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  • C. Jadecola, San Biagio Saracinisco: l’anniversario fantasma
    momento che sarebbero molti ma molti di più di centocinquanta gli anni sulle spalle della caratteristica località montana essendo la sua origine addirittura collegata a un villeggio protostorico In realtà quello che si intendeva festeggiare non era la nascita di quel Comune che peraltro data la sua posizione fortemente strategica dovette avere un qualche ruolo nelle guerre tra romani e sanniti ma più semplicemente ricordare la sua nuova denominazione a seguito dell avvenuta Unità nazionale appunto all incirca un secolo e mezzo fa Se certe distanze abissali ma forse meglio sarebbe dire siderali non si frapponessero fra chi è impegnato si fa per dire in politica e una sempre più sparuta pattuglia di soggetti interessata alla ricerca storica locale forse una siffatta figura barbina la si sarebbe potuta evitare Anche perché è più di un anno ormai che ha visto la luce l interessante lavoro di Gaetano de Angelis Curtis su Le variazioni della denominazione dei comuni dell alta Terra di Lavoro variazioni finalizzate a superare tutta una serie di omonimie e in gran parte attuate tra il mese di settembre del 1862 e quello di gennaio dell anno successivo Il caso di San Biagio fu invece un caso a parte Nel senso che gli amministratori di quel Comune non avevano adempiuto al disposto della circolare del ministero dell Interno del 28 giugno 1862 che appunto imponeva ai Comuni che si chiamavano allo stesso modo di eliminare l omonimia o modificando del tutto il nome o facendolo seguire da un suffisso Ma perché non c era stata l adesione Perché il vero nome del paese precisarono i suoi amministratori era San Biase e non già San Biagio Ma nemmeno per sogno ribatterono quelli del ministero con una ragguardevole nota 1 come ebbe a definirla il prefetto di Caserta Carlo Mayr il paese si chiama San Biagio come risulta dalle statistiche ufficiali 2 e per evitare che esso possa confondersi con San Biagio della Cima Imperia San Biagio Platani Agrigento e San Biagio di Callalta Treviso 3 il nome deve essere modificato Così come dovrà farsi se a San Biagio dovesse preferirsi San Biase dal momento che oltre ad un omonimo comune molisano c era anche quello di Sambiase in Calabria che poi nel 1968 sarebbe stato unito a quelli di Nicastro e di Sant Eufemia Lamezia per dar vita a Lamezia Terme Quando il 13 febbraio 1864 il consiglio comunale di San Biagio si riunì per deliberare in merito all unanimità però fece tutt altra cosa decidendo di non trovare a far aggiunzione al nome di questo Comune ma che continui a serbare la sua antica denominazione di S Biagio sotto cui venne edificato 4 Al ministero evidentemente cominciavano a mal sopportare tale comportamento Tuttavia con santa pazienza invitarono di nuovo gli amministratori del Comune montano ad attenersi alle disposizioni ricevute cosa che finalmente essi fecero con un successivo Consiglio comunale 1 maggio 1864 quando a San Biagio aggiunsero il suffisso Saracinisco Ma perché Saracinisco ovvero Saracenisco Non crediamo scrive

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  • V. Mattei, Il teatro nazionale di burattini dei Fratelli Ferrajolo.
