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  • R. Molle Cerimonia della 36° Texas sul fiume Gari
    con questi uomini è nato spontaneamente senza bisogno alcuno di eccessive presentazioni o preamboli La loro disponibilità a farsi fotografare così come anche a narrarci i fatti di quel duro gennaio a Cassino è stata totale e assoluta Alcuni di loro hanno fatto tutta la Campagna d Italia sbarcando a Salerno nel settembre del 1943 per approdare a Cassino combattendo nella dura battaglia del Rapido e poi ancora ad Anzio Successivamente dopo lo sfondamento delle linee difensive tedesche sul Monte Artemisio hanno sfiorato Roma per proseguire verso nord all inseguimento delle truppe tedesche di Kesselring ormai in ritirata Poco più tardi in agosto sono sbarcati nel sud della Francia proseguendo l avanzata e combattendo contro le divisioni germaniche messe in fuga dallo sbarco Alleato in Normandia Inutile dire che il rivedere i tanti reperti esposti nel Museo ha destato notevole interesse in questi ex combattenti così come il ritrovarsi davanti alle proprie divise di un tempo agli effetti personali ed a tutti quegli oggetti che li accompagnavano nella loro vita quotidiana di soldati al fronte Dopo il pranzo lo Staff del Cassino War Memorial ha accompagnato gli Ospiti a S Angelo in Theodice per celebrare il ricordo di quanti in quel duro inverno del 1944 persero la vita alle porte di Cassino Per l occasione l esperto uniformologico del War Memorial Giancarlo Langiano ha trasportato i Veterani su un fuoristrada d epoca Dodge in tutto e per tutto fedele a quelli in uso presso le Forze Armate USA nel tempo di guerra Sembrava di essere tornati indietro di sessanta anni veramente La cerimonia svoltasi nella piazza principale del paese è stata toccante e solenne La delegazione di ex combattenti alla presenza delle Autorità civili e militari locali ha deposto una corona di fiori al monumento in memoria della Texas mentre

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  • Cassino: l'Historiale Polemiche sul nome
    sotto il nome di battaglia di Cassino e Montecassino Il museo finanziato dal Ministero per le Attività Culturali organizzato dal Comitato istituzionale Battaglia di Montecassino è stato realizzato da Officina Rambaldi un team internazionale di professionisti guidati da Carlo Rambaldi premio Oscar per gli effetti speciali dei film King Kong Alien e ET La denominazione Historiale di Cassino che si legge sul logo e sulla targa all ingresso della struttura di via S Marco ha destato qualche polemica da parte di cittadini dei 36 comuni aderenti al Comitato celebrativo che avrebbero preferito che si scrivesse semplicemente Historiale qualcuno ha lamentato la tendenza di Cassino a monopolizzare ancora una volta tutte le iniziative riguardanti l intero territorio In effetti se la denominazione è unica avendola brevettata Rambaldi non c era bisogno di aggiungere anche di Cassino a meno che non si volesse dare una connotazione geografica che facesse conoscere a tutti l ubicazione del museo Ma sorge un dubbio non è per caso che Rambaldi sia stato costretto ad aggiungere di Cassino perché il nome Historiale che è pur sempre un neologismo non codificato da alcun vocabolario esiste già da qualche altra parte Pare che sia proprio così Quanti sanno che in Francia c è già un Historial de la Grande Guerre a Château de Péronne E che dire dell Historial Charles De Gaulle presso il Musée de l Armèe Hôtel National des Invalides E del Musée de l Historial de la Vendée Se è così Rambaldi non avendo inventato nulla di nuovo riguardo al nome non poteva fare diversamente Emilio Pistilli La sfida raccolta da Officina Rambaldi è quella di creare un allestimento storico capace di comunicare raccontare in modo suggestivo e coinvolgente i drammatici eventi di questo territorio e la sua rinascita Abbiamo voluto portare all attenzione nazionale il

