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  • A. Barbato, Montecassino e San Benedetto nella Filatelia Tematica
    75 Cent 15 Cent e 5 Lire 1 Lira il Chiostro del Bramante 20 Cent e 1 25 Lire 25 Cent la fondazione del Monastero nel 529 d C 50 Cent 10 Cent la morte di San Benedetto 25 Cent ed una effigie del Santo con la Regola ed il motto benedettino Ora et Labora 10 Lire 2 Lire Fig 1 La stessa serie è stata anche utilizzata per le Colonie Italiane con le varie soprastampe CIRENAICA TRIPOLITANIA SOMALIA ITALIANA ed ERITREA Italia Repubblica Sociale Inverno 1944 45 Serie Monumenti distrutti seconda emissione La serie di complessivi 10 valori è di chiaro intento propagandistico contro la campagna bellica degli Alleati ed è dedicata ai monumenti distrutti dai bombardamenti durante la Guerra Mondiale allora in corso Tra i valori spiccano 2 francobolli rispettivamente da 10 Cent marrone ed 1 Lira violetto con una veduta aerea del Monastero prima del bombardamento Accanto all immagine di Montecassino è la frase Hostium rabies diruit ossia La rabbia dei nemici la distrusse Fig 2 Italia Repubblica 18 Giugno 1951 Serie Ricostruzione Abbazia di Montecassino La serie di 2 valori celebra la ricostruzione allora in corso del Monastero Nei due francobolli sono effigiate una veduta aerea di Montecassino prima 20 Lire violetto e dopo 55 Lire azzurro il bombardamento Su entrambi i francobolli campeggia la scritta Succisa Virescit ossia Stroncata torna a rifiorire che bene stigmatizza il destino di Montecassino destinata a risorgere dalle ceneri come più volte accaduto nella sua storia millenaria Fig 3 Italia Repubblica 21 Marzo 1980 Serie XV Centenario della Nascita di San Benedetto La serie è costituita da un unico valore da 220 Lire azzurro ardesia e raffigura il Santo nell atto di consegnare la Regola agli Olivetani L immagine è tratta da un dipinto del Sodoma custodito nel Monastero benedettino di Monte Oliveto Maggiore in Toscana Fig 4 Italia Repubblica 18 Maggio 1994 Serie Avvenimenti storici della Seconda Guerra Mondiale nel 50 anniversario La serie celebra nel cinquantenario la strage delle Fosse Ardeatine l eccidio di Marzabotto e per l appunto la distruzione dell Abbazia di Montecassino 750 Lire policromo Il francobollo riproduce un immagine dell Abbazia diroccata vista dalle pendici della montagna di Montecassino Fig 5 Vaticano 2 Luglio 1965 Serie Proclamazione di San Benedetto Patrono di Europa La serie è costituita da 2 valori di cui quello da 40 Lire marrone raffigura San Benedetto immagine tratta da un dipinto del Perugino conservato nella Pinacoteca Vaticana il valore da 300 Lire mostra una veduta panoramica del restaurato Monastero L emissione celebra la proclamazione del Santo a Patrono d Europa da parte di Paolo VI nel corso della sua visita all Abbazia ricostruita Fig 6 Vaticano 21 Marzo 1980 Serie XV Centenario della nascita di San Benedetto Patrono d Europa La serie è costituita da 5 valori tutti policromi che raffigurano immagini tratte da codici monastici miniati Sono raffigurati L Abate Desiderio offre al Santo i codici 80 Lire Il Santo scrive la Regola 100 Lire Una pagina della Regola

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  • P. Folcarelli, Il vasaio e la luna
    Lucca al Centro Agorà in Piazza dei Servi prende il nome della più bella di esse che gli valse il primo premio nella XII edizione del Premio Nazionale di Poesia Quadrifoglio Città di Pontecorvo Il vasaio della lirica in questione è il padre di Paolo che esercitava questo antico mestiere e in essa affiora fortissimo il principale tra i temi trattati dall autore il legame con le proprie radici Paolo

