorante di prendere un taxi o di utilizzare mezzi di trasporto pubblico nonostante l esistenza di una legge Si tratta dell articolo unico della legge n 37 1974 aggiornata poi con la legge 60 2006 che recita Il cieco con il cane guida può entrare in tutti i luoghi aperti al pubblico Continua Barbuto Ogni rifiuto di questa nostra libertà costituisce una violazione dei nostri diritti umani basilari A questi diritti non potremo mai rinunciare e sarà nostro dovere difenderli in ogni sede e con ogni mezzo In occasione della giornata la sezione provinciale di Roma dell Unione organizza una passeggiata per le vie del centro di Roma cui parteciperanno i soci accompagnati dai loro cani guida

    Original URL path: http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/492282/Il-cane-guida-compagno-di-liberta-Una-passeggiata-per-le-vie-di-Roma (2016-01-26)
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  • Fascetta per autistici, stop a vendita online. Distributore: “Troppa confusione” - Redattore Sociale
    contattando le famiglie ma per scopi sociali e non commerciali 13 ottobre 2015 ROMA Mente la fascetta che calma gli autistici non è un prodotto commerciale né tanto meno una cialtroneria il nostro scopo non è strumentalizzare i bambini con autismo e vendere il prodotto ma offrire una speranza e un opportunità a tante famiglie in cerca di risposte Giancarlo Fabbi direttore commerciale di PromoSalute l azienda che distribuisce il dispositivo medico su cui recentemente si è aperto un acceso dibattito difende così la mission della propria società E annuncia Avendo ricevuto tante telefonate allarmate dopo il clamore suscitato nei giorni scorsi abbiamo deciso di rinnovare il nostro sito che andrà on line in questi giorni all indirizzo www promosalutesrls it ancora non attivo Qui Mente non sarà più in vendita sull e shop chi dimostrerà interesse per il prodotto sarà invece indirizzato a un confronto con i nostri neuropsichiatri infantili che sapranno verificare la presenza dei requisiti nell Eeg e quindi l efficacia che avrebbe il dispositivo Un passo indietro No piuttosto la prova che il nostro scopo non è vendere a tutti i costi non prima di essere certi che il dispositivo potrà svolgere efficacemente la sua funzione Una verifica che però viene fatta dai vostri neuropsichiatri non si rischia il conflitto d interessi No sono medici professionisti senza alcun interesse commerciale Poi se la famiglia vuole svolgere questa procedura di verifica dei requisiti con il proprio neuropsichiatra siamo ben disponibili a un confronto Intanto però il prodotto è stato acquistato da qualcuno Sì ma sempre previa verifica dei requisiti Tanto che abbiamo dovuto bocciare alcune famiglie per loro è stata una delusione ma noi sappiamo che Mente funziona solo in caso di autismo conclamato e non possiamo venderlo a chi non ne trarrebbe vantaggio All estero il prodotto è in commercio Sì in 19 paesi da 7 anni Ora con le certificazioni Fda e Ce siamo legittimati a vendere anche in Italia Non capisco quindi perché questo susciti tanto scandalo Tra l altro il prezzo non è di 2 500 euro come è stato scritto ma di 1 950 Iva esclusa ndr se non si prende la sim che è un optional Una bella cifra comunque In quanti hanno comprato il dispositivo in Italia Siamo nell ordine delle decine E comunque ora ripeto non è più possibile comprarlo on line chi fosse interessato dovrà richiedere un account e una password per accedere a un area riservata E con questo vogliamo tranquillizzare tutte le famiglie non vogliamo strumentalizzare nessuno né tanto meno vendere il prodotto porta a porta Però di fatto ci sono famiglie che riferiscono di essere state contattate direttamente Nego ed escudo che qualcuno di noi abbia provato a vendere il prodotto spingendolo direttamente alle famiglie Non siamo venditori di Folletto come ha detto qualcuno Ma allora chi sta prendendo contatto con queste famiglie La Croce rossa di Roma sta portando avanti una propria iniziativa che io peraltro appoggio e condivido che però non ha uno