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  • Acquafondata: medaglia di bronzo al merito civile
    allestito l ospedale militare dei francesi nel quale venivano soccorsi molti dei feriti sul fronte di Cassino Poco distante dall ospedale c era anche il cimitero militare francese che ancora oggi è ricordato da una stele marmorea e dalla bandiera francese Molti dei soldati che ora riposano nel sacrario militare di Venafro provengono dal cimitero militare francese di Casalcassinese Ad Acquafondata invece dove ora sorge il parco Manfredi Mancone ex vivaio della forestale per un certo periodo trovarono riposo le salme dei polacchi caduti sulle pendici di Montecassino quegli stessi polacchi oggi riposano nel sacrario di Montecassino presso l abbazia sulle cui rovine il 18 maggio 1944 issarono la loro bandiera bianca e rossa Ad Acquafondata l altopiano che la divide da Viticuso era disseminato palmo a palmo da macchine di guerra di ogni tipo obici mortai cannoni mezzi blindati camionette militari Fra di esse e per le strade del paese era un via vai frenetico di soldati francesi americani ed inglesi mentre in piazza uomini e donne del luogo servivano agli sfollati razioni di cibo Numerosi furono i soldati della nostra terra del nostro comune caduti valorosamente sui campi di battaglia e altrettanto numerosi furono i civili che persero la vita sotto i bombardamenti che per molti mesi martoriarono l intero territorio del comune di Acquafondata È per tutti loro che il comune ha avuto l alto riconoscimento del Presidente della Repubblica con il conferimento della medaglia di bronzo al merito civile Sono passati oltre 60 anni ma sono sicuro che in molti ancora oggi è vivo e doloroso il ricordo di quei giorni terribili E qui a ricordare ci sono alcuni reduci ed ex combattenti e sono i signori Severino Di Meo Filippo De Filippis Antonio De Filippis Carmine De Filippis Giuseppe Fuoco Orazio Carcillo Romano Neri Domenico

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  • QUANDO LE FOTO NARRANO LA STORIA
    bosco vicino alla famosa abbazia di Montecassino un gruppo di naturisti uomini e donne aveva iniziato da qualche tempo la vita all aria aperta e in costume molto sucinto I contadini del luogo dapprima credettero si trattasse di bisognosi di cure solari e lasciarono fare ma poi informati degli scopi naturistici della colonia insorsero con sassi e bastoni e i malcapitati dovettero darsela a gambe Disegno di A Beltrame Foto

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  • SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
    2005 pagg 170 f to cm 15x21 s pr Raffaele Nardoianni Piedimonte San Germano nella voragine di Cassino Prefazione di Eugenio Maria Beranger Appendice Per il recupero della memoria a cura di Irma Corvino e Giuseppe Sacco Associazione Antares Piedimonte San Germano 2004 s Tipogr pagg 168 illustr b n f to cm 17x24 ristampa anastatica dell edizione Tipogr Aurelio Malatesta Cassino 1950 s pr Guida alle Biblioteche della Provincia di Frosinone Provincia di Frosinone Assessorato alla Cultura Musei Biblioteche e Archivi Storici della Provincia di Frosinone 2005 Tipogr Arpinate Stampa Arpino pagg 96 f to cm 15x21 Giovanni Petrucci Gli affreschi di S Maria Maggiore in Sant elia Fiumerapido CDSC onlus 2005 Tipogr Ugo Sambucci Cassino pagg 144 illustr b n e col f to cm 17x24 s pr Giuseppe Di Fazio Sant Angelo in Theodice Da un passato tranquillo alla tragedia della guerra CDSC onlus 2005 Tipogr Ugo Sambucci Cassino pagg 112 illustr b n f to cm 17x24 s pr Alfredo Iulianis Sfogliando i giorni 1940 45 Diario di guerra a Tora e Piccilli Edizioni EVA 2005 Tipogr Pontone Cassino pagg 224 illustr b n f to cm 17x24 15 00 Antonio Sorrentino I misteri dell area

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  • Elenco dei Soci 2005
    Francesco Del Greco Armando Del Greco Giuseppe Dell Ascenza Claudio D Ermo Orlando Di Meo Franco D Orefice Giovanni Fardelli Marino Fargnoli Bruno Fargnoli Giovanni Galasso Franco Gallozzi Arturo Gargano Domenico Luciano Antonio Maddalena Claudio Mangiante Alberto Mangiante Marco Mattei Valentino Miele Bruno Coia Marisa Ottomano Vincenzo Petrucci Giovanni Pistilli Emilio Ranaldi Aurelio Pietro Russo Maria Sammartino Guglielma Saragosa Sergio Sbardella Marco Serra Luigi Sidonio Fernando Tutinelli Giacomo Varlese Guido