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  • F. Carcione, Alterazione dati e fondamentalismo ideologico nelle “osser-
    più neanche la Chiesa ufficiale NA p 132 Non mi risultano provvedimenti della Santa Sede che abbiano smantellato Lourdes Fatima o quant altro In ogni caso l accusa di dogmatismo a mio carico va rispeditata tutta ad un mittente ossessionato di canonizzare con un atto di fede nell immanentismo assoluto la genesi dell Apparitio Johannis Baptistae come fabulazione incentivata dai traffici clericali nell ultimo ventennio del XVI secolo NA p 133 Questo suo integralismo di fondo che censura ogni lezione alternativa è tale che Nicosia spaccia per ambiguità NA p 133 la mia onesta messa a punto di una problematica che se da un lato si confronta con la rivendicazione tradizionale di un fenomeno ascritto al XII secolo dall altro offre un autorevole ed indiscusso carteggio agiografico a far tempo dall età post tridentina Chi fa coscienziosa ricerca e non è mosso da espansionismi dottrinali prende gli elementi posseduti con i loro limiti e risponde umilmente solo a interrogativi possibili Al momento non è ponibile che una domanda l Apparitio trascritta nella collezione bollandista come documentazione di un evento affiliato al XII secolo è del tutto anacronistica o puó avere margini di contiguità con il tempo che rivendica come proprio Il Nicosia qualora ignorassimo la pista battuta da Lorenzo Valla per il Constitutum Constantini ci ricorda che un esame obiettivo e completo richiede un corretto studio semantico ed etimologico del testo NA p 132 Peccato che noi non abbiamo le stesse condizioni dell Umanista per emularlo a non c è una tradizione manoscritta su cui esercitare un lavoro di critica testuale ma solo la tardiva trascrizione bollandista operata a mezzo stampa su un testo in beneventana peraltro in continuo movimento per le fruizioni liturgiche b i testimoni agiografici non avendo l autorità canonica di un documento pontificio vero o presunto che sia spesso non impegnano al dettaglio la conservazione puntuale di chi li trasmette ricevendo plausibilmente aggiornamenti formali e lessicali per l efficace ricaduta nella devozione popolare contemporanea A ciò si aggiunga che eventuali tracce di un remoto assetto filologico nella trascrizione bollandista rimarrebbero per i pregiudizi avversi l abile mistificazione di eruditi incapaci di dare alcuna garanzia tanto che non è necessario spendere parole per ricordarlo NA p 133 così come si sbriga il Nicosia in un grossolano slogan anticlericale esteso pure al Baronio e alla sua infornata di Santi all interno del Martyrologium Romanum Dall impossibilità di fondare lo studio sull auspicata analisi testuale per l attuale mancanza di un patrimonio documentario risolutivo sia per l assenza di manoscritti che per l insicurezza letteraria e non dalla volontà di disertare pretestuosamente un requisito assolutamente necessario NA p 132 deriva dunque come unica approntabile la mia opzione strategica di investigare sul Sitz im Leben NA p 131 ovvero l ambiente contesto nel quale il messaggio agiografico al di là della lievitazione formale pervenutaci scarsamente indicativa potrebbe aver avuto sostanzialmente il motore d avvio Il Nicosia ha obiettato che anche la storia narrata nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni è perfettamente ambientata nell età del Seicento senza tener conto che è stata scritta ben due secoli dopo NA p 132 C è un doppio particolare i Bollandisti ove fossero loro gli spregiudicati artefici avrebbero dovuto padroneggiare perfettamente le lontane dinamiche di un agro periferico e certo non così noto ai circuiti internazionali e quel Cinzio Pellegrini additato dal Nicosia come pista privilegiata non era un romanziere ma un notaio votato per deontologia professionale alla certificazione degli atti uno storico serio dunque così serio che lo stesso Nicosia riconosce come accurata e quindi non frutto di raggiri la ricerca condotta da quello a Montecassino nel 1578 riportando riassunti e trascrizioni di tutti gli antichi documenti relativi a Pontecorvo NA p 134 D altronde in questa tormentata rincorsa al falsario come caccia alle streghe il nostro Critico per fare breccia dovrebbe essere più perspicace nelle sue insinuazioni così anche quando allarga il mirino sul vescovo Flaminio Filonardi dopo aver evidenziato che nell importante Sinodo del 1581 costui non parla affatto dell Apparitio NA p 133 a riprova che la leggenda doveva ancora essere romanzata Ma perché il Filonardi avrebbe preso carta e calamaio solo dopo il Sinodo Poteva farlo più efficacemente prima affinché fosse proprio il Sinodo con il suo più forte ascendente collegiale ad accrediatare meglio nel tessuto urbano l esordio di un dato così precario Il primo documento sul titolo di S Giovanni Appare Venendo pertanto all unica domanda ponibile con i pochi elementi sul tappeto delucido effettivamente nel mio saggio come il contenuto della narrazione trasmessa indichi potenzialmente l aderenza piuttosto immediata con gli eventi annunciati CF p 36 lasciando la forte sensazione che l arcaicità dichiarata sia autentica NA p 132 Rinvio ovviamente alla lettura completa del discorso per le motivazioni che mi inducono ad interpretare la gestazione agiografica dell Apparitio come propaganda locale della riforma gregoriana in cui si ode l eco della tensione epocale tra Aquino e Montecassino e per il cui tramite si prepara un riconoscimento romano del Santuario di S Giovanni Appare Non posso però evitare con il rischio di ripetermi una rapida insistenza su quest ultimo punto che si vorrebbe legare ad un dibattito riguardante il rapporto causa effetto tra l evento soprannaturale e l insediamento dei Gersolimitani in loco cioè se l Apparizione sia intervenuta come strumento di contestazione popolare all egemonia dell Ordine intitolato a S Giovanni Battista oppure se sia stata proprio l Apparizione a richiamare l attenzione cavalleresca Ho già detto che non intendo entrare in un dibattito circa il primato di un fenomeno sull altro l insediamento o l Apparizione che rischia di impaludarsi in derive ideologiche CF p 35 laddove l apologia del sacro e il suo diniego finiscono per infrangersi in opposti confessionalismi Al contrario il Nicosia vi s impaluda volentieri plaudendo scontatamente al primato dell insediamento e s illude di vedere come prova della sua scelta ideologica la fondazione della nuova chiesa quella della leggenda dell Apparizione NA p 134 a due passi dalla chiesa

