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  • Paolo Ferrario - Docente di Politica dei servizi sociali - Curriculum professionale
    Marzo 5 aprile 2003 Provincia di Venezia Progetto Equal Seminario di studio sulle problematiche dell inclusione e dell esclusione relazione sul tema Politiche per l inclusione e servizi sociali 14 febbraio 2003 2002 UNIVERSITA CA FOSCARI DI VENEZIA Corso di laurea in servizio sociale Programma dei Corsi di POLITICA E LEGISLAZIONE SOCIALE Realizzazione Corso di Politica sociale periodo Ottobre Dicembre 2001 Realizzazione Corso di Legislazione sociale periodo Marzo Maggio 2002 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Laboratorio di formazione e ricerca su La valutazione di qualità nei servizi sociali Milano Ottobre Novembre 2002 5 edizione Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Laboratori di formazione su Le Carte dei servizi politiche istituzionali ed organizzative Milano Ottobre Novembre 2002 1 e 2 edizione Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Collaborazione a Percorso formativo per l ambito territoriale di Cinisello Balsamo prov Milano 21 novembre 2002 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Collaborazione a Percorso formativo sul Piano di zona Legge 328 2000 Milano 2002 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Corso di aggiornamento professionale Provincia di Milano e Azienda sanitaria locale n 1 Dipartimento Assi 2001 2002 Comune di Milano Scuola regionale Operatori sociali Corsi di POLITICA SOCIALE PER EDUCATORI PROFESSIONALI 2000 2002 Comune di Milano Scuola regionale Operatori sociali Corso di Formazione Permanente 4 Novembre 16 Dicembre 2002 Istituto egli Innocenti di Firenze Sintesi della relazione su Ruolo programmatorio delle Regioni nelle politiche per l infanzia e l adolescenza alla luce del modello offerto dalla legge n 328 2000 Il suo rapporto con la legge 285 e le altre leggi d area sociale relative ai minori Scaletta e bibliografia Provincia di Lodi Famiglie politiche sociali e servizi 2002 CGIL CISL UIL DI COMO le forme associative intercomunali 2002 2001 UNIVERSITA CA FOSCARI DI VENEZIA Corso di laurea in servizio sociale Programma complessivo del corso di POLITICA SOCIALE 2000 2001 2 Moduli UNIVERSITA CA FOSCARI DI VENEZIA Corso di laurea in servizio sociale Materiali didattici del Modulo di LEGISLAZIONE SOCIALE Corso di Paolo Ferrario 2000 2001 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali Programma 2000 2001 4 edizione Comune di Milano Scuola regionale Operatori sociali Corsi di POLITICA SOCIALE PER EDUCATORI PROFESSIONALI 2000 2002 Comune di Milano Scuola regionale Operatori sociali Corso di aggiornamento professionale 2000 2001 POLITICHE SOCIALI INNOVAZIONI LEGISLATIVE Modulo di base Università Cattolica di Milano Formazione permanente 2000 2001 Università degli studi di Milano Corso di specializzazione in gerontologia sociale 2001 Provincia di Brescia Settore servizi sociali Formazione operatori sociali 2001 Fondazione Zancan di Padova Azienda sanitaria locale di Belluno Azienda sanitaria di Feltre 2001 2000 UNIVERSITA CA FOSCARI DI VENEZIA Corso di laurea in servizio sociale Programma complessivo del corso di POLITICA SOCIALE 1999 2000 2 Moduli UNIVERSITA CA FOSCARI DI VENEZIA Corso di laurea in servizio sociale realizzazione del corso Politica sociale modulo legislazione docente Paolo Ferrario 1999 2000 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali 2000 3 edizione Comune di Milano Scuola regionale Operatori sociali Corsi di POLITICA SOCIALE PER EDUCATORI PROFESSIONALI 2000 2002 I REF Istituto regionale di formazione della Regione Lombardia 2000 Comune di Monza supporto tecnico alla elaborazione delle relazioni annuali nell area handicap e adulti in difficoltà relazione sulla Legge 328 2000 Comune di Senago Milano relazione sulla Legge 328 2000 Comune di Pessano con Bornago Milano relazione sulla Legge 328 2000 Comune di Rho Milano relazione sulla Legge 328 2000 Comune di Lissone ciclo di lezioni sulla Legge 328 2000 Ordine assistenti sociali della Regione Lombardia relazione sulla Legge 328 2000 e sui primi decreti attuativi 1999 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali 1999 2 edizione Comune di Milano Scuola regionale Operatori sociali Corso di aggiornamento Il coordinamento e la valutazione nei servizi sociali presso il Comune di Gallarate in collaborazione con la prof sa Maria Mormino Modulo la valutazione Maggio 1999 Istituto regionale per gli studi di servizio sociale di Trieste La documentazione professionale di servizio sociale percorso di formazione a cura di Laura Bini Augusta Accettulli Paolo Ferrario 1998 Provincia di Milano Politiche sociali Formazione Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali 1998 1 edizione Eas Scuola superiore di servizio sociale di Acireale Corso di formazione IL LAVORO PER PROGETTI INDICATORI DI QUALITA VERIFICA DEI RISULTATI 1998 corso coordinato da Franco Vernò 1997 Fondazione Zancan di Padova Asl Conferenza dei sindaci Provincia di Rovigo Assistenza tecnica Il percorso di approvazione del Primo Piano di zona delle Asl della Provincia di Rovigo 1997 Fondazione Zancan di Padova Seminario La metodologia del lavoro per progetti organizzato dalla Fondazione Zancan e dalla Associazione per i diritti degli anziani di Roma Ottobre 1997 Testo 1 di una focalizzazione d aula Testo 2 di una focalizzazione d aula IRSESS TRIESTE CORSO DI FORMAZIONE PER COORDINATORI DEL SERVIZIO SOCIALE DEI COMUNI LA DOCUMENTAZIONE PROFESSIONALE 1997 1996 Istituto regionale per gli studi di servizio sociale Trieste Laboratorio per documentare e comunicare esperienze professionali a cura di Paolo Ferrario Patrizia Taccani 1995 Scuola regionale operatori sociali del Comune di Milano Azienda sanitaria USSL n 1 di Varese Comunicare i servizi Laboratorio per documentare e comunicare esperienze professionali a cura di M Giovanna Secchi e Patrizia Taccani Comunicazione sui testi argomentativi a cura di Paolo Ferrario 1978 1995 Comune di Milano Scuola regionale operatori sociali Docente di Politica dei servizi e legislazione socio sanitaria per la formazione di assistenti sociali docente in corsi di aggiornamento professionale sulle Innovazioni legislative nel settore dei servizi sociali responsabile del Settore documentazione per la formazione di assistenti sociali e educatori professionali Corsi in materia di Politica sociale 1988 1993 Programmi di Formazione Permanente 1991 1993 POLITICHE DEI SERVIZI SOCIALI E PROCESSI ORGANIZZATIVI COMUNE DI MILANO Scuola regionale per operatori sociali Formazione permanente COMUNICARE I SERVIZI laboratorio di formazione a cura di Paolo Ferrario e Patrizia Taccani febbraio maggio 1993 COMUNE DI MILANO Scuola regionale per operatori sociali Settore formazione permanente Corso COMUNICARE I SERVIZI docenti Paolo Ferrario Patrizia Taccani 1972 1978 Scuola superiore di servizio sociale della Regione Lombardia E N S I S S di Milano Funzioni di docente di Politica dei servizi e legislazione socio sanitaria per la formazione di assistenti sociali 5 Attività di lavoro organizzativo nel settore dell amministrazione e gestione di servizi socio sanitari Comune di Milano Settore servizi sociali 1995 1996 con funzioni di Dirigente e responsabile amministrativo dell Area gestione Residenze Sanitarie Assistenziali USSL Unità socio sanitaria locale di Como 1980 1985 con funzioni di componente dell Assemblea generale dell associazione dei Comuni CSZ Consorzio Sanitario di Zona di Como 1975 1979 con funzioni di componente del Comitato di gestione dell ente 6 Enti ed Associazioni con cui ha collaborato per A ttività di Formazione Permanente ed aggiornamento professionale a Scuole di formazione e Università Università di Milano Bicocca Facoltà di Scienze della Formazione Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche Università di Milano Bicocca Facoltà di Sociologia Corso Progest Programmazione e gestione delle politiche dei servizi sociali Istituto Regionale di Studi e Ricerca sociale di Trento Giornate di studio SERVIZI SOCIALI PROSPETTIVE REGIONALI ALLA LUCE DELL ATTUAZIONE DELLA L 328 2000 Trento 17 giugno 2005 Università Ca Foscari di Venezia Master sull emigrazione Seminari di Politica sociale e dei servizi sociali Scuola regionale operatori sociali del Comune di Milano Settore Formazione permanente Universita degli studi di Milano facolta di sociologia Corsi di perfezionamento in Gerontologia sociale Università degli studi di Milano facoltà di Scienze della formazione Istituto regionale per gli studi di servizio sociale IRSES Trieste Università Cattolica del Sacro Cuore Servizio Formazione Permanente Milano ESIS Scuola per assistenti sociali di Palermo E A S Scuola superiore di servizio sociale di Acireale Catania Scuola per assistenti sociali di Venezia b Enti locali e Aziende sanitarie locali Provincia di Milano Settore Politiche sociali Unità organizzativa Formazione dal 1998 Ambito dei Comuni di Pieve Emanuele Binasco Casarile Lacchiarella Noviglio Vernate Zibido San Giacomo 2005 Consorzio Desio Brianza 2005 Provincia di Bergamo Settore Politiche sociali Unità organizzativa Formazione 2001 2005 Asl di Bergamo 2006 Comune di Varese Settore servizi sociali 2004 Provincia di Lodi Settore Politiche sociali Unità organizzativa Formazione 2001 2004 2005 Azienda sanitaria locale di Monza Dipartimento per le attività sociosanitarie integrate 2003 Comuni ed enti del Terzo settore dell ambito territoriale di Rozzano Milano 2003 Azienda Sanitaria Locale di Lecco Dipartimento per le attività sociosanitarie integrate 2001 Azienda sanitaria locale di Mantova Servizio Famiglia Infanzia e Età evolutiva del Distretto Mantova in un progetto di sviluppo organizzativo curato dallo Studio Aps Analisi Psico Sociale di Milano 2001 Provincia di Sondrio Settore politiche sociali 2001 Azienda sanitaria locale di Milano 1 Dipartimento per le attività sociosanitarie integrate Distretto di Garbagnate Distretto di Legnano Distretto di Magenta 2001 Azienda Sanitaria Locale della città di Milano Dipartimento per le attività sociosanitarie integrate 2001 Comune di Senago Mi Settore servizi sociali 2001 Comune di Pessano con Bornago MI 2001 Comune di Lissone MI Settore Servizi sociali 2001 Provincia di Milano Settore Politiche sociali Progetti Legge 285 1997 2000 Provincia di Milano Settore Politiche sociali Punto M 2000 Comune di Monza MI Settore servizi socio educativi 1999 Comune di Nembro BG Settore servizi sociali 1999 Lega delle Autonomie Locali Milano 1999 Comune di Gallarate settore Servizi sociali 1998 Provincia di Verona Assessorato Servizi sociali 1998 Comune di Pistoia Asl n 3 1998 Comune di Lodi settore Servizi sociali 1998 Azienda sanitaria locale e Conferenza dei sindaci n 18 di Rovigo 1998 Provincia di Brescia Settore Politiche sociali Unità organizzativa Formazione 1997 Comune di Imperia Settore servizi sociali 1995 Comune di Savona Settore servizi sociali 1995 Azienda Sanitaria Locale n 27 di Cernusco sul Naviglio Milano Servizio di Assistenza sociale 1992 Azienda sanitaria locale di Pavia Dipartimento per le attività sociosanitarie integrate 1988 Azienda Sanitaria Locale n 38 di Milano Servizio di Assistenza sociale 1988 Comune di Como settore Servizi sociali 1988 Provincia di Como Settore Politiche sociali Unità organizzativa Formazione 1988 Azienda Sanitaria Locale n 41 di Milano Servizio di Assistenza sociale 1988 Provincia di Varese Unità organizzativa Formazione 1987 Unità socio sanitaria locale di Vigevano 1986 Unità socio sanitaria locale di Lodi 1986 c Istituti di ricerca sociale e per la formazione Istituto regionale di studi e ricerca sociale di Trento 2005 Fondazione Bignaschi di Milano giornate di formazione all interno del corso di Gerontologia sociale 2003 2004 Istituto degli innocenti Centro nazionale di documentazione e analisi per l infanzia e l adolescenza Firenze 2002 IARD Istituto di ricerca Unità Operativa Formazione Milano 2002 2003 APS Studio Analisi Psicosociale Milano 2002 Fondazione Emanuela Zancan di Padova in attività di formazione ed assistenza tecnica a Comuni e Aziende sanitarie per lo sviluppo dei Piani di Zona dei servizi socio sanitari 1997 1998 Vedi Processo di approvazione del 1 Piano di zona I R S Istituto di Ricerca Sociale Milano I R E F Istituto regionale lombardo di formazione per l amministrazione pubblica Milano Percorsi Formativi Associazione ligure per la promozione e lo sviluppo della formazione di operatori dei servizi socio sanitari e educativi Savona MAIN Management e Innovazione Milano GENDER Consulenza Formazione Ricerca Milano Fondazione Maderna Verbania Pallanza Fondazione ENAIP formazione educatori professionali Bergamo Fondazione ENAIP formazione animatori sociali Como Istituto Fogazzaro Lugano Svizzera Canton Ticino Istituto Dante Alighieri Como d Organizzazioni del Terzo settore Associazione Gruppo di Betania o nl u s Milano 2005 2006 Associazione Stefania ed altri enti gestori di Servizi Formazione all Autonomia nel territorio di Lissone Milano 2003 Associazione CERES di Segrate Milano 2003 CEREF Centro regionale formazione e studi cooperativi di Milano 2001 MOVI Movimento di volontariato italiano di Milano 2000 CSV Centro Servizi Volontariato Milano 2000 CORESS Consorzio regionale cooperative servizi sociali Milano 1988 Tribunale diritti per il malato Progetto Now Cee Padova 1998 Centro di iniziativa europea Milano 1998 CARITAS Genova 1998 Cooperativa sociale Arca Comunità terapeutiche Como 1998 Cooperativa sociale Comunita il Giambellino Milano 1995 Cooperativa sociale Accoglienza e Integrazione Milano 1999 SIS Sistema Imprese Sociali Milano 1999 2003 La Città essenziale