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  • USI DELLA CANAPA - una risorsa di nome canapa
    gli abbattuti stecchi in giù cadranno E l tiglio insieme piegherà fin tanto Che la codetta le rimanga in mano La donna allor che il fascio al fin s accosta Volga l capo al fastello e fuor ne spinga La coda sì che in due colpi leggieri Resti disciolta la minuta canna Che giù stesa precipita in un punto E con le man se stropicciar la vuole Sarà de l arte cortesia e finezza Perchè l pedal più di leggier si franga Aprasi da la pronta femminella Che vedrassi così cedere al primo Colpo nè occorreranno altre percosse La virtù allor ch è unita è più gagliarda Ma fievol resta quando si separa Sia la vicenda de flagellatori Con arte fatta nè col duro colpo De l impugnata ben tornita e liscia E sorbigna maciulla il pancon tocchi Che gran dolor n avria la mano e l polso Colei ch è l mobil primo del lavoro E schiava sta dannata a quel flagello Ben cauta la manata in grembo tegna Ne l atto che strignendola nel pugno La sporge fuori a la tempesta dura Onde alcun troppo violento colpo Colpo d innamorato giovinastro In cui amor forza a natura aggiugne Non gliela strappi d improvviso e mandi Il tiglio ed il manipolo in soqquadro Nè più modo vi sia di districarlo Attenta ancora stia se può al lavoro Nè gli occhj di leggier pianti nel viso A l uno o a l altro percussor può questo Far sì che troppo inavvedutamente Le mani avanzi e non più l colpo cada Su la manata no ma su le mani E vergogna ne senta e n abbia offesa Da la percossa a precipizio data Da ch indiscreto fu fin da la culla Nè possa a l opra più servir quel giorno Anzi se in alcun d essi va occhieggiando O compartendo pur qualche sogghigno A quel che più fa seco a la civetta Può destar gelosia nel suo rivale E può con gelosia destar lo sdegno E di tai caccabaldole in sequela L ordin de le battute alterar molto Che tremor nasce in chi d ira s accende E quindi per assalto di furore Può nascer danno d altro che di ciarle L arme è già pronta nè convien cercarla Perchè già d ambo è la mazzuola in pugno Fuman gli altari e vicino è l nimico Un forte colpo colorito a fallo Può l rivale fiaccar tra capo e collo Che in tal lavoro non saria già l primo E scomponendo il lavorier già preso In guerra sanguinosa convertirlo E far rider il fisco e l criminale Piuttosto a canticchiare ognun s appigli La donna canti l caso d Atteone Che per troppo veder mise le corna E i garzon quel di Piramo e di Tisbe Che per soverchio amore ambo moriro O ciò che improvvisar puote in quel caldo La fantastica mente innamorata Che non sarian già questi i villan primi Ne l improvvisatrice arte maestri Sallo l Etruria ove le villanelle De la grazia real son fatte adorne Perchè se d improvviso anche sfidate Cantano al par de le Pierie suore Che l poetico foco al pari infiamma La mente a chi s abbevera a la fonte E di rustico cibo si nutrica Che a chi Montepulciano infiasca e ingozza E di rare vivande empie l imbusto Rotte così le coste a le manate Di tratto in tratto porgeransi ad altro Garzon che a destra di chi siede ai colpi Stia ritto e pronto a prenderle di botto Costui poichè la prima ha già afferrata E così l altre che verran dappoi Vedrà che tutto in fila s è converso Ciò ch era pria tronco legnoso e duro E dovrà forte scuoterlo a due braccia E ben più volte alzando e ribassandolo E allargando la rete del suo tiglio Farà con questo ventilar che giuso Piombin le scheggie fatte ed ogni stecco E resti quanto puote il tiglio mondo Nè speri già di tutto ripurgarlo Altro a ciò si richiede altro processo E nuovo esame di tormenti a forza Dopo a l ingrosso le manate scosse Di quante n ha torcendole in obbliquo Un fastellotto e se può dirsi un gruppo Attortigliato senza nodo formi E tutte tutte in cumul le riponga Per man d altro garzone ausiliario Che mancar qui non dee per buon governo Finchè questo flagel dura in vigore Truppa diversa di garzoni e donne Stassi in disparte ma ne l aja stessa Tutta ad altr opra intenta e in gozzoviglia Per quanto porta un intermezzo solo Tra l faticare e l ristorarsi alquanto Que fastelli cui già rotte fur l ossa E attortiglione in cumulo fur messi Passano ad altra man per nuovo ancora Soffrir martirio e meglio raffinarsi Vedrai due nuovi panconcelli in piedi Disposti sì che l un dia loco a l altro Nè al vario lavorar ostino punto Questi gli eculei son dove ciascuna Manata ha da soffrir nuovo tormento Grametto uno s appella o sia maciulla Su quattro piè fermo così che sembra Il cavallo che tien scuola di salto Sul dorso apre un canale ed una fossa Profonda sì che non ha fondo alcuno E in essa come l bue ne le narici La lingua ognor chinando va bisulca Lungo l canal ed or s alza or s abbassa A piacer di chi tienla in pugno stretta Pel manico che là presso la fine Si sporge in fuori sempre al perno fissa Gramola è l altra ed è simile affatto Ne piedi ma nel dorso apre due fosse Eguali a quelle del grametto e in tutto Parallele così che ben diresti Nacquero tutte ad un medesmo parto In queste fosse anche due lingue vanno Calando giù ne l atto del lavoro Mosse da quella man che le governa Siccome fa la superior mascella Del coccodril ch unica al mondo s alza Finchè in alto sostiensi la mascella Non più bisulca ma trisulca fatta Da la sinistra mano un de già

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