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  • Una canzone contro la Sma: “Sono Invincibile e urlo in faccia alla paura” - Redattore Sociale
    Tweet Una canzone contro la Sma Sono Invincibile e urlo in faccia alla paura Alessandro Marella malato di atrofia muscolare spinale ha inciso il suo primo singolo e lo ha dedicato a chi è nelle sue condizioni devolverà il ricavato a Famiglie Sma Ognuno di noi ha una forza interiore attraverso cui può superare tutte le prove che la vita gli mette davanti 13 ottobre 2015 Alessandro Marella ROMA Ha una passione grande da quando è nato e una grave malattia che poteva impedirgli di coltivarla Poteva ma non ci è riuscita perché il cantautore pugliese Alessandro Marella è invincibile come il singolo che ha appena pubblicato Da una parte la musica che ho amato fin dal primo ascolto racconta dall altra la Sma atrofia muscolare spinale che di anno in anno gli ha creato problemi sempre più difficili da affrontare Fino a impedirgli di accedere a quel conservatorio che frequentava ad Alessandria da quando aveva 10 anni Ma le barriere diventavano sempre più difficili da superare con la sua sedia a ruote così continuò a studiare pianoforte privatamente fin quando la malattia non gli ha compromesso impietosa anche l uso delle mani Alla musica però Alessandro non era disposto a rinunciare Mi piace lasciarmi cullare da lei racconta chiudere gli occhi e non pensare a niente racconta Alessandro Marella C è sempre un genere per ogni stato d animo una canzone per ogni momento una per ogni luogo Ho sempre cantato e suonato per puro divertimento mi metteva il sorriso sin da piccolo Così quando suonare è diventato impossibile ha messo tutta la sua passione e la sua energia nel canto per il quale pure era particolarmente dotato Ha quindi dato vita a un gruppo gli Abanero a cui ha prestato la sua voce per anni Finché adesso ha

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  • Gli infiniti stop al centro autismo: "Dà fastidio perché sarebbe gratuito” - Redattore Sociale
    ne aveva appena 14 quando questa storia infinita ebbe inizio Dal 2001 anno in cui il progetto fu presentato fino ad oggi niente è cambiato per i circa 800 autistici dell Irpinia si rammarica la moglie di Pagliara Elisa Spagnuolo che presiede l associazione Pianeta autismo braccio operativo della cooperativa E non è un caso che a portare avanti questa estenuante battaglia sia proprio una famiglia che il dramma dell autismo senza risposte lo vive sulla propria pelle Nostra figlia è in un centro a Nola in provincia di Napoli Un dispendio enorme per l a Asl di Avellino ci riferisce ancora Spagnoulo che ogni anno spende circa 3 milioni di euro per curare al massimo una sessantina di autistici i quali fuori provincia costano moltissimo Per questo il Centro per l autismo è la speranza nostra e di tutte le famiglie come noi Una speranza che però dopo 14 anni di attese e una serie di presidi battaglie e contrattazioni è stata nuovamente delusa Il progetto è stato presentato nel 2001 e finanziato nel 2004 quindi sono 11 anni che i soldi ci sono e le carte anche 10 stanze per offrire accoglienza residenziale a 20 persone e poi spazi per semiconvitto e centro diurno aperto ad altre 100 Ma pochi giorni fa riferisce Pagliara l ultima riunione in prefettura con il sindaco Paolo Foti i rappresentanti dell Aipa sindacati e Regione non ha portato a nulla I lavori restano sospesi e nessuno sa perché Io ho un sospetto ma non posso dirlo Ma il procuratore Cantelmo è stato informato e le indagini sono in corso La storia passata è un susseguirsi di promesse mancate e lavori interrotti le varie puntate sono state raccontate da Redattore sociale a marzo e a dicembre del 2014 dopo una serie di vicissitudini e ripetuti presidi i lavori ripresero e poi si interruppero nuovamente e misteriosamente nella primavera del 2014 ricorda Pagliara Nell agosto successivo occupammo di nuovo l edificio ormai quasi concluso insieme all attuale sottosegretario all Istruzione Faraone sventando anche atti vandalici e furti Ma l unica cosa che abbiamo ricevuto anche dopo le grandi promesse del governatore Caldoro sono 200 mila euro dalla regione per lavori già eseguiti Per il resto tutto resta fermo eppure basterebbero 3 mesi per finire Il problema ora pare che sia una procedura fallimentare avviata dalla ditta capofila dell Ati associazione temporanea di imprese lo abbiamo scoperto per caso all inizio del 2015 riferisce Pagliara Ci siamo recati quindi al Tribunale dove siamo stati accolti con grande disponibilità Poco dopo il tribunale ha sbloccato la situazione autorizzando il proseguimento dei lavori Lavori che in effetti sono ripresi ma solo per tre giorni poi una nuova interruzione dovuta pare a una carta mancante Il cantiere di nuovo ha chiuso per riaprire a luglio Ma da settembre i lavori sono di nuovo fermi e nessuno sa perché Ora è tutto bloccato e nessuno ci spiega nulla conclude Pagliara Al comune continuiamo a pagare l affitto per un