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  • Una lapide per ricordare le origini della città di Alvito
    cui oggi non esiste alcuna traccia archeologica doveva trovarsi su un colle ad est di Alvito distante circa un chilometro La Civitas della quale si hanno le prime notizie nel 976 e già a quell epoca aveva sotto la sua giurisdizione chiese e basiliche era un possedimento della Terra di San Benedetto e nell anno 1066 l abate Desiderio fece scolpire sulle porte bronzee della basilica benedettina il suo nome Dalla documentazione archivistica risulta che il borgo era abitato da 120 famiglie La Civitas ebbe breve durata tanto che dopo il 1096 non se ne hanno più notizie Il Prudenzi sulla fine del borgo narra che esso fu abbandonato dagli abitanti per li spessi tuoni gran venti et formiche La manifestazione ideata dal socio Domenico Tata appassionato ricercatore di storia locale è stata promossa e valorizzata dall Associazione culturale Amici di Silvio Castrucci di Alvito in collaborazione con l Amministrazione Comunale Domenico Tata non è nuovo a promuovere queste iniziative già in passato ha organizzato visite in zone che recano tracce di insediamenti longobardi e in queste località ha ambientato il suo romanzo La mia crociata Viaggio da Civitas Sancti Urbani a Gerusalemme Cassino 2008 La manifestazione ha visto la presenza di studiosi locali che hanno rievocato le fasi storiche del borgo a cominciare da Gioacchino Castrucci presidente dell Associazione Gli amici di Silvio Castrucci L avvocato Giovanni Diego Ferrante nella veste di Assessore alla cultura del comune di Alvito ha messo in risalto la necessità della memoria storica per un continuum culturale e sociale della comunità Domenico Cedrone ha parlato dei confini della Civitas Sancti Urbani richiamando l atto di donazione del borgo al monastero di Montecassino da parte dei Principi di Capua Pandolfo II e Pandolfo IV risalente al 1017 Infine l avvocato Luciano Santoro in maniera dettagliata

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  • G. Petrucci, S. Elia Fiumerapido: restaurate importanti tele
    opera è stato sovvenzionato da un anonimo Le anime del Purgatorio dall ins Anna Santilli dotata di squisita sensibilità e la prima dalla Banca Popolare del Cassinate Nel paese si viveva un atmosfera di festa le strade erano illuminate con fiaccole ed affollate da tante persone venute anche da lontano ha reso suggestivo l avvenimento la possibilità di ammirare l ingrandimento delle opere nell insieme e nei particolari con proiezione su un telone posto sull Altare Maggiore Dinanzi agli stalli settecenteschi messi ora in bella evidenza con lo spostamento dell Altare restaurato da maestri fiorentini su progetto ed invenzione dell esimio arch Giuseppe Picano era pronto il Coro di giovani intitolato a Giuseppe Bozzelli musicista santeliano Questo ha magistralmente eseguito un nutrito programma di musiche sacre di J S Bach W A Mozart G Rossini C Frank G Bizet M Roger Brahms G F Hendel durante il quale si sono esibiti il maestro Sanso dal timbro raffinato dolce e meravigliosamente modulato e la soprano Mazzarella dalla voce potente soavemente fine Al pianoforte era l esimio maestro Niro perfetto nelle esecuzioni La Banca Popolare non è nuova a simili interventi di mecenatismo specie sotto la guida del Presidente Formisano e del