Lega Nazionale Cooperative e Mutue Milano 1992 1993 e Sindacati Ordini professionali Associazioni Ordine assistenti sociali della Regione Lombardia 2001 Ordine assistenti sociali della Regione Liguria 1995 CGIL Sindacato Pensionati regionale Milano CGIL Funzione Pubblica del Comune di Milano CGIL Sindacato pensionali Lecco CGIL CISL UIL Sindacati regionali pensionati Milano 7 Assistenza tecnica a tesi di diploma universitario e del laurea per il DIPLOMA UNIVERSITARIO IN SERVIZIO SOCIALE dell Università di Venezia 1998 2003 L HANDICAP E IL DOPO DI NOI SUPERARE L ISTITUZIONALIZZAZIONE a s Serena Bianchetto 2003 LE POLITICHE SOCIALI RIVOLTE AI MINORI E ALLE FAMIGLIE IN ITALIA DALLA META DEGLI ANNNI 90 A OGGI a s Nadia Mocellin 2003 Correlatore a DALLA POLITICA ALLA TECNICA L IMPLEMENTAZIONE A LIVELLO LOCALE DELLA LEGGE 328 00 a s Silvia Scorzato relatore prof sa Silvia De Martino Correlatore a INVECCHIARE OGGI ALLA RICERCA DI RISPOSTE SOCIO SANITARIE ADEGUATE a s Tiziana Pattarello relatrice prof sa Silvia De Martino 2003 Correlatore a LA FIGURA DELL ASSISTENTE SOCIALE NEL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIALI a s Daniela Brognara 2003 relatrice prof Alessandro Rota Correlatore a FORMAZIONE E ORGANIZZAZIONE IL CASO DI UN SERVIZIO INFANZIA E ADOLESCENZA a s Elena Regazzo relatrice prof sa Silvia De Martino POVERTA ED ESCLUSIONE SOCIALE LA POLITICA SOCIALE DELL UNIONE EUROPEA E IN ITALIA ANALISI DEL REDDITO MINIMO D INSERIMENTO E DELLA LEGGE 328 2000 a s Elena Perin 2003 correlatrice prof sa Federica De Girolami Correlatore a RIFLESSIONE SUI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI OSPITI DELLE STRUTTURE TUTELARI DELLA NOSTRA REGIONE a s Elisa Favaretto relatrice prof sa Belilde Sara Seri 2003 Correlatore a L ASSISTENZA AGLI ANZIANI TRA DOMICILIARITA E RESIDENZIALITA a s Silvia Meneghin relatrice prof sa Federica De Girolami 2003 Correlatore a IL SERVIZIO SOCIALE OSPEDALIERO OGGI PROBLEMI E PROSPETTIVE a s Paquale Coppolone relatrice prof sa Federica De Girolami 2003 Correlatore a IL SERVIZIO SOCIALE OSPEDALIERO E IL BENESSERE DELL ANZIANO a s Giulia Bernardi relatrice prof sa Federica De Girolami 2003 LE POVERTA INFANTILI IN ITALIA E CONFRONTO CON L EUROPA a s Sara Calzavara 2002 LE POLITICHE LOCALI PER LA FAMIGLIA a s Donato Scremin 2002 Correlatore a RIFLESSIONI SULLE POLITICHE SOCIALI NEI CONFRONTI DELLE FAMIGLIE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA REALTA REGIONALE DEL VENETO a s Laura Romano relatore prof sa Sara Seri 2002 Correlatore a I SERVIZI SOCIALI A PROTEZIONE DEL MINORE NELL OTTICA DELLA LEGGE 285 97 L ASSISTENZA ALL INFANZIA NELLA REALTA LOCALE a s Francesca Bruno relatore prof sa Sara Seri 2002 LE NUOVE NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI L ATTUAZIONE DELLA LEGGE DEL 12 MARZO 1999 N 68 NEL CONTESTO POLESANO a s Elisa Salmi 2002 L OPERATIVITA DI RETE PER LA TUTELA DEL MINORE IL PROGETTO MODULO OPERATIVO MINORI DEI COMUNI DELL A ULSS 7 a s Raccanelli Anna 2002 IL MONDO DELLA NOTTE PROBLEMA O RISORSA DEL NUOVO MILLENNIO a s Fiorot Michela correlatore prof sa Sara Seri Benilde 2002 IL PERCORSO DI IMPOVERIMENTO a s Fantoni Marina 2002 L ENTE LOCALE E IL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO COME SONO CAMBIATI NEL TEMPO I SERVIZI ALLA PERSONA a s Simioni Marta correlatore prof sa Sara Seri Benilde 2002 IL REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO COME SPERIMENTAZIONE DELLA CITTADINANZA EUROPEA IL CASO ITALIANO a s Padovese Gaia 2002 QUALITA NEI SERVIZI SOCIO SANITARI LA CERTIFICAZIONE DELLA COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETA DI TREVISO a s D Ambroso Marika 2002 LA LEGGE 285 97 E LA SUA APPLICAZIONE NELL AMBITO DELL ULSS 1 a s Salvadori Francesca 2002 DALLE NUOVE POLITICHE SOCIALI AL WELFARE MIX SCELTE INNOVATIVE NELLA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI NELE PROVINCE DI PESARO E DI RAVENNA a s Mazzavillani Alessandra 2002 correlatore prof Turchetto Maria IMMIGRAZIONE QUALI POLITICHE PUBBLICHE La risposta di un Comune della Pedemontana al fenomeno immigratorio a s Andreatta Elisabetta Correlatore prof Fabio Perocco 2001 IMMIGRAZIONE ENTI LOCALI E TERZO SETTORE il caso della provincia di Treviso a s De Bortoli Alida correlatori prof sa Simonetta Simoni e prof Fabio Perocco 2001 DALLA PSICHIATRIA MANICOMIALE ALLE PSICHIATRIE TERRITORIALI a s Bettio Claudia 2001 correlatore prof Basso Pietro 2001 POLITICHE DEI SERVIZI PER I MINORI E GLI ADOLESCENTI OPPORTUNITA E DIRITTI NELLA RECENTE LEGISLAZIONE a s Gallina Annalisa 2001 correlatrice prof sa Neve Elisabetta 2001 LE TOSSICODIPENDENZE DALL INIZIAZIONE AL CONSUMO NORMATIVE SISTEMA DEI SERVIZI E LA COMUNITA DUMIA DI FELTRE BL a s Lotto Marika correlatrice prof sa Neve Elisabetta 2001 correlatore a LA GESTIONE A FINI SOCIALI DEI PATRIMONI MAFIOSI CONFISCATI a s Compagno Pamela relatore prof Quintarelli L 2001 correlatore a QUALITA NEI SERVIZI SOCIO SANITARI LA CERTIFICAZIONE DELLA COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETA DI TREVISO a s Marika D Ambroso relatore prof sa Simonetta Simoni IL PIANO DI ZONA DA STRATEGIA AD OPERATIVITA IL CASO DI CHIOGGIA a s Veronese Claudia 1998 correlatrice prof sa Neve Elisabetta correlatore a L INTEGRAZIONE NEL LAVORO SOCIALE UTOPIA O REALTA a s Gelsomino Rosanna relatore prof sa Neve Elisabetta 1998 per la SCUOLA REGIONALE PER OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE di Milano assistenti sociali 1984 1991 ADOLESCENZA E DISADATTAMENTO ESPERIENZE IN UNA REALTA LOCALE a s Bossi Monica e Maggi Monica 1983 1984 IDENTIKIT DI UN DISTRETTO a s Prandini Paola Salari B Sassi P 1985 1986 ALBA SUI RAMI NUDI DAL MANICOMIO ALLA COMUNITA TERAPEUTICA a s Gottardi M Zani M 1984 1985 VECCHIAIA E SOCIETA LA POLITICA DEI SERVIZI TRA RAZIONALIZZAZIONE E RINNOVAMENTO a s Pennati F Galbusera A 1984 1985 IL SERVIZIO SOCIALE OSPEDALIERO TRA AUTONOMIA E DIPENDENZA a s Bianchi Claudia 1987 1988 DISTRETTO SOCIO SANITARIO E MALTRATTAMENTO INFANTILE PROBLEMI DI RILEVAZIONE E DI INTERVENTO INTEGRATO a s Allocca Lucia 1989 DISTRETTO SOCIO SANITARIO E GIOVANI LINEE PER UN PROGETTO a s Mapelli Stefania 1989 DALL OSPEDALE PSICHIATRICO ALLE COMUNITA TERAPEUTICHE ANALISI DI ALCUNE ESPERIENZE a s Sondrini Cristina 1989 L INTEGRAZIONE LAVORATIVA DEL PORTATORE DI HANDICAP INTELLETTIVO UN ESEMPIO DI INTERVENTO a s De Palma Anna 1989 PROBLEMA DROGA SISTEMA ISTITUZIONALE E OPERATIVO RISPONDONO a s Trudu Tiziana 1990 SONDE NEL DISAGIO SOCIALE UN PROGETTO DI PREVENZIONE A BRUGHERIO a s Sirtori Raffaella 1990 L OPERATO DELL ASSISTENTE SOCIALE ALL INTERNO DEL NUCLEO OPERATIVO TOSSICODIPENDENZE a s Bosisio Maria Cristina 1990 DALLA PSICHIATRIA ALLA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE ANALISI DI UN PERCORSO CULTURALE NELL ESPERIENZA DI TERRITORIO tesi di convalida presso l Università Cattolica Scuola per assistenti sociali a s Buscetti Cristina 1990 SISTEMI OPERATIVI NELLA PSICHIATRIA L ESPERIENZA DEL SERVIZIO PSICO SOCIALE DI PONTE S PIETRO a s Rinaldi Stefano 1991 QUALI SERVIZI DI FRONTE ALLA MORTE UN ESPERIENZA NELL USSL n 57 a s Facchinetto Elena 1991 ADA ASSISTENZA DOMICILIARE AIDS ANALISI DI UNA ESPERIENZA a s Veronese Elisa 1991 per la SCUOLA REGIONALE PER OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE di Milano educatori professionali 1989 1991 SERVIZI PER L HANDICAP UN CONFRONTO FRA ITALIA E SVIZZERA educatore professionale M Caprifoglio 1994 L HANDICAP E IL LAVORO QUALE REALTA E QUALI INTERVENTI e p Filipazzi Alba 1989 per la SCUOLA SUPERIORE DI SERVIZIO SOCIALE E N S I S S di Milano 1972 1976 LA FAMIGLIA E I PROBLEMI DEL SUO SUPERAMENTO tesi di gruppo 1972 RICERCA TEORICO PRATICA SULLA ORGANIZZAZIONE DELLA CITTA E I BISOGNI SOCIALI tesi di gruppo 1972 1973 RICERCA TEORICO PRATICA SUI PROBLEMI DELL ASSISTENZA PSICHIATRICA DALLA ESCLUSIONE NEGLI ISTITUTI ALLA PREVENZIONE SUL TERRITORIO tesi di gruppo 1972 1973 ESPERIENZE DI LAVORO IN ALCUNI SETTORI DEL CENTRO MEDICO PSICO PEDAGOGICO DEL COMUNE DI COMO tesi di gruppo 1973 1974 CITTA E SERVIZI ALCUNE ESPERIENZE NEL COMUNE DI COMO tesi di gruppo 1975 1976 8 Pubblicazioni 1982 2011 2011 Fatti un Blog esercizi di creatività per gli over 60 in Muoversi Insieme di Stannah Voce SERVIZI SOCIALI nel Nuovo Dizionario di Servizio sociale Carocci Faber in corso di pubblicazione 2010 Paolo Ferrario Governo della rete o governo delle reti Il nodo irrisolto dell integrazione in Il modello lombardo di welfare a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini FrancoAngeli editore 2010 p 159 176 Paolo Ferrario Il Genius Loci come angelo del luogo in Angelicamente il senso dell angelo nel nostro tempo a cura di Baldo Lami Zephyro Edizioni Milano 2010 p 45 57 Paolo Ferrario LA RETE ISTITUZIONALE DEI SERVIZI ALLA PERSONA E LE REGOLE DI FUNZIONAMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI dispensa didattica EBook Lulu 2010 Audio 1 e 2 LA RETE ISTITUZIONALE DEI SERVIZI ALLA PERSONA E LE REGOLE DI FUNZIONAMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI audio lezione Paolo Ferrario DEFINIZIONE E SCHEMI DI ANALISI DELLE POLITICHE SOCIALI dispensa didattica p 24 EBook Lulu 2010 Audio 1 e 2 Definizioni e schemi di analisi delle politiche sociali audio lezione Max Weber etica dei principi ed etica della responsabilità scheda introduttiva di Paolo Ferrario ARTICOLI PUBBLICATI SU MUOVERSI INSIEME DI STANNAH Paolo Ferrario Paolo Ferrario Lo spirito del dono dal Natale al volontariato e alle banche del Tempo Paolo Ferrario Il cinema e la vita la vita e il cinema in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Festival di Sanremo Musica e Canzonette ma anche scienze cognitive e Biografia in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario I sessantenni e il lavoro dall infanzia agricola all economia green in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah Paolo Ferrario Cinema e biografie come funziona una buona storia in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Le economie green come scelta di vita e contro la crisi in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Stimolare corpo e conoscenza in diecimila passi in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Gli esseri umani Fatti di carne ossa e paesaggio in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Agosto lunario dei giorni di quiet in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Riusare gli oggetti per vivere meglio in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah 2010 Paolo Ferrario Carte dei servizi una tutela in più per il benessere individual in BlogZine Muoversi Insieme di Stannah DISPENSE DIDATTICHE DEL CORSO DI FORMAZIONE PERMANENTE Servizi sociali aggiornamento sulle politiche legislative 2 edizione Organizzato da Università di Milano Bicocca Progest e Provincia di Milano Affari sociali 19 Marzo 2 9 16 Aprile 2010 Lezione Dispensa metodologica Metodi di analisi professionale della documentazione legislativa ed amministrativa in materia di Politica dei servizi sociali Lezione Dispensa in tema di Politiche legislative degli anni 2000 la riforma costituzionale e gli effetti sui servizi sanitari e sociali Lezione Dispensa in tema di Politiche legislative degli anni 2000 attuazione della Legge 328 2000 nelle regioni italiane Lezione Dispensa in tema di La legge sul federalismo fiscale e il finanziamento dei servizi alla persona e alla comunità Lezione Dispensa in tema di Il cosiddetto modello lombardo di politica dei servizi sanitari socio sanitari e sociali dal 1997 a oggi DISPENSE DIDATTICHE del Corso di POLITICHE SOCIALI II dell anno accademico 2009 2010 alla Facoltà di Scienze pedagogiche della Università di Milano Bicocca DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario Definizioni e schemi di analisi delle politiche sociali 3 marzo 2010 AUDIO 1 e 2 Definizioni e schemi di analisi delle politiche sociali sintesi della lezione del 3 marzo 201 0 DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario La rete istituzionale dei servizi alla persona e le regole di funzionamento delle politiche sociali 9 marzo 2010 AUDIO Paolo Ferrario La rete istituzionale dei servizi alla persona e le regole di funzionamento delle politiche sociali DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario La riforma sanitaria e la riforma sociale negli anni 90 AUDIO Paolo Ferrario La riforma sanitaria AUDIO Paolo Ferrario La riforma dei servizi sociali DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario Le aree problematiche dei servizi alla persona lo schema BDO Bisogni Domanda Offerta AUDIO 1 e 2 Paolo Ferrario dispensa Le aree problematiche dei servizi alla persona lo schema BDO Bisogni Domanda Offerta DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario Le grandi riforme la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario I comuni e la gestione dei servizi sociali AUDIO su I comuni e la gestione dei servizi sociali DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie socio sanitarie e sociali con particolare riferimento alla LR n 3 2008 e LR n 33 2009 Ho diviso il commento audio di questa dispensa in quattro parti AUDIO 1 Paolo Ferrario Il modello lombardo delle politiche sociali AUDIO 2 Paolo Ferrario Il cosiddetto principio di sussidiarietà AUDIO 3 Paolo Ferrario Regolazione delle due reti sociale e socio sanitaria LR 3 2008 AUDIO 4 Paolo Ferrario Appalti ed Accreditamenti come forme amministrative di governo dei servizi DISPENSA DIDATTICA Paolo Ferrario Il concetto di agenda politica metodi di analisi e casi concreti carte dei servizi politiche psichiatriche controllo delle nascite aborto procreazione medicalmente assistita cure palliative testamento biologico Unioni di fatto AUDIO1 