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  • G. Sammartino L'incastellamento nella Terra S. Benedicti
    castellum vene et iuxta ratione a condizione che il monastero fornisse loro i cosiddetti magistri fabricatores Questo documento riveste senza dubbio una grande importanza dal momento che rappresenta l atto di fondazione del primo castello abitato della Terra Sancti Benedicti Sebbene non esistesse una minaccia esterna incombente il ricordo delle passate incursioni saracene imponeva la costruzione di torri e castelli a fianco delle chiese faticosamente risorte o costruite ex novo Non mancava comunque anche la necessità di difendersi dai potenti signori vicini che in passato non avevano esitato a compiere atti di usurpazione non appena se ne era presentata l occasione I monaci dovevano assolutamente difendere i beni che avevano faticosamente recuperato assicurare la tranquillità della vita degli abitanti e tutelare le terre dissodate Per tutto il X e poi ancor più fattivamente nell XI secolo si susseguono dunque le costruzioni di nuovi castelli e rocche che sorsero immediatamente dopo la costruzione della Rocca Janula e del castello di S Angelo in Theodice in tutta la Terra di San Benedetto Si deve all abate Mansone successore di Aligerno la colonizzazione nel 991 di S Elia e la fondazione di Roccasecca A circa un chilometro da Aquino in prossimità della Via Latina odierna Casilina fu fortificata un antica cella benedettina dedicata a S Gregorio Accanto al monastero era stata edificata una imponente torre a tre piani poi distrutta dal terremoto del 1349 e non più riedificata da cui ancora oggi la località è identificata con il toponimo Torre di S Gregorio 11 Sempre in questo periodo appaiono i nomi del castello di Pignataro di Mortola di Rocca di Vandra Proprio nel territorio limitrofo a Rocca di Vandra fu poi costruito il castello di Cocuruzzo lì dove era stato fondato qualche anno prima ad opera dell abate Guido il monastero di S Salvatore 12 Nel 1115 il castello di Cardito ceduto al monastero dai conti di Venafro fu fortificato dall abate Gerardo con mura e torri al pari di Viticuso Pontecorvo e Suio dal momento che sorgeva su un altura presso Valle Trotta luogo di confine della signoria abbaziale La stessa città di San Germano che come già detto era stata fondata dall abate Bertario e poi distrutta dai Saraceni nell 883 in questo periodo fu ampliata e ricostruita ad opera dell abate Atenolfo Nasceva sempre nell XI secolo anche il castello di Iuntura che sorgeva dove oggi c è la frazione Giuntura del Comune di S Apollinare così chiamato perchè sito nel territorio dove il fiume Gari si unisce al Liri formando il Garigliano 13 Accanto al territorio di Iuntura fu costruito il castello di Vandra Monastica così denominata per distinguerla da Rocca di Vandra sita al di là del fiume Peccia e del Garigliano fiumi che segnavano il confine tra la Terra di San Benedetto e il gastaldato di Vandra appartenente ai conti di Teano I conti di Aquino invece si fecero promotori intorno al 1051 della costruzione del castello di Teramo 14 Infine risalgono sempre all XI secolo anche i castelli di Vallerotonda e di Torrocolo Trocchio 15 Il pericolo rappresentato dalla presenza normanna impose inoltre all allora abate Richerio la necessità di apprestare una adeguata difesa delle proprie terre affidando la difesa militare del territorio agli stessi abitanti della Terra di San Benedetto provvedendo a scegliere tra questi gli elementi che si sarebbero dedicati esclusivamente alla professione delle armi Da questo momento ebbe origine la formazione di una milizia abbaziale che vedremo andrà a costiture una classe sociale propria a cui gli abati nel tempo concederanno terre esenti da ogni onere oltre ad una serie di altri privilegi 16 In questo periodo in cui l abbazia di Montecassino era al suo apogeo il popolamento per castra che come abbiamo visto stava interessando l intera Terra di San Benedetto ha assunto delle caratteristiche del tutto originali e peculiari che non si riscontrano altrove anche nella stessa regione Mentre infatti nelle altre zone del Lazio il fenomeno dell incastellamento aveva conosciuto nell XI secolo una fase di stabilizzazione e di attenuazione nel territorio cassinate invece la presenza normanna in Campania aveva avuto l effetto di prolungare il movimento di popolamento per castra ancora per molti decenni Il timore infatti che scaturiva dalla presenza normanna alle porte dei possedimenti abbaziali aveva prodotto un duplice effetto da un lato aveva contribuito ad aumentare l importanza strategica dei castra già edificati al tempo dell abate Aligerno posti ora a protezione delle frontiere dall altro aveva spinto alla creazione di nuovi castra sia su iniziativa del monastero o anche dei signori locali come abbiamo visto per le costruzioni dei castelli di Viticuso e Acquafondata voluti dai conti di Venafro sia su iniziativa dei Normanni stessi 17 In questo fenomeno singolare risiede dunque la grande specificità e la peculiare organizzazione del patrimonio monastico che non ha conosciuto situazioni equivalenti in tutto il Lazio Un chiaro panorama della situazione generale dei castra che gravitavano intorno al monastero benedettino nella seconda metà dell XI secolo ci è offerto dalle bolle e dai vari privilegi papali con cui il pontefice confermava all abbazia gli elementi costituenti l intero patrimonio cassinese Nella bolla del 1057 di papa Vittore II18 si elencavano già diciannove castra divenuti addirittura più di trenta nelle bolle di fine secolo dopo le importanti acquisizioni operate dall abate Desiderio19 I nomi di tutti castelli allora fondati furono incisi sulle porte di bronzo della Basilica di Montecassino ordinate a Costantinopoli dall abate Desiderio sul tipo di quelle presenti nel duomo di Amalfi 20 Tali informazioni ci permettono di cogliere tanto gli aspetti quantitativi che seguirono all instancabile opera di organizzazione territoriale da parte degli abati succedutisi in questi anni apprezzando l importanza e la vastità dei possedimenti raggiunti dal monastero quanto le caratteristiche qualitative di un processo che ha indelebilmente segnato un solco significativo in tutta la storia della Terra Sancti Benedicti Dal Castrum all Universitas Civium La vita associata all interno dei castra superate le fasi iniziali entrava a questo punto tra la fine dell XI