    titolare di una piccola impresa di spettacolo iniziò a mettere in scena le proprie rappresentazioni Gli eccessivi costi di mantenimento della compagnia teatrale indussero Pasquale a convertirla in teatrino dei burattini Fu così che continuando a proporre gli spettacoli di teatro ma riadattandoli ai burattini iniziò nel 1880 la sua avventura di burattinaio Le persistenti difficoltà economiche lo indussero ad abbinare all attività teatrale la vendita di caramelle Questa scelta si rivelò vincente tanto che finì per rifornire numerosi bar del napoletano Ebbe l idea a Venezia dove vedendo preparare le caramelle veneziane ne rubò l arte e la esportò in tutta Italia Iniziò così il connubio fra lo spettacolo dei burattini e la vendita di dolciumi Sposato con Rosa Sabbetta ebbe nove figli quasi tutti inizialmente continuarono l attività paterna fino a quando attorno al 1920 rimasero solo Francesco e Salvatore che nel 1934 ereditarono l attività La loro avventura proseguì senza intoppi girando le piazze di tutta Italia fino alla scoppio della II guerra mondiale Finita la guerra nel 1950 Francesco che già dall età di otto anni affiancava il padre riprese l attività di burattinaio continuando a girare per l Italia e mettendo in scena il suo primo spettacolo a Sora Francesco 1905 1973 ebbe sette figli fra cui Pasquale il maggiore Vittorio Silvana ed Adriano tutti dediti all attività di burattinai Oggi di questa più che secolare attività di maestri burattinai continuano a girare l Italia cinque differenti teatrini dei fratelli Ferrajolo e cioè quelli di Mario e Tiziana figli di Vittorio quello di Francesco figlio di Pasquale quello di Silvana e quello di Adriano che da sempre fa tappa a Cassino Fu nel 1960 che Adriano Ferrajolo diresse il suo primo spettacolo in città ma già da prima della guerra con il nonno e con

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  • A. Letta, Una Messa per le prime vittime di guerra a Cassino
    a Cassino ma idealmente per ricordare tutte le vittime del territorio anche perché quel primo bombardamento non provocò la morte di persone solo di Cassino ma pure di persone dei paesi circostanti che stavano raggiungendo il loro posto di lavoro nella città come ad esempio Ferdinando Soave di Cervaro classe 1909 ferroviere frenatore padre di tre figli che fu colpito da una scheggia in località Quinto ponte mentre in bicicletta si dirigeva verso la stazione ferroviaria Oltre al centinaio di vittime ha voluto ricordare De Angelis Curtis il bombardamento provocò il ferimento di moltissime altre persone Alcune hanno portato per tutta la loro vita i segni indelebili di quel bombardamento È stato il caso ad esempio di Immacolata Bianchi sorella di don Pietro monaco benedettino a Cava dei Tirreni e a Montecassino di cui si è occupato qualche anno fa il periodico della nostra diocesi Presenza Cristiana E dopo aver tracciato il profilo biografico v riquadro De Angelis Curtis ha concluso È giusto allora che in questo giorno di memoria la sua città la ricordi e che un pensiero affettuoso giunga a lei che da 71 anni porta impressa nel corpo e nell anima la tragedia di Cassino Subito dopo sono stati letti uno ad uno i 67 nominativi rintracciati delle oltre cento vittime innocenti di quel 10 settembre 1943 Un elenco lungo e triste più eloquente di ogni discorso soprattutto se si considera il caso di tre famiglie De Cesare Panaccione e Rossi che tragedia nella tragedia persero in una sola volta rispettivamente sei quattro e tre figli e se si considera l età media delle vittime su 67 solo 7 superano i 50 anni e tra loro figura addirittura un bambino di un giorno di vita Al termine della celebrazione la mesta assemblea toccata nel profondo si è sciolta ma sembrava che tutti facessero fatica a lasciarsi per il desiderio di stare ancora insieme legati da quei terribili ricordi Immacolata Bianchi Il suo nome non è da annoverare tra i morti perché è vivente ultranovantenne e da 70 anni vive a Roma presso l Istituto San Pio X dell Opera femminile Don Guanella a San Pancrazio curata dalle suore Figlie di Santa Maria della Provvidenza Si chiama Immacolata Bianchi rimasta inferma da quel tragico giorno Immacolata aveva 22 anni quel 10 settembre 1943 e quella mattina si trovava nella casa privata dove lavorava Rimasta parecchie ore sepolta sotto le macerie fu salvata dalla tenacia di uno zio che sentendo i suoi lamenti scavò con le mani sotto le macerie fino a liberarla Nonostante le gravissime infermità che l hanno costretta a vivere sempre nell Istituto Don Guanella e per gran parte del tempo in carrozzella Immacolata è divenuta un punto di riferimento per le stesse Suore dell istituto per il suo carattere disponibile e mansueto e per il suo incessante attaccamento alla preghiera Immacolata che il 29 novembre ha compiuto 93 anni passa la sua giornata pregando continuamente affermando sempre che la sua vita nonostante le continue sofferenze