Paolo Ferrario Il concetto di agenda politica e suoi significati per le professioni AUDIO 2 Paolo Ferrario Le politiche psichiatriche AUDIO Beppino Englaro su Eluana un anno dopo Intervista a Otto e Mezzo VIDEO Paolo Ferrario Consenso informato e Testamento biologico una scelta etica Appunti su una relazione di Umberto Veronesi DISPENSE DIDATTICHE del Laboratorio Politiche legislative e servizi sociali metodi di analisi e casi pratici Ottobre Dicembre 2010 Facoltà di Servizio sociale Università di Milano Bicocca Paolo Ferrario Dispensa della 1 Unità didattica Le professioni di servizio e le politiche legislative Paolo Ferrario Audio della 1 Unità didattica Paolo Ferrario Dispensa della 2 unità didattica Lavoro professionale e politiche legislative Paolo Ferrario Audio della 2 Unità Didattica Paolo Ferrario Dispensa della 3 Unità didattica Metodi e tecniche di analisi professionale delle regole in materia di servizi alla persona Paolo Ferrario Audio della 3 Unità didattica Parte 1 schema BDO Paolo Ferrario Audio della 3 Unità didattica Parte 2 Schema Mappa Rete e Metafora del gioco degli scacchi Paolo Ferrario Dispensa della 4 Unità didattica Parte prima Metodi e tecniche di analisi professionale delle regole in materia di servizi alla persona Le periodizzazioni Paolo Ferrario Dispensa della 4 Unità didattica Parte seconda Il ciclo delle politiche legislative 1997 2001 e i servizi alla persona e alla comunità Paolo Ferrario Dispensa della 5 Unità didattica Parte prima Uso dei Blog Aulevirt e Polser per lo studio e il lavoro professionale 2009 Dall arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi Paolo Ferrario La vita lunga le età e la prevecchiaia in Muoversi Insieme Stannah Paolo Ferrario Trasformarsi è un arte parola di Amalteo in Muoversi Insieme Stannah Etica dei principi o delle convinzioni ed etica della responsabilità Nota introduttiva di Paolo Ferrario Paolo Ferrario DOSSIER DIDATTICO N 5 SERVIZI SOCIALI E SOCIOSANITARI IN LOMBARDIA Analisi didattica della Legge Regionale n 3 2008 Paolo Ferrario DOSSIER DIDATTICO N 2 LA RETE DEI SERVIZI ALLA LUCE DELLE POLITICHE LEGISLATIVE DGLI ANNI 90 E PRIMO DECENNIO 2000 Paolo Ferrario DOSSIER DIDATTICO N 3 LE TRASFORMAZIONI DEI RAPPORTI FRA STATO E REGIONI PER LA COMPRENSIONE DELLA REGOLAZIONE NORMATIVA DEI SERVIZI SOCIALI E DEI SERVIZI SOCIALI Paolo Ferrario DOSSIER DIDATTICO N 4 LE TRASFORMAZIONI LEGISLATIVE ED AMMINISTRATIVE DEI COMUNI IN RAPPORTO ALLA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI Paolo Ferrario Lezione introduttiva al Seminario Università di Milano Bicocca e Provincia di Milano in tema di Politica dei servizi sociali e legislazione metodi di analisi Paolo Ferrario LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA Lars and the Real Girl di Craig Gillespie e l oggetto transizionale di Ronald D Winnicott Paolo Ferrario Fare resilienza per fronteggiare le crisi in Muoversi Insieme Stannah Intervista a Paolo Ferrario Le politiche sociali e il mestiere dell educatore in Cristina Palmieri Benedetta Pozzoli Sara Amelia Rossetti Silvia Tognetti Pensare e fare tirocinio Manuale di Tirocinio per l educatore professionale FrancoAngeli 2009 p 190 198 Paolo Ferrario Un Blog provvisorio come strumento di un gruppo di lavoro Paolo Ferrario Metodi e tecniche di ANALISI PROFESSIONALE delle POLITICHE LEGISLATIVE in materia di servizi alla persona Paolo Ferrario MAPPE MENTALI E CONCETTUALI PER L ANALISI DELLE POLITICHE LEGISLATIVE appunti teorie applicazioni Paolo Ferrario DEFINIZIONI E SCHEMI DI ANALISI DELLE POLITICHE SOCIALI Dispensa didattica per il Corso Politiche sociali II della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario IL SISTEMA DEI SERVIZI ALLA PERSONA E LE GRANDI RIFORME DAGLI ANNI 80 A OGGI Dispensa didattica per il Corso Politice sociali II della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario LA RIFORMA DEI SERVIZI SOCIALI ED EDUCATIVI DEL 2000 Dispensa didattica per il Corso Politiche sociali II della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario LE AREE PROBLEMATICHE DEI SERVIZI ALLA PERSONA LO SCHEMA BDO BISOGNI DOMANDA OFFERTA Dispensa didattica per il Corso Politiche sociali II della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario LE POLITICHE REGIONALI DEI SERVIZI ALLA PERSONA E IL CASO DELLA REGIONE LOMBARDIA Dispensa didattica per il Corso della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario Gli strumenti delle politiche sociali la gestione amministrativa dei servizi alla persona appalti accreditamenti e Carte dei servizi Dispensa didattica per il Corso della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario Le politiche sociali in agenda concetti metodi di analisi e alcuni casi concreti politiche psichiatriche controllo delle nascite aborto procreazione medicalmente assistita testamento biologico Dispensa didattica per il corso della Università di Milano Bicocca Laurea magistrale in Scienze pedagogiche Paolo Ferrario Servizi sociali e sociosanitari in Lombardia in Prospettive sociali e sanitarie n 1 15 gennaio 2009 pagg 3 7 Paolo Ferrario Testamento biologico una scelta etica AudioVideo da una relazione di Umberto Veronesi Paolo Ferrario Recensione del libro Paolo Cozzaglio e altri Dialoghi con il sogno Zephyro edizioni 2008 2008 Noi la Storia e Paolo Ferrario intervista di Gaspare Armato Seminario in tema di La distribuzione delle risorse nel sistema di welfare italiano e la sussidiarietà verticale lezione di Paolo Ferrario vai all Aula Virtuale del Seminario Società Servizi Sociosanitari Val Seriana Albino Bergamo Analisi della Legge regionale 12 marzo 2008 n 3 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario 21 maggio 2008 Intervento alla giornata di studio Distretto sociale Sud Est Milano Carte dei servizi sociali nel nuovo welfare una giornata di approfondimento su uno strumento ed i processi di messa in atto 11 Settembre 2008 ore 9 00 San Donato Milanese 2007 Assetti istituzionali dei servizi Seminario di approfondimento Provincia di Milano Affari sociali docente P Ferrario marzo aprile 2007 Paolo Ferrario Appunti in tema di resilienza Paolo Ferrario Appunti in tema di il tempo che resta e sviluppo delle istituzioni della medicina Paolo Ferrario Il pensiero laterale Appunti in tema di cura dell orto e cura di sè 2006 Paolo Ferrario Trasformazioni legislative e amministrative dei poteri e politiche dei servizi sociali in AA VV I Piani di zona come strumento di integrazione le sfide per il terzo settore Auser Biblioteca Milano 2006 p 47 59 Paolo Ferrario Piergiorgio Welby è morto Riflessioni in tema di Il diritto di morire 2005 izionario di servizio sociale a cura di Maria Dal Pra Ponticelli Carocci Faber editore Roma 2005 p 928 Paolo Ferrario voce Servizi sociali p 577 585 Il saggio integra il libro Politica dei servizi sociali Carocci Faber in particolare il capitolo 4 paragrafi 4 1 e 4 2 Paolo Ferrario Gli attori e la rete dei servizi in Costruire l integrazione sociosanitaria a cura di G Bissolo e L Fazzi Carocci Faber Roma 200 p 61 76 Il saggio integra il libro Politica dei servizi sociali Carocci Faber in particolare il capitolo 4 paragrafi 4 1 e 4 2 Vai a Bissolo Giorgio e Fazzi Luca cur Costruire l integrazione sociosanitaria Carocci Faber editore Roma 2005 p 376 Paolo Ferrario Le politiche sociali e legislative per gli anziani nel sistema dei servizi italiano in Anziani e sistemi di Welfare Lombardia Italia Europa a cura di Carla Facchini Franco Angeli pagg 117 180 Il saggio integra il libro Politica dei servizi sociali Carocci Faber 2001 in particolare il Cap 10 p 459 493 Intervista di Fausta Clerici a Paolo Ferrario I medici di famiglia e i servizi comunali in Spi Insieme Como n 6 dicembre 2005 2003 Ferrario Paolo Diritti in diaspora in Narcomafie n 11 2003 p 19 20 Ferrario Paolo Diritti in diaspora in Narcomafie n 11 2003 Paolo Ferrario Le politiche legislative per la popolazione anziana fra Stato Regioni ed Enti Locali in I luoghi della cura n 2 2003 p 7 16 Cic Edizioni Internazionali Ferrario Paolo I Livelli essenziali di assistenza nei servizi sociosanitari la recente storia legislativa in Prospettive sociali e sanitarie n 15 16 17 2003 p 21 23 Ferrario Paolo Politiche legislative e popolazione anziana nello stato italiano in Facchini Carla cur Anziani e rete dei servizi mutamento demografico politiche legislazione territorio residenzialità 3 volumi Provincia di Milano Settore alle Politiche sociali Milano 2003 p 47 83 Ferrario Paolo La qualità dei servizi alla persona rielaborazione da un incontro con operatori e familiari presso Il CSE del Ceres Segrate 2003 2002 Ferrario Paolo Bianchi Marisa Quaia Luciana La qualità nei servizi socio sanitari processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA Carocci Faber Roma 2002 Paolo Ferrario Dalla Legge 328 00 a oggi riforma costituzionale e Piano nazionale dei servizi sociali primo saggio in Prospettive sociali e sanitarie n 3 2002 pag 1 5 in formato Pdf Paolo Ferrario Dalla Legge 328 00 a oggi gestione dei servizi sociali e contratti di appalto gestione dei servizi sociali e accreditamento sociale secondo saggio in Prospettive sociali e sanitarie n 6 2002 pag 1 5 in formato Pdf Paolo Ferrario Dalla Legge 328 00 a oggi Integrazione sociosanitaria e distribuzione della spesa fra Comuni e Asl terzo saggio in Prospettive sociali e sanitarie n 12 2002 pag 12 17 in formato Pdf Paolo Ferrario Condizioni per un efficace processo programmatorio dei piani di zona in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 2 3 Marzo Giugno 2002 p 21 23 in formato Pdf Paolo Ferrario I servizi socio sanitari e le politiche amministrative dell accreditamento in Appunti sulle politiche sociali n 5 2002 a cura del Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati Ancona per informazioni www comune jesi an it grusol Ferrario Paolo Il ruolo programmatorio delle regioni nelle politiche per l infanzia e l adolescenza alla luce del modello offerto dalla legge 328 2000 Il suo rapporto con la Legge 285 e le altre leggi di area sociale relative ai minori relazione al 1 Seminario Nuovo quadro di riferimento normativo e programmazione legge 285 1997 Firenze Istituto degli Innocenti 1 2 Ottobre 2002 Ferrario Paolo Evoluzione delle politiche sociali e delle professioni socia li in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 2 3 Marzo Giugno 2002 p 6 8 2001 Ferrario Paolo Politica dei servizi sociali Strutture trasformazioni legislazione Carocci Editore Roma 2001 p 498 6 ristampa nel 2009 Grafici e mappe del libro Per aggiornamenti in tempo reale ai temi del libro vai a Paolo Ferrario Saggi in tema di sviluppo della politica dei servizi sociali dopo il 2001 Ferrario Paolo Riforma dei servizi sociali il ruolo delle Regioni in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 6 2001 p 11 13 Ferrario Paolo Rassegna legislativa in Prospettive sociali e sanitarie n 6 2001 pag 18 21 Ferrario Paolo Politiche per la famiglia traccia sugli orientamenti legislativ i in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 1 2001 pag 24 26 Ferrario Paolo Sistema di protezione sociale della famiglia nella legislazione attuale in La famiglia come risorsa Dossier del Corso di formazione per operatori del pubblico e del privato sociale Quaderno n 7 Provincia di Milano Servizio alla Famiglia e alla Persona Cooperativa Farsi Prossimo Milano p 22 51 Ferrario Paolo Politica dei servizi segnalazioni normative Profilo professionale degli operatori sociosanitari OSS in Prospettive sociali e sanitarie n 7 2000 p 20 Paolo Ferrario Rapporto editoriale su SVILUPPO DEL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIALI FORMAZIONE DI BASE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEGLI OPERATORI per l editore Carocci 2001 Paolo Ferrario IL SITO www segnalo it PER LA DOCUMENTAZIONE SULLA POLITICA

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  • CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSO
    In particolare cura i rapporti amministrativi e finanziari con la ASL MI3 e la Provincia di Milano per quanto concerne il trasferimento delle risorse nazionali regionali e provinciali 2 Fino a quando la gestione dei servizi o dei progetti non sarà trasferita all Ufficio di Piano i comuni responsabili della gestione dei servizi e dei progetti Ø nominano un coordinatore del servizio o del progetto Ø garantiscono lo svolgimento delle attività loro affidate assumendo gli atti necessari all organizzazione e al funzionamento di ciascun servizio o progetto 3 Gli enti sottoscrittori garantiscono la copertura finanziaria dei piani operativi di ogni singolo servizio o progetto tramite i piani economici approvati annualmente dall Assemblea dei Sindaci con le modalità di cui ai successivi articoli Art 4 Organizzazione dei servizi e degli interventi 1 L organizzazione le regole di funzionamento e le figure professionali necessarie alla gestione dei servizi e dei progetti sono stabiliti nel documento di programmazione annuale elaborato dal Coordinatore del Servizio condiviso dal Tavolo Gestionale Tecnico e approvato dall Assemblea dei Sindaci dei Comuni 2 Fermo restando la titolarità dei rapporti individuali di lavoro nonché i vincoli propri delle singole amministrazioni di appartenenza i comuni sottoscrittori assicurano la disponibilità alla collaborazione del proprio personale per il buon esito dei servizi e dei progetti di cui sopra secondo quanto previsto dai piani operativi approvati dall Assemblea dei Sindaci Art 5 Il Tavolo Gestionale Tecnico e il Gruppo tecnico 1 Nell ambito della gestione associata di cui alla presente convenzione il Tavolo Gestionale Tecnico è formato dai Responsabili e dai Tecnici dei Servizi Sociali dei Comuni sottoscrittori dal Coordinatore del servizio o del progetto dal Coordinatore dell Ufficio di Piano e dal Responsabile di Servizio dell UDP E convocato dal Responsabile di Servizio dell Ufficio di Piano 2 Funzioni del Tavolo Gestionale Tecnico sono l elaborazione e la presentazione all Assemblea dei Sindaci su proposta del Coordinatore in accordo con il Gruppo Tecnico del Servizio e del Progetto Ø del piani annuali operativi e della relativa previsione di spesa Ø della relazione sull attività svolta nell anno precedente e del relativo rendiconto 3 Il Gruppo Tecnico è formato dal Responsabile di Servizio dell Ufficio di Piano dal Coordinatore del servizio e del progetto e da almeno due tecnici scelti dall Assemblea dei Sindaci tra i tecnici dei comuni sottoscrittori 4 Oltre a quanto stabilito nel precedente punto 2 al Gruppo Tecnico sono affidate le funzioni di verifica periodica sull andamento del servizio o del progetto TITOLO III PIANIFICAZIONE OPERATIVA E RENDICONTI ANNUALI Art 6 Pianificazione operativa e previsione di spesa 1 La proposta di piano operativo annuale e della relativa previsione di spesa sono presentati entro il 15 settembre al Tavolo Gestionale Tecnico da parte del Coordinatore del servizio e del progetto in accordo con il Gruppo Tecnico 2 La proposta rielaborata dal Tavolo Gestionale Tecnico viene presentata all Assemblea dei Sindaci che approva il documento definitivo entro il 30 settembre Le Amministrazioni Comunali se tenute valutano la possibilità di iscrivere le somme approvate nei propri documenti di programmazione economico finanziaria nell ambito della complessiva manovra di bilancio annualmente predisposta 3 I costi relativi al singolo servizio o progetto sono ripartiti fra le Amministrazioni Comunali in modo proporzionale al numero degli abitanti o secondo diversa modalità stabilita dall Assemblea dei Sindaci al netto di eventuali entrate derivanti da risorse dei fondi nazionali regionali o provinciali o dai contributi e tariffe provenienti da altri Enti che ne utilizzano le prestazioni 4 L erogazione del Servizio a favore di Comuni esterni all ambito distrettuale sarà stabilita a fronte di quote che approvate dalla Assemblea dei Sindaci saranno sottoposte ai comuni convenzionati per l approvazione 5 I comuni se tenuti pagano la quota prevista al comune capofila della presente convenzione secondo le seguenti scadenze l 80 dell importo a preventivo entro il 30 aprile dell anno di riferimento il saldo a consuntivo entro il 31 maggio dell anno successivo previa approvazione da parte dell Assemblea dei Sindaci della relazione sull attività svolta nell anno precedente e del relativo rendiconto Art 7 Relazione sull attività svolta e relativo consuntivo di spesa 1 La proposta di relazione sull attività svolta nell anno precedente e del relativo consuntivo di spesa sono presentati entro il 31 marzo al Tavolo Gestionale Tecnico da parte del Coordinatore del servizio o del progetto in accordo con il Gruppo Tecnico del Servizio e del Progetto 2 La proposta rielaborata dal Tavolo Gestionale Tecnico viene presentata all Assemblea dei Sindaci che approva il documento definitivo entro il 30 aprile Art 8 Variazione dei piani operativi e dei relativi preventivi di spesa 1 Il Coordinatore di ciascun servizio o progetto in accordo con il Gruppo Gestionale Tecnico qualora valuti necessario intervenire sui piani operativi annuali e sulle relative previsioni di spesa ne presenta documentata proposta al Tavolo Gestionale e la proposta da questo rielaborata all Assemblea dei Sindaci per l approvazione definitiva Le Amministrazioni Comunali se tenute valutano la possibilità di iscrivere le somme approvate nei propri documenti di programmazione economico finanziaria mediante apposita variazione 2 Per assicurare una corretta gestione di bilancio le proposte di cui al punto precedente non possono essere presentate all Assemblea dei Sindaci dopo il 31 di ottobre di ogni anno TITOLO IV UFFICIO DI PIANO Art 9 Competenze dell Ufficio di Piano 1 All Ufficio di Piano sono attribuite le seguenti competenze a Supporto tecnico all Assemblea dei Sindaci dei Piani di Zona Ø predisposizione proposta dell Accordo di Programma e del Piano di Zona e successive integrazioni ed aggiornamenti Ø predisposizione materiale utile per gli argomenti da trattare Ø cura della verbalizzazione e della trasmissione delle informazioni sulle decisioni dell assemblea dei sindaci Ø partecipazione al tavolo interdistrettuale e agli altri tavoli tecnici costituiti in ambito ASL o provinciali Ø interfaccia per i rapporti tecnici distrettuali con ASL MI3 e altri enti o organismi distrettuali provinciali e regionali b Coordinamento tavolo gestionale tecnico tavolo di sistema tavoli d area adulti minori handicap anziani sia istituzionali che allargati gruppi

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  • convenzione e statuto azienda.doc
    all articolo 9 dello statuto e della relativa tabella di riparto allegata sotto la lettera C alla presente convenzione con la correzione di cui al comma precedente Per il primo anno di gestione in assenza del conto economico d esercizio viene preso a base il bilancio preventivo Eventuali modifiche ai criteri di determinazione delle quote di ciascun Ente dato che comportano modifiche sostanziali alla presente Convenzione devono essere preventivamente approvate da ciascun Ente Consorziato sulla base di apposita proposta dell Assemblea Consortile Le quote di partecipazione vengono ricalcolate annualmente sulla base dei criteri e delle modalità previsti dallo Statuto Art 11 Deroghe e astensione obbligatoria dal voto assembleare In deroga a quanto stabilito nel precedente articolo per le tematiche di cui al successivo comma 2 i voti vengono così attribuiti Comuni fino a 25 000 abitanti voto assembleare equivalente al valore di 1 Comuni tra 25 001 e 50 000 abitanti voto assembleare equivalente al valore di 1 5 Comuni tra i 50 001 ed i 75 000 abitanti voto assembleare equivalente al valore di 2 Ogni ulteriore scaglione di 25 000 abitanti aumento nel voto assembleare di 0 5 La modalità di voto di cui al comma 1 si applica alle seguenti tematiche Approvazione e modifica dello Statuto Elezione e revoca del Presidente e del Vice Presidente dell Assemblea Consortile Nomina e revoca del Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente nei casi previsti dalla legge e dallo statuto Nomina dell organo di revisione dei conti Determinazione degli indirizzi strategici dell Azienda Scioglimento dell azienda Accoglimento richiesta di adesione di altri enti locali Approvazione e modifica dei criteri di partecipazione alla spesa Approvazione e modifica del Piano di Zona triennale Gli Enti che non abbiano conferito i servizi oggetto di una particolare decisione assembleare sono tenuti obbligatoriamente ad astenersi in occasione del voto che a tale determinazione è riferito Pertanto la quota degli Enti tenuti all astensione obbligatoria viene dedotta ai fini del calcolo del quorum necessario per la validità della decisione Art 12 Atti soggetti all approvazione degli Enti Consorziati Le proposte di deliberazione inerenti gli argomenti sotto indicati devono essere preventivamente sottoposte all approvazione dei singoli Enti aderenti a approvazione e successive modifiche dello Statuto e della presente convezione fatto salvo quanto previsto per quest ultima dall art 13 comma 3 dello Statuto b scioglimento dell azienda Le deliberazioni di cui al precedente comma devono essere assunte con atto dei rispettivi Consigli Comunali entro 45 giorni dal ricevimento della proposta di deliberazione Art 13 Atti fondamentali dell Azienda consortile Entro 15 giorni dall assunzione i seguenti atti fondamentali devono essere comunicati agli enti consorziati Piano programma annuale Schema tipo dei contratti di servizio Bilancio di Previsione annuale e pluriennale Conto consuntivo Bilancio d esercizio Piano di Zona Disciplina tariffe poste a carico dell utenza Revisione quote di partecipazione Criteri di partecipazione alla spesa Art 14 I mezzi finanziari e la gestione Le entrate dell Azienda sono costituite da conferimenti finanziari da parte degli enti consorziati contributi degli Enti Consorziati contributi dallo Stato dalla Regione da altri Enti Pubblici o da enti o soggetti privati proventi derivanti da tariffe determinate per servizi o prestazioni all utenza o ad altri soggetti acquirenti nei limiti indicati al comma 5 dell art 3 del presente Statuto prestiti o accensione di mutui Gli Enti consorziati provvedono a corrispondere le proprie spettanze nella misura stabilita dalle Assemblee distrettuali nei Contratti di Servizio Per quanto attiene alla finanza alla contabilità ed al regime fiscale all Azienda Consortile si applicano le norme dettate per le Aziende Speciali Art 15 Il personale L AZIENDA Consortile può esercitare i propri compiti con personale comandato dagli Enti consorziati o da altri Enti pubblici o con personale proprio alle dirette dipendenze o con altre forme contrattuali Il Consiglio di Amministrazione approva il piano di organizzazione e le dotazioni organiche dell AZIENDA Consortile individuando i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di riferimento per il personale dipendente in relazione alla specificità dei profili e delle qualifiche delle singole figure nonché delle contingenze ambientali che caratterizzano nel tempo le dinamiche del mercato del lavoro Art 16 Il patrimonio Il patrimonio aziendale è costituito da beni mobili ed immobili acquistati o realizzati in proprio dall ente nonchè da beni mobili ed immobili oggetto di donazione L Azienda inoltre è consegnataria di beni di proprietà di altri Enti di cui ha normale uso L Azienda ha l obbligo di tenere l inventario dei beni mobili ed immobili aggiornarlo annualmente e allegarlo al Bilancio di esercizio Art 17 Controversie tra gli enti consorziati Ogni controversia tra gli enti aderenti o tra essi e l Azienda Consortile derivante dall interpretazione e o dall esecuzione della presente Convenzione o dello Statuto viene demandata alla competenza dell autorità giudiziaria ordinaria foro di Monza Art 18 Disposizioni transitorie A seguito della costituzione dell Azienda l Assemblea Consortile stabilisce le date per il trasferimento graduale alla stessa dei servizi di cui all allegato A A tal fine l Azienda subentra in tutti i rapporti giuridici in corso ed in tutti gli obblighi e diritti assunti e vantati dai Comuni aderenti riguardanti i servizi conferiti fatti salvi i debiti ed i crediti di gestione alla data del trasferimento A partire dalla data di stipula della presente convenzione i debiti ed i crediti vantati dal Comune Capofila dei Piani di Zona sono trasferiti all Azienda Il Comune di Besana in Brianza in qualità di attuale Comune capofila dei Piani di Zona si impegna a corrispondere all Azienda gli eventuali avanzi di gestione La decisione sull utilizzo degli eventuali avanzi di gestione viene assunta dall Assemblea Consortile Gli Organi dell Azienda dal momento in cui sono costituiti esercitano le funzioni proprie anche in carenza del bilancio di esercizio Art 19 Entrata in vigore La presente Convenzione con l allegato Statuto approvati dai competenti Organi degli Enti contraenti entrano in vigore con la firma della presente convenzione da parte dei rappresentanti degli Enti medesimi Firmato Il Sindaco di Albiate Il Sindaco di Besana in Brianza Il Sindaco di Biassono Il Sindaco di Briosco Il Sindaco di Carate in Brianza Il Sindaco di Lissone Il Sindaco di Macherio Il Sindaco di Renate Il Sindaco di Sovico Il Sindaco di Triuggio Il Sindaco di Vedano al Lambro Il Sindaco di Verano Brianza Il Sindaco di Veduggio con Colzano Allegato A SERVIZI DA TRASFERIRSI ALL AZIENDA Servizi interventi e competenze da trasferirsi all Azienda Ufficio di Piano Etim Teepe Cesis Ancora Genitori Un Nuovo Giardino Sportello badanti Riconoscere le differenze per arricchirsi Cic Subway Noi genitori Un passo dopo l altro Consulenza legale tutela minori Camelot Progetti 162 Buoni badanti Gestione e riparto FSR Gestione e riparto Fondo per le non autosufficienze Gestione e riparto FNPS Allegato B STATUTO DELL AZIENDA SPECIALE CONSORTILE PER I SERVIZI ALLA PERSONA Costituita TRA I COMUNI DI ALBIATE BESANA IN BRIANZA BIASSONO BRIOSCO CARATE BRIANZA LISSONE MACHERIO RENATE SOVICO TRIUGGIO VEDANO AL LAMBRO VEDUGGIO CON COLZANO VERANO BRIANZA STATUTO DELL AZIENDA SPECIALE CONSORTILE PER I SERVIZI ALLA PERSONA Costituita TRA I COMUNI DI ALBIATE BESANA IN BRIANZA BIASSONO BRIOSCO CARATE BRIANZA LISSONE MACHERIO RENATE SOVICO TRIUGGIO VEDANO AL LAMBRO VEDUGGIO CON COLZANO VERANO BRIANZA TITOLO I COSTITUZIONE SCOPO DURATA CONFERIMENTO E DOTAZIONE Art 1 Costituzione 1 Fra i Comuni di Albiate Besana in Brianza Biassono Briosco Carate Brianza Lissone Macherio Renate Sovico Triuggio Vedano al Lambro Veduggio Con Colzano Verano Brianza ai sensi dell art 31 e dell art 114 del D Lgs 267 2000 e sulla base della Convenzione approvata dai comuni aderenti è costituita un AZIENDA SPECIALE CONSORTILE denominata Valore sociale AZIENDA TERRITORIALE PER I SERVIZI ALLA PERSONA a seguito per brevità denominata anche AZIENDA per l esercizio di attività funzioni e servizi di competenza degli enti locali come definiti dal successivo art 3 2 L Azienda è ente strumentale dei Comuni aderenti indicati al comma 1 ed è dotata di personalità giuridica e di autonomia gestionale e imprenditoriale 3 Il funzionamento dell Azienda è regolamentato dal presente Statuto Art 2 Sede dell AZIENDA 1 La sede legale dell Azienda è in Carate Brianza 2 Con deliberazione dell Assemblea Consortile possono essere istituite sedi