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  • ri-leggiamo Montecassino 1944: il saccheggio tra le macerie
    che i commensali dovevano indossare la divisa dell Ordine Ed infatti gli invitati sedettero a tavola indossando pianete e piviali Si mangiò si bevve si cantò tutta la notte Al mattino quando i banchettanti dovettero partire uscirono di casa indossando ancora i sacri indumenti e così vestiti si misero in viaggio Una busta che allego con l indirizzo del Maggiore Boehmler potrebbe forse dare un indizio per ricerche in proposito Aggiungo pure una relazione di altri fatti verificatisi a Monte Cassino dopo la partenza dei tedeschi Recatomi a Montecassino il 27 maggio fui sollecitato dal Comando dei Polacchi che allora presidiavano il Monastero ad occuparmi subito presso le Autorità Alleate perché fosse provveduto alla custodia e vigilanza dell Abbazia poiché le truppe polacche avrebbero ben presto abbandonata la posizione per ulteriori impieghi Le pratiche in proposito iniziate fin dal 30 maggio presso la Commissione Alleata di Controllo sono state lunghissime ed irte di difficoltà Alla proposta di inviare a Montecassino un monaco della Badia di Cava si oppose più volte un assoluto rifiuto per ragioni di indole militare ma vennero date le più ampie e formali assicurazioni che un presidio militare sarebbe stato fissato sulle rovine dell Abbazia per impedire devastazioni e saccheggi Il progetto di inviare a Montecassino una squadra di nostri Genieri che vigilasse i ruderi ed intanto iniziasse i lavori di sgombero per ricuperare quanto ancora era salvabile trovò parere favorevole presso le Autorità Alleate per quanto ne venisse dilazionata l attuazione Maggiore comprensione e più sollecito intervento si poté ottenere dal nostro Comando Supremo e così il 20 giugno dopo quasi un mese di pratiche accompagnato dal Maggiore del Genio Martinengo e da un Padre della Badia di Cava potei tornare a Montecassino Nel medesimo giorno fummo raggiunti dalla squadra dei Genieri comandata dal S Tenente Molteni Lassù si ebbe subito l impressione che le promesse fatte dalle Autorità Alleate purtroppo erano state vane Da molti giorni i Polacchi avevano evacuato Montecassino e allora tra i resti sconvolti ed incustoditi vagavano molti soldati alleati in prevalenza Neozelandesi provenienti da un campo di riposo presso Arce che dappertutto frugavano ed asportavano via oggetti di ogni genere stoviglie argenteria arredi sacri pezzi di tarsìe e di mosaici intagli del coro Con un riso sardonico se non pure con un brutale rifiuto accampando esplicitamente i diritti della conquista rispondevano all invito fatto da me o dal Maggiore Martinengo di lasciare gli oggetti mal tolti Col Sig Maggiore Martinengo dovetti ripartire la sera del 20 giugno Rimasero a custodia del Monastero e con incarico di iniziare qualche lavoro di recupero il Padre Benedettino della Badia di Cava ed i Genieri italiani comandati dal S Tenente Molteni Le visite importune e rapinatrici continuarono ininterrottamente I soldati neozelandesi giungevano a frotte con badili picconi seghe e lampade elettriche per frugare anche i sotterranei più reconditi Il Padre ed i Genieri dovettero adoperare tutti i mezzi per salvare gli oggetti più in vista come i resti del coro spesso mutilati sotto i loro

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  • la DiaSpora Dei CaSSinati B. Congiustì, San Nicola da Crissa - 1944 Gli sfollati di Montecassino
    queste polverose carte d archivio che abbiamo potuto rinvenire qua e là appunti lettere circolari e nomi che vogliamo riportare a costo di essere prolissi sia per un doveroso omaggio verso le persone e sia per la speranza che qualcuno possa e voglia colmare le lacune della nostra ricerca I profughi sono arrivati nel nostro paese il 12 Giugno 1944 Commissario Prefettizio Dott Tommaso Tromby e nella seconda metà d Agosto erano già tutti andati via anche se a fine Luglio erano già ridotti a 22 persone in 5 nuclei Pardi Neri Pacitto Del Maestro Della Guardia perché gli altri si erano allontanati per raggiungere clandestinamente i loro paesi di origine Nella seconda quindicina di Giugno 1944 erano assistiti dall E C A ben 13 nuclei familiari per un totale di 59 persone e tra questi ben 13 bambini sotto i dieci anni Solo in data 25 09 1945 il Prefetto con sua circolare telegrafica comunicava ai Comuni che era stato deciso il rimpatrio dei profughi a data riservata senza ulteriore preavviso Ai profughi andavano anticipati al momento