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  • ELENCO DEI SOCI 2014
    Coia Marisa Cassino Coreno Giuseppe Minturno Corradini Ferdinando Arce Corsetti Silvia S Angelo in Theodice Cossuto Ernesto Cassino D Agostino Ivonne Cassino D Angio Antonio Roma D Avanzo Giuseppe Cassino D Ermo Orlando Cassino D Orefice Giovanni Cassino De Angelis Curtis Gaetano Cervaro De Rosa Francesco Cassino Del Foco Oreste Cassino Del Greco Armando Cassino Del Greco Bernardino Caira Cassino Delfino Miele Rea Silvia Cervaro Dell Ascenza Claudio Cassino Di Blasio Anna Maria Cassino Di Cicco Sabatino Valleluce Di Cioccio Luigi Castrocielo Di Giorgio Francesco Pignataro Int Di Lonardo Michele Cassino Di Mambro Benedetto S Elia F Rapido Di Manno Mario Cassino Di Meo Franco Caira Cassino Di Murro Felice Garbagnate Milanese Di Placido Bruno Cassino Di Sotto Grimoaldo Aquino Di Vito Erasmo Cassino Di Vito Fiorella Frosinone Eramo Donata Alvito Fardelli Mafalda Caira Cassino Fardelli Marina Caira Cassino Fardelli Marino Cassino Fargnoli Giandomenico Roma Fargnoli Giovanni Cassino Fargnoli Lucia Roma Ferraro Antonio Grazio Cassino Galasso Franco S Vittore del Lazio Gallozzi Arturo Cassino Gargano Domenico Cassino Gentile Giuseppe Cassino Gigante Stefania Cassino Granai Gioconda Cassino Grincia Antonino Aquino Grossi Peppino Cassino Grossi Tommaso Cassino Iannaci Luciano Latina Ianniello Piero Prato Jadecola Costantino Aquino Lanni Gianpiero Cassino Lena Fabrizio Cassino Lena Gaetano Cassino Leonardi Velleda Roma Lollo Domenico Alvito Maddalena Claudio Cassino Mangiante Alberto Caira Cassino Mangiante Chiara Caira Cassino Mangiante Marco Caira Cassino Marandola Remo Cassino Mariani Antonio Cassino Mariani Domenico Cassino Marrocco Vincent Chaponost Francia Mastrojanni Raffaele Roma Mattei Marco Cassino Mattei Valentino Cassino Mazzarella Alessandra S Angelo in Th Mazzola Silvio Alvito Meglio Lucio Sora Miele Bruno Cassino Miele Marcello Cassino Miele Pietro Cassino Miele Pietro Caira Cassino Molle Carlo Roccasecca Monaco Donato Cassino Montanaro Antonio Cassino Montanaro Pasquale Lino Villa S Lucia Monteforte Umberto Cassino Morigine Diego Cassino Morone Alceo Cassino Nardone Silvestro Caira Cassino Netti

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  • PUBBLICAZIONI CDSC
    in Theodice Le radici della nostra terra 2005 Giovanni Petrucci Padre Leonardo Palombo da Sant Elia Fiumerapido 1877 1938 2005 Giovanni Petrucci Gli affreschi di S Maria Maggiore in Sant Elia Fiumerapido 2005 Giuseppe Di Fazio Sant Angelo in Theodice Da un passato tranquillo alla tragedia della guerra 2005 Maurizio Zambardi San Vittore del Lazio a sessant anni dalla guerra Album delle celebrazioni 2005 Cassino e Montecassino nelle antiche stampe Calendario 2006 2006 Alessandrina De Rubeis Scuola e istruzione in Val di Comino nel XIX secolo 2006 AA VV S O S Disagio Lavori in corso Esperienze con e per gli adolescenti 2006 Luigi Serra I diritti di passo nel Regno di Napoli e le tariffe su pietra nel Molise 2006 Emilio Pistilli I confini della Terra di S Benedetto dalla donazione di Gisulfo al sec XI 2006 Marco e Valentino Mattei Enrico Toti l eroe originario di Cassino 2006 Emilio Pistilli Il teatro Manzoni di Cassino dal vecchio Teatro alla sala Polivalente 2007 Erasmo Di Vito Dalla RIV alla SKF 1956 2006 I primi 50 anni a Cassino Storia di sviluppo industriale e mutamento sociale 2007 Antonio Grazio Ferraro Cassino dalla distruzione della guerra alla rinascita nella pace Una esperienza che si fa memoria 2007 Giuseppe Gentile Provincia di Cassino cinquant anni di proposte istitutive 1956 2006 2007 Emilio Pistilli Le chiese di Cassino Origini e vicende 2007 Sergio Saragosa Il catasto onciario di Caira 1742 2007 Giovanni Petrucci La frazione Olivella in Sant Elia Fiumerapido 2007 Costantino Jadecola Il paese dei bracciali Aquino