    Original URL path: http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/492196/Gli-infiniti-stop-al-centro-autismo-Da-fastidio-perche-sarebbe-gratuito (2016-01-26)
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  • Quando l'autonomia è possibile: la casa dove 14 disabili vivono da soli - Redattore Sociale
    i diritti dei bambini 28 01 2016 Facebook Tweet Quando l autonomia è possibile la casa dove 14 disabili vivono da soli A Grosseto compie dieci anni la fondazione Il Sole dove le persone disabili vivono in autonomia Decisivo il supporto della Regione L assessore Saccardi La disabilità occupa un posto centrale nelle nostre politiche sociosanitarie 12 ottobre 2015 FIRENZE Compie dieci anni di vita la fondazione Il Sole di Grosseto che promuove l autonomia e l indipendenza delle persone disabili organizzando percorsi di integrazione sociale e lavorativa e sostenendo progetti di residenzialità in autonomia Nello specifico la fondazione Il Sole gestisce una casa famiglia che offre ospitalità a 14 disabili che hanno perso i genitori e non hanno più nessuno in grado di assisterli E una struttura del cosiddetto percorso Dopo di noi che si trova a Grosseto ed è supportata dall assessorato al welfare della Regione Toscana attraverso un investimento di 720 mila euro Struttura moderna e accogliente la casa famiglia è suddivisa in due edifici speculari collegati da un ampio portico che dà su un giardino interno Dotati di camere e ampi spazi comuni gli edifici sono inseriti all interno di un parco di 8 000 metri quadrati nel quale sono presenti anche il centro sociale sede della Fondazione Il Sole un campetto sportivo e un parco giochi La fondazione Il Sole ha inoltre avviato la sperimentazione del progetto Autonomia possibile relativa a una soluzione residenziale di tipo familiare per 8 persone 2 gruppi di 4 persone ciascuno di ragazze e ragazzi con disabilità Il progetto prevede una spesa di gestione di circa 90 mila euro di cui un terzo a carico della fondazione un terzo del servizio pubblico Coeso SdS e un terzo a carico delle famiglie La fondazione opera anche con svariate attività semiresidenziali e

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  • Sostegno scolastico, “il primo giorno non è uguale per tutti” - Redattore Sociale
    scolastico il primo giorno non è uguale per tutti Coppedè Fish Calabria commenta il caso di Nicola il ragazzo disabile di Locri che ancora non ha l insegnante di sostegno Vi sono luci e ombre sull applicazione della riforma la cosiddetta Buona scuola e la sua attuazione nella realtà quotidiana 11 ottobre 2015 Nunzia Coppedè alla conferenza stampa LAMEZIA Dalle tante denunce che arrivano alla Fish Calabria si direbbe che non ci sono novità eclatanti in questo 2015 il copione è lo stesso degli anni precedenti il primo giorno di scuola non è uguale per tutti Vi sono luci e ombre sull applicazione della riforma la cosiddetta Buona scuola e la sua attuazione nella realtà quotidiana attuazione che sarebbe l unico modo per non negare il diritto a tutti gli alunni quindi anche a quelli con disabilità di poter frequentare la scuola e poter godere in pieno delle opportunità formative A parlare così è Nunzia Coppedè presidente calabrese della Fish che lamenta le tante criticità rilevate per l inserimento degli alunni disabili su tutto il territorio regionale Anche quest anno gli insegnanti di sostegno non bastano gli assistenti educativi e della comunicazione non ci sono ne stanno ancora discutendo nelle scuole rimarca Coppedè i comuni cercano soluzioni per ciò che è di loro competenza le province a cui è stata confermata per tutto il 2016 l assistenza educativa per le scuole superiori e quella della comunicazione di ogni ordine e grado sono disorientate alcune stanno cercando di recuperare il tempo perduto e altre proprio non si muovono perché dicono che non ci sono le risorse economiche L elenco delle problematiche continua L assistenza di base lascia molto a desiderare nonostante con la nuova legge sia diventato obbligatorio garantirla con il personale Ata ma molto di questo personale si rifiuta di