della partenza generi tesserati per almeno 15 giorni e corrisposto il sussidio fino all ultimo giorno di permanenza ELENCO FAMIGLIE SFOLLATE l Sambucci Benedetto 18 02 1887 sposato Mattia Maria Piedimonte S Germano FR 11 componenti 2 Di Vetta Giovanni Cassino FR 5 componenti 3 D Aquanno Orazia Arpino FR 4 componenti 4 Evangelista Francesca Pignataro Interemna FR 2 componenti 5 D Aquanno Francesca Villa S Lucia FR 2 componenti Morta il 14 07 1944 a 75 anni 6 Pardi Roberto sposato Roscia Colomba Pontecorvo FR 3 componenti 7 Della Guardia Giovanni sposato Capezzone Maria Fontana Liri FR 6 componenti 8 Ventre Aurelio sposato Marandolo Ernesta Monte S Giovanni Camp FR 3 componenti 9 Neri Roberto sposato Assante Matilde Arnara FR 5 componenti 10 Pacitto Maria Teresa Arnara FR 1 componente 11 Del Maestro Giuseppe sposato Panaccione Francesca Monte S Giovanni FR 8 componenti 12 Spiridigliozzi Francesco sposato Derzi Francesca Arce FR 6 componenti 13 Capraro Maria Grazia Cassino FR 4 componenti ALLOGGI ALCUNI DEI QUALI REQUISITI Cilurzo Agata due stanze in via Roma per 3 persone Forte Filippo due stanze in vico IV Roma per 5 persone La Parrocchia mise a disposizione due vani Galati Rosa fu Stefano due vani Martino Raffaela fu Giovambattista due vani Marchese Elisabetta fu Rocco due vani La Confraternita del Rosario ospitò 8 persone Sambucci La Confraternita del Crocifisso 2 persone D Aquanno Mannacio Francesco 20 persone Di Vetta D Aquanno Orazia Capraro Della Guardia Iori Maddalena 8 persone Riccio Costantino 2 persone Condello Antonio 1 persona Marchese Rosa 4 persone e pagliericci Evangelista Durante Giovanna 5 persone Marchese Marta 5 persone Casa del Comune in via Alighieri 3 persone Durante Grazia 6 persone Corrado Giuseppe 8 persone Galati Giuseppe fu Bruno 4 persone Congiustì Marta 7 persone Don Domenico Durante 5 persone Bosco Emanuela 4 persone Albergo 3 persone Pardi HANNO FORNITO INDUMENTI PER DORMIRE Montagnese Teresa di Francesco Un pagliericcio vuoto Martino Lelio di

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  • A. Nardone, “Racconto di tempi vissuti che paion sognati”
    tratti melmosamente sinistra Superata la palude sostammo per riprendere fiato e coraggio tanto più che le persone valide avevano dovuto portare sulle spalle anche gli anziani i bambini e qualche malato specie nei punti dove l acqua era più profonda Intanto s era fatto giorno pieno e gli spari s udivano di rado ed alle spalle Nel pomeriggio giungemmo a S Antonino dove fummo accolti dalla gente del luogo assai curiosa di sapere le novità La mia famiglia si sistemò in un paio di stanze d una casa posta sul ciglio d un torrente La situazione era tranquilla rispetto all inferno lasciato alla partenza Ma la tranquillità nelle zone d operazioni belliche specie a ridosso della prima linea di combattimento quando la resistenza delle opposte forze è dura e violenta è sempre sogno di tempesta inattesa da un momento all altro Infatti la mattina del 15 febbraio 1944 era una bella mattina solare con l aria limpida appena mossa da un venticello che non dispiaceva un assordante rombo di grossi motori si udì provenire intorno alle ore nove dalla parte di Mignano Montelungo Erano le formazioni delle famigerate fortezze volanti alleate che ben presto riempirono la valle del Rapido e del Liri del loro caratteristico rumore pesante conturbante inequivocabilmente mortale Esse giunte sulla cima di monte Cairo virarono a sinistra verso sud e sorvolata la cima di monte Castellone tranquille ed incuranti della martellante contraerea tedesca liberarono il loro diabolico carico di bombe che andarono a cadere dritte dritte sull abbazia di Montecassino E calme com erano venute se ne tornarono leggere e soddisfatte alle loro basi di partenza Le squadriglie degl infernali apparecchi si susseguirono per tutta la mattinata ed oltre fin dopo le tredici E ridussero la cima di Montecassino in un enorme colonna di fumo sembrava un vulcano in eruzione Insieme col fumo s innalzavano di quanto in quanto alte e flessuose fiammate che anche a distanza suscitavano grande paura Dopo le fortezze volanti giunsero i cacciabombardieri che fecero il resto con le loro micidiali bombe incendiarie A sera la sacra cima era tutta fumo e fuoco Il sole al tramonto faceva fatica a penetrare la spessa nube specie là dove essa era più densa Così l astro appariva ora come un enorme palla di fuoco sporca ora i suoi raggi penetrando lo strato meno denso e marginale della colonna di fumo assumevano un colore viola il cielo era in lutto per la morte di Montecassino fino a poco prima glorioso faro di civiltà e splendido tesoro di cultura Ci fu chi ebbe a dire di aver notato tra le volute di fumo e fiamme una grande croce sospesa nell aria appestata dalle tremende esplosioni Col pensiero fisso a Montecassino ed alla sua secolare cultura ognuno di noi dimenticò quel giorno d essere coinvolto nel furore della guerra ma nella grande vallata un acre odore d esplosivo bruciato volava nell aria irritando le narici dei precari viventi e richiamandoli alla tragica realtà La distruzione di Montecassino confermò