tra Settecento e Ottocento secondo i catasti onciario 1752 e murattiano 1812 2008 La vecchia funivia di Cassino 1930 1943 Dal progetto alla distruzione 2008 Emilio Pistilli a cura di Il Martirologio di Cassino 2a ediz aggiorn ed emendata 2008 Giovanni Petrucci Il Santuario di Casalucense in Sant Elia Fiumerapido 2009 Elfisio Miele La grotta dei pipistrelli Un bambino nella bufera della guerra a cura di Stefania Pinchera 2009 Antonio Grazio Ferraro Cassino La ricostruzione e la politica per la pace 2009 Francesco Di Giorgio Giuseppe Gentile La FIAT e gli anni di piombo in provincia di Frosinone 2009 Emilio Pistilli Il privilegio di papa Zaccaria del 748 Alle origini della signoria cassinese 2009 Dal Teatro Manzoni al Cinema Teatro Arcobaleno cento anni di spettacoli cinema ed eventi a Cassino 2010 Giovanni Petrucci a cura di Angelo Santilli 1822 1848 tra impegno politico e culturale 2010 Domenico Cedrone a cura di Gli ebrei internati a San Donato V C FR 1940 1944 Accoglienza e solidarieta 2010 Giuseppe Gentile Un testimone della ricostruzione di Cassino Quando giocavamo dentro corte 2011 Mario Alberigo Ildefonso Rea abate ricostruttore 2011 Robert Schomacker Quanto si sa di un passato ebraico a Cassino Spunti per l apertura di una storia mai ricercata 2011 Franco Di Giorgio Alle radici della gastronomia della Terra di Lavoro L antica cucina di una provincia che non c e piu 2011 Emilio Pistilli a cura di Pier Carlo Restagno 11 11 1966 11 11 2011 nel

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  • EDITORIALE
    competenti prefettura ministero dell Interno nonché sollecitarle e sensibilizzarle Proprio per documentare e avvalorare la richiesta di concessione della Medaglia d Oro al Merito Civile il CDSC Onlus ha inteso allestire una mostra di immagini e filmati incentrata su aspetti di vita sociale e denominata Cassino 1944 1954 Le prime fasi della ricostruzione attraverso la stampa nazionale e internazionale e le fotografie d epoca di cui l articolo a firma di Emilio Pistilli offre un ampio resoconto I ventitré pannelli esposti di cui diciassette di riviste italiane e straniere e i sei tematici e i filmati a ciclo continuo proiettati utilizzando il linguaggio diretto dell immagine hanno offerto ai visitatori la possibilità di rendersi conto immediatamente della difficile e drammatica situazione che quelle popolazioni dovettero affrontare e superare nel primo decennio della ricostruzione affinché dalla Cassino città morta dalla Cassino città sacrificata e dalla Cassino città martire si potesse giungere finalmente ad affermare che la vita ha vinto a Cassino e che da quel mare di macerie lasciate dalla guerra rinascesse la città assieme a tutti i centri del territorio uniti in quel tragico destino La mostra nella quale sono stati esposti materiali provenienti dalle collezioni private di Alberto Mangiante in gran parte e di Giandomenico Fargnoli cui va il sincero ringraziamento di tutto il CDSC Onlus per aver voluto mettere a disposizione tale pregevole e rara documentazione è stata molto apprezzata e ha avuto un ampio successo di pubblico Lo dimostrano le oltre seicento firme apposte nel Registro delle presenze ma i visitatori sono stati quasi il doppio compresi polacchi neozelandesi inglesi americani ecc lo dimostrano le seicento copie del Catalogo della mostra stampate e andate esaurite Una delle manifestazioni organizzate per celebrare il settantesimo tenutasi il 17 maggio 2014 ha riguardato l intitolazione a Wladislaw Anders dello slargo

    Original URL path: http://www.studicassinati.it/db1/jupgrade/index.php/archivio/96-anno-xiv-n-2-aprile-giugno-2014/1003-editoriale (2015-03-19)
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  • M. Zambardi, Antica cisterna di età romana riutilizzata come “fossa