operative in località diverse 3 L ubicazione dei servizi e degli uffici che fanno capo all Azienda può essere dislocata in sedi diverse in relazione ad esigenze funzionali di gestione e di distribuzione dell offerta di servizi sul territorio dei comuni proprietari Art 3 Scopo e finalità 1 Scopo dell Azienda è l esercizio di funzioni socio assistenziali socio sanitarie integrate e più in generale la gestione dei servizi alla persona a prevalente carattere sociale in relazione alle attività di competenza istituzionale degli Enti consorziati ivi compresi interventi di formazione e orientamento concernenti le attività dell Azienda o aventi finalità di promozione sociale dei cittadini del territorio 2 I servizi istituzionali facenti capo all Azienda sono diffusi ed erogati nei confronti di tutta la popolazione residente nel territorio degli Enti Consorziati e sono prevalentemente orientati alle fasce deboli della cittadinanza e in particolare anziani adulti in difficoltà nuove povertà disabili minori famiglia 3 Il suddetto elenco è puramente indicativo in quanto gli organi dell Azienda hanno facoltà di articolare l organizzazione dei servizi secondo criteri di classificazione anche diversi da quelli indicati sia allo scopo di riconfigurare lo schema d offerta di prestazioni in rapporto a principi di ottimizzazione produttiva sia per tener conto del mutare delle condizioni di bisogno della cittadinanza e della natura stessa della nozione di bisogno socio assistenziale Variazioni nella definizione delle fasce d utenza possono inoltre essere giustificate da fenomeni attinenti la sfera del dinamismo demografico 4 Con deliberazione dell Assemblea Consortile sono dettagliatamente determinate all interno delle su indicate aree le funzioni socio assistenziali i servizi e le attività conferite 5 L AZIENDA previa comunicazione all Assemblea consortile può inoltre svolgere in misura non prevalente e nel rispetto del vincolo funzionale che la lega ai Comuni ad essa aderenti la propria attività a favore di altri enti locali 6 L esercizio delle funzioni e la gestione dei servizi e delle attività sono finalizzati ai seguenti obiettivi definizione di tutti gli atti di programmazione e attuazione di servizi e di interventi di natura socio assistenziale previste da normativa dello Stato e della Regione con particolare riferimento agli atti programmatori previsti e definiti dalla legge 328 2000 Piani di Zona rafforzamento della capacità di intervento dei Comuni associati attraverso la creazione di un nuovo soggetto gestore con piena autonomia giuridica gestionale e imprenditoriale ancorché collocato in posizione servente rispetto agli Enti Locali consorziati strutturazione di una Rete Locale Integrata di servizi con razionalizzazione su base territoriale della erogazione sviluppo di un approccio orientato all ottimizzazione del rapporto tra costi e benefici degli interventi socio assistenziali e socio sanitari integrati accrescimento delle possibilità di investimento nel settore dei servizi alla persona sviluppo di approcci specialistici integrati volti a realizzare economie di gestione e miglioramenti nella qualità del prodotto creazione di un ambito di produzione spiccatamente orientato all ottimizzazione e contestuale definizione di regole di formazione della strategia e della volontà politica dell ente che mantengano preminenti le pratiche della rappresentanza e del controllo democratico determinazione di meccanismi di funzionamento orientati al soddisfacimento dei bisogni che enfatizzano la centralità del soggetto utente dei servizi ed incentivano lo sviluppo degli interventi nei confronti di nuovi bisogni sociali approfondimento dei processi di integrazione e cooperazione tra servizi sociali ed altri servizi quali i servizi educativi i servizi per le politiche attive del lavoro la politica abitativa e in generale i servizi volti a favorire lo sviluppo locale mantenimento e qualificazione dell integrazione socio sanitaria in un ottica di servizio globale alla persona con particolare riferimento alle fasce più marginali consolidamento dell integrazione territoriale a livello intercomunale per evitare duplicazioni ottimizzare risorse finanziarie ed umane e pervenire ad una omogenea diffusione dei servizi e delle attività con particolare riferimento ai comuni di minore dimensione demografica sviluppo dell informazione e della partecipazione attiva alla realizzazione degli interventi da parte degli utenti e delle loro associazioni attivazione e consolidamento delle forme di equa contribuzione da parte degli utenti alle spese gestionali dei singoli servizi sviluppo attivo del ruolo del Terzo Settore sia nella gestione che nella progettazione degli interventi anche sperimentando nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato secondo il principio della sussidiarietà 7 Gli enti aderenti possono conferire ulteriori funzioni e servizi di propria competenza integrando eventualmente il presente statuto qualora ritengano opportuno gestire tali funzioni e servizi a livello sovra comunale 8 Per il migliore svolgimento di ulteriori attività e funzioni l Azienda provvede ad articolare la propria organizzazione in apposite divisioni costituite sulla base del principio della omogeneità e della coerenza funzionale in rapporto alle caratteristiche delle attività svolte 9 Al momento dell attivazione di ciascuna delle divisioni di cui al presente articolo con atto successivo l Assemblea Consortile determina le finalità e gli obiettivi specifici di ciascuna di esse e le particolari modalità di gestione e finanziamento delle attività Art 4 Gestione dei servizi 1 L Azienda esercita la gestione dei servizi di cui all articolo precedente in forma diretta a mezzo della propria struttura organizzativa e tenuto conto delle convenienze tecniche ed economiche anche attraverso acquisto di servizi e prestazioni o tramite la partecipazione ad istituzioni non lucrative o ancora attraverso la concessione di servizi non istituzionali a terzi 2 L Azienda può accedere pure nella gestione dei servizi in via sussidiaria e non suppletiva a rapporti di volontariato individuale e o associativo secondo le modalità previste dalle norme vigenti in materia 3 L Azienda è abilitata a gestire su delega ed in base ad apposita convenzione anche i servizi sociali a carattere istituzionale di competenza dei singoli Comuni consorziati Art 5 Durata 1 L Azienda ha la durata di 40 quaranta anni a decorrere dalla data di effettiva attivazione della stessa coincidente con la data di stipula della Convenzione costitutiva 2 Al termine finale l Azienda è sciolta di diritto e si procede alla sua liquidazione secondo i criteri stabiliti dagli articoli seguenti 3 E facoltà degli Enti Consorziati prorogare la durata per il tempo e secondo le condizioni stabilite con apposita convenzione integrativa da stipularsi previa adozione dei necessari atti deliberativi dei rispettivi organi di governo competenti 4 La proroga è efficace a condizione che gli atti deliberativi di cui al comma 3 siano adottati ed esecutivi prima che inizi il decorso degli ultimi sei mesi antecedenti al termine di durata di cui al primo comma del presente articolo Art 6 Modalità di partecipazione 1 Il modello di partecipazione e rappresentanza adottato per l Azienda distingue tra criteri di partecipazione al voto e criteri di partecipazione alla spesa con l intento di assicurare al sistema rappresentanza e controllo democratici e all azione operativa flessibilità e dinamismo 2 La partecipazione all Azienda deriva da conferimento del capitale di dotazione ed investimenti effettuati dall Azienda nel corso degli esercizi finanziari conferimento di servizi attinenti lo scopo e le finalità 3 Possono essere ammessi a far parte dell Azienda esclusivamente Enti locali quando siano a ciò autorizzati secondo le leggi alle quali sono soggetti Art 7 Diritti dei partecipanti 1 Ciascun Ente Conferente ha diritto a partecipare alla vita Aziendale La partecipazione si esplica attraverso la partecipazione all Assemblea Consortile con diritto a concorrere nella formazione della volontà collegiale attraverso il voto secondo le modalità indicate ai successivi artt 10 e 11 il recupero degli investimenti capitalizzati in caso di recesso sulla base delle quote inerenti i relativi conferimenti al netto della quota parte delle eventuali perdite iscritte a bilancio la partecipazione al riparto liquidatorio all atto dell estinzione dell Azienda proporzionato ai voti assembleari totali ricalcolati allo scopo di sterilizzare l effetto determinato dalla clausola di cui al comma 4 dell articolo 10 Art 8 Partecipazione alla vita sociale 1 Ciascun Ente Consorziato partecipa all Assemblea Consortile con un proprio rappresentante 2 Gli Enti Consorziati sono tenuti a partecipare attivamente alla vita Aziendale e a concorrere alla formazione degli indirizzi strategici dell Azienda e alla nomina e revoca degli organismi della medesima 3 Gli Enti consorziati sono tenuti ad esercitare il controllo sull operato dell Azienda e a verificare la rispondenza dell azione alle finalità per cui essa è costituita 4 Gli Enti consorziati debbono inoltre concorrere al finanziamento corrente dell Azienda erogando alla stessa un contributo determinato sulla base dei criteri di cui al successivo art 15 5 Gli Enti consorziati possono infine anche su base libera e volontaria partecipare ai processi di investimento proposti dagli organi competenti Art 9 Capitale di dotazione dell AZIENDA 1 All atto della costituzione i Comuni Consorziati provvedono al conferimento delle quote finanziarie di loro competenza stabilite in base alla popolazione residente alla data del 31 dicembre 2007 per un ammontare complessivo di euro 100 000 00 centomila virgola zero zero come indicato nella tabella di riparto allegata sotto la lettera C alla convenzione costitutiva Art 10 Criteri di partecipazione al voto assembleare 1 Ogni Ente è rappresentato nell Assemblea consortile dal proprio Sindaco o da persona da questi delegata preferibilmente in via permanente 2 Ogni rappresentante è portatore di un voto plurimo espresso in millesimi di voto di modo che il totale dei voti disponibili in Assemblea sia pari a 1 000 fatto salvo quanto previsto dal successivo art 11 3 I 1 000 voti assembleari sono attribuiti ai rappresentanti degli enti consorziati sulla base di due criteri da cui discendono le due distinte quote di seguito illustrate quota relativa ai conferimenti di capitale e agli investimenti 400 voti I suddetti 400 voti sono attribuiti a ciascun ente in proporzione diretta ai conferimenti di capitale iniziale e agli investimenti effettuati successivamente In caso di riparto frazionario dei voti si concorda sull utilizzo di arrotondamenti all unità per eccesso o per difetto La quota in oggetto è ricalcolata annualmente per tener conto di eventuali operazioni di capitalizzazione avvenute nel corso dell esercizio precedente Il ricalcolo annuale delle quote avviene adottando quale base di computo l ammontare complessivo dei conferimenti effettuato da ciascun ente dal giorno di costituzione dell Azienda al 31 dicembre dell anno precedente Per suddetto computo fanno fede le risultanze di bilancio I conferimenti significativi ai fini della determinazione delle quote di voto assembleare in parola sono esclusivamente quelli finalizzati alla dotazione di capitale iniziale e alle successive ricapitalizzazioni dell Azienda e ad operazioni di investimento Non sono significativi ai fini di cui alla presente lettera i finanziamenti che gli enti effettuano a sostegno delle attività correnti determinati in base al conferimento di servizi quota relativa al conferimento di servizi 600 voti I suddetti 600 voti sono attribuiti a ciascun ente in proporzione diretta alla popolazione residente al 31 dicembre dell anno precedente al numero dei servizi conferiti e o delegati all Azienda e al peso sostenuto nella loro fruizione Ai sensi del calcolo del peso di voto relativo ai vari servizi conferiti si considera il valore degli stessi in rapporto al fatturato Aziendale escluse eventuali quote derivanti da prestazioni a soggetti non consorziati In caso di riparto frazionario dei voti si concorda sull utilizzo degli arrotondamenti all unità per eccesso o per difetto La quota in oggetto è ricalcolata all inizio di ogni anno prendendo a nuova base di computo le risultanze dell ultimo conto economico approvato appositamente riclassificato per servizi e la popolazione residente al 31 dicembre dell anno precedente in ciascuno dei comuni consorziati 4 Allo scopo di incrementare il peso degli enti più piccoli per l attribuzione dei voti assembleari si stabilisce che la popolazione dei comuni che assommino meno di 5 000 abitanti sia arrotondata a tale misura 5 Fino alla seduta successiva al primo conferimento di servizi i voti a disposizione di ciascun Comune Consorziato sono calcolati sulla base del conferimento di cui al precedente articolo 9 tenuto conto del precedente comma 4 secondo quanto previsto dalla tabella di riparto allegata sotto la lettera C all Atto Costitutivo 6 Per il primo anno di gestione in assenza del conto economico d esercizio viene preso a base il bilancio preventivo Art 11 Deroghe ai criteri di partecipazione al voto assembleare 1 In deroga a quanto stabilito nel precedente articolo per le tematiche di cui al successivo comma 2 i voti vengono così attribuiti Comuni fino a 25 000 abitanti voto assembleare equivalente al valore di 1 Comuni tra 25 001 e 50 000 abitanti voto assembleare equivalente al valore di 1 5 Comuni tra i 50 001 ed i 75 000 abitanti voto assembleare equivalente al valore di 2 Ogni ulteriore scaglione di 25 