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  • E. Pistilli, Cassino: storia di una fontana. Quando il provvisorio diventa definitivo
    epoca fascista Ma andiamo con ordine In occasione del primo decennale della distruzione di Cassino 1944 54 in previsione delle grandi celebrazioni con la visita del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi si pensò di abbellire la Città Martire con un monumento che desse l idea della rinascita Il sindaco Piercarlo Restagno che aveva agganci un po dappertutto mise gli occhi su un deposito della stazione Tiburtina di Roma dove giacevano quasi abbandonati manufatti di pietra elementi di fontane monumentali che erano stati fatti prima della guerra pronti per essere spediti verso la Germania nell ambito della collaborazione tra Mussolini e Hitler La guerra impedì tale operazione e le pietre rimasero ammucchiate lungo una scarpata della stazione Tiburtina Non si sa per quali vie forse con la collaborazione del Ministero degli Interni mobilitato per le celebrazioni del decennale Restagno riuscì ad ottenere l autorizzazione a prelevare parte di quel materiale Una squadra costituita da tutti gli operai del Comune guidata da Antonio Vano allora funzionario dell Ufficio Tecnico fu lui stesso a fornire queste informazioni con un camion FIAT 42 nuovo di zecca guidato da Manlio Carlino si recò presso il deposito tiburtino e fece caricare gli elementi lapidei per una fontana quella appunto che tutti conosciamo Nella stessa occasione furono caricati per conto delle Ferrovie i pezzi di un altra fontana che fu installata all interno della stazione ferroviaria quella famosa per i pesci rossi La fontana del Comune doveva essere collocata dinanzi al palazzo comunale in piazza Restagno per le celebrazioni ma non si fece in tempo o non se ne ebbero i mezzi Fu perciò scaricata in altro luogo e solo più tardi rimontata nella sede di piazza Garibaldi La collocazione doveva essere provvisoria in attesa di una sistemazione al centro della città La monumentale fontana invece è

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  • O. Ciamarra, L’ospedale Gemma De Posis di Cassino
    Con questa qualifica rimase in vita fino al 1944 anno in cui l intera città e la famosa Abbazia di Montecassino furono rase al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale Con i diritti di ricostruzione dell istituto assistenziale nel 1958 rinacque ai piedi di Montecassino un piccolo ospedale generale di base di III categoria giustamente intitolato a Gemma De Posis1 la gentildonna del Medioevo che aveva donato a Cassino il suo primo ospedale L esigenza di più adeguate risposte ospedaliere ad una diffusa e crescente domanda di salute determinò un sollecito e consistente ampliamento del nuovo edificio due corpi di fabbrica laterali ne triplicarono l originaria dimensione consentendo la successiva attivazione di nuove divisioni ed ulteriori servizi Così ampiamente ristrutturato il Gemma De Posis in pochi anni divenne un ospedale di eccezionale prestigio nonostante tutte le difficoltà di una profonda crisi del sistema mutualistico in vigore Ente con autonoma personalità giuridica classificato come ospedale generale provinciale già nel 1970 riusciva a gestire più di 350 posti letto con i necessari servizi sanitari amministrativi economali e tecnici Era anche il presidio ospedaliero di riferimento per il sesto tronco dell autostrada Roma Napoli uno dei tratti più incidentati della rete nazionale Le divisioni ed i servizi in attività attestavano il non comune livello di complessiva qualificazione raggiunto pronto soccorso con astanteria medicina generale chirurgia generale pediatria con lactarium neonatologia e patologia immaturi ostetricia con nido e ginecologia con centro di sterilità coniugale geriatria unica divisione nel Lazio e rarissima in Italia con unità operativa di endoscopia digestiva