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  • M. Esposito, Le vicende del 1799 in alta Terra di Lavoro
    occasioni l accento su una circostanza di estrema importanza che non sempre viene adeguatamente considerata nel comprensorio del Lazio meridionale gli effetti della Repubblica Napoletana semmai vi furono non si avvertirono affatto al di là di qualche sporadico accadimento folcloristico si veda l erezione in alcuni centri dei famosi alberi della libertà che restarono privi di concretezza Fu questo un periodo di grave disordine e di anarchia se i Francesi infatti con l occupazione militare avevano destituito le autorità amministrative borboniche d altro canto gli organi della neonata Repubblica che si dibattevano in un mare magnum di difficoltà non erano riusciti a sostituirle con propri funzionari che spesso e volentieri esistevano solamente sulla carta E così si lasciò campo libero all insorgenza popolare alle masse antifrancesi che profittando della esigua presenza di contingenti militari in loco riuscirono ad accaparrarsi un po dappertutto il controllo della situazione Vennero così alla ribalta personaggi variegati e truculenti Gaetano Mammone il feroce molinaro sorano il ferraro Pietro Guglielmi ad Arce Angelo Ricci detto Moliterno a San Germano solo per restare ai nomi più noti le cui azioni spesso e volentieri pur trovando giustificazione nella lotta ai giacobini sconfinarono nella delinquenza comune aliena da qualsivoglia palpito ideologico La seconda relazione invece è stata affidata a Fernando Riccardi Presidente dell associazione culturale Le Tre Torri Nel suo dettagliato excursus egli si è soffermato con dovizia di particolari su Le stragi giacobine nella valle del Liri Un crescendo drammatico di violenze e di omicidi che nei mesi di aprile e maggio 1799 hanno sconvolto la vita di gran parte dei paesi dell alta Terra di Lavoro che si trovarono loro malgrado ad essere investiti dal cieco furore dei soldati d oltralpe Ad iniziare da San Germano l o dierna Cassino e dal suo millenario monastero sulla vetta

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  • C. Cedrone, Il libro su Cecilia Paulina di Antonio Morello
    Di Paolo e una breve introduzione ai lavori dell avvocato Michelangelo Montesano Cancellara hanno parlato nell ordine Vincenzo Orlandi Angela Maria Nardone e Antonio Morello Vincenzo Orlandi ha illustrato il patrimonio epigrafico della Valle che consta di quasi 200 iscrizioni di vario tipo e ha letto l epigrafe CIL X 5054 una base in calcare conservata fino al 2003 in uno stabile di via Planca e in seguito donata dai condomini al Comune di Atina perché trovasse ubicazione all interno del Palazzo Ducale dove è attualmente esposta La base riporta un iscrizione onoraria per Caecilia Paulina ed è un documento di notevole interesse in quanto è l unica fonte che trasmette il gentilizio dell imperatrice figura ignorata dalla storiografia e ricordata solo in un altra iscrizione proveniente da Paestum priva però del gentilizio e in alcune emissioni monetali Angela Maria Nardone ha dissertato sulla condizione giuridica e sociale della donna a Roma e Antonio Morello ha illustrato la figura dell imperatore Massimino I detto il Trace che fu al potere dal 235 al 238 d C Lo studioso ha analizzato le fonti storiografiche relative all imperatore la sua condotta politica e militare e infine ha illustrato le emissioni monetali riguardanti