000 abitanti aumento nel voto assembleare di 0 5 2 La modalità di voto di cui al comma 1 si applica alle seguenti tematiche Approvazione e modifica dello Statuto Elezione e revoca del Presidente e del Vice Presidente dell Assemblea Consortile Nomina e revoca del Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente nei casi previsti dalla legge e dallo statuto Nomina dell organo di revisione dei conti Determinazione degli indirizzi strategici dell Azienda Scioglimento dell Azienda Accoglimento richiesta di adesione di altri enti locali Approvazione e modifica dei criteri di partecipazione alla spesa Approvazione e modifica del Piano di Zona triennale Art 12 Astensione obbligatoria dal voto assembleare 1 Gli Enti che non abbiano conferito i servizi oggetto di una particolare decisione assembleare sono tenuti obbligatoriamente ad astenersi in occasione del voto che a tale determinazione è riferito 2 Pertanto la quota degli Enti tenuti all astensione obbligatoria viene dedotta ai fini del calcolo del quorum necessario per la validità della decisione Art 13 Ricalcolo periodico dei Voti Assembleari 1 L Assemblea procede annualmente al ricalcolo dei voti assembleari allo scopo di riallineare i voti medesimi in rapporto ad eventuali variazioni dei parametri che ne determinano la grandezza conferimento servizi conferimento capitale popolazione spesa sostenuta per i servizi 2 Altre cause di riallineamento e ricalcolo dei voti assembleari derivano da recessi nuove ammissioni 3 Nei suddetti casi l Assemblea Consortile con proprio atto deliberativo apporta le corrispondenti necessarie variazioni alle quote di partecipazione assegnate a ciascun Ente Consorziato con l approvazione di specifica tabella di riferimento intendendosi di conseguenza modificata la tabella allegata all Atto Costitutivo Art 14 Modalità di accoglimento di nuovi enti 1 Nel caso di specie l Assemblea Consortile delibera apposita proposta in merito all accoglimento o meno della richiesta di adesione 2 L ammissione di nuovi soci comporta la ridefinizione delle quote consortili secondo la procedura prevista dal presente Statuto aumentando la quota capitarla Art 15 Criteri di partecipazione alla spesa 1 I Comuni Consorziati provvedono alla copertura dei costi sociali derivanti dall attività corrente dell Azienda erogando trasferimenti e o contributi in conto esercizio determinati in base a criteri definiti dall Assemblea 2 Tali criteri tengono conto del peso demografico di ciascun Comune oppure del livello di fruizione dei servizi che ciascun Comune realizza oppure di una combinazione di tali due precedenti elementi così come meglio specificato nel relativo contratto di servizio Art 16 Recesso 1 E consentito il recesso dei Comuni Consorziati con le forme e secondo le modalità previste dai commi seguenti 2 Il recesso non può essere esercitato prima che sia trascorso un triennio dall ingresso dell Ente nell Azienda 3 Il recesso deve essere notificato mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento diretta al Presidente dell Assemblea Consortile entro il 30 giugno di ciascun anno utile Il recesso diventa operante dalle ore zero del 1 gennaio successivo all espletamento della relativa procedura 4 Tutti gli atti relativi al recesso debbono essere acquisiti dall Assemblea Consortile attraverso apposita presa d atto di cui è informato il Consiglio di Amministrazione 5 La liquidazione della quota di capitale di pertinenza dell ente che recede è determinata sulla base degli effettivi conferimenti effettuati dal Comune recedente al netto della quota parte di competenza di eventuali perdite iscritte al bilancio al momento del recesso Art 17 Scioglimento 1 L Azienda oltre che alla sua naturale scadenza può cessare in qualsiasi momento della sua durata per effetto di deliberazione dell Assemblea Consortile 2 In ogni caso il patrimonio conseguito con mezzi finanziari propri dell Azienda viene ripartito tra i singoli Enti in ragione della quota di partecipazione rappresentata dai voti assembleari per come indicato all art 7 comma 1 lettera c e in modo tale che ove possibile a ciascuno di essi vengano assegnati i beni immobili e le strutture ubicate sul suo territorio con i relativi beni mobili ed attrezzature in dotazione 3 Se il patrimonio non è frazionabile nelle corrispondenti quote parti spettanti a ciascun Ente si procede mediante conguaglio finanziario TITOLO II GLI ORGANI E L ORGANIZZAZIONE Art 18 L Assemblea Consortile 1 L Assemblea Consortile è organo di indirizzo di controllo politico amministrativo e di raccordo con gli Enti Soci Essa è composta dai Sindaci di ciascun Ente Consorziato o da loro delegati 2 A ciascun rappresentante degli Enti Soci è assegnata la quota di partecipazione e il voto plurimo come fissati nei precedenti artt 10 e 11 o in eventuali successivi atti d aggiornamento 3 Gli Enti comunicano immediatamente all atto della Costituzione dell Azienda il loro rappresentante in seno all Assemblea Consortile sia esso il Sindaco o un suo delegato nonchè le successive eventuali variazioni 4 La delega da parte del Sindaco deve essere rilasciata per iscritto e a tempo indeterminato ed ha efficacia fino ad espressa revoca 5 In caso di cessazione del Sindaco dalla carica per qualsiasi causa la rappresentanza in seno all Assemblea Consortile spetta al soggetto che in base alla legge e allo Statuto del Comune ha attribuita la funzione vicaria 6 I membri dell Assemblea Consortile sono domiciliati a tutti gli effetti presso la sede del Comune di appartenenza Art 19 Durata 1 L Assemblea Consortile è organo permanente non soggetto a rinnovi per scadenze temporali ma sottoposto a variazioni nella compagine soltanto quando si verifichi un cambiamento nella titolarità delle cariche Art 20 Attribuzioni 1 L Assemblea Consortile è l organo di indirizzo e controllo dell Azienda ed ha le seguenti funzioni elegge nel proprio seno nella prima riunione il Presidente dell Assemblea ed il Vice Presidente nomina il Presidente ed i membri del Consiglio di Amministrazione determina lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione e la revoca dei singoli membri nei casi previsti dalla Legge e dal presente Statuto nomina l organo di revisione dei conti stabilisce le indennità i gettoni di presenza e gli emolumenti degli amministratori e dell organo di revisione determina gli indirizzi strategici dell Azienda cui il Consiglio di Amministrazione dovrà attenersi nella gestione con le modalità di cui al successivo Articolo 31 approva gli atti fondamentali di cui ai commi 6 e 8 articolo 114 del Decreto Legislativo numero 267 2000 ed in particolare il Piano programma annuale lo schema tipo dei contratti di servizio il Bilancio di Previsione annuale e pluriennale il conto consuntivo ed il Bilancio d esercizio approva il Piano di Zona triennale e le sue eventuali modifiche Delibera inoltre sui seguenti oggetti modifiche allo Statuto dell Azienda richieste di ammissione di altri Enti all Azienda scioglimento dell Azienda modifiche alla Convenzione modifiche dei parametri di determinazione delle quote di ciascun Ente riallineamenti tecnici con cui periodicamente si provvede ad aggiornare il numero dei voti spettanti ad ogni Ente Consorziato Bilancio Sociale disciplina delle tariffe poste a carico dell utenza convenzioni accordi di programma o atti di intesa con le Istituzioni del Servizio Sanitario Nazionale e o altri Enti Pubblici sede dell Azienda revisioni delle quote di partecipazione assunzione dei mutui se non già previsti in atti fondamentali dell Assemblea approvazione e modifica di regolamenti di qualsiasi oggetto e natura fatta eccezione per quelli di competenza del Consiglio di Amministrazione stesso acquisti e alienazioni a qualsiasi titolo di beni immobili e le relative permute approvazione e modifica dei criteri di partecipazione alla spesa ogni altra competenza attribuita all assemblea dal presente statuto 3 Gli atti di cui al presente articolo non possono essere adottati in via d urgenza da altri Organi dell Azienda Art 21 Comunicazione degli atti fondamentali agli enti consorziati Entro 15 giorni dall assunzione i seguenti atti fondamentali devono essere comunicati agli enti consorziati piano programma annuale schema tipo dei contratti di servizio bilancio di previsione annuale e pluriennale conto consuntivo bilancio d esercizio Piano di Zona disciplina tariffe poste a carico dell utenza revisione quote di partecipazione criteri di partecipazione alla spesa Art 22 Atti soggetti all approvazione degli enti aderenti 1 Le proposte di deliberazione inerenti gli argomenti sotto indicati devono essere preventivamente sottoposte all approvazione dei singoli Enti aderenti a approvazione e successive modifiche dello Statuto e della convezione fatto salvo quanto previsto per quest ultima dall art 13 comma 3 del presente Statuto b scioglimento dell Azienda 2 Le deliberazioni di cui al precedente comma devono essere assunte con atto dei rispettivi Consigli Comunali entro 45 giorni dal ricevimento della proposta di deliberazione Art 23 Adunanze 1 L Assemblea Consortile si riunisce almeno due volte all anno rispettivamente per approvare il Bilancio Preventivo annuale e pluriennale ed il Rendiconto della Gestione dell Azienda 2 L Assemblea Consortile può inoltre riunirsi in ogni momento su iniziativa del suo Presidente o su richiesta del Consiglio di Amministrazione o quando ne sia fatta domanda da uno o più componenti che rappresentino almeno un quinto delle quote di partecipazione Nella domanda di convocazione devono essere tassativamente indicati gli argomenti da trattare 3 Le deliberazioni sono adottate in forma palese fuorchè le deliberazioni riguardanti persone che vengono adottate a scrutinio segreto Si procede a scrutinio segreto anche per le delibere di nomina del presidente dell Assemblea del Presidente e dei membri del Consiglio di Amministrazione nonché dell organo di revisione 4 Le sedute dell Assemblea sono pubbliche fatti salvi i casi analoghi a quelli previsti dalla legge per i Consigli Comunali in materia di sedute segrete 5 Le sedute dell Assemblea Consortile vengono pubblicizzate tramite pubblicazione di avviso sul Sito internet dell Azienda o in mancanza degli Enti Consorziati 5 Alle sedute dell Assemblea Consortile partecipano il Presidente del Consiglio di Amministrazione o suo delegato il Direttore e l addetto alla verbalizzazione Art 24 Convocazione 1 L Assemblea Consortile è convocata dal suo Presidente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o attraverso altre idonee forme approvate dall Assemblea presso il domicilio dei rappresentanti di cui all art 18 comma 6 con un preavviso di almeno otto giorni lavorativi antecedenti a quello fissato per l adunanza 2 Nei casi d urgenza il termine suddetto è ridotto a non meno di ventiquattro ore e la convocazione può essere fatta mediante telegramma o fax o attraverso altre idonee forme approvate dall Assemblea 3 L avviso di convocazione deve contenere il luogo il giorno e l ora dell adunanza l elenco delle materie da trattare e l indicazione se la seduta sia in una o più convocazioni 4 In mancanza delle formalità suddette l Assemblea Consortile si reputa regolarmente costituita quando siano intervenuti tutti i rappresentanti degli Enti soci 5 La prima adunanza viene convocata dal Presidente dell Assemblea dei Sindaci del Distretto Socio Sanitario ed è da questi presieduta fino alla nomina del Presidente 6 Nella prima adunanza l Assemblea Consortile adotta le deliberazioni di presa d atto della sua regolare costituzione e di effettivo inizio dell attività dell Azienda di nomina del Presidente dell Assemblea stessa e del Vice Presidente 7 La convocazione della prima adunanza per gli adempimenti di cui al comma precedente deve avvenire entro trenta giorni dalla pubblicazione della Convenzione e dello Statuto sul Bollettino Ufficiale della Regione con preavviso di almeno dieci giorni Art 25 Validità delle sedute 1 L Assemblea Consortile in prima convocazione è validamente costituita con l intervento di tanti componenti che rappresentino almeno il 50 cinquanta per cento delle quote di partecipazione all Azienda purché siano presenti i rappresentanti di almeno il 50 cinquanta per cento degli Enti Consorziati 2 Qualora in prima convocazione non venga raggiunto il quorum richiesto l Assemblea Consortile può deliberare in seconda convocazione sugli stessi oggetti che avrebbero dovuto essere trattati nella prima 3 L Assemblea in seconda convocazione risulta validamente costituita purché gli Enti presenti rappresentino almeno il 50 cinquanta per cento delle quote 4 Concorrono a determinare la validità delle adunanze i componenti che si astengono volontariamente e rimangono nell aula dell adunanza Non concorrono invece a determinare la validità delle adunanze i componenti tenuti obbligatoriamente ad astenersi per i quali sussiste l obbligo di allontanamento dall aula dell adunanza e coloro che escono dalla sala prima della votazione 5 Il quorum relativo alla validità dell adunanza è verificato all atto della votazione su ogni singolo argomento Art 26 Validità delle deliberazioni 1 Ciascun componente dispone di un voto il quale ha un valore plurimo in relazione alle quote di partecipazione detenute dall Ente rappresentato come fissato dall art 10 del presente Statuto nonché da eventuali provvedimenti d aggiornamento assunti dagli organi competenti salva la deroga prevista dal precedente art 11 2 E valida la deliberazione approvata a maggioranza dei voti presenti fatti salvi i casi previsti dall art 27 per i quali è richiesta la maggioranza assoluta 3 Si detraggono per determinare le maggioranze di cui al comma