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  • A. Mangiante, Ritrovato un bunker tedesco a Cassino
    fortificato È tutto quello che rimane di un bunker costruito dai Tedeschi lungo la Linea Gustav durante la II Guerra Mondiale La stessa struttura è ritratta in una foto scattata dagli Americani l 8 Febbraio 1944 sul cui retro è una descrizione del bunker bunker tedesco mimetizzato fatto di ferro cemento e legname pesante da costruzione situato tra le città di Cairo e Cassino immediatamente dietro la Linea Gustav Il

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  • P. Patini, Il fagiolo cannellino di Atina
    ed economia ma anche quella pace e quella preziosa dimensione che non torneranno mai più Oggi il fagiolo Cannellino di Atina è un prodotto tipico italiano in fase D O P come altri prodotti di questa nostra provincia ed è frutto della storia di un comprensorio che puó avvalersi di tradizioni uniche ed importanti Esso è un piccolo seme che ci permette di ereditare la saggezza i sacrifici e le battaglie dei nostri predecessori è una staffetta consegnata ai posteri con l auspicio di resistere alle avversità della omologazione è il vanto per una nuova economia che spero di tutto cuore potrà cogliere il buono e il giusto anche dalle mie piccole e modeste osservazioni Dal libro Artigianato Tradizioni Popolari e Cannardizie Nel 1811 ne parla il De Marco Relazione di Terra Di Lavoro considerando il cannellino di Atina come fagiolo di ottima qualità nel 1857 Relazione sul Comprensorio di Sora per la città di Atina il Cirelli lo classifica come prodotto ampiamente coltivato in due specie rossi e bianchi cannellini che costituiscono un capo di rendita non indifferente per Atina nel Tomo I Relazione sul Regno Di Napoli Terra Di Lavoro del 1908 ne parla il Bordiga affermando che si registra un incremento di consumo in tutto il comprensorio di Sora specificando anche che la qualità precedente è stata sostituita in maggior parte dal cannellino Sulmona di più facile coltura inserito già dal 1840 per ovviare alla mancanza di seme distrutto da larve di lepidotteri Da quel momento sono state inserite varie qualità d ibridi anche se il Cannellino a forma di rene e il bottoncino piccolo e più tondo salvati dalla moria rimangono stabili nella produzione per il consumo personale e per eventuali doni In relazione al fatto che il povero si cibava di circa 600 grammi di

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  • G. Di Sotto, “Bene scripsisti de me Thoma”
    vita medievale comprese le eresie simboleggiate dai tre personaggi sottomessi ai piedi del trono del Dottore Angelico Ario Averroè e Sabello Altri artisti di ogni tempo si sono interessati della figura di San Tommaso ne cito solo alcuni tra i maggiori Beato Angelico 1395 1455 Frate domenicano autore degli affreschi del convento di S Marco a Firenze Filippo Lippi 1406 1469 Dipinto di San Tommaso d Aquino nella chiesa di S Maria sopra Minerva a Roma Benozzo Gozzoli 1420 1497 Fu allievo del Beato Angelico con cui collaborò alla decorazione della cappella Niccolina in Vaticano I1 suo Trionfo di San Tommaso è a Parigi nel museo del Louvre Sandro Botticelli 1445 1510 Tela con San Tommaso d Aquino dipinta negli anni in cui collaborava alla decorazione della Cappella Sistina Questo dipinto probabilmente raffigura lo stesso papa Sisto IV nei panni del grande filosofo Aquinate Davide Ghirlandaio 1449 1494 Nel 1481 affrescò la biblioteca vaticana di Sisto IV È sua la figura di San Tommaso che regge un cartiglio con la scritta sacrae doctrinae finis est beatitudo aeterna Il Guercino 1591 1666 Soprannome di G F Barbieri San Tommaso in estasi Tela nella chiesa di S Domenico a Bologna Diego Velàsquez 1559 1660 La tentazione di San Tommaso Tela nel museo del Prado a Madrid Riproduce la movimentata scena con la donnina bruscamente allontanata e gli angeli che offrono al Dottore Angelico la cintura della purezza Luca Giordano 1634 1705 San Tommaso d Aquino Dipinto presente nella chiesa di S Domenico Maggiore a Napoli Per quanto concerne il discorso sulla rassomiglianza cioè la concordanza dei dati somatici e fisici nelle opere dei pittori che nel tempo lo hanno raffigurato e quelli che realmente appartennero all uomo Tommaso non è nemmeno il caso di parlarne perché un vero ritratto eseguito da artisti suoi contemporanei non esiste Come ho già scritto a pagina 258 del libro Gli affreschi medievali dell antica contea di Aquino nel XIII secolo la pittura italiana legata ancora alla rigida maniera bizantina non prevedeva alcuna rassomiglianza tra personaggi effigiati e quelli cui si faceva riferimento Chi per primo sentì il bisogno di innovare la rigida e ieratica formula della tradizione orientale fu Cimabue seguito poi da Giotto che perfezionò queste nuove idee rivoluzionando l intero campo artistico Prima di questi due artisti la raffigurazione umana in senso naturalistico era praticamente nulla Furono quelli gli anni in cui la pittura compì una svolta decisiva con la graduale conquista del mondo reale consentendo di uscire dalla tipologia tradizionale che l aveva mortificata nei secoli precedenti Cominciarono così ad apparire personaggi effigiati riconducibili ai modelli che avevano ispirato gli artisti tanto da poter essere considerati dei veri e propri ritratti Queste innovazioni giungevano però troppo tardi per San Tommaso d Aquino essendo egli già scomparso da circa un quarto di secolo Le sue sembianze quindi saranno solo frutto di un esercizio di memoria generazionale trasmessa oralmente Inutile ricercare somiglianze e fattezze nelle opere che noi oggi ammiriamo Della prima opera pittorica più