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  • A. M. Rossi, Presentato il libro "Istruzione in Val di Comino"
    Dr Egidio Paolucci Dirigente scolastico di Sora Dr Antonio Pellegrini Dirigente scolastico S Donato V C Ins Marilena Sgroia segretaria del SAM GILDA di Frosinone Il sindaco Antonellis ha posto l accento sulle problematiche che investono la scuola negli ambiti economico e sociale evidenziando come gli Amministratori pubblici incontrino ostacoli di natura economica perché possa esservi un perfetto funzionamento della scuola statale Ha poi sottolineato la frattura che esiste nel Paese per quanto concerne le scelte degli indirizzi universitari riscontrando che nel meridione d Italia la popolazione studentesca è ancora orientata verso le materie letterarie e classiche mentre al nord d Italia gli studi prediletti continuano a riguardare soprattutto il campo tecnico e scientifico Il Dr Egidio Paolucci esperto di didattica e di legislazione scolastica prendendo spunto dalla documentazione prodotta nel lavoro della De Rubeis ha ripercorso le tappe più significative della storia della scuola soffermandosi in modo particolare sulle figure di due grandi pedagogisti Enrico Pestalozzi e Maria Montessori i quali hanno dato una svolta decisiva alla scuola introducendovi un metodo di insegnamento che aboliva l astrattismo del metodo normale andato in uso per tutto il XIX secolo Il Dr Antonio Pellegrini studioso ed esperto conoscitore delle problematiche scolastiche ha integrato la ricerca della De Rubeis con un rapido excursus sulle deliberazioni consiliari relative alla scuola e all insegnamento del periodo postunitario adottate dal comune di San Donato mettendo in evidenza come il Governo piemontese non avesse apportato alcuna novità in confronto del Governo borbonico A chiudere i lavori è stata l Ins Marilena Sgroia che in maniera molto sintetica e incisiva ha rimarcato quanto sia importante ancora oggi che l istruzione e la scuola restino appannaggio dello Stato e dei cittadini tutti per una garanzia di unitarietà dell insegnamento su tutto il territorio italiano Infine ha preso la

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  • SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
    Fregellae Ceprano ristampa anastatica 2006 s Tipogr 1 ediz Lanciano 1933 pagg 252 f to cm 13x20 s pr Roberto Iacovacci Da Fregelle a Ceprano La storia del mio paese Quaderni Fregellani ristampe Edizioni Museo Archeologico di Fregellae Ceprano ristampa anastatica 2005 Tipogr Editrice Frusinate 1 ediz Tipogr dell Abbazia di Casamari 1972 pagg 270 f to cm 13x20 aa vv S O S disagio lavori in corso Esperienze con e per gli adolescenti CDSC onlus Tipogr Pontone Cassino 2006 pagg 100 illustr b n f to cm 17x24 s pr L uigi Serra I diritti di passo nel Regno di Napoli e le teriffe su pietra nel Molise CDSC onlus Tipogr Pontone Cassino 2006 pagg 40 f to cm 17x24 s pr D uilio Ruggiero Taccuino di guerra Per non dimenticare Herald Editore Roma 2006 pagg 160 illustr b n f to cm 15x21 ISBN 88 89672 11 00 10 00 F abrizio Carloni Il Corpo di spedizione francese in italia 1943 1944 Mursia 2006 pagg 244 tavv 8 b n f to 15x21 ISBN 88 425 3552 4 19 00 G ioacchino Giammaria giampiero raspa a cura di Guida alle ricerche storiche per la provincia di Frosinone Istituto

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  • Editoriale
    dell esistenza di quegli affreschi nel territorio di loro competenza L importante opera di Giulia Orofino dell Università di Cassino Affreschi in Val Comino e nel Cassinate pubblicata nel 2000 sulla spinta di una mostra itinerante promossa dalla rivista Spazio Aperto ne fa una rassegna capillare comprendente anche la chiesa di San Michele di Vallerotonda la scheda pagg 219 222 è a firma di Marina Gargiulo Purtroppo però le segnalazioni e gli appelli servono a poco visto che molto raramente sortiscono l effetto sperato è così ahimé che le opere continuano a deteriorarsi per poi scomparire definitivamente Viene quasi da dire ma è assurdo che in quei casi ben vengano i furti di affreschi almeno in tal modo si salvano peccato che poi non se ne conoscerà più la provenienza È il caso di un affresco appartenuto alla scomparsa chiesa di S Michele nell omonima località di Cassino raffigurante S Benedetto sparito in seguito alla costruzione di un ristorante nello stesso sito di quell opera resta solo un immagine fotografica in bianco nero scattata dal sottoscritto c è solo da sperare che prima o poi venga rintracciata E pensare che i nostri avi utilizzarono la massima diligenza perché le loro