precedente i voti dei rappresentanti che siano tenuti ad astenersi 4 Coloro che dichiarano volontariamente di astenersi sono comunque computati nel numero dei votanti Analogamente nelle votazioni a scrutinio segreto si computano nel numero dei votanti le schede nulle e bianche Art 27 Maggioranza assoluta 1 E necessaria la maggioranza assoluta dei voti assegnati a tutti gli Enti rappresentati nell Assemblea Consortile per la validità delle seguenti deliberazioni nomina del Presidente dell Assemblea Consortile e del Vice Presidente nomina del Presidente e degli altri componenti del Consiglio di Amministrazione revoca e scioglimento del Consiglio di Amministrazione o di un suo membro revoca del Presidente dell Assemblea nuove ammissioni di Enti all Azienda modifiche statutarie scioglimento determinazione degli indirizzi cui il Consiglio di Amministrazione deve attenersi nella gestione approvazione del Piano Programma del Bilancio Preventivo annuale e pluriennale e del Bilancio consuntivo contrazione di mutui se non previsti in atti fondamentali dell Assemblea modifica della quote di partecipazione ad esclusione di quelle conseguenti alle operazioni di revisione annuale delle stesse effettuate ai sensi dell art 10 regolamento dell Assemblea approvazione modifica dei criteri di partecipazione alla spesa 2 Per le nomine di cui alle lettere a e b del 1 comma se dopo due votazioni nessuno o parte dei candidati ha riportato la maggioranza richiesta si procede al ballottaggio fra coloro che nella seconda votazione hanno riportato il maggior numero di suffragi e vengono nominati i candidati che con tale procedura ottengono il maggiore numero di voti 3 Al ballottaggio è ammesso un numero di candidati possibilmente doppi dei membri da eleggere Art 28 Il Presidente dell Assemblea Consortile 1 Il Presidente dell Assemblea Consortile nominato tra i Sindaci dei Comuni consorziati secondo la procedura di voto di cui al precedente art 27 dura in carica 5 anni salvo cessazione dalla carica di Sindaco 2 Il Presidente dell Assemblea Consortile ha la rappresentanza istituzionale dell Azienda ed esercita le seguenti funzioni a formula l ordine del giorno delle adunanze dell Assemblea Consortile b convoca e presiede le stesse adunanze dell Assemblea Consortile c sottoscrive i verbali e le deliberazioni dell Assemblea d trasmette agli Enti consorziati gli atti fondamentali dell Azienda e in particolare gli atti di cui all art 21 del presente Statuto e compie tutti gli atti necessari per rendere esecutive le deliberazioni dell Assemblea f adotta ogni altro atto necessario per il funzionamento dell Assemblea 3 Con la medesima procedura di voto prevista per il Presidente dell Assemblea Consortile l Assemblea provvede alla nomina del Vicepresidente Questi coadiuva il Presidente dell assemblea Consortile nello svolgimento delle sue funzioni e lo sostituisce in caso di assenza 4 In caso di contemporanea assenza o impedimento temporanei del Presidente dell Assemblea Consortile e del Vicepresidente questi vengono sostituiti dal membro dell Assemblea Consortile che rappresenta la più alta quota a parità di quote dal membro più anziano di età 5 Il Presidente dell Assemblea e gli eventuali

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  • Politica dei servizi sociali - BIBLIOTECA, CINETECA
    FORMAZIONE HANDICAP SERVIZI PSICHIATRICI TOSSICODIPENDENZE AIDS ANZIANI PENSIONI POLITICHE DEL LAVORO SINDACATI POVERTA MIGRAZIONI GIUSTIZIA E CARCERI BIOETICA NASCERE CURARE MORIRE INFORMAZIONI SOCIO DEMOGRAFICHE POLITICA ITALIANA GOVERNO 2001 2006 CONFLITTO COSTITUZIONALE DI INTERESSE IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA INFORMAZIONE POLITICA ELEZIONI CULTURE POLITICHE MAGISTRATURA GIUSTIZIA IL SORRISO DI ALTAN Link I PENSIERI DI BUCCHI Link POLITICA INTERNAZIONALE EUROPA STATI UNITI POLITICA ESTERA TOTALITARISMI ISLAMISMO E TOTALITARISMO ISLAMICO Istruzioni per la navigazione

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  • Politica dei servizi sociali saggi articoli
    processi attuativi Piani di Zona SERVIZI SANITARI SERVIZI EDUCATIVI COOPERATIVE SOCIALI VOLONTARIATO FONDAZIONI CARTE DEI SERVIZI SOCIALI Esempi ad uso didattico e professionale PROFESSIONI SOCIALI E SANITARIE AREE PROBLEMATICHE e SERVIZI SOCIALI e SANITARI FAMIGLIE MINORI DIFFERENZE DI GENERE SCUOLA FORMAZIONE HANDICAP SERVIZI PSICHIATRICI TOSSICODIPENDENZE AIDS ANZIANI ALZHEIMER PENSIONI POLITICHE DEL LAVORO POVERTA MIGRAZIONI GIUSTIZIA E CARCERI BIOETICA e BIOPOLITICA NASCERE CURARE MORIRE INFORMAZIONI SOCIO DEMOGRAFICHE POLITICA E POLITICHE SOCIALI

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  • Paolo Ferrario - Docente di Politica dei servizi sociali - Curriculum professionale
    I R S Istituto di Ricerca Sociale Milano I R E F Istituto regionale lombardo di formazione per l amministrazione pubblica Milano Percorsi Formativi Associazione ligure per la promozione e lo sviluppo della formazione di operatori dei servizi socio sanitari e educativi Savona MAIN Management e Innovazione Milano GENDER Consulenza Formazione Ricerca Milano Fondazione Maderna Verbania Pallanza Fondazione ENAIP formazione educatori professionali Bergamo Fondazione ENAIP formazione animatori sociali Como Istituto Fogazzaro Lugano Svizzera Canton Ticino Istituto Dante Alighieri Como d per Organizzazioni del Terzo settore Associazione Gruppo di Betania o nl u s Milano 2005 2006 Associazione Stefania ed altri enti gestori di Servizi Formazione all Autonomia nel territorio di Lissone Milano 2003 Associazione CERES di Segrate Milano 2003 CEREF Centro regionale formazione e studi cooperativi di Milano 2001 MOVI Movimento di volontariato italiano di Milano 2000 CSV Centro Servizi Volontariato Milano 2000 CORESS Consorzio regionale cooperative servizi sociali Milano 1988 Tribunale diritti per il malato Progetto Now Cee Padova 1998 Centro di iniziativa europea Milano 1998 CARITAS Genova 1998 Cooperativa sociale Arca Comunità terapeutiche Como 1998 Cooperativa sociale Comunita il Giambellino Milano 1995 Cooperativa sociale Accoglienza e Integrazione Milano 1999 SIS Sistema Imprese Sociali Milano 1999 2003 La Città essenziale Lega Nazionale Cooperative e Mutue Milano 1992 1993 e per Sindacati Ordini professionali Associazioni Ordine assistenti sociali della Regione Lombardia 2001 Ordine assistenti sociali della Regione Liguria 1995 CGIL Sindacato Pensionati regionale Milano CGIL Funzione Pubblica del Comune di Milano CGIL Sindacato pensionali Lecco CGIL CISL UIL Sindacati regionali pensionati Milano 7 Assistenza tecnica a tesi di diploma universitario e del laurea per il Corso di Laurea dell Università di Milano Bicocca Facoltà di sociologia PROGEST Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali CARTE DEI SERVIZI Diritti di cittadinanza e servizio pubblico analisi di due processi di messa in atto dott sa a s Cristina Gallione anno accademico 2004 2005 per il DIPLOMA UNIVERSITARIO IN SERVIZIO SOCIALE dell Università di Venezia 1998 2003 L HANDICAP E IL DOPO DI NOI SUPERARE L ISTITUZIONALIZZAZIONE a s Serena Bianchetto 2003 LE POLITICHE SOCIALI RIVOLTE AI MINORI E ALLE FAMIGLIE IN ITALIA DALLA META DEGLI ANNNI 90 A OGGI a s Nadia Mocellin 2003 Correlatore a DALLA POLITICA ALLA TECNICA L IMPLEMENTAZIONE A LIVELLO LOCALE DELLA LEGGE 328 00 a s Silvia Scorzato relatore prof sa Silvia De Martino Correlatore a INVECCHIARE OGGI ALLA RICERCA DI RISPOSTE SOCIO SANITARIE ADEGUATE a s Tiziana Pattarello relatrice prof sa Silvia De Martino 2003 Correlatore a LA FIGURA DELL ASSISTENTE SOCIALE NEL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIALI a s Daniela Brognara 2003 relatrice prof Alessandro Rota Correlatore a FORMAZIONE E ORGANIZZAZIONE IL CASO DI UN SERVIZIO INFANZIA E ADOLESCENZA a s Elena Regazzo relatrice prof sa Silvia De Martino POVERTA ED ESCLUSIONE SOCIALE LA POLITICA SOCIALE DELL UNIONE EUROPEA E IN ITALIA ANALISI DEL REDDITO MINIMO D INSERIMENTO E DELLA LEGGE 328 2000 a s Elena Perin 2003 correlatrice prof sa Federica De Girolami Correlatore a RIFLESSIONE SUI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI OSPITI DELLE STRUTTURE TUTELARI DELLA NOSTRA REGIONE a s Elisa Favaretto relatrice prof sa Belilde Sara Seri 2003 Correlatore a L ASSISTENZA AGLI ANZIANI TRA DOMICILIARITA E RESIDENZIALITA a s Silvia Meneghin relatrice prof sa Federica De Girolami 2003 Correlatore a IL SERVIZIO SOCIALE OSPEDALIERO OGGI PROBLEMI E PROSPETTIVE a s Paquale Coppolone relatrice prof sa Federica De Girolami 2003 Correlatore a IL SERVIZIO SOCIALE OSPEDALIERO E IL BENESSERE DELL ANZIANO a s Giulia Bernardi relatrice prof sa Federica De Girolami 2003 LE POVERTA INFANTILI IN ITALIA E CONFRONTO CON L EUROPA a s Sara Calzavara 2002 LE POLITICHE LOCALI PER LA FAMIGLIA a s Donato Scremin 2002 Correlatore a RIFLESSIONI SULLE POLITICHE SOCIALI NEI CONFRONTI DELLE FAMIGLIE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA REALTA REGIONALE DEL VENETO a s Laura Romano relatore prof sa Sara Seri 2002 Correlatore a I SERVIZI SOCIALI A PROTEZIONE DEL MINORE NELL OTTICA DELLA LEGGE 285 97 L ASSISTENZA ALL INFANZIA NELLA REALTA LOCALE a s Francesca Bruno relatore prof sa Sara Seri 2002 LE NUOVE NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI L ATTUAZIONE DELLA LEGGE DEL 12 MARZO 1999 N 68 NEL CONTESTO POLESANO a s Elisa Salmi 2002 L OPERATIVITA DI RETE PER LA TUTELA DEL MINORE IL PROGETTO MODULO OPERATIVO MINORI DEI COMUNI DELL A ULSS 7 a s Raccanelli Anna 2002 IL MONDO DELLA NOTTE PROBLEMA O RISORSA DEL NUOVO MILLENNIO a s Fiorot Michela correlatore prof sa Sara Seri Benilde 2002 IL PERCORSO DI IMPOVERIMENTO a s Fantoni Marina 2002 L ENTE LOCALE E IL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO COME SONO CAMBIATI NEL TEMPO I SERVIZI ALLA PERSONA a s Simioni Marta correlatore prof sa Sara Seri Benilde 2002 IL REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO COME SPERIMENTAZIONE DELLA CITTADINANZA EUROPEA IL CASO ITALIANO a s Padovese Gaia 2002 QUALITA NEI SERVIZI SOCIO SANITARI LA CERTIFICAZIONE DELLA COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETA DI TREVISO a s D Ambroso Marika 2002 LA LEGGE 285 97 E LA SUA APPLICAZIONE NELL AMBITO DELL ULSS 1 a s Salvadori Francesca 2002 DALLE NUOVE POLITICHE SOCIALI AL WELFARE MIX SCELTE INNOVATIVE NELLA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI NELE PROVINCE DI PESARO E DI RAVENNA a s Mazzavillani Alessandra 2002 correlatore prof Turchetto Maria IMMIGRAZIONE QUALI POLITICHE PUBBLICHE La risposta di un Comune della Pedemontana al fenomeno immigratorio a s Andreatta Elisabetta Correlatore prof Fabio Perocco 2001 IMMIGRAZIONE ENTI LOCALI E TERZO SETTORE il caso della provincia di Treviso a s De Bortoli Alida correlatori prof sa Simonetta Simoni e prof Fabio Perocco 2001 DALLA PSICHIATRIA MANICOMIALE ALLE PSICHIATRIE TERRITORIALI a s Bettio Claudia 2001 correlatore prof Basso Pietro 2001 POLITICHE DEI SERVIZI PER I MINORI E GLI ADOLESCENTI OPPORTUNITA E DIRITTI NELLA RECENTE LEGISLAZIONE a s Gallina Annalisa 2001 correlatrice prof sa Neve Elisabetta 2001 LE TOSSICODIPENDENZE DALL INIZIAZIONE AL CONSUMO NORMATIVE SISTEMA DEI SERVIZI E LA COMUNITA DUMIA DI FELTRE BL a s Lotto Marika correlatrice prof sa Neve Elisabetta 2001 correlatore a LA GESTIONE A FINI SOCIALI DEI PATRIMONI MAFIOSI CONFISCATI a s Compagno Pamela relatore prof Quintarelli L 2001 correlatore a QUALITA NEI SERVIZI SOCIO SANITARI LA CERTIFICAZIONE DELLA COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETA DI TREVISO a s Marika D Ambroso relatore prof sa Simonetta Simoni IL PIANO DI ZONA DA STRATEGIA AD OPERATIVITA IL CASO DI CHIOGGIA a s Veronese Claudia 1998 correlatrice prof sa Neve Elisabetta correlatore a L INTEGRAZIONE NEL LAVORO SOCIALE UTOPIA O REALTA a s Gelsomino Rosanna relatore prof sa Neve Elisabetta 1998 per la SCUOLA REGIONALE PER OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE di Milano assistenti sociali 1984 1991 ADOLESCENZA E DISADATTAMENTO ESPERIENZE IN UNA REALTA LOCALE a s Bossi Monica e Maggi Monica 1983 1984 IDENTIKIT DI UN DISTRETTO a s Prandini Paola Salari B Sassi P 1985 1986 ALBA SUI RAMI NUDI DAL MANICOMIO ALLA COMUNITA TERAPEUTICA a s Gottardi M Zani M 1984 1985 VECCHIAIA E SOCIETA LA POLITICA DEI SERVIZI TRA RAZIONALIZZAZIONE E RINNOVAMENTO a s Pennati F Galbusera A 1984 1985 IL SERVIZIO SOCIALE OSPEDALIERO TRA AUTONOMIA E DIPENDENZA a s Bianchi Claudia 1987 1988 DISTRETTO SOCIO SANITARIO E MALTRATTAMENTO INFANTILE PROBLEMI DI RILEVAZIONE E DI INTERVENTO INTEGRATO a s Allocca Lucia 1989 DISTRETTO SOCIO SANITARIO E GIOVANI LINEE PER UN PROGETTO a s Mapelli Stefania 1989 DALL OSPEDALE PSICHIATRICO ALLE COMUNITA TERAPEUTICHE ANALISI DI ALCUNE ESPERIENZE a s Sondrini Cristina 1989 L INTEGRAZIONE LAVORATIVA DEL PORTATORE DI HANDICAP INTELLETTIVO UN ESEMPIO DI INTERVENTO a s De Palma Anna 1989 PROBLEMA DROGA SISTEMA ISTITUZIONALE E OPERATIVO RISPONDONO a s Trudu Tiziana 1990 SONDE NEL DISAGIO SOCIALE UN PROGETTO DI PREVENZIONE A BRUGHERIO a s Sirtori Raffaella 1990 L OPERATO DELL ASSISTENTE SOCIALE ALL INTERNO DEL NUCLEO OPERATIVO TOSSICODIPENDENZE a s Bosisio Maria Cristina 1990 DALLA PSICHIATRIA ALLA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE ANALISI DI UN PERCORSO CULTURALE NELL ESPERIENZA DI TERRITORIO tesi di convalida presso l Università Cattolica Scuola per assistenti sociali a s Buscetti Cristina 1990 SISTEMI OPERATIVI NELLA PSICHIATRIA L ESPERIENZA DEL SERVIZIO PSICO SOCIALE DI PONTE S PIETRO a s Rinaldi Stefano 1991 QUALI SERVIZI DI FRONTE ALLA MORTE UN ESPERIENZA NELL USSL n 57 a s Facchinetto Elena 1991 ADA ASSISTENZA DOMICILIARE AIDS ANALISI DI UNA ESPERIENZA a s Veronese Elisa 1991 per la SCUOLA REGIONALE