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  • E. Noschese La torre dimenticata di S. Germano
    unitamente a frammenti di mattoni e piccoli ciottoli che ne riempiono gli spazi più grandi Ad altezze regolari si notano strati più consistenti di materiale cementizio All altezza di centimetri 160 dal piano di campagna vi è un filare di blocchi squadrati scuri alti centimetri 24 e lunghi fino a 50 centimetri È anche visibile la caratteristica struttura a scarpa La sua altezza è di metri 5 80 dal piano di campagna Attualmente un apertura larga 175 cm alta cm 150 delimitata da un filare di blocchi per lato avente la forma di un corridoio lungo oltre 4 metri coperto a botte e notevolmente inclinato verso il basso consente l accesso all interno Anche il piano inferiore costituito da materiale di risulta è inclinato verso il basso Detta apertura è rivolta verso la strada comunale Nel lato rivolto verso via del Foro sono tuttora ben visibili due feritoie quella superiore rettangolare per gli arcieri e quella inferiore circolare per gli archibugieri Le due feritoie sono poste quasi al limite superiore della costruzione che in questo punto è di metri 5 80 mentre il muro sul quale sono inserite ha lo spessore di 105 centimetri Grazie alla presenza delle due feritoie è stato possibile l individuazione del rudere la cui vetustà non lascia ombra di dubbio Il lato che guarda la vicina Rocca Janula opposto all ingresso attuale è quello meno alto e per la presenza di un muro sul quale la torre è parzialmente inserito non è visibile L aspetto interno Una ingente quantità di materiale di scarico costituisce il pavimento attuale non livellato della costruzione che risulta interrato di oltre un metro rispetto al piano di campagna All osservatore appare un ambiente di forma quasi sferica diametro dall apertura alla parete opposta metri 5 diametro massimo metri 5 80 La copertura è a cupola con un foro centrale richiuso da tempo del diametro di cm 50 60 L altezza dovrebbe essere compresa tra i 4 5 ed i 5 metri dal pavimento attuale a tratti si notano tracce di intonaco Si notano tre nicchie senza strombatura per il corpo di guardia poste tutte alla stessa altezza cm 110 e sono tutte colme di detriti di ogni genere le dimensioni sono altezza 140 cm e larghezza 90 la seconda a destra è larga 110 cm mentre la profondità delle stesse è di poco inferiore ai 4 metri La nicchia di sinistra è posta a 140 cm dall ingresso e quella di destra a 130 cm In corrispondenza di queste tre nicchie all esterno vi sono altrettante feritoie che consentivano al corpo di guardia di scrutare l orizzonte dal vallone di S Silvestro alla zona dell attuale chiesa di S Scolastica Una serie di ben 14 aperture cm 20x20 delimita la zona superiore cilindrica interna del locale Due aperture nella volta ostruite verso l esterno poste ai due lati dell attuale ingresso sono state sicuramente procurate durante l ultima guerra Tra la prima nicchia e prima della seconda di destra in

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