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  • E. Petrucci, Celebrazioni del millenario della morte di San Nilo
    l abate Aligerno E in onore di S Benedetto compose inni bellissimi Sono trascorsi mille anni dalla morte di S Nilo Ricordarlo ancora venerarlo come compatrono significa riconoscere con gratitudine la continuità di fede e di santità della nostra Comunità attraverso i secoli Noi ci sentiamo figli di S Nilo Sono infine veramente contento che la Parrocchia l Amministrazione Comunale il Comitato dei Festeggiamenti lavorando in piena sinergia abbiano così bene organizzato questa cerimonia che ricorda il millenario della morte di S Nilo Sollecitati dalle domande del giornalista dott Carlo Di Cicco si sono dilungati a parlare il Vicario Episcopale Mons d Francesco Milito e l Archimandrita di Grottaferrata Padre Emiliano Fabbricatore Ci piace riportare uno stralcio dell intervento di quest ultimo che riguarda un argomento di estrema attualità la divisione nella Chiesa S Nilo ha fondato il monastero di Grottaferrata nel 1004 Egli è vissuto dal 909 10 al 1004 e perciò prima della separazione tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa La divisione è avvenuta cinquanta anni dopo la fondazione del suo Monastero infatti si dice nella sua Vita che egli partì da Sèrperi e venne a Grottaferrata vicino Roma per cercare la possibilità di riunire tutti i suoi fratelli dispersi in piena unione con la Sede romana Qualche studioso ha interpretato questa decisione quasi come una previsione da parte del nostro Santo della successiva divisione avvenuta dopo la sua morte nel 1054 ad opera di Umberto da Silva Candida e di Michele Cerulario quindi Grottaferrata sarebbe stato un luogo che esprime l unità dei Cristiani e non lo spirito di scisma L anno scorso il 1 luglio sono stato in Vaticano insieme con alcuni confratelli ospite del Patriarca di Costantinopoli e questi ha affermato che Grottaferrata è l unico centro che puó e deve fare ecumenismo ed in effetti il nostro monastero da quando fu fondato da S Nilo e da quando avvenne lo scisma ha sempre operato al servizio della riconciliazione La nostra chiesa fu consacrata il 17 dicembre 1024 dopo che per vent anni s Bartolomeo ne aveva diretto la costruzione In essa il grande mosaico dell arco trionfale databile intorno all anno 1200 rappresenta la Pentecoste gli apostoli seggono a destra e a sinistra del trono vuoto sul quale siederà il Cristo giudice alla destra del Signore e perciò a sinistra di chi guarda siede Pietro simbolo della Chiesa di Roma mentre a sinistra cioè a destra di chi guarda siede Andrea simbolo della Chiesa di Costantinopoli S Nilo ha lasciato a noi questo retaggio l impegno per l unità delle Chiese E noi non abbiamo contrasti né con i Latini né con i Greci Ancora oggi siamo quelli che eravamo sempre protesi verso l unità Noi siamo rimasti sempre fin dall inizio e da prima dello scisma in comunione con la Chiesa di Roma non siamo perciò uniati termine dispregiativo usato polemicamente dagli Ortodossi per indicare i fedeli di quelle Chiese che tra la fine del XVI e la metà del XVIII secolo si