PER OPERATORI SOCIALI DEL COMUNE di Milano educatori professionali 1989 1991 SERVIZI PER L HANDICAP UN CONFRONTO FRA ITALIA E SVIZZERA educatore professionale M Caprifoglio 1994 L HANDICAP E IL LAVORO QUALE REALTA E QUALI INTERVENTI e p Filipazzi Alba 1989 per la SCUOLA SUPERIORE DI SERVIZIO SOCIALE E N S I S S di Milano 1972 1976 LA FAMIGLIA E I PROBLEMI DEL SUO SUPERAMENTO tesi di gruppo 1972 RICERCA TEORICO PRATICA SULLA ORGANIZZAZIONE DELLA CITTA E I BISOGNI SOCIALI tesi di gruppo 1972 1973 RICERCA TEORICO PRATICA SUI PROBLEMI DELL ASSISTENZA PSICHIATRICA DALLA ESCLUSIONE NEGLI ISTITUTI ALLA PREVENZIONE SUL TERRITORIO tesi di gruppo 1972 1973 ESPERIENZE DI LAVORO IN ALCUNI SETTORI DEL CENTRO MEDICO PSICO PEDAGOGICO DEL COMUNE DI COMO tesi di gruppo 1973 1974 CITTA E SERVIZI ALCUNE ESPERIENZE NEL COMUNE DI COMO tesi di gruppo 1975 1976 8 PUBBLICAZIONI 1982 2007 a LIBRI Politica dei servizi sociali Strutture trasformazioni legislazione prefazione di E Ranci Ortigosa Carocci Faber Roma 2001 p 498 La qualita nei servizi socio sanitari processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA Carocci Faber Roma 2002 p 200 il volume è scritto in collaborazione con Bianchi Marisa e Quaia Luciana Politica dei servizi sociali Manuale di formazione istituzioni e aree di intervento La Nuova Italia Scientifica Roma 1988 p 230 L unita socio sanitaria locale nella Regione Lombardia Edizioni Simone Napoli 1986 pagg 198 b SAGGI ed ARTICOLI pubblicati in libri e riviste tecnico professionali alcuni di questi articoli sono scaricabili da questa pagina Web Pubblicazioni di Paolo Ferrario 2007 Assetti istituzionali dei servizi Seminario di approfondimento Provincia di Milano Affari sociali docente P Ferrario marzo aprile 2007 vedi Programma Paolo Ferrario Riflessioni in tema di tempo che resta e sviluppo delle istituzioni della medicina 2006 Paolo Ferrario Trasformazioni legislative e amministrative dei poteri e politiche dei servizi sociali in AA VV I Piani di zona come strumento di integrazione le sfide per il terzo settore Auser Biblioteca Milano 2006 p 47 59 2005 Paolo Ferrario voce Servizi sociali in Dizionario di servizio sociale a cura di M Dal Pra Ponticelli Carocci Faber Roma 2005 p 577 585 Il saggio integra il libro Politica dei servizi sociali Carocci Faber in particolare il capitolo 4 paragrafi 4 1 e 4 2 Paolo Ferrario Gli attori e la rete dei servizi in Costruire l integrazione sociosanitaria a cura di G Bissolo e L Fazzi Carocci Faber Roma 200 p 61 76 Il saggio integra il libro Politica dei servizi sociali Carocci Faber in particolare il capitolo 4 paragrafi 4 1 e 4 2 Paolo Ferrario Le politiche sociali e legislative per gli anziani nel sistema dei servizi italiano in Anziani e sistemi di Welfare Lombardia Italia Europa a cura di Carla Facchini Franco Angeli pagg 117 180 Il saggio integra il libro Politica dei servizi sociali Carocci Faber 2001 in particolare il Cap 10 p 459 493 Intervista di Fausta Clerici a Paolo Ferrario I medici di famiglia e i servizi comunali Spi Insieme Como n 6 dicembre 2005 2003 Ferrario Paolo Diritti in diaspora in Narcomafie n 11 2003 p 19 20 in formato html Ferrario Paolo Diritti in diaspora in Narcomafie n 11 2003 in formato Pdf Paolo Ferrario Le politiche legislative per la popolazione anziana fra Stato Regioni ed Enti Locali in I luoghi della cura n 2 2003 p 7 16 Cic Edizioni Internazionali in formato Pdf Ferrario Paolo I Livelli essenziali di assistenza nei servizi sociosanitari la recente storia legislativa in Prospettive sociali e sanitarie n 15 16 17 2003 p 21 23 in formato Pdf Ferrario Paolo Politiche legislative e popolazione anziana nello stato italiano in Facchini Carla cur Anziani e rete dei servizi mutamento demografico politiche legislazione territorio residenzialità 3 volumi Provincia di Milano Settore alle Politiche sociali Milano 2003 p 47 83 Ferrario Paolo La qualità dei servizi alla persona rielaborazione da un incontro con operatori e familiari presso Il CSE del Ceres Segrate 2003 Ferrario Paolo Bianchi Marisa Quaia Luciana La qualità nei servizi socio sanitari processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA Carocci Faber Roma 2002 Vai a al catalogo della Carocci Vai a Carocci Faber Vai a alle librerie che vendono libri Carocci 2002 Paolo Ferrario Dalla Legge 328 00 a oggi riforma costituzionale e Piano nazionale dei servizi sociali primo saggio in Prospettive sociali e sanitarie n 3 2002 pag 1 5 in formato Pdf Paolo Ferrario Dalla Legge 328 00 a oggi gestione dei servizi sociali e contratti di appalto gestione dei servizi sociali e accreditamento sociale secondo saggio in Prospettive sociali e sanitarie n 6 2002 pag 1 5 in formato Pdf Paolo Ferrario Dalla Legge 328 00 a oggi Integrazione sociosanitaria e distribuzione della spesa fra Comuni e Asl terzo saggio in Prospettive sociali e sanitarie n 12 2002 pag 12 17 in formato Pdf Paolo Ferrario Condizioni per un efficace processo programmatorio dei piani di zona in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 2 3 Marzo Giugno 2002 p 21 23 in formato Pdf Paolo Ferrario I servizi socio sanitari e le politiche amministrative dell accreditamento in Appunti sulle politiche sociali n 5 2002 a cura del Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati Ancona per informazioni www comune jesi an it grusol Ferrario Paolo Il ruolo programmatorio delle regioni nelle politiche per l infanzia e l adolescenza alla luce del modello offerto dalla legge 328 2000 Il suo rapporto con la Legge 285 e le altre leggi di area sociale relative ai minori relazione al 1 Seminario Nuovo quadro di riferimento normativo e programmazione legge 285 1997 Firenze Istituto degli Innocenti 1 2 Ottobre 2002 Ferrario Paolo Evoluzione delle politiche sociali e delle professioni socia li in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 2 3 Marzo Giugno 2002 p 6 8 Ferrario Paolo Politica dei servizi sociali Strutture trasformazioni legislazione Carocci Editore Roma 2001 p 498 I g rafici e le mappe del libro Politica dei servizi sociali Testi integrativi dei capitoli 4 e 5 successivamente al 2000 vai a Saggi sulla Legge 328 2000 pubblicati su riviste Vai a al catalogo della Carocci Vai a Carocci Faber Vai a alle librerie che vendono libri Carocci 2001 Ferrario Paolo Riforma dei servizi sociali il ruolo delle Regioni in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 6 2001 p 11 13 Ferrario Paolo Rassegna legislativa in Prospettive sociali e sanitarie n 6 2001 pag 18 21 Ferrario Paolo Politiche per la famiglia traccia sugli orientamenti legislativ i in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 1 2001 pag 24 26 Ferrario Paolo Sistema di protezione sociale della famiglia nella legislazione attuale in La famiglia come risorsa Dossier del Corso di formazione per operatori del pubblico e del privato sociale Quaderno n 7 Provincia di Milano Servizio alla Famiglia e alla Persona Cooperativa Farsi Prossimo Milano p 22 51 Ferrario Paolo Politica dei servizi segnalazioni normative Profilo professionale degli operatori sociosanitari OSS in Prospettive sociali e sanitarie n 7 2000 p 20 Paolo Ferrario Rapporto editoriale su SVILUPPO DEL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIALI FORMAZIONE DI BASE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEGLI OPERATORI per l editore Carocci 2001 Ferrario Paolo Politica dei servizi sociali Strutture trasformazioni legislazione prefazione di E Ranci Ortigosa Carocci Editore Roma 2001 p 498 2000 Ferrario Paolo Riforma dei servizi sociali l assetto istituzionale in Prospettive sociali e sanitarie n 20 22 2000 p 22 25 Ferrario Paolo Riforma dei servizi sociali l assetto istituziona le in Oltre l assistenza conoscere la riforma a cura di Ranci Ortigosa E e Rampi F CGIL Sindacato pensionati della Lombardia Milano 2000 p 127 133 Ferrario Paolo Rassegna legislativa Commento ad alcune leggi socio sanitarie statali e regionali emanate nel 1998 e nel 1999 in prospettive sociali e sanitarie n 8 2000 pag 16 20 Ferrario Paolo Sistema di protezione sociale della famiglia nella legislazione attuale relazione per la cooperativa sociale Punto M Provincia di Milano Settore Politiche sociali Ferrario Paolo La valutazione di qualità nei servizi sociali resoconto di una esperienza di formazione Ottobre Dicembre Provincia di Milano Settore Politiche sociali Unità operativa formazione 2000 1999 Ferrario Paolo Politiche legislative e persone anziane sviluppo dei servizi in Movi fogli di informazione e di coordinamento n 2 3 1999 pag 8 15 Ferrario Paolo Rassegna legislativa commento ad alcune leggi socio sanitarie statali e regionali emanate nel 1998 e nel 1999 in Prospettive sociali e sanitarie n 9 1999 p 17 20 n 20 1999 p 18 21 Ferrario Paolo La valutazione di qualita nei servizi sociali resoconto di una esperienza di formazione prima edizione Provincia di Milano Settore Politiche sociali Unità Operativa Formazione Gennaio 1999 Ferrario Paolo La valutazione di qualita nei servizi sociali resoconto di una esperienza di formazione seconda edizione Provincia di Milano Settore Politiche sociali Unità Operativa Formazione Settembre 1999 1998 Ferrario Paolo Rassegna legislativa Commento alle leggi socio sanitarie regionali emanate nel 1997 in Prospettive sociali e sanitarie n 3 1998 p 17 19 Ferrario Paolo Rapporto sullo sviluppo del sistema dei servizi sociali e sull aggiornamento professionale degli operatori per la casa editrice Carocci di Roma 1998 p 37 Ferrario Paolo Prefazione al volume Dentro il fare e il sapere la formazione dell ausiliario socio assistenziale a cura della Provincia di Brescia Assessorato servizi alla persona Formazione e servizi Quaderno n 11 1998 p 5 10 Ferrario Paolo Rassegna legislativa Commento alle leggi socio sanitarie statali emanate nel 1997 in Prospettive sociali e sanitarie n 11 1998 p 15 20 Ferrario Paolo Assetti istituzionali dei servizi in trasformazione la legislazione della regione Lombardia in Appunti sulle politiche sociali n 4 1998 bimestrale del gruppo di solidarietà Moie di Maiolati Ancona p 11 17 Il percorso di approvazione del Primo Piano di zona delle Asl della Provincia di Rovigo 1997 1997 Ferrario Paolo Servizi sociali e riorganizzazione del servizio

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  • PATTO DI ACCREDITAMENTO
    predisposto materiale informativo Carta dei Servizi a disposizione dell utenza che specifichi tipologia delle prestazioni erogate nell ADI livelli di responsabilità orari di erogazione dei servizi aspetti etici ecc 1 3 E applicata la Legge 675 96 con registrazione del consenso alle cure trattamento dei dati 1 4 E applicato il DLGS n 81 del 9 4 2008 2 Struttura organizzativa 2 1 E definita ed esplicitata l organizzazione della struttura i livelli di responsabilità ruoli e funzioni i meccanismi operativi di funzionamento orari del servizio 2 2 E attivata una sede operativa segreteria organizzativa accessibile sia direttamente che telefonicamente con linea telefonica dedicata in fascia oraria diurna minimo orario d ufficio 2 3 E definita l articolazione del servizio di assistenza domiciliare che deve garantire ampia copertura settimanale ed oraria diurna da norma 7 giorni la settimana dalle ore 8 alle ore 20 per tutti i giorni dell anno Non è prevista sospensione dell attività es periodi feriali seppure per periodi limitati La riduzione dell attività nei periodi feriali mesi estivi e festivi festività deve essere preventivamente comunicata all ASL per parere e deve prevedere le modalità di tutela della continuità assistenziale per l utenza in carico 3 Gestione delle risorse umane 3 1 E adottato un documento nel quale sono definiti la disponibilità di personale in termini numerici per ciascun profilo professionale i titoli di studio la qualifica professionale e posizione funzionale la posizione rispetto alle cause d incompatibilità gli orari di presenza in servizio del personale le modalità di inserimento operativo del personale di nuova acquisizione Per ogni figura professionale deve essere chiaramente identificato e definito il ruolo all interno dell organizzazione 3 2 Per la peculiarità dell assistenza domiciliare si richiede che le prestazioni sanitarie siano erogate da professionisti abilitati ad operare in completa autonomia Sono pertanto esclusi dal personale deputato all assistenza sanitaria infermieristica o fisioterapica gli infermieri generici i massaggiatori e massofisioterapisti i laureati in scienze motorie 3 3 Il personale dedicato a funzioni di coordinamento o di dirigenza non può svolgere contemporaneamente la stessa funzione presso società accreditate tra loro competitive 3 4 E predisposto un piano di formazione aggiornamento del personale con indicazione del responsabile corsi gestiti dall ente e o piani formativi proposti dall Asl 3 5 Il personale deve esporre il badge di identificazione quando opera al domicilio dell utente 3 6 L Ente accreditato predispone e invia all ASL un elenco degli operatori domiciliari corredato delle loro firme e sigle onde consentirne l identificazione sulla documentazione reportistica Pai corrispondenza ecc 3 7 Ogni variazione della dotazione organica dimissioni assunzioni viene prontamente comunicata alla ASL 3 8 E d obbligo la stipula di polizze assicurative relativamente a Responsabilità Civile verso Terzi RCT e Responsabilità Civile per prestatori d opera RCO 4 Gestione sistema qualità 4 1 E individuata una struttura organizzativa che preveda la funzione di relazione con il pubblico la gestione dei reclami e un Responsabile Sanitario Direttore Sanitario che presiede alle attività sanitarie e di valutazione e miglioramento

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