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  • C. Iadecola, Nel nome della ciocia
    di prendere il proprio nome da una valle ha naturalmente anche interessi più attinenti le sue finalità istituzionali che sono rivolte in primo luogo alla tutela di un considerevole e consistente patrimonio montano a preponderanza collinare tant è che la Regione Lazio si sarebbe finalmente decisa a smantellarla nel contesto di un territorio che puó tranquillamente identificarsi in linea di massima con quello che era nei tempi borbonici ma anche dopo il circondario di Sora ovvero un territorio che tutto poteva essere fuorché Ciociaria e che aveva un suo nome ben specifico Terra di Lavoro o se volete Alta Terra di Lavoro Un territorio che fin quando Mussolini non ebbe quella geniale intuizione di creare la provincia di Frosinone iniziativa della quale si sarebbe poi pentito era tutta un altra cosa e non è il caso di stare a sottilizzare tant è che il Duce stesso non sapendo in che modo giustificare quel fasullo assemblaggio di territori finì col decretarne l unità nel nome del valore del soldato ciociaro da lui conosciuto in guerra A gerarchi e gerarchetti non parve vero di potersi riempire la bocca di ciociari e di Ciociaria ed a cascata venne a crearsi una situazione che siamo onesti non ha alcun fondamento storico almeno per ciò che riguarda il territorio dell ex provincia di Caserta conglobato in quello della nuova provincia di Frosinone Che ci azzecca allora per dirla con Di Pietro Gente di Ciociaria Ovvero quale motivo ha spinto la XV Comunità montana Valle del Liri ovvero la meno ciociara fra le comunità montane a compiere questa operazione estranea se così puó dirsi ai propri confini gestionali Non è che mutando i nomi o falsando la storia che poi mi sembra il vero nocciolo della questione si cambiano certe situazioni come ad esempio di recente

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  • G. D’Orefice, Dall’Historiale al Gran Percorso della Memoria
    consultazione di tutta la documentazione libraria e multimediale che riguarda la storia del territorio e della seconda guerra mondiale Sono previste oltre alla biblioteca e l archivio una sala proiezione e una sala consultazione con postazioni internet In uno dei locali annessi al museo è stata allestita la mostra biografica e fotografica del gen Wladislaw Anders dono dell Ambasciata polacca in Italia in occasione dell anniversario della nascita dell eroe nazionale polacco che liberò Montecassino il 18 maggio del 1944 per sua espressa volontà sepolto con i suoi soldati nel cimitero polacco collocato ai piedi dell Abbazia benedettina Completano i servizi un accogliente luogo di ristoro e un fornito bookshop per l accoglienza dei visitatori che vogliono acquistare souvenir pubblicazioni CD e DVD relativi alla storia della guerra e del territorio Il Gran Percorso della Memoria Attualmente è in fase di completamento il Gran Percorso della Memoria un circuito che aggrega 36 Comuni del martirologio appartenenti al Comitato per le celebrazioni della Battaglia di Cassino 33 della provincia di Frosinone e 3 di quella di Caserta tutti storicamente individuati in rapporto alle vicende della Seconda Guerra Mondiale in un sistema di interrelazioni che danno vita ad un grande viaggio Un viaggio nel presente che attraverso l evocazione degli eventi bellici riscopre le tradizioni del passato stimolando in contemporanea la nascita di attività ed eventi di promozione legati alla specificità culturale di ogni singolo Comune In particolare oltre Cassino con la sua Abbazia e i sacrari militari polacco tedesco e quello inglese del Commonwealth ma anche comuni collegati come Mignano Montelungo con il suo sacrario italiano e San Pietro Infine con la costituzione del Parco della Memoria con allestimento multimediale realizzato ancora dalla società Rambaldi Ausonia con il suo museo demoantropologico allestito nel castello medioevale Pontecorvo con il museo della guerra di Monte Leuci costituiscono solo alcuni dei richiami di eccellenza di un turismo storico culturale Caratterizza il percorso un logo che trasmette un messaggio immediato che viene continuamente ripetuto e che indica con un raffigurazione di un nodo circolare il nodo della commozione del ricordo della nostalgia della memoria Nei punti nodali di accesso al territorio ovvero sbocchi autostradali o di superstrade vengono collocati dei grandi di pannelli che avvertono che si sta entrando nel terra del Gran Percorso della Memoria e riportano l elenco di tutti i comuni coinvolti Lungo le strade di maggiore percorrenza vengono installati 100 segnali stradali tondi sostenuti da un griglia in ferro volutamente grezzo che ricordano a tutti gli occasionali viaggiatori che stanno percorrendo un territorio che ha una sua identità storica All ingresso principale di ogni paese è collocato un totem geo informativo alto due metri stampato su una trama di intonaco e mattoni con l elenco di tutte le notizie relative alle emergenze storiche artistiche monumentali naturalistiche che caratterizzano quella località I segnali realizzati su lamiera che presenta una silhouette personalizzata richiamano dal punto di vista emozionale il senso della tragedia vissuta dalle popolazioni con le perdite dei propri cari delle abitazioni

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  • E. Pistilli, Restagno e la Banca Popolare del Cassinate
    come sempre in cui avemmo la fortuna di potergli esternare ancora una volta per l ultima volta la nostra riconoscenza per quello che aveva fatto per Cassino per noi per i nostri figli E credetemi fu un commiato ideale che il Senatore Restagno ebbe con la città Penso che qui Egli abbia trascorso le ultime ore felici della Sua operosa esistenza felici perché quando poteva celebrare una tappa della rinascita della Sua Cassino non v era per lui maggior premio al Suo spassionato lavoro E la manifestazione di quel giorno concludeva tutta la Sua opera la sintetizzava così come sintetizzava tutto il Suo lavoro svolto A Torino da giovane a Roma da uomo politico da uomo di governo e qui da artefice della ricostruzione Veramente qui Restagno per un disegno della Provvidenza venne a raccogliere l ultimo slancio di affetto e di gratitudine che la città gli donava da vivo Ricordo che quel giorno a chiusura della cerimonia prima di ripartire per Roma mi incaricò di accompagnare il sottosegretario Gatto che rappresentava il Governo in quella manifestazione a visitare Montecassino Si celebrava il decimo Anniversario della fondazione della Banca Popolare del Cassinate Mi dava quell incarico però a malincuore perché mi disse che non si sentiva bene Mi avviai così verso Montecassino in macchina con il Senatore Gatto ma dopo pochi minuti fummo di nuovo raggiunti da Lui disse che non aveva voluto privarsi della gioia e dell orgoglio testuali parole d illustrare all ospite le fasi della ricostruzione della Città Ci fermammo così al Belvedere e qui Egli riabbracciò la Città con il Suo sguardo limpido cristianamente lieto Ecco perché qui oggi scopriamo questa lapide dalla scritta semplice senza retorica adatta al carattere dell uomo che ricordiamo con animo profondamente commosso Nella Chiesa del Gesù a Roma ai funerali partecipai con l intera giunta e col gonfalone della Città Fu un doveroso omaggio La lapide fu scoperta nel trigesimo della morte 13 12 66 nella sala congressi del Comune la sala Restagno appunto il prof Angelo Gaetani tenne la commemorazione ufficiale presso il cinema teatro Arcobaleno La Banca Popolare del Cassinate e la ricostruzione La Banca Popolare del Cassinate sorse con l intento precipuo di favorire e sostenere lo sviluppo economico del territorio Al tempo della sua istituzione avvenuta nel 1955 sulla piazza operavano due importanti istituti bancari nazionali il Banco di Santo Spirito e il Banco di Napoli L iniziativa era stata presa da un comitato promotore formato da Pier Carlo Restagno presidente e da sei membri ing Angelo Casaluce avv Emilio Di Giovanni avv Silvio Chianese Antonio Angrisani Giuseppe Morra e dott Mario Picano con la funzione di segretario 58 soci sottoscrissero un capitale di 15 milioni di lire Il comitato aveva chiesto l autorizzazione alla Banca d Italia per la costituzione della banca nella primavera del 1954 L atto costitutivo fu redatto dal notaio Osvaldo Violo il 5 febbraio 1955 con la firma di 49 soci presieduti dal sindaco di Cassino sen Restagno fu registrato a

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  • Il CDSC onlus ricevuto dall’Abate di Montecassino
    una torta di benvenuto ed alcuni prodotti tipici del territorio Don Pietro Vittorelli è stato molto cortese nei confronti dell Associazione perché ha riconosciuto l impegno costante e la passione che tutti i soci coltivano per il territorio del Cassinate inoltre ha constatato la lealtà intellettuale degli studiosi locali che con saggio e dovuto interesse non hanno mai trascurato d inserire notizie culturali relative all Abbazia di Montecassino Faro religioso e Scrigno prezioso di un patrimonio culturale In effetti tutti sono riconoscenti all opera del Monastero che ha rivestito nei secoli un importanza strategica per il Lazio Meridionale e che tuttora custodisce un tesoro certificato ricco di atti e documentazioni fondamentali per la conoscenza della nostra storia L Abate nel prosieguo della visita ha rivolto un particolare plauso al lavoro di ricerca sul Martirologio di Cassino che attraverso il ricordo delle numerose vittime del bombardamento della Seconda Guerra Mondiale testimonia la validità dello studio scientifico come mezzo educativo per un ulteriore sensibilizzazione delle nuove generazioni Il Presidente Petrucci ha consegnato a tale proposito il libro del CDSC che fu presentato come base del progetto di valorizzazione del territorio nel 2002 a cura di Emilio Pistilli e che lascia una traccia indelebile della scrupolosità oggettiva a servizio della comunità Come ha raccontato lo stesso Abate è necessario ricordare attraverso la lettura i punti salienti del nostro vissuto soprattutto per ritrovare nel proprio inconscio quelle identità familiari che spesso vengono trascurate per le esigenze materiali Durante l incontro nell ambiente raccolto della Saletta delle Udienze dove è esposto un meraviglioso presepe napoletano si è parlato molto delle proposte in programma per il 2008 in modo particolare è stata richiesta la presenza dell Abate per il primo appuntamento l inaugurazione della mostra sulla vecchia funivia che trasportava i pellegrini da Cassino a Montecassino

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  • Inaugurato il Muro del Martirologio di Cassino
    di maioliche illustrate ad alta definizione da applicare sulla facciata del muro con immagini della vecchia città della guerra e del dopoguerra fino ad oggi i nomi delle vittime si sarebbero scritti in sovraimpressione sulle stesse immagini I soci del CDSC fecero propria l idea con entusiasmo e ci si mise subito all opera Furono attivati i soci architetti ed ingegneri furono contattati e sensibilizzati gli amministratori comunali ad iniziare dall assessore alla Cultura Iris Volante poi il sindaco Bruno Scittarelli infine l assessore ai Lavori Pubblici Enzo Rago La risposta fu senz altro favorevole Con l assessore Rago discutemmo sull ubicazione del Muro del Martirologio e dopo varie ipotesi si concordò che l unico sito idoneo fosse quello del monumento ai Caduti sede tradizionale di commemorazioni e celebrazioni Nel frattempo fu lanciato un concorso di idee con la collaborazione del settimanale Corriere del Sud Lazio tra le risposte più significative va segnalata quella dell allora docente nel Liceo Artistico di Cassino prof Michele Peri scultore e pittore di Rocchetta al Volturno Il socio ing Arturo Gallozzi elaborò un progetto che fu approvato dall assemblea del CDSC Con l arch Olga Moskvina furono concordate le dimensioni e le caratteristiche della superficie da rivestire con maioliche e con l apporto di immagini da noi fornite fu realizzato un bozzetto che poi è rimasto pressoché inalterato Contemporaneamente ci attivammo nella ricerca di sponsors per la copertura finanziaria sapendo di non poter contare del tutto sulle casse comunali ma anche con l idea che la città dovesse partecipare direttamente alla costruzione del sacrario dei propri cari Ricevemmo varie assicurazione di contributi da parte di alcuni imprenditori e anche da una banca locale Fu in questa fase che intervenne qualcosa che cambiò tutto L ing Franco Di Meo allora tesoriere della locale sezione dei

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