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  • Locri, il sostegno non arriva: i genitori di Nicola di nuovo in catene - Redattore Sociale
    bambini fuori famiglia dalla teoria alla pratica Realizzare i diritti dei bambini 28 01 2016 Facebook Tweet Locri il sostegno non arriva i genitori di Nicola di nuovo in catene Per il figlio sedicenne in carrozzina l anno scolastico non è mai iniziato Così la mamma e il papà tornano a incatenarsi davanti ai cancelli del liceo artistico cittadino una protesta iniziata qualche settimana fa senza che nulla sia cambiato 11 ottobre 2015 REGGIO CALABRIA I genitori di Nicola il ragazzo disabile di Locri al quale finora è stato negato il diritto allo studio da domani torneranno a incatenarsi davanti ai cancelli del liceo artistico cittadino dove il giovane non riesce ancora a frequentare a causa di pastoie burocratiche I coniugi Romeo riprendono quindi una protesta eclatante già intrapresa qualche settimana fa e che aveva suscitato un forte clamore mediatico Tanto rumore per nulla purtroppo I genitori di Nicola sottolineano con amarezza che dopo lo scalpore iniziale le promesse fatte da rappresentanti istituzionali e anche da notabili politici nulla è cambiato Per Nicola sedicenne disabile al 100 costretto a vivere in carrozzina l anno scolastico non è mai iniziato box Da ciò la perentoria decisione di ritornare in catene davanti all istituto in cui Nicola è regolarmente iscritto ma dove è studente solo sulla carta Per Marinella e Cosimo Romeo si tratta di una protesta sociale non soltanto personale La scuola è un diritto per tutti un diritto che a Nicola viene ancora negato Le figure specializzate non assegnate a nostro figlio e a tanti ragazzi come lui incalzano i due coniugi costituisce una battaglia che deve interessare e coinvolgere tutto il mondo della scuola non solo le famiglie con disabili Dalle battaglie combattute dalla famiglia Romeo è nata l associazione Amici di Nicola un sodalizio fondato da parenti e

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  • Sindrome di Down, Giornata nazionale: “Autonomia significa futuro” - Redattore Sociale
    quotidiane della vita e del lavoro Tra gli esempi di riuscita residenzialità condivisa tra persone con sindrome di Down c è quello di Caterina e Salvatore I due giovani romani sono i testimonial del video spot realizzato da CoorDown in occasione della Giornata 2015 Lei impiegata al McDonald s e appassionata di cucina lui grande tifoso di calcio con l hobby della musica Salvatore e Caterina convivono una settimana al mese insieme ad altre persone con sindrome di Down e ad alcuni operatori e hanno imparato ad essere indipendenti a spostarsi in città a prendere l autobus a fare la spesa a prepararsi da mangiare a rifare il letto a tenere pulita la casa Oggi sono finalmente pronti per vivere da soli Quello di Roma è solo uno dei tanti progetti di autonomia abitativa promossi sul territorio dalle associazioni aderenti al CoorDown Tra questi c è quello della Casa del sole di Pordenone Il progetto parte intorno al 2000 ed è stato attivato nel 2003 Parte quasi come una scommessa racconta Sergio Silvestre presidente di CoorDown non c erano modelli ed esperienze a cui riferirsi C erano dei genitori proiettati verso il futuro e le istituzioni che da subito si sono coinvolte nell ottica di una possibile alternativa all istituzionalizzazione Alle istituzioni abbiamo anche prospettato che il progetto concretizzato avrebbe portato benefici sul fronte dei costi per l assistenza Prosegue Silvestre Abbiamo formato operatori alle scuole più illuminate come quella di Montobbio basata sulla filosofia che occorre lavorare sui bimbi fin da piccoli per sviluppare l autonomia nelle persone con disabilità Il progetto sperimentale è partito con due ragazzi e due ragazze usciti dalla famiglia senza quei pre requisiti che invece oggi noi chiediamo Non è stato facile il distacco anche e soprattutto per i genitori ma hanno accettato Dopo due anni e mezzo di percorso formativo prosegue il presidente di CoorDown avevano acquisito capacità di autonomia Prima gli educatori erano presenti h 24 poi solo qualche ora a settimana Ora le due coppie vivono insieme già da 10 anni in un appartamento al centro di Pordenone lavorano fanno la spesa si organizzano il tempo libero Insomma sono due famiglie che hanno anche rapporti sessuali Ognuno dei quattro ha le proprie competenze e attitudini chi è più bravo a cucinare chi a rassettare la casa e l interazione tra le due coppie è molto proficua si aiutano con le loro reciproche abilità Anche il contesto in cui abitano si è evoluto I vicini di casa i negozianti li hanno conosciuti e rispetto a quando li vedevano per mano ai loro genitori hanno cambiato mentalità e approccio sono riconosciuti come persone adulte al pari di tutti gli altri E cambia anche l approccio dei familiari Il progetto della Casa del sole è cresciuto e si è affinato e oggi 16 ragazzi fanno questa esperienza sempre in gruppi di quattro come nel modello iniziale in 4 appartamenti alcuni in affitto e alcuni comprati dall Associazione Down Friuli Venezia Giulia che nel frattempo

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