    pari a circa 4 85 metri L ambiente è diviso in tre parti da due setti murari trasversali quello più a nord ovest è di 3 80x5 40 metri quello centrale di 3 85x5 45 metri il terzo 5 50x3 85 metri Tutti e tre gli ambienti presentano in corrispondenza della chiave di volta delle piccole botole di forma quadrata chiuse da appositi blocchi calcarei poggiati superiormente Le pareti che delimitano l intero ambiente e la volta di copertura sono realizzate in opera cementizia e in alcuni punti sono riconoscibili ancora le impronte delle palanche della cassaforma I due setti murari trasversali spessi 60 centimetri sono realizzati invece in opera incerta La parete sud ovest di terrazzamento contiene un foro circolare foderato da due coppi in laterizio affrontati che attraversa tutto lo spessore del muro e che consentiva grazie ad altri fori l areazione della cisterna Sulla facciata esterna della stessa parete al di sopra del foro di aerazione si conserva un lacerto di paramento in opera incerta lungo 3 60 e alto 0 50 metri formato da scapoli calcarei di dimensioni medie pari a 13x20 cm Nella parte alta dei muri trasversali la malta di giunzione presenta delle doppie e triple striature a stecca che sembrano accentuare la tessitura dell opera incerta ma la cui funzione va ricercata nell assicurare una migliore aderenza di un eventuale intonaco che vi veniva sovrapposto Entrambe le parti inferiori dei muri trasversali presentano ampie zone divelte proprio in corrispondenza di quelli che dovevano essere i due passaggi centrali che mettevano in comunicazione le tre camere L interno della struttura non presenta nessun tipo di intonaco ciò tenderebbe a mettere in dubbio la sua funzione di cisterna ma la compattezza dell opera cementizia che di per sé rende impermeabili gli ambienti e l assenza di aperture laterali portano a sostenere l ipotesi che la grossa cavità ipogea doveva fungere proprio da contenitore deposito per acqua L esistenza in questo luogo di una villa7 di un certo rilievo databile tra la fine della Repubblica e il tardo Impero è in pieno accordo con il contesto ambientale di questo settore di territorio nonché con il suo assetto topografico in antico Si tratta infatti di un area particolarmente favorevole dal punto di vista morfologico in quanto caratterizzata da un ampio pianoro soprelevato rispetto ai terreni circostanti ad accogliere le strutture di un articolata struttura edilizia disposta a sud e al contempo protetta e ventilata Va precisato che poco più a valle passava la diramazione della Via Latina che staccandosi dal sito di Ad Flexum presso San Pietro Infine raggiungeva Venafrum8 L individuazione di tale insediamento sopraelevato ma non di molto apporta un interessante esempio di criterio insediativo adottato in aree di pianura in prossimità di torrenti o fiumi dove la fertilità dei terreni è maggiore risolvendo nel contempo le problematiche dovute all impaludamento e ristagno delle acque superficiali9 Le foto e i disegni sono dell autore 1 Cfr M Zambardi Ville rustiche e insediamenti produttivi residenziali di

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  • M. Ottaviani, La Pesach del popolo eletto.
    ecc Con pazienza e cura rinnova le asperità sulla superficie del palmento con la bocciarda quindi con la tocchia rifà le scanalature della pietra stessa Stessa operazione viene compiuta sul secondo palmento si risistemano le macine e la mola è pronta a macinare Ogni anno la Comunità Ebraica invia ad Anitrella una persona di fidata correttezza morale generalmente un rabbino controllore masghia a sovrintendere alla molitura della farina Quest anno a controllare le fasi di macinazione del grano di confezionamento dei sacchetti della loro sigillatura e invio alle Comunità è stato scelto Franco Efrati di Roma Con lui per saperne di più nel marzo scorso ho avuto questo colloquio D Questa conversazione vuole mettere in luce i caratteri distintivi della Pasqua ebraica la Pesach Vuole illustrarli R Cosa vuole sapere D Vorrei capire la Pasqua ebraica e penso che bisogna risalire a Mosè e alla fuga dall Egitto Esodo 12 R Gli Ebrei non sapevano che dovevano uscire dall Egitto Avevano impastato la farina con l acqua e questa doveva lievitare il giorno dopo ma sono fuggiti nella notte e sono stati costretti a portare con loro la pasta non lievitata In ricordo di questo avvenimento ogni anno gli ebrei usano gli azzimi cioè cibi con farina non lievitata D La Pasqua ebraica è legata alla primavera alla farina al pane azzimo quindi lei ha già risposto alla mia domanda In questo momento cruciale della nostra civiltà nel quale l inquinamento è diffuso le tradizioni ebraiche in che modo concorrono al ritorno ad una vita sana R È il cashèr la vita più sana che vi sia è il cashr Cashèr vuol dire controllato cibo controllato Tutte le cose che si mangiano vengono controllate pane vino formaggi carne ecc La carne per esempio viene sciattata C è il maestro che

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