oculistica con centro di oftalmologia sociale urologia nefrologia e dialisi sette letti bilancia anestesia e rianimazione tre letti speciali cardiologia e unità coronarica radiologia medicina nucleare per tutto il Basso Lazio laboratorio medico centro trasfusionale radioimmunologia in vitro e farmacia interna Quell ospedale aveva la straordinaria capacità di assicurare ricoveri e cure alle popolazioni della città dell intero Cassinate di numerosi altri Comuni del Lazio e dei territori campani e molisani di confine Una valenza operativa così vasta era dovuta al valore professionale dei primari e delle équipes mediche alla qualità delle prestazioni alla centralità del Cassinate e ad un antica gravitazione popolare non certo estranea all influenza dell Abbazia benedettina All attività d istituto si aggiungevano gli impegni per il regolare funzionamento di una scuola per infermieri professionali istituita nel 1972 e per il completamento dei corsi per tecnici di laboratorio medico e tecnici di radiologia medica Le necessarie lezioni teoriche e pratiche erano assicurate da un organizzato gruppo di medici e non medici dipendenti integrato da insegnanti esterni Il carattere sociale e sanitario dell impegno suscitava generale interesse anche per i costanti e consistenti riflessi occupazionali di giovani diplomati in buona parte appartenenti alle comunità del Cassinate I locali del Consiglio d Amministrazione di tutti gli uffici del servizio amministrativo centrale e della scuola infermieri erano collocati in un unico edificio in locazione nei pressi della stazione ferroviaria La carenza di spazi impedì anche l attivazione delle unità operative di istopatologia otorinolaringoiatria e

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  • C. Jadecola, Don Battista, parroco di Aquino a dieci anni dalla scomparsa
    sera del 23 Settembre 1993 quando nella Basilica Cattedrale Aquino lo salutò e lo ringraziò per quella lunga intensa e proficua attività al vertice della parrocchia che stava per passare di mano Giorni cupi quei giorni per lui Come quelli per Aquino quando lui passò a miglior vita Se nel periodo prebellico come Rettore del seminario aveva operato lavorando non poco affinché questa istituzione fosse all altezza di una consolidata tradizione fu specialmente in quello postbellico che egli manifestò per usare un espressione corrente le sue doti manageriali Ma anche un decisionismo che si concretizzò in una serie di iniziative e di realizzazioni che sintetizzare non è facile ma tra le quali non puó non evidenziarsi il recupero dell edificio del seminario dove trovarono momentanea ospitalità l asilo infantile la scuola media una sala cinematografica e poi l attività a favore dei bisognosi per conto dell opera diocesana di assistenza l istituzione di colonie estive la ricostruzione della Cattedrale la costruzione di un apposita struttura destinata ad asilo e di un altra la sala Giovenale da lui stesso ideata e progettata destinata a cinematografo l impulso per la rinascita della Schola cantorum il sostegno alla filodrammatica Religione e patria il monumento all Immacolata e quello a San Tommaso il Congresso mariano interdiocesano del 1959 eventi di vario genere che solitamente beneficiavano della presenza di importanti personalità laiche e religiose Il resto lo ricorda lui stesso in Aquino cinquant anni 1933 1983 tipografia Pontone Cassino pubblicato nella ricorrenza del mezzo secolo vissuto nella comunità aquinate di una copia del quale fece dono ad ogni famiglia E le ricorda quelle sue iniziative corredandole di tutte quelle informazioni e di tutti quei documenti che fecero da corollario alla loro pratica attuazione senza tralasciare le polemiche che talune di esse accompagnarono Tutto ciò si badi bene egli fece senza nulla togliere alla sua missione sacerdotale un ruolo svolto in maniera ineccepibile tanto che Aquino puó e deve senz altro reputarsi fortunata per averlo avuto come parroco per quasi mezzo secolo E basta un annotazione a chiarire il concetto quindici anni dopo la fine della guerra la Cattedrale era già risorta dalle macerie il palazzo comunale ben oltre quarant anni dopo era ancora nelle aspirazioni degli Aquinati Ed altro ancora non v è stata iniziativa oltre che religiosa comunque culturale che non abbia visto Don Battista se non in prima linea comunque presente non v è casa di Aquino dove egli non sia entrato almeno una volta non v è famiglia di Aquino nella quale di una ricorrenza di gioia o di dolore egli non sia stato testimone Un testimone ma soprattutto un protagonista intimamente ed affettuosamente legato a questa terra che genitrice di Giovenale e di Tommaso non poteva non far breccia nel suo cuore e nella sua cultura Cultura che manifestò nelle sue funzioni di insegnante di materie letterarie in diverse pubblicazioni tra cui Il sole di Aquino e I santi inglesi nella valle del Liri Tipogr Industria Grafica Cassinate S Elia Fiumerapido