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  • B. Di Mambro, In degrado la Portella medievale di S. Elia F. R.
    100 metri dalla sponda sinistra del fiume Rapido una scoscesa scarpata attraverso uno sconnesso viottolo Oggi al posto della stradina ci sono delle scalette che fanno lo stesso percorso ma che sono anch esse tenute nella più totale incuria e preda di rovi e di sporcizia La Portella così chiamata perché la più piccola della tre porte di accesso al paese è ad arco a botte ed alta m 2 60 e larga m 1 30 Sul finire degli anni 60 qualcuno pensò bene di sostituire il suggestivo acciottolato della stradina che da via Santilli lungo vicolo 22 ottobre portava alla Portella con un orribile e ripida buttata di cemento Non sarebbe male riportare il tutto allo stato originario Come già detto oltre alla Portella nel Medio Evo e fino agli ultimi anni del XIX secolo quando furono miseramente smontate per dare aria al centro del paese vi erano altre due porte d ingresso a Sant Elia La prima era la grandiosa Porta di Napoli o di San Biagio o semplicemente la Porta per antonomasia rivolta a sud e restaurata nel 1600 Era di pietre lisce ben scalpellate e lavorate con in alto al centro la chiave di volta con scolpita una mano benedicente ed ora custodita nel Palazzo Municipale di Sant Elia Il resto è stato ricomposto su un prato della Villa Comunale Era alta sette metri e larga oltre quattro L altra porta era rivolta a nord in fondo a via Angelo Santilli aveva nome Porta d Abruzzo o Porta di San Cataldo e doveva essere alta m 3 80 e larga circa 4 metri Di essa oggi resta uno stipite con capitello incassati nel muro di una casa privata Nonostante le cronache dell epoca e lo stesso Marco Lanni nella sua Sant Elia sul Rapido Monografia Napoli

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  • E. Pistilli, Il platano di Cassino, l’ultimo testimone
    una artistica scultura in ceramica Il piccolo monumento opera del ceramista Mauro Tampieri da Faenza fu inaugurato dal sindaco Vincenzo Bruno Scittarelli e dall assessore alla Cultura Iris Volante il 24 marzo 2006 ed adottato dalla scuola elementare del II Circolo didattico di Cassino Il platano è l unico superstite di cinque platani del largo Abruzzi alla loro ombra in estate sostavano i carretti e i calessi con cavalli dei venditori di verdure al mercato settimanale di Cassino i mercanti ed i forestieri erano soliti trovare ristoro anche nella locanda di Gaetanella nella vicina via Formella per mangiare trippa o frittura di alici alcuni poi non mancavano di cercare altro ristoro nella vicina e tollerante casa di Donna Checchina Ora su segnalazione del prof Michele Santulli e su ampia documentazione dell agronomo Emilio Matrundola il venerabile sopravvissuto compare nel volume Alberi monumentali del Lazio di V Capodarca e E Santecchia nonché sul sito molisealberi com con scheda di Antonietta Zinco che ritiene che l albero abbia le carte in regola per essere iscritto nell archivio dei Patriarchi della natura La data di piantumazione del 1752 segnalata nel monumentino in ceramica ai piedi del platano è tutta da dimostrare ma dalle

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  • F. Corradini, Arce, apposte due lapidi al palazzo Tronconi
    presenza nel detto edificio del re Ferdinando IV di Borbone il 22 novembre 1798 l altra apposta sulla facciata verso valle ricorda Nicola Grossi legittimista arcese che il 27 maggio 1849 nella sua veste di capitano della Guardia Urbana di Arce fronteggiò alla testa di cento uomini Giuseppe Garibaldi venuto con quattromila uomini dalla Repubblica romana a portare un attacco al Regno delle Due Sicilie Promotore e mecenate dell iniziativa

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