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  • V. De Nisi La diruta chiesa di San Michele in Vallerotonda
    ambiente A sinistra dell ingresso in controfacciata si registra la presenza di una zona affrescata Fig 3 Non si tratta di una testimonianza di livello qualitativo particolarmente elevato tuttavia essa offre qualche punto di interesse ed è in ogni caso un tassello del variegato panorama della pittura di quest area geografica regionale ad un epoca che dovrebbe verosimilmente collocarsi nella seconda metà del XIV secolo3 In alto un estesa e grave menomazione rende vano ogni tentativo di riconoscere la figura rappresentata che già agli occhi di Pantoni appariva come un Santo barbuto non identificabile 4 In basso invece trovano collocazione due riquadri rettangolari incorniciati da una fascia decorativa bicroma caratterizzata da una striscia esterna di colore bianco ed una più ampia bordatura rossastra La sinistra di tale cornice è occupata dalla figura della Vergine che purtroppo presenta un ampia lacuna in corrispondenza del volto di Gesù Bambino Fig 4 Da ciò che riferisce Pantoni5 il gruppo integro rappresentava una Virgo lactans o Madonna che allatta con la mano destra a sostegno del seno un tema iconografico che ebbe il suo sviluppo trionfale nell arte italiana tra il Duecento e il Trecento Con ogni probabilità esso deriva dalle rappresentazioni di Iside che allatta il piccolo Horus immagine che debitamente cristianizzata avrebbe trovato diffusione in un primo momento nell arte bizantina con il nome di Theotòkos Galaktotrophoùsa letteralmente Madre di Dio che nutre con il latte e successivamente nelle comunità cristiane occidentali6 Il gruppo divino è affiancato dalla raffigurazione di S Michele facilmente identificabile dall impostazione iconografica con la mano destra impugna un asta mentre con la sinistra sembra rilevare attraverso l uso di una bilancia il peso di due anime simboleggiate da minuscole figure umane bianche a mani giunte Quest ultima peculiarità allude evidentemente all ufficio della psicostasia l atto di pesare le anime dei defunti per stabilirne la giusta ricompensa attributo confluito nel culto micaelico ma dall origine pagana la funzione fu infatti propria del dio Ermes7 che a sua volta l aveva tratta da divinità ancora più antiche quali Toth e Anubi8 L arcangelo appare inoltre in tenuta da combattente vestito di una lorica piuttosto raffinata e in forte contrasto con l abito presenta fattezze androgine e volto di mite fanciullo Fig 5 Altra zona affrescata era quella situata sulla parete di destra in una nicchia profonda circa cm 22 Oggi di essa non resta che qualche traccia di pittura Accanto alla chiesa sul lato meridionale sono visibili le rovine di un romitorio composto da due modesti vani dove abitava un eremita che svolgeva anche le funzioni di custode della chiesetta9 Sempre all esterno meritevole di menzione è il pozzo posto a settentrione la cui cisterna si estende al di sotto della chiesa Come testimoniato dal caso in questione spesso nelle campagne delle nostre zone semidiroccate e rinserrate nel folto della vegetazione sopravvivono enormi patrimoni giuntici in eredità dal passato Tuttavia nella maggior parte dei casi si tratta di ruderi immersi nell oblio che purtroppo non di rado versano

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  • E. Pistilli La svista di Emile Bertaux (1903)
    basiliche latine accostandolo invece ai modelli delle chiese greche Tralascio le valutazioni dello studioso che per quanto interessanti sono piuttosto opinabili è anche il parere di altri storici dell arte trovo importanti invece le notizie che l autore ci fornisce ci dice che ai suoi tempi inizi del Novecento la chiesa era ridotta allo stato di una misera rovina C est aujourd hui une ruine assez misérable e che all interno dei muri poveramente intonacati le colonne in parte nascoste da pilastri di sostegno en partie masquée par des piliers de soutien erano ancora in piedi Ora c è da chiedersi se il Bertaux avesse esaminato personalmente l edificio in tal caso dovremmo registrare una grave compromissione della struttura e quindi un rifacimento successivo dal momento che prima della guerra vi si celebrava regolarmente messa e le sue condizioni erano più che decorose come ci mostrano le foto dell epoca inoltre di pilastri di sostegno non si è avuta mai traccia Quasi a smentire le affermazioni di Bertaux sullo stato di conservazione dell edificio giunge la relazione fatta al Ministero della Istruzione Pubblica il 26 giugno 1907 in occasione di lavori allora eseguiti dall ingegnere Luigi Fulvio dell Ufficio Regionale per la conservazione dei monumenti delle province meridionali3 nella relazione fra l altro si legge Non si puó dire che manchi la manutenzione e la chiesa sia abbandonata perché i fedeli la frequentano abbastanza ed è tenuta con sufficiente nettezza C è da ritenere invece che l autore abbia fatto confusione con altro tempio o si sia fidato di informatori poco attendibili Anche Angelo Pantoni OSB autore di uno studio sulla stessa chiesa nel 1980 ritiene che Bertaux abbia esaminato la chiesa con occhio poco attento il colonnato essendo rimasto sempre indenne da aggiunte posteriori 4 È possibile che si

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