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  • Cassino 10 settembre: commemorazione delle vittime del primo bombardamento della città
    e Mario Alberigo nostri soci autorità civili e militari Non si puó fare a meno di segnalare ancora una volta l assenza delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche pur invitate dalla nostra associazione perché non hanno ritenuto evento ufficiale così qualcuno ha dichiarato la cerimonia religiosa Intensa è stata invece la commozione dei presenti in chiesa quando il socio Elio Saragosa ha scandito uno per uno i nomi della vittime di quel tragico 10 settembre di quelle almeno di cui si è trovato traccia nelle ricerche del CDSC ed iscritte nel Muro del Martirologio di Cassino Riportiamo qui uno stralcio dell intervento del Presidente del Centro Documentazione e Studi Cassinati Gaetano de Angelis Curtis nel corso della cerimonia funebre Alle autorità civili militari religiose al Sig sindaco di Cassino Avv Giuseppe Golini Petrarcone ai Dott Mario Alberigo e Antonio Grazio Ferraro già sindaci di Cassino al presidente del Consiglio Comunale Dott Marino Fardelli a tutti i presenti porgo i saluti del Centro Documentazione e Studi Cassinati Onore al Gonfalone della città martire di Cassino che si fregia della Medaglia d oro al V M Al parroco di S Antonio di Padova Don Benedetto Minchella per averci ospitato in quest occasione i nostri sentiti ringraziamenti proprio in questa chiesa che più di tutte le altre forse rappresenta il simbolo della rinascita di Cassino L 8 Dicembre 1947 fu tra le prime a essere inaugurata e nei suoi muri esterni porta indelebile il segno della distruzione subita da Cassino Come da tradizione avviata da tempo anche quest anno il Centro Documentazione e Studi Cassinati intende ricordare quel 10 Settembre 1943 che ha segnato l inizio della tragedia di Cassino L Italia era entrata in guerra il 10 Giugno 1940 e nel corso dei tre anni successivi la guerra fu sicuramente percepita ma da

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  • V. Ottomano, Mostra delle “Immagini di un culto secolare”
    stata visitata da migliaia di fedeli Molti hanno riconosciuto nonni genitori zii e parenti nelle persone raffigurate e numerose sono state le richieste di riproduzione per ricordare antiche immagini dell Assunta di luoghi e persone È stato possibile rivisitare angoli della Cassino prima della guerra e dai visitatori era sovente sentire espressioni qui abitava qui c era ti ricordi di E più volte come era bella la statua antica della S S Assunta Infatti la mostra ha consentito ai fedeli di rivivere il percorso storico dell immagine della sacra statua attraverso i cambiamenti dalle più antiche riproduzioni al miracoloso rinvenimento nelle maceria della guerra al trafugamento degli angeli sino all attuale simulacro tanto amato e venerato dal popolo di Cassino e dintorni Le immagini esposte hanno risvegliato nei visitatori ricordi mai sopiti e mostrato una fede oggi ancora più viva in Maria S S Assunta che si manifesta ritualmente in Cassino ogni anno il 9 luglio ed il 15 agosto Nella stessa occasione non sarà sfuggito al visitatore osservare due drappi posti sulle porte laterali di accesso Questi drappi rappresentano l atto finale di una ricerca di immagini che legano la figura della protettrice di Cassino al suo popolo Vi raccontiamo la storia Il comitato dei festeggiamenti guidato da don Salvatore Papiro ha inteso celebrare la ricorrenza festiva con mostre di elaborati di alunni del liceo artistico della città che rappresentassero momenti di fede Sono state allestite mostre di scultura grafica e pittura nel 2009 e 2010 visitata quest ultima dal nostro Rev Abate dom Pietro Vittorelli Egli durante la visita compiaciuto ebbe ad esprimere particolare ammirazione per due rappresentazioni della S S Assunta che rievocavano momenti di amore e devozione L Abate espresse l idea di riprodurre quei due bozzetti su drappi da esporre per